10/05/2026
C'è una fatica che le mamme conoscono bene e che raramente viene nominata.
Non è la fatica delle notti in bianco, dei pranzi preparati, delle corse in macchina. È un'altra cosa. È la fatica di gioire e, nello stesso momento, di lasciare andare.
Winnicott diceva che per essere una mamma "sufficientemente buona" basta sintonizzarsi con i bisogni del proprio figlio un numero sufficiente di volte. Sembra facile, vero? Sembra.
Peccato che all'inizio, per farlo, molti dei tuoi bisogni, anche i più semplici, come una doccia o una notte intera di sonno, vengano rimandati. Ma le coccole, quelle ci sono e a profusione! Poi, finalmente, la doccia la fai quando vuoi. Dormi, non sempre tranquilla, dipende da dove il pargolo è andato la sera e a che ora vai a riprenderlo, ma dormi. E le coccole? Tante, per ca**tà. Solo che spesso ti viene voglia di farne proprio nel momento in cui lui o lei ha altro da fare, davanti a tutti e tu resti lì.
Ogni traguardo di un figlio chiede alla mamma qualcosa di silenzioso, ma enorme: adattarsi. Trovare un nuovo posto accanto a lui, accanto a lei. Senza sparire, senza trattenersi.
È bello. Ma non è facile.
Oggi vogliamo fermarci un momento su questo: su di voi. Su quella capacità straordinaria e spesso invisibile di cambiare forma, di stare accanto senza fermare, di amare anche quando amare significa fare un passo indietro.
Buona festa a tutte le mamme. A quelle che oggi gioiscono e a quelle che fanno fatica. Spesso, sono le stesse persone. E spesso, sono più vicine di quanto sembri: basta alzare gli occhi e guardare.