Psicologa/Docente Dott.ssa Sonia Perilli

Psicologa/Docente Dott.ssa Sonia Perilli Psicologa Clinica - Master in Psicotraumatologia - Consulenza psicologica individuale, di coppia e di gruppo.

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Lingue parlate DE/EN Dott.ssa Sonia Perilli (iscritta all'Albo degli Psicologi del Lazio) Esperta in Psicotraumatologia

Quella sensazione 🙄Finalmente inizi a respirare. Le giornate pesanti sono meno frequenti, torni a fare progetti, senti d...
10/04/2026

Quella sensazione 🙄
Finalmente inizi a respirare. Le giornate pesanti sono meno frequenti, torni a fare progetti, senti di avere di nuovo il telecomando della tua vita in mano. Poi, all'improvviso, un piccolo trigger — un commento, una tachicardia, una giornata di pioggia o una stanchezza improvvisa — e il castello sembra crollare.
​In un attimo, la mente fa un salto nel buio e urla: "Ecco, ci risiamo. Sto tornando come prima. Non ne uscirò mai."
​Questo è un fenomeno molto comune nel percorso terapeutico. Quando iniziamo a stare meglio, la nostra "asticella" del benessere si alza. Di conseguenza, il contrasto tra il nuovo equilibrio e una piccola ricaduta sembra enorme.
​Il trauma ha una memoria muscolare: Il cervello riconosce i segnali del malessere e attiva subito l’allarme antincendio, anche se c’è solo un po’ di fumo.
​Abbiamo faticato così tanto per stare bene che l’idea di scivolare di nuovo nel buio ci terrorizza.
​Interpretiamo un momento di difficoltà non come una fluttuazione naturale, ma come il fallimento totale del percorso.
​La guarigione non è una linea retta, perché se potessimo disegnare il progresso, non sarebbe una freccia che punta dritta verso l'alto.
​Anche se ti sembra di passare nello stesso punto di dolore di un mese fa, non sei nello stesso posto: sei un "livello sopra". Hai più consapevolezza, hai nuovi strumenti e, soprattutto, hai la prova testata che sai come si fa a stare meglio.
Cosa puoi fare:
1) ​Riconosci il trigger: Dai un nome a ciò che è successo. "Mi sento così perché quella situazione mi ha attivato, non perché il mio percorso è fallito".
2) ​Osserva il panico senza giudicarlo: È normale avere paura di stare male di nuovo. 3) Accogli quella paura, ma non trattarla come una verità assoluta.
4) ​Guarda indietro: Confronta come stai oggi con come stavi sei mesi fa. Anche in questa giornata "no", sei davvero la stessa persona? Probabilmente no.
​Un passo indietro è solo parte della danza e non significa che hai perso la strada.


🧠 Il dialogo tra i nostri "due cervelli"Oggi riflettevo su quanto sia preziosa la fiducia che si è consolidata nel tempo...
10/04/2026

🧠 Il dialogo tra i nostri "due cervelli"
Oggi riflettevo su quanto sia preziosa la fiducia che si è consolidata nel tempo con uno stimato gastroenterologo di Roma, che mi invia regolarmente i suoi pazienti quando sospetta una forte componente psicosomatica dietro ai disturbi intestinali.

Non si tratta di un episodio isolato, ma di un metodo di cura integrato che mette al centro il benessere reale della persona.

Perché è così importante questo passaggio?
L’intestino è il nostro "secondo cervello": è l’organo che più di tutti reagisce alle nostre emozioni, alle ansie e ai carichi che non riusciamo a elaborare a livello conscio. Gonfiori, dolori e irregolarità spesso non sono solo un problema di "digestione", ma il segnale di qualcosa che stiamo faticando a "mandare giù" nella vita di tutti i giorni.

Voglio fare un plauso pubblico a questo medico perché:

Guarda oltre l'analisi: Non si ferma al referto, ma vede la persona nella sua interezza.

Valuta la connessione mente-corpo: Riconosce che se la mente è sotto pressione, l'intestino ne diventa il portavoce.

Collaborare in questo modo permette ai pazienti di non sentirsi soli o "malati immaginari", ma persone che stanno finalmente ricevendo una risposta completa.

Grazie a chi, nella medicina, ha la lungimiranza di capire che la guarigione passa anche attraverso l'ascolto delle proprie emozioni.




"Alles Vergängliche ist nur ein Gleichnis""​Tutto ciò che passa è solo un simbolo"W.GoetheGoethe, nell’Urfaust, ci ricor...
02/04/2026

"Alles Vergängliche ist nur ein Gleichnis"

"​Tutto ciò che passa è solo un simbolo"

W.Goethe

Goethe, nell’Urfaust, ci ricorda che le difficoltà e i momenti bui non sono la fine, ma tappe transitorie di qualcosa di più grande. Ogni ostacolo è solo il simbolo della tua prossima evoluzione.
Il dolore di oggi è la metafora della forza che avrai domani. Tutto passa, tutto insegna.





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27/03/2026

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Ogni percorso ha una fine, ma nessuna fine è davvero l’ultima pagina. 📖Con i miei studenti stiamo per concludere l’ultim...
08/03/2026

Ogni percorso ha una fine, ma nessuna fine è davvero l’ultima pagina. 📖

Con i miei studenti stiamo per concludere l’ultimo seminario di questo ciclo di Life Skills. Abbiamo passato mesi a esplorare, imparare e metterci in gioco. E ora? È il momento di fare i bagagli.

