Dottoressa Debora Fontana psicologa e psicoterapeuta familiare

Dottoressa Debora Fontana psicologa e psicoterapeuta familiare Su Appuntamento

L’ansia, vista così, smette di essere un “difetto da correggere” e diventa un segnale di coerenza mancata. 💥Non ci sta a...
02/02/2026

L’ansia, vista così, smette di essere un “difetto da correggere” e diventa un segnale di coerenza mancata. 💥

Non ci sta attaccando: ci sta informando. Sta dicendo “qui ti stai tradendo un po’”.😔

Quando i valori restano concetti e non azioni, nasce una frattura sottile. ⚡

All’inizio è solo una stanchezza strana, un’irritazione senza nome.

Poi diventa tensione, insonnia, nodo allo stomaco. 🫣

Il corpo non fa filosofia: registra incongruenze.
Nelle relazioni questo è amplificato, perché l’altro diventa lo specchio dove l’auto-inganno non regge a lungo. 🤥

E allora:
il controllo prova a ridurre l’ansia forzando la realtà,
il compiacimento prova a ridurla cancellando sé stessi,
la sopportazione prova a nobilitarla, chiamandola virtù.😏

Ma nessuna di queste è presenza. 🙂‍↔️
Sono tutte strategie per non dire una verità scomoda.
Forse il punto non è eliminare l’ansia, ma chiederle:
“Quale valore sto smettendo di incarnare?”
Spesso la risposta non chiede gesti eroici, ma micro-atti di allineamento: una parola detta, un confine messo, una scelta rimandata che finalmente prende forma.🌬️

Quando torni a praticare ciò che sai essere vero, l’ansia non sparisce per magia. Ma smette di urlare. Perché è stata ascoltata.🌈

Dott.ssa Debora Fontana
Psicologa e Psicoterapeuta Familiare

Un detox digitale può fare miracoli, anche solo per pochi giorni. Ti lascio una versione semplice e praticabile (niente ...
28/01/2026

Un detox digitale può fare miracoli, anche solo per pochi giorni. Ti lascio una versione semplice e praticabile (niente estremismi 😄):

🌿 Cos’è

Una pausa consapevole da smartphone, social, email e schermi per recuperare attenzione, energia mentale e tempo reale.

🔌 Come farlo (senza sparire dal mondo)

1. Scegli la durata ⏰

Mini: 24 ore

Medio: 3–7 giorni

Soft detox: solo social off, resto ok

2. Metti confini chiari 🌬️

Notifiche OFF (tranne chiamate importanti)

Niente telefono a tavola o a letto

Social solo da browser, non da app

3. Sostituisci, non solo togli 🌈

Libro, camminate, palestra

Scrivere a mano

Incontri dal vivo (anche un caffè conta)

4. Pulisci il telefono 📱

Elimina app che usi per noia

Sposta le app “tentazione” in una cartella nascosta

Schermo in scala di grigi (trucco super efficace)

5. Avvisa prima 🧾

“Rispondo lento per qualche giorno” → zero ansia dopo

🧠 Benefici comuni

Mente più calma

Miglior sonno

Più concentrazione

Meno confronto tossico

______________________

Dott.ssa Debora Fontana

Psicologa e Psicoterapeuta Familiare
cell.3209755267
Instagram: debpsicoterapeuta
www.deborafontana.it

18/12/2025

In questi giorni di luci, regali e tavole imbandite, penso ai miei pazienti.
A chi entra in studio portando sacchetti invisibili, pieni di fatiche che non trovano spazio nelle foto delle feste.

Penso a chi il Natale lo ama e a chi lo teme.
A chi lo aspetta come un rifugio e a chi lo vive come uno specchio impietoso di ciò che manca: una persona, un tempo che non torna, una versione di sé che sembra lontana.

Vedo il coraggio silenzioso di chi continua a lavorare su di sé anche quando tutto intorno dice “dovresti essere felice”.
Vedo chi impara, lentamente, che non c’è nulla di sbagliato nel non stare bene a Natale.
E chi scopre che prendersi cura di sé è già una forma di celebrazione.

Se c’è un regalo che i miei pazienti mi insegnano ogni anno, è questo:
la trasformazione non fa rumore, ma accade.
Tra una seduta e l’altra, tra una lacrima trattenuta e una finalmente lasciata andare.

Che questo Natale sia gentile.
Non perfetto, non instagrammabile.
Solo umano.

✨ Buone feste ✨

💓
02/12/2025

💓

29/11/2025

Quando parliamo di cibo, non parliamo solo di nutrimento. Il cibo è uno dei primi linguaggi affettivi che incontriamo nella vita: ci viene offerto per calmarci, per farci sentire accolti, per creare legami. Per questo, nella mia pratica psicoterapeutica, considero sempre il rapporto con il cibo come una parte fondamentale della storia emotiva di una persona.

