02/02/2026
L’ansia, vista così, smette di essere un “difetto da correggere” e diventa un segnale di coerenza mancata. 💥
Non ci sta attaccando: ci sta informando. Sta dicendo “qui ti stai tradendo un po’”.😔
Quando i valori restano concetti e non azioni, nasce una frattura sottile. ⚡
All’inizio è solo una stanchezza strana, un’irritazione senza nome.
Poi diventa tensione, insonnia, nodo allo stomaco. 🫣
Il corpo non fa filosofia: registra incongruenze.
Nelle relazioni questo è amplificato, perché l’altro diventa lo specchio dove l’auto-inganno non regge a lungo. 🤥
E allora:
il controllo prova a ridurre l’ansia forzando la realtà,
il compiacimento prova a ridurla cancellando sé stessi,
la sopportazione prova a nobilitarla, chiamandola virtù.😏
Ma nessuna di queste è presenza. 🙂↔️
Sono tutte strategie per non dire una verità scomoda.
Forse il punto non è eliminare l’ansia, ma chiederle:
“Quale valore sto smettendo di incarnare?”
Spesso la risposta non chiede gesti eroici, ma micro-atti di allineamento: una parola detta, un confine messo, una scelta rimandata che finalmente prende forma.🌬️
Quando torni a praticare ciò che sai essere vero, l’ansia non sparisce per magia. Ma smette di urlare. Perché è stata ascoltata.🌈
Dott.ssa Debora Fontana
Psicologa e Psicoterapeuta Familiare