09/05/2020
L’ATTEGGIAMENTO MENTALE E LE ASPETTATIVE DELLA FASE 2
Prima della quarantena, ciascuno di noi aveva la propria vita, permeata da una quotidianità che come un copione si esplicava tutti i giorni allo stesso modo, con le stesse abitudini, le personali modalità di interazione, i momenti di incontro, lo svolgimento delle attività domestiche, di lavoro e di svago. Tutto si incastrava perfettamente e anche quando l’imprevisto irrompeva, il nostro copione quotidiano era talmente ripetitivo e rassicurante da ammortizzarne l’urto.
,invece, ha sconvolto ogni nostro schema, togliendoci le certezze che rappresentavano il nostro mondo e il modo con cui ci relazionavamo con esso. Questo ha comportato una grande paura e uno sgomento.
L’isolamento ci ha rapidamente sottoposti ad uno stress improvviso e al più remoto degli imprevisti a cui potevamo pensare, tanto da essere costretti a modificare il nostro copione quotidiano, imparando a reinventarsi per proteggerci.
al mondo con la ha, in un primo momento, illuso molti, credendo al ritorno alla “vecchia normalità" e al ripristino dei nostri affezionati schemi comportamentali, mentali e relazionali.
In realtà non è affatto così.
La convivenza con la presenza del virus, continua ad imporci il rispetto delle regole precauzionali, ora più che mai, ma questo sta a significare anche un cambiamento importante e profondo del nostro copione quotidiano che ha un’impronta più incisiva di quando eravamo in quarantena a casa. Perché, mentre nel primo caso sapevamo che sarebbe stato passeggero e che dovevamo far fronte a uno stress circostanziale, adesso, fin tanto che l’emergenza non sarà terminata e non sappiamo quando accadrà, tornare alla “normalità” vuol dire adattarci attivamente ad un nuovo mondo, con un atteggiamento mentale flessibile ed innovativo.
non comporta e non deve comportare la rassegnazione o l’accettazione passiva di quanto stiamo vivendo, ma una delle nostre abitudini, delle nostre capacità adattive e produttive, delle modalità interpersonali che ci conducono a ” alla presenza del virus, .
1-Concentrare e Potenziare le proprie energie e capacità personali e professionali e veicolarle ad aumentare tutto il potere produttivo della propria attività lavorativa (empowerment), con creatività e determinazione, anche reinventandosi nel proprio lavoro.
2-Diversificare le aspettative rispetto ai rapporti interpersonali. Le relazioni umane da oggi saranno diverse, con le dovute “distanze” senza quei contatti fisici che le caratterizzavano. Ma questo può angosciare, oppure, può aiutare a modificare l’atteggiamento mentale e scoprire un altro modo di stare insieme, coltivando di più e differentemente l’ascolto attivo, l’interesse autentico verso l’altro, il vedersi per “guardarsi negli occhi” e conoscersi per davvero. Il solo piacere di stare insieme.
Può essere utile e importante “allontanarci” per un po' dall’esperienza vissuta e “impressa” nella nostra mente della “vecchia quotidianità" e provare invece a sperimentarne una differente, un passo alla volta, senza demordere e vedere cosa accadrà e dove ci può condurre.