Uno dei primi aspetti che esploriamo è l’educazione familiare legata al cibo.
Ogni famiglia ha le proprie regole implicite:

’Mangia tutto quello che hai nel piatto’,
’I dolci sono un premio’,
’Non si butta niente’,
’Mangiare insieme è obbligatorio’.
Questi messaggi, anche se nati con buone intenzioni, possono influenzare profondamente il modo in cui da adulti viviamo il nutrimento e il corpo. Per alcune persone, mangiare diventa una prova di obbedienza o di brava educazione; per altre un terreno di ribellione o di autonomia; per altre ancora un linguaggio emotivo appreso fin dall’infanzia: “se sono triste, mangio; se faccio il bravo, ricevo del cibo”.

In terapia osserviamo come questi modelli si siano radicati e come si ripresentino nella vita adulta. È importante capire che il comportamento alimentare non è mai isolato, ma affonda le sue radici nella storia familiare, nelle dinamiche relazionali, nei ruoli che ognuno ha ricoperto.

Il cibo può diventare:

un regolatore dell’ansia,
un rifugio emotivo,
un modo per sentirsi amati,
oppure un campo di controllo quando il resto della vita sembra sfuggire di mano.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato

✨ IL BAMBINO NON VISTO ✨“Le ferite dell’adulto nascono quasi sempre da un bambino che non è mai stato visto.”Come psicot...
22/11/2025

✨ IL BAMBINO NON VISTO ✨

“Le ferite dell’adulto nascono quasi sempre da un bambino che non è mai stato visto.”

Come psicoterapeuta, lo ripeto spesso: ciò che ci fa soffrire oggi non è debolezza, non è incapacità, non è “sensibilità eccessiva”.
È la voce di un’infanzia che ha imparato troppo presto a cavarsela da sola.

👉🏻 Da bambini avevamo bisogno di uno sguardo che ci riconoscesse, non solo quando eravamo “bravi”, ma soprattutto quando eravamo spaventati, arrabbiati, tristi, confusi.

👻Molti di noi, invece, hanno imparato a diventare invisibili per essere accettati.
A non disturbare.
A sorridere sempre.
A non mostrare il peso sulle spalle.

Oggi quell’adulto funzionale, responsabile, “forte”, porta dentro di sé un bambino che ancora attende di essere visto.

💥Le ferite che emergono nelle relazioni, nel lavoro, nella vita quotidiana – la paura di sbagliare, il bisogno di compiacere, la vergogna, l’ansia di perdere l’altro – non sono difetti: sono richiami.

💞Il percorso non è tornare indietro, ma andare avanti con più verità.
Significa imparare ad ascoltare quel bambino interiore e offrirgli finalmente lo sguardo che non ha avuto: uno sguardo che accoglie, che comprende, che dice “ci sono, adesso ti vedo”.

E spesso è proprio da lì che inizia la guarigione

✨ EVENTO GRATUITO ✨🌿🥪✨COME LE EMOZIONI INFLUENZANO L'ALIMENTAZIONE🌿🥪 ✨📅 29 Novembre 2025⏰ Dalle 15:30 alle 17:00📍 Presso...
19/11/2025

✨ EVENTO GRATUITO ✨

🌿🥪✨COME LE EMOZIONI INFLUENZANO L'ALIMENTAZIONE🌿🥪 ✨

📅 29 Novembre 2025
⏰ Dalle 15:30 alle 17:00
📍 Presso Via dei Fulvi 50, Roma

Siamo felici di invitarvi a un incontro nato dalla collaborazione tra una psicoterapeuta e una biologa, pensato per esplorare il legame profondo tra equilibrio emotivo e salute psicofisica

Un’occasione preziosa per comprendere meglio te stessə e imparare a prenderti cura della tua salute a 360°.

A rendere ancora più speciale questo evento la collaborazione di con i suoi libri a tema sull'argomento ❤️🙏🏻

👉 Posti limitati – Prenotazione obbligatoria
Per info e iscrizioni: Whatsapp al 3209755367

Ti aspettiamo! ✨

🌱 La resilienza: non è forza, è flessibilità.Come psicoterapeuta, una delle prime cose che cerco di ricordare alle perso...
16/11/2025

🌱 La resilienza: non è forza, è flessibilità.

Come psicoterapeuta, una delle prime cose che cerco di ricordare alle persone che incontro è che resilienza non significa “non cadere mai”, né tantomeno “essere sempre forti”.
La resilienza è, piuttosto, la nostra capacità di attraversare le difficoltà senza perdere il contatto con ciò che siamo, adattandoci, piegandoci quando serve, ritrovando un nuovo equilibrio.

Molte persone arrivano in terapia convinte di “non essere abbastanza resilienti” perché si sentono stanche, confuse, vulnerabili. Ma la verità è che proprio quei momenti di vulnerabilità sono spesso l’inizio del processo resiliente:
👉 ci costringono ad ascoltarci,
👉 ci spingono a riorganizzare le nostre priorità,
👉 aprono la strada a un cambiamento che altrimenti non sarebbe avvenuto.

