Dott.ssa Laura Carlini Psicoterapeuta

Dott.ssa Laura Carlini Psicoterapeuta Utilizzo del Biofeedback per l'autoregolazione emotiva.

Psicoterapia cognitivo- comportamentale orientata all'accoglienza della persona e all'ascolto attivo della sua storia affettiva e personale e alla risoluzione dei pensieri ed emozioni disfunzionali.

Se GOVERNI la tua PAURA puoi ritrovare la PADRONANZA di te stessa.L'aspetto più ingestibile dell'ATTACCO DI PANICO è la ...
04/07/2020

Se GOVERNI la tua PAURA puoi ritrovare la PADRONANZA di te stessa.

L'aspetto più ingestibile dell'ATTACCO DI PANICO è la risposta fisiologica alla paura.
Aver paura è del tutto naturale. È un'emozione insita in noi che ci consente di adattarci a situazioni di pericolo reale, regolando così le nostre reazioni di attacco o fuga.
Tuttavia, è capitato a molti di vivere condizioni di stress prolungato o in uno stato di ansia profuso da cui nel tempo non si è più trovato il modo o la soluzione per uscirne.
Lo scenario di pericolo o di minaccia allora cambia e l'ansia incomincia a farne da "padrona". Ciò significa che le situazioni che minacciano il più delle volte non sono reali, ma rappresentate nella mente come se lo fossero. Ad esempio, "se vado al lavoro da sola con la macchina di sicuro mi sento male"! Non ci sono evidenze concrete che ciò stia accadendo ma la nostra mente rappresenta tale possibilità "come se" sta per accadere per davvero, ossia come un pericolo reale pur se nn lo è! Pertanto, il cervello elabora le informazioni che derivano da tale rappresentazione degli " occhi della mente" e si attiva per fornire tutte quelle risposte neurovegetative che preparano a fuggire dalla situazione, ad affrontarla oppure a sentirsene intrappolati senza via di fuga.
Spesso in quest'ultimo caso il crollo di strategie innesca un'escalation di reazioni (tachicardia elevata, disapnea, sudorazione, irrigidimento muscolare, confusione mentale, difficoltà visive ecc.) che portano al Panico.

Di seguito, all'attacco si innesca la "PAURA della PAURA e cioè la PAURA di riprovare tutte quelle sgradevoli e orribili sensazioni fisiologiche che si sono vissute durante l'attacco è che spesso conducono all'idea di " STARE PER MORIRE"! Dunque, il circolo vizioso si palesa.
Si incominciano ad evitare tutte quelle situazioni che mettono ansia diventando sempre più ansiosi fino a "perdere se stessi".

Per uscirne non è semplice. È necessario farsi aiutare e iniziare un buon percorso di psicoterapia, (elettiva é quella cognitivo- comportamentale), tuttavia, dei semplici SUGGERIMENTI possono contribuire a prendere consapevolezza del proprio problema:
● imparare a conoscere il meccanismo della paura e le sue risposte
● individuare quelle situazioni concrete oppure "pensate" che producono ansia
● imparare a ridurre le sensazioni,ricorrendo a tecniche di rilassamento che è antagonista all' ansia e che riduce l'eccesso di adrenalina
● imparare a ridurre i propri pensieri "nocivi e virali" affiancandoli a nuovi più costruttivi e positivi.
Come ho già detto non è un cambiamento facile da realizzare ma non impossibile!
È importante sapere che dietro ogni STORIA DI ANSIA C'È LA STORIA DI UNA PERSONA CHE HA BISOGNO DI RACCONTARSI E DI RIAPPROPRIARSI DI SE STESSA.

