Dott. Pietro Francesco Ianniello, medico odontoiatra

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Un caro augurio per una serena Pasqua
20/04/2025

Un caro augurio per una serena Pasqua

Tanti auguri per un entusiasmante 2025
01/01/2025

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Un augurio per un sereno Natale in famiglia
25/12/2024

Un augurio per un sereno Natale in famiglia

Buon Ferragosto. Ricordate di proteggervi rinnovando lo schermo solare nel corso della giornata. In caso pranzaste sotto...
15/08/2024

Buon Ferragosto. Ricordate di proteggervi rinnovando lo schermo solare nel corso della giornata. In caso pranzaste sotto l'ombrellone e foste impossibilitati allo spazzolare i denti dopo pranzo, attendete un quarto d'ora dalla fine del pasto e masticate un chewing-gum per almeno una decina di minuti. In questo modo avrete un adeguato surrogato dello spazzolino per rimuovere il grosso della placca batterica, ma non fateci l'abitudine. 🦷🏖️👋

Un augurio per una serena Pasqua fatta. Non esagerate con il cioccolato 🍫
31/03/2024

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Elemento 2.3 con estesa lesione cariosa distale. Classica lesione da mancato passaggio quotidiano di filo interdentale. ...
23/02/2024

Elemento 2.3 con estesa lesione cariosa distale. Classica lesione da mancato passaggio quotidiano di filo interdentale. Il dente, nonostante l'estensione della carie penetrante, risultava totalmente asintomatico. Ciò va a sottolineare l'importanza delle visite di controllo a cadenza semestrale, onde evitare che l'insorgenza di una sintomatologia, seppur blanda, possa coincidere con un elemento la cui vitalità sia a rischio.

Alcune delle ultime ricostruzioni eseguite con annessa descrizione
04/02/2024

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DEVITALIZZAZIONE DI UN DENTE: DI COSA SI TRATTA?🕒IN BREVE:🔹Procedura necessaria per il trattamento di elementi pulpitici...
19/01/2024

DEVITALIZZAZIONE DI UN DENTE: DI COSA SI TRATTA?

🕒IN BREVE:

🔹Procedura necessaria per il trattamento di elementi pulpitici o necrotici;

🔹Consente il recupero funzionale ed estetico di elementi altrimenti da estrarre attraverso loro successiva ricostruzione o protesizzazione;

🔹Si articola in una serie di fasi:

▪Apertura camerale;

▪Alesaggio canalare;

▪Medicazione intermedia (in caso di forte sintomatologia, necrosi franca o lesioni periapicali attive);

▪Chiusura canalare;

▪Ricostruzione.

👨‍🏫NEL DETTAGLIO:

Come detto in un precedente post, gli elementi dentari sono cavi, caratterizzati dalla presenza di uno spazio, definito spazio o sistema endodontico, costituito dalla camera pulpare da cui si diramano i canali radicolari, contenente un tessuto riccamente innervato e vascolarizzato: la polpa dentaria. Quando questa dovesse andare incontro ad un quadro di infiammazione irreversibile, la pulpite, o nel caso in cui il dente fosse francamente necrotico, si rende necessaria la sua rimozione per eliminare la sintomatologia correlata. Quadri di infiammazione pulpare e necrosi possono essere correlati a esposizione dello spazio endodontico verso il cavo orale per mezzo di carie penetranti o fratture con perdita di sostanza ed esposizione pulpare, ma anche per traumatismi reiterati nel tempo (il più delle volte correlati a parafunzioni come il bruxismo o il serramento) che danno luogo ad un quadro di necrosi definita “silente”, il più delle volte non preceduta dal classico dolore pulpitico e senza alcuna contaminazione batterica.
La devitalizzazione di un elemento dentario, chiamata anche terapia canalare o cura canalare, consiste proprio nell’accesso e nella rimozione della polpa dentaria in caso di infiammazione di questa o del tessuto necrotico derivante da una polpa degenerata, e successivo riempimento dello spazio endodontico. Si tratta della principale procedura di cui si occupa la branca dell’endodonzia.
È una pratica che consente di recuperare, laddove possibile (in caso di elementi eccessivamente compromessi dal punto di vista strutturale non c’è modo di evitare l’estrazione), un dente altrimenti da estrarre e di ripristinarne estetica e funzione (ricordiamoci che il più delle volte, sebbene non sempre, si tratta di denti con carie destruenti) per mezzo di una ricostruzione conservativa o una corona protesica.
La devitalizzazione di un elemento si articola in una serie di procedure dalla durata variabile:

🔷Apertura della camera pulpare: tramite punte abrasive e frese rotanti si accede alla camera pulpare con l’iniziale pulpectomia camerale, ovvero la rimozione della polpa ivi presente, e si procede con l’individuazione dei canali radicolari;

🔷Alesaggio dei canali radicolari: una volta individuati i canali l’intervento prosegue con la pulpectomia della polpa canalare. I canali devono essere opportunamente sondati fino al loro apice, detersi e sagomati in modo da evitare di lasciare residui pulpari aderenti alle pareti canalari;

