09/03/2026
La fine di un percorso è un momento prezioso, intenso, intimo, a cui forse non mi abituerò mai del tutto. Di fatto la relazione, quella di cura tra psicologo e paziente, finisce: è il tempo di ti**re le fila, di guardarsi alle spalle ma soprattutto godersi la strada che c’è davanti, di ringraziarci per il coraggio e la forza di essere rimasti, di salutarsi.
G. mi dice che quando ci siamo conosciute era tutto un casino: è vero che a 12 anni è normale sentirsi così a volte, ma per lei tutto era mescolato insieme, pensieri, sentimenti, vissuti e non capiva più niente, non capiva più se stessa. Durante il percorso insieme si è messa in gioco, in discussione, ha imparato e scoperto cose nuove, ha riconosciuto se stessa, ha trovato delle strategie per stare meglio, senza mai smettere di camminare, di andare avanti. E adesso che ci salutiamo, mi dice che finalmente si è sbloccata, si è aperta.
Ma le chiavi le aveva sempre avute lei: io l’ho solo aiutata a fare ordine, a ricordare dove le aveva nascoste, ad allenarsi a farle girare in quel lucchetto.