06/06/2020

Il biofeedback è una metodologia terapeutica di matrice cognitivo-comportamentale attraverso la quale è possibile apprendere l’autocontrollo

L’ATTEGGIAMENTO MENTALE E LE ASPETTATIVE DELLA FASE 2Prima della quarantena, ciascuno di noi aveva la propria vita, perm...
09/05/2020

L’ATTEGGIAMENTO MENTALE E LE ASPETTATIVE DELLA FASE 2

Prima della quarantena, ciascuno di noi aveva la propria vita, permeata da una quotidianità che come un copione si esplicava tutti i giorni allo stesso modo, con le stesse abitudini, le personali modalità di interazione, i momenti di incontro, lo svolgimento delle attività domestiche, di lavoro e di svago. Tutto si incastrava perfettamente e anche quando l’imprevisto irrompeva, il nostro copione quotidiano era talmente ripetitivo e rassicurante da ammortizzarne l’urto.
,invece, ha sconvolto ogni nostro schema, togliendoci le certezze che rappresentavano il nostro mondo e il modo con cui ci relazionavamo con esso. Questo ha comportato una grande paura e uno sgomento.
L’isolamento ci ha rapidamente sottoposti ad uno stress improvviso e al più remoto degli imprevisti a cui potevamo pensare, tanto da essere costretti a modificare il nostro copione quotidiano, imparando a reinventarsi per proteggerci.
al mondo con la ha, in un primo momento, illuso molti, credendo al ritorno alla “vecchia normalità" e al ripristino dei nostri affezionati schemi comportamentali, mentali e relazionali.
In realtà non è affatto così.
La convivenza con la presenza del virus, continua ad imporci il rispetto delle regole precauzionali, ora più che mai, ma questo sta a significare anche un cambiamento importante e profondo del nostro copione quotidiano che ha un’impronta più incisiva di quando eravamo in quarantena a casa. Perché, mentre nel primo caso sapevamo che sarebbe stato passeggero e che dovevamo far fronte a uno stress circostanziale, adesso, fin tanto che l’emergenza non sarà terminata e non sappiamo quando accadrà, tornare alla “normalità” vuol dire adattarci attivamente ad un nuovo mondo, con un atteggiamento mentale flessibile ed innovativo.
non comporta e non deve comportare la rassegnazione o l’accettazione passiva di quanto stiamo vivendo, ma una delle nostre abitudini, delle nostre capacità adattive e produttive, delle modalità interpersonali che ci conducono a ” alla presenza del virus, .

1-Concentrare e Potenziare le proprie energie e capacità personali e professionali e veicolarle ad aumentare tutto il potere produttivo della propria attività lavorativa (empowerment), con creatività e determinazione, anche reinventandosi nel proprio lavoro.
2-Diversificare le aspettative rispetto ai rapporti interpersonali. Le relazioni umane da oggi saranno diverse, con le dovute “distanze” senza quei contatti fisici che le caratterizzavano. Ma questo può angosciare, oppure, può aiutare a modificare l’atteggiamento mentale e scoprire un altro modo di stare insieme, coltivando di più e differentemente l’ascolto attivo, l’interesse autentico verso l’altro, il vedersi per “guardarsi negli occhi” e conoscersi per davvero. Il solo piacere di stare insieme.

Può essere utile e importante “allontanarci” per un po' dall’esperienza vissuta e “impressa” nella nostra mente della “vecchia quotidianità" e provare invece a sperimentarne una differente, un passo alla volta, senza demordere e vedere cosa accadrà e dove ci può condurre.

COME RESISTERE ALLO STRESS CAUSA ED EFFETTO DELLA QUARANTENALa condizione di stress è diventata parte integrante del dif...
09/04/2020

COME RESISTERE ALLO STRESS CAUSA ED EFFETTO DELLA QUARANTENA

La condizione di stress è diventata parte integrante del difficile momento che stiamo vivendo. Pur se viene definito transitorio, è diventato chiaro a tutti che lo stress non riguarda più solo l'isolamento, la complicata condizione epidemiologica e il suo superamento, ma prolunga i suoi effetti con uno sguardo incerto verso il futuro, con le problematiche economiche e la preoccupazione della ripresa delle attività e della vita sociale. Non dimentichiamo, inoltre, la frustrazione nel sentirsi impotenti in questo preciso momento e le conflittualità che aumentano e si inaspriscono.
In quanto psicologa, il mio compito è sempre stato e continua ad essere quello di promuovere e tutelare la salute e il benessere psicologico delle persone.
A tale proposito, voglio offrire dei semplici ma efficaci suggerimenti per la tensione e la propria per quando si "RIAPRIRANNO LE PORTE DELLE NOSTRE CASE".