🔷Medicazione intermedia: in caso di elementi fortemente sintomatici o francamente necrotici o in caso di lesioni periapicali attive a carattere produttivo potrebbe essere il caso di evitare la chiusura canalare in singola seduta, ma posticiparla dopo un periodo di controllo durante il quale i canali saranno ricolmi di un medicamento intermedio;

🔷Chiusura canalare: dopo opportuna detersione e asciugatura dei canali, questi vengono otturati per mezzo di cemento endodontico e coni di guttaperca, una gomma vulcanizzata inerte, che sigillano in maniera ermetica il tragitto dei canali. Questa fase rappresenta, di fatto, la conclusione della terapia canalare in sé, cui farà seguito la ricostruzione dell’elemento;

🔷Ricostruzione: procedura che fa seguito alla devitalizzazione e che mira al ripristino estetico e funzionale dell’elemento devitalizzato. A seconda dell’entità del quantitativo di tessuto dentale rimanente, può essere necessaria l’inserzione di uno o più perni endocanalari per sostenere e aumentare la ritenzione della ricostruzione stessa, ancorandola all’interno di uno o più canali. Nei casi di ricostruzioni molto estese è consigliabile proteggere il dente per mezzo di una corona protesica.

Eventuali lesioni periapicali presenti, note anche con il termine di granulomi, andranno fisiologicamente incontro a riassorbimento ad opera dello stesso sistema immunitario del paziente nel corso dei mesi successivi alla devitalizzazione.

Un augurio affinché questo 2024 sia migliore del 2023 appena trascorso
31/12/2023

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Un augurio per un sereno Natale
24/12/2023

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Carie profonda di 36. Lesione completamente asintomatica, paziente con alta soglia del dolore, tant'è che è stato possib...
10/12/2023

Carie profonda di 36. Lesione completamente asintomatica, paziente con alta soglia del dolore, tant'è che è stato possibile eseguire la bonifica del tessuto compromesso senza anestesia e con il paziente che ha lamentato un leggero fastidio esclusivamente durante le fasi finali della procedura. Notare come l'estensione della compromissione tissutale sia maggiore rispetto a quella apparente, e come la lesione cariosa tenda ad espandersi maggiormente in tessuto dentinale rispetto che nello smalto. Ricostruzione diretta ottenuta mediante stratificazione di resine composite.

🦷ANESTESIA IN ODONTOIATRIA🦷🕒IN BREVE:🔹Il funzionamento dell’anestesia prevede il blocco, da parte della molecola, dei re...
10/12/2023

🦷ANESTESIA IN ODONTOIATRIA🦷

🕒IN BREVE:

🔹Il funzionamento dell’anestesia prevede il blocco, da parte della molecola, dei recettori della sensibilità dolorosa, impedendo la trasmissione dell’impulso nervoso derivato dalla loro stimolazione;

🔹Diversi sono i tronchi nervosi che concorrono all’innervazione delle varie zone del cavo orale. Pertanto la necessità di anestetizzare un elemento piuttosto che un altro potrebbe richiedere una diversa tipologia di anestesia;

🔹Vi sono due macrocategorie di anestetici:

▪con vasocostrittore: garantiscono durata maggiore dell’effetto e minore sanguinamento;

▪senza vasocostrittore: minore durata, indicati soprattutto in caso di problematiche cardiovascolari o per prevenire l’inoculazione diretta di piccole quantità di vasocostrittore nel circolo ematico;

🔹4 principali tipologie di anestesia odontoiatrica:

▪Plessica: eseguita nel fornice, anestetizza l’elemento singolo e la mucosa circostante;

▪Intraligamentosa: eseguita nel solco gengivale dell’elemento interessato, anestetizza l’elemento singolo;

▪Tronculare: eseguita in corrispondenza del tronco nervoso con anestesia di tutte le strutture a valle del punto del blocco;

▪Intrapulpare: eseguita direttamente nella polpa dentaria, anestetizza l’elemento singolo.

👨‍🏫NEL DETTAGLIO:

