Centro Equinozio

Centro Equinozio Ci occupiamo del benessere psico-fisico della persona e di formazione/supervisione

Il termine “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale”; è inteso come un giorno in cui si ha la medesima durata delle ore diurne e di quelle notturne. Per noi richiama il concetto di equilibrio tra le luci e le ombre, tra le risorse e le fragilità che costruiamo e ci costruiscono nell’esperienza di vita. Un equilibrio che vede il corpo e la psiche come parti che si integrano in un tutto che è la Persona. Un equilibrio, infine, che vede il percorso con il singolo professionista inserito in una globalità fatta di relazioni e di sinergie con altri professionisti e, soprattutto, con il contesto (fisico e/o psicologico) in cui un individuo vive. Da questa riflessione Elisa Bordin, Alessia Pinolini, Chiara Conti e Vincenzo Coppola fanno nascere il Centro Equinozio, che offre la possibilità di una collaborazione tra le diverse discipline (psicologia, psicoterapia, psicomotricità, osteopatia, logopedia, neuropsichiatria infantile, nutrizione) nei Servizi proposti, costruendo una condivisione di obiettivi e di risorse al servizio dei percorsi di benessere psicologico e fisico proposti. Sempre in un’ottica di integrazione di più sguardi e di condivisione, il Centro Equinozio si occupa anche di formazione e supervisione in ambito socio-psico-educativo.

𝗗𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗲 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.Non sempre ciò che vediamo a scuola — un errore, un blocco, un rifiuto — r...
23/02/2026

𝗗𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗲 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.

Non sempre ciò che vediamo a scuola — un errore, un blocco, un rifiuto — racconta davvero quello che sta accadendo dentro un bambino o un ragazzo con DSA.

A volte quello che sembra svogliatezza è in realtà 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲, neurologica ed emotiva.
Una fatica che, se non riconosciuta, può trasformarsi in paura, evitamento e perdita di fiducia in sé.

In questo articolo proviamo a spostare lo sguardo:
👉 dall’errore alla fatica
👉 dal giudizio al riconoscimento
👉 dalla prestazione all’esperienza emotiva di chi apprende

Al Centro Equinozio ci occupiamo di DSA anche attraverso 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗲́𝗾𝘂𝗶𝗽𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗔𝗧𝗦, perché crediamo che riconoscere precocemente la fatica — e darle un nome — sia il primo passo per proteggere l’identità e il benessere emotivo di bambini e ragazzi.

📖 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗯𝗹𝗼𝗴 𝗱𝗶 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗘𝗾𝘂𝗶𝗻𝗼𝘇𝗶