La resilienza non è un talento innato. È qualcosa che si costruisce, lentamente:
con le relazioni che ci sostengono,
con le scelte che facciamo per prenderci cura di noi,
con la capacità di fermarci e riconoscere il nostro sentire, senza giudizio.

E quando, dopo un periodo difficile, ci scopriamo diversi — magari più consapevoli, più lucidi, più presenti — quella è la prova silenziosa che la resilienza ha fatto il suo lavoro.

Non chiederti se sei abbastanza forte.
Chiediti piuttosto: sto lasciando spazio a me stesso per crescere attraverso ciò che sto vivendo?

🌍 13 Novembre – Giornata Mondiale della Gentilezza 💛Oggi il mondo celebra un valore semplice ma potentissimo: la gentile...
13/11/2025

🌍 13 Novembre – Giornata Mondiale della Gentilezza 💛

Oggi il mondo celebra un valore semplice ma potentissimo: la gentilezza.
Un gesto gentile non costa nulla, ma può cambiare la giornata di qualcuno — e, a volte, anche la nostra.

✨ Un sorriso, una parola di incoraggiamento, un “grazie” sincero: sono piccoli atti che creano ponti, rafforzano relazioni e rendono i luoghi che viviamo (online e offline) più umani.

In un mondo che corre veloce, scegliamo di rallentare per essere gentili.
Perché ogni gesto gentile è una scintilla di luce che si propaga.

💬 Tu come diffondi gentilezza nella tua giornata?
Condividi nei commenti un piccolo gesto che fa la differenza 💛

Buon inizio settimana
10/11/2025

Buon inizio settimana

23/10/2025

Ballare può essere più potente di un antidepressivo.
Non è solo una metafora poetica, ma una conclusione sostenuta dalla scienza.
Secondo una meta-analisi pubblicata su The Arts in Psychotherapy che ha coinvolto oltre 14.000 persone, la danza è risultata una delle attività più efficaci nel ridurre i sintomi della depressione, più ancora della camminata, dello yoga, degli esercizi di forza o della meditazione.

Il motivo non è solo fisico, ma profondamente umano. Quando danzi, il corpo si muove ma è l’intero sistema nervoso a riorganizzarsi. La musica stimola il rilascio di dopamina, il cosiddetto “ormone della motivazione”, mentre il movimento libera endorfine, che riducono la percezione del dolore e favoriscono una sensazione di leggerezza. Se poi si danza in gruppo, entra in gioco anche l’ossitocina, l’ormone della connessione e dell’empatia, che rafforza il senso di appartenenza e di legame con gli altri.

Ma il potere terapeutico della danza va oltre la chimica cerebrale. Si tratta di una forma di linguaggio universale che permette di ricollegare corpo e mente, spesso separati dalle tensioni emotive, dallo stress o dall’apatia. Attraverso il movimento, il corpo racconta ciò che le parole non riescono a dire, scioglie rigidità interiori e restituisce presenza. Per questo la danza è oggi utilizzata anche come strumento terapeutico nelle cliniche e nei percorsi di psicoterapia, per migliorare il tono dell’umore, la consapevolezza corporea e la fiducia in sé stessi.

Ballare significa riconnettersi alla vita: respirare, sentire, lasciar fluire ciò che dentro di noi chiede solo di essere espresso. Non servono passi perfetti né coreografie complesse. Basta una canzone, un respiro profondo e il coraggio di muoversi.
Perché, come dimostra la scienza, il movimento è una delle medicine più potenti che abbiamo e danzare è il modo più naturale e antico che conosciamo per guarire, dentro e fuori.

🔥LA RABBIA CHE DIVENTA FORZA VITALE 🔥La rabbia è un'emozione potente. Spesso la temiamo, la reprimiamo, la giudichiamo. ...
21/10/2025

🔥LA RABBIA CHE DIVENTA FORZA VITALE 🔥

La rabbia è un'emozione potente. Spesso la temiamo, la reprimiamo, la giudichiamo. Ma la rabbia non è il nemico.

È un segnale.
È energia pura.
È una voce interiore che ci dice: "Qualcosa non va. Cambia. Agisci."

La chiave non è eliminarla, ma trasformarla.

Quando canalizzi la rabbia con consapevolezza, può diventare determinazione incrollabile.
Quando smetti di combatterla e inizi ad ascoltarla, può alimentare la tua energia vitale.
Quando la usi per dire “basta” a ciò che ti limita, diventa il motore che ti spinge verso ciò che meriti.

Non aver paura della tua rabbia.
Usala come carburante per costruire, per scegliere, per andare avanti.
Perché sotto la rabbia c’è sempre un bisogno profondo, un valore ferito, una passione che vuole esprimersi.

💥 Non reprimere. Trasforma.
💥 Non esplodere. Canalizza.
💥 Non scappare. Agisci.

La rabbia, se guidata dal cuore e non dall'impulso, può diventare la tua più grande forza.

Indirizzo

Roma E Frosinone
Frosinone

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