L’introduzione dell’anestesia locale in ambito odontoiatrico rappresenta uno dei più importanti sviluppi nel progresso della pratica clinica, consentendo l’esecuzione di prestazioni indolori dapprima ritenute insopportabili per il paziente e, pertanto, non erogate. Basti pensare alla cura di una carie penetrante o alla devitalizzazione di un elemento senza anestesia. Ciò ha consentito l’adozione di un atteggiamento più conservativo, con la cura ed il mantenimento di elementi che precedentemente sarebbero stati direttamente estratti.
Esistono moltissime molecole in grado di assolvere alla funzione anestetica, non verranno trattate in questa sede in quanto di interesse specifico dell’odontoiatra, meno del paziente. La distinzione principale è tra soluzione anestetica con o senza vasocostrittore (adrenalina in concentrazione variabile, il più delle volte 1:100.000). Le soluzioni anestetiche con annesso vasocostrittore avranno il duplice vantaggio di garantire un effetto analgesico più duraturo per via della riduzione del flusso ematico nella zona interessata e, analogamente, una riduzione dell’entità del sanguinamento. Troveranno quindi utilità maggiore nel contesto della chirurgia e di interventi che richiedano una certa durata. Al contrario l’anestetico senza vasocostrittore è raccomandabile in caso di pazienti con pregresse problematiche di natura cardiovascolare, in caso di interventi di breve durata o nel caso in cui si debba prevenire l’inoculazione di vasocostrittore in grossi vasi sanguigni (eventualità rara ma possibile in caso di anestesia tronculare).
Il meccanismo con il quale la molecola anestetica agisce prevede l’interruzione della trasmissione dell’impulso doloroso lungo la catena sensitiva che raggiunge l’encefalo. Una volta iniettata, la molecola a contatto con un pH leggermente basico (come solitamente dovrebbe essere quello dei tessuti) si dissocia, attivandosi, e andando a legare i nocicettori presenti nella zona interessata, bloccando quindi la trasmissione delle informazioni legate alla sensibilità dolorosa. Tutti gli altri recettori sono ancora in funzione, pertanto continueranno ad essere percepite le altre sensazioni, soprattutto quelle legate alla sensibilità pressoria e propriocettiva. In caso di forte infiammazione dei tessuti, come nel caso di elementi francamente pulpitici o in caso di ascesso, il pH tissutale subisce una più o meno accentuata acidificazione che inibisce la dissociazione della molecola anestetica, riducendone di fatto l’efficacia e rendendo necessaria una quantità leggermente superiore rispetto alla norma per ottenere il blocco delle terminazioni nervose.
Gli elementi dentari e le mucose del cavo orale trovano innervazione a partire da diversi tronchi nervosi, dei quali quelli di diretto interesse odontoiatrico sono correlati al nervo trigemino, ovvero la sua branca mandibolare (da cui deriva il nervo alveolare inferiore, responsabile dell’innervazione degli elementi dell’arcata inferiore) e la sua branca mascellare (da cui derivano i nervi alveolari superiori anteriore, medio e posteriore, responsabili dell’innervazione degli elementi dentari superiori), oltre al nervo buccale (responsabile dell’innervazione della mucosa vestibolare del terzo posteriore della mandibola) e al nervo linguale (responsabile, non a sorpresa, dell’innervazione di corpo e punta della lingua). La distribuzione dell’innervazione a carico delle strutture della bocca è monolaterale, nel senso che di ciascun nervo coinvolto vi è una coppia di tronchi nervosi, uno destro e uno sinistro, ciascuno responsabile dell’innervazione rispettivamente delle strutture destre o sinistre.
Esistono quattro diverse tipologie di anestesia eseguibili in ambito odontoiatrico:

🔷L’anestesia plessica: consiste nell’iniezione del farmaco anestetico a livello del fornice vestibolare in corrispondenza della mucosa immediatamente corrispondente alla zona ove sono presenti gli apici delle radici del dente interessato. Il farmaco per diffusione andrà a bloccare i nocicettori in corrispondenza dell’elemento, anestetizzandolo. Sono suscettibili a questo tipo di anestesia tutti gli elementi superiori e gli elementi inferiori anteriori fino al primo e talvolta il secondo premolare;

🔷L’anestesia intraligamentosa: consiste nell’inoculazione dell’anestetico in profondità all’interno del solco gengivale con lo scopo di addormentare elettivamente il legamento parodontale dell’elemento interessato e, per diffusione, raggiungere la zona apicale anestetizzando in toto l’elemento. Sono suscettibili a questa tipologia di anestesia potenzialmente tutti gli elementi, viene sovente utilizzata a rinforzo di plessica e tronculare in caso di elementi non totalmente anestetizzati;

🔷L’anestesia tronculare: utilizzata il più delle volte per bloccare la sensibilità dolorosa in corrispondenza del terzo posteriore dell’arcata inferiore, ovvero i molari e, più raramente, i secondi premolari inferiori. Si tratta di una zona in cui la plessica difficilmente risulta efficace a causa dello spessore osseo che impedisce un’agevole diffusione dell’anestetico verso gli apici degli elementi. Si aggira questa limitazione anatomica andando a bloccare il nervo a monte, prima del suo ingresso all’interno della mandibola, generando un blocco dell’intero territorio innervato a valle, addormentando pertanto i tessuti fino alla metà del labbro e del mento dello stesso lato ove occorre intervenire. Si evita l’esecuzione di questo tipo di blocco per gli elementi dell’arcata superiore sia per l’efficacia della plessica sia per la presenza di un fitto plesso venoso in corrispondenza della zona in cui si dovrebbe eseguire il blocco tronculare;

🔷L’anestesia intrapulpare: si tratta di un tipo di anestesia adottabile, ovviamente, quando c’è una diretta esposizione pulpare, quindi in caso di devitalizzazione o in alcuni casi di estrazione, la cui esecuzione consiste nella diretta iniezione del farmaco nella polpa dentaria. È un tipo di anestesia per la quale l’operatore deve esercitare grande attenzione per via del fatto che al paziente fa un male cane tremendo. Della durata di un secondo, ma è un secondo che resta impresso nella mente del paziente. Efficace per l’anestesia di tutti gli elementi.

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