1- PERMETTERSI UNO SFOGO EMOTIVO, condividendolo con i membri della famiglia o con chiunque sia in grado di ascoltare attivamente: tutti sentono il bisogno di liberare ciò che sentono;
2-FERMARE I PENSIERI NEL "QUI ED ORA": allenarsi a "stoppare" eventuali pensieri catastrofici e destabilizzanti e affiancare ad essi pensieri funzionali al problem solving e alla progettualità;
3-APPRENDERE UNA TECNICA DI RILASSAMENTO in grado di aumentare la forza psicologica ed immunitaria e di canalizzare le proprie risorse ad un investimento personale e sociale.


Se hai bisogno prenota un colloquio al n. 3804770370

01/04/2020

Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che seguono la mia pagina e quelli che l'hanno trovata interessante. Spero sia di stimolo per riflettere e regalare un sorriso

29/03/2020

COLTIVARE L'EMPATIA COME ANTITODO EMOTIVO CONTRO IL CONTAGIO

"Siamo TUTTI sulla stessa barca"

Tornerò a parlare dello stress dell'isolamento,della paura e di come gestire le emozioni e i pensieri invasivi e catastrofici per migliorare il prioprio stato di benessere, in un secondo tempo.
Considerando l'evolversi dello scenario di questa emergenza che ogni giorno ci presenta nuove realtà,credo che un'attenzione particolare va rivolta ai diversi volti che sta assumendo la sofferenza. Mi riferisco alle persone che si sono ammalate e che sono isolate lontano da casa, all'angoscia e la preoccupazione dei loro familiari,ai malati in terapia intensiva e quelli in rianimazione, ai familiari che vivono l'agghiacciante dolore della perdita dei loro cari senza averli potuti riabbracciare, ai medici e agli infermieri che vedono ogni giorno morire davanti ai loro occhi persone che hanno accudito fino allo stremo delle loro forze fisiche e psicologiche e poi "devono" tornare dai loro figli col sorriso e non per ultimo a tutte le persone e famiglie che non riescono a far fronte economicamente a tale emergenza.
L'empatia è quella straordinaria competenza emotiva e sociale che ci mette in sintonia con i sentimenti, gli stati emotivi,i pensieri dell'altro. E' la capacità di "immedesimarsi nell'altro", "mettersi nei suoi panni", sentire l'altro "dentro di sè".
Secondo le neuroscienze, gli studi effettuati sui NEURONI SPECCHIO confermano che l'empatia è parte integrante del nostro corredo genetico, quindi è una abilità presente biologicamente che va coltivata e potenziata. Quando mi trovo davanti ad un'altra persona e sto dialogando e questa esprime con il suo volto un'emozione, sono in grado di percepire il significato di tale emozione e di sintonizzarmi sullo stesso stato emotivo dell'altro, addirittura mimando la sua stessa espressione facciale.
Apprendere a rappresentare mentalmente a sè stessi le proprie emozioni, saperle distinguere, nominarle, rispettarle, esprimerle e condividerle accresce lo stato di benessere della persona. Ma apprendere a rappresentarsi mentalmente gli stati emotivi altrui equivale a sentire l'altro (la sua gioia, la sua sofferenza, amarezza gratitudine ecc), mostrare interesse per l'altro, il che significa arrichhire il proprio e altrui bagaglio relazionale. Arricchire il proprio valore di "persona".
In questo delicato momento storico, coltivare l'empatia non è solo un atteggiamento emotivo ma un dovere civico che rinforza:
1-il rispetto delle regole preucazionali, ossia "STARE A CASA";
2-il rispetto della tutela della propria e altrui salute;
3-il rispetto del disagio, della paura e dell'angoscia di chi si ammala e dei suoi familiari;
4-la comprensione della stanchezza e dell'amarezza, ma anche della compassione di tutti gli operatori sanitari.
5-il sorriso verso i propri cari, amici e parenti.
E' comprensibile adesso avere paura del contagio. Tuttavia, proviamo a "usare" tale paura per aiutare noi e gli altri, non trasformiamola in aggressività o in allarmismo,facendo girare inutili messaggi ad esempio o cose simili, ma in forme di empatia che conducono verso l'altro, attraverso gesti pratici come una telefonata a chi è solo per confortarlo, portare la spesa, cibo caldo fuori dalla porta a persone anziane che vivono sole, fare una donazione per chi è in difficoltà economica, offrire un sorriso anche con messaggi umoristici o anche semplicemente fermare il proprio tempo per per cui : FERMARE IL CONTAGIO PER LA SALUTE DI TUTTI.

