10/04/2026
Quella sensazione 🙄
Finalmente inizi a respirare. Le giornate pesanti sono meno frequenti, torni a fare progetti, senti di avere di nuovo il telecomando della tua vita in mano. Poi, all'improvviso, un piccolo trigger — un commento, una tachicardia, una giornata di pioggia o una stanchezza improvvisa — e il castello sembra crollare.
In un attimo, la mente fa un salto nel buio e urla: "Ecco, ci risiamo. Sto tornando come prima. Non ne uscirò mai."
Questo è un fenomeno molto comune nel percorso terapeutico. Quando iniziamo a stare meglio, la nostra "asticella" del benessere si alza. Di conseguenza, il contrasto tra il nuovo equilibrio e una piccola ricaduta sembra enorme.
Il trauma ha una memoria muscolare: Il cervello riconosce i segnali del malessere e attiva subito l’allarme antincendio, anche se c’è solo un po’ di fumo.
Abbiamo faticato così tanto per stare bene che l’idea di scivolare di nuovo nel buio ci terrorizza.
Interpretiamo un momento di difficoltà non come una fluttuazione naturale, ma come il fallimento totale del percorso.
La guarigione non è una linea retta, perché se potessimo disegnare il progresso, non sarebbe una freccia che punta dritta verso l'alto.
Anche se ti sembra di passare nello stesso punto di dolore di un mese fa, non sei nello stesso posto: sei un "livello sopra". Hai più consapevolezza, hai nuovi strumenti e, soprattutto, hai la prova testata che sai come si fa a stare meglio.
Cosa puoi fare:
1) Riconosci il trigger: Dai un nome a ciò che è successo. "Mi sento così perché quella situazione mi ha attivato, non perché il mio percorso è fallito".
2) Osserva il panico senza giudicarlo: È normale avere paura di stare male di nuovo. 3) Accogli quella paura, ma non trattarla come una verità assoluta.
4) Guarda indietro: Confronta come stai oggi con come stavi sei mesi fa. Anche in questa giornata "no", sei davvero la stessa persona? Probabilmente no.
Un passo indietro è solo parte della danza e non significa che hai perso la strada.