Ma non si tratta di un addio pesante. 👋 È il momento dell’Arte di Concludere, di fare ordine.

👜 In questa ultima sessione non ci limiteremo a salutarci, ma useremo la metafora della valigia:
1️⃣ Decideremo quali competenze e ricordi portare via nello zaino del futuro.
2️⃣ Riconosceremo cosa è giusto lasciare andare perché non ci serve più.
3️⃣ Rifletteremo su come una fine sia sempre il nutriente per un nuovo germoglio. 🌱

Non è un "addio", ma un "punto e virgola". La nostra frase continua. 😉

Siete pronti a chiudere la valigia e a ripartire?




23/02 Mindfulness a Villa BorgheseI nostri studenti hanno vissuto un doppio viaggio, in treno verso Villa Borghese e tra...
04/03/2026

23/02 Mindfulness a Villa Borghese
I nostri studenti hanno vissuto un doppio viaggio, in treno verso Villa Borghese e tra le tappe della propria vita. Chi sale, chi scende, chi resta nel vagone anche quando fuori c’è tempesta. A volte bisogna scendere dal treno che corre per fermarsi a guardare il marmo e il verde.
Non è solo una gita, è un ricalcolo del proprio percorso ❤️



🌍 Oltre i confini: quando l'identità diventa un ponte​Crescere in Germania e poi rientrare in Italia mi ha insegnato pre...
19/02/2026

🌍 Oltre i confini: quando l'identità diventa un ponte
​Crescere in Germania e poi rientrare in Italia mi ha insegnato presto cosa significa vivere "nel mezzo". Per anni mi sono portata addosso un paradosso: mi sentivo troppo tedesca per essere italiana e troppo italiana per essere tedesca. 🇩🇪🇮🇹
​In psicologia, questo limbo può essere faticoso, ma oggi, come psicologa, ho capito che quella non era una mancanza, ma un arricchimento.
​Quella sensazione di non appartenere a un solo luogo mi ha regalato un’empatia rara. Oggi la metto a disposizione di chi, come me, vive da straniero o si sente "diviso". Nel mio studio, l’identità non è mai una sola. Attraverso i miei pazienti, continuo a viaggiare e a vivere mondi diversi: dall'Etiopia all'Olanda, dalla Romania all'Albania, fino all'Ungheria. 🇪🇹🇳🇱🇷🇴🇦🇱🇭🇺
​Ascoltare le loro storie non è solo il mio lavoro, è un arricchimento continuo. Mi permette di connettermi profondamente con chi cerca di ricomporre i pezzi del proprio puzzle, aiutandoli a capire che non devono scegliere una parte, ma possono essere l'insieme di tutte.
​Il mio studio è un crocevia di culture dove ho imparato una verità fondamentale: non siamo fatti di confini, ma di legami.
​E tu, ti sei mai sentito "nel mezzo" tra due mondi?

Potenziamento delle competenze emotive in corso.Il laboratorio delle emozioni non è il luogo delle soluzioni magiche, ma...
18/02/2026

Potenziamento delle competenze emotive in corso.

Il laboratorio delle emozioni non è il luogo delle soluzioni magiche, ma lo spazio dove imparare a camminare.
🥰




🖤🤍 Quando un figlio vede un genitore "tutto nero" e l'altro "tutto bianco", spesso sta cercando di sopravvivere a un dol...
05/02/2026

🖤🤍 Quando un figlio vede un genitore "tutto nero" e l'altro "tutto bianco", spesso sta cercando di sopravvivere a un dolore più grande di lui.

È il modo che ha trovato per mettere ordine nel caos emotivo.
Ma questa divisione, per quanto protettiva, rischia di diventare una trappola: impedisce di vedere le sfumature, la complessità, la realtà.
Nel mio lavoro con ragazzi e genitori, aiuto a rimettere insieme i pezzi, ad accettare che anche chi amiamo può ferirci… e che anche chi ci ha ferito può averci voluto bene.

🎨 E se ci fosse un modo per mischiare il bianco e il nero… che colore nascerebbe?

👉 Che ne pensi? Hai mai visto tutto “solo da un lato”?

The power of connection
29/01/2026

The power of connection

Dai un'occhiata al video di Dr. Sonia Perilli Psych.

27/01/2026


Dai un'occhiata al video di Dr. Sonia Perilli Psych.

"Nonno ti voglio tanto bene."Un quaderno, una frase semplice scritta con il cuore, e le gambe di un bambino che guarda i...
24/01/2026

"Nonno ti voglio tanto bene."
Un quaderno, una frase semplice scritta con il cuore, e le gambe di un bambino che guarda il vuoto lasciato da un’assenza.

Quando un nonno muore, per un bambino può essere il primo vero incontro con il dolore della perdita.
Un dolore spesso silenzioso, che si esprime in piccoli gesti, in parole scritte, in ricordi ripetuti.

I nonni rappresentano affetto, stabilità, tempo condiviso. La loro scomparsa lascia un vuoto difficile da colmare, ma anche una traccia d'amore profonda, meno sopraffatto dai ritmi della vita quotidiana, dalle preoccupazioni economiche, dalle ambizioni che contraddistinguono la realtà del genitore.

Come adulti possiamo accompagnare i bambini a dare un senso al lutto, a parlarne, a tenerne viva la memoria.
Il dolore può trasformarsi in ricordo, e il ricordo in forza.



Indirizzo

Via Marittima, 47, Frosinone
Frosinone
03100

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