Dott.ssa Laura Carlini

COLTIVARE L'EMPATIA COME ANTITODO EMOTIVO AL CONTAGIO"Siamo TUTTI sulla stessa barca"
29/03/2020

COLTIVARE L'EMPATIA COME ANTITODO EMOTIVO AL CONTAGIO

"Siamo TUTTI sulla stessa barca"

26/03/2020

QUALCOSA SU QUESTA SITUAZIONE.....

C'è stato chiesto di modificare le nostre abitudini, il nostro modo di relazionarci, le attività quotidiane e i piccoli grandi gesti. Inizialmente si risponde a tutto ciò con sconcerto, in alcuni casi abbiamo visto come l'evitamento è una risposta a quanto ci é stato richiesto.
Si viene messi alle "strette", viviamo una condizione che io definirei "diversamente stressante" xké poco comune ad altre situazioni che generalmente siamo chiamati a vivere, ma alla fine ci si rende conto che è una paura che ci tutela e restare in casa, pur se nn semplice, facilata la riduzione del contagio (manteniamo però sempre il contatto solo con notizie serie che possiamo razionalizzare). Allora arresi a questo "inondamento di stress forzato", inevitabile, si incomincia ad esplorare se stessi, a VIVERSI DI PIÙ, a METTERSI ALLA PROVA....e a tutte le proprie inaspettate e insospettate "risorse" di entrare in gioco.
Si scopre che si può sopravvivere anche a questo. Si possono sviluppare di in casa che fanno Crescere come individui xké mai abbiamo vissuto un evento del genere .....molti miei pazienti ansiosi all'inizio del percorso vogliono scacciare la loro ansia, vorrebbero cancellarla. Poi però pian piano si rendono conto che invece di evitarla se la "reggono" un pochino alla volta e imparano a riconoscerla e a gestirla, giorno dopo giorno, fanno un'operazione ancor più importante di solo padroneggiare l'ansia: "tirano fuori" capacità, possibilità di sé che non immaginavano nemmeno avessero.
NON ABBIATE PAURA DI VOI STESSI!


Se vuoi prenota un appuntamento chiama al n.3804770370

25/03/2020

coronavirus-sostegno psicologico on line a costi ridotti

PERCHÉ ANCHE SE SEI A CASA NON SEI SOLO!

una mano ai familiari dei malati

Tel. 3804770370

24/03/2020

Attivazione sportello on line di consulenza e sostegno psicologico e di psicoterapia.

Vista l'attuale Emergenza Covid-19, in accordo con il Dpcm dell'8 marzo 2020 e del 20 marzo 2020 e con la delibera del Cnop del 3 marzo 2017 e le disposizioni del 9 marzo 2020 fornite agli psicologi per poter svolgere la loro "attività professionale a distanza", è stato attivato il servizio on line di consulenza e sostegno psicologico e psicoterapia on line.

Le sedute potranno essere effettuate tramite videochiamate su Whatsapp o su Skype.

Il sostegno sarà offerto a tutti.
In particolar modo alle persone positive o malate in quarantena a casa.
Alle persone con forte ansia, attacchi di panico, ansia legata allo stato di salute, ossessioni e compulsioni, episodi depressivi.

Il servizio on line prevede il rispetto della riservatezza professionale e del setting per le sedute così come previsto dal Codice Deontologico.

Per informazioni sul servizio, le modalità di svolgimento e di pagamento, rivolgersi alla dott.ssa Laura Carlini al n. cell. 3804770370.

Indirizzo

Via A. Fabi
Frosinone
03100

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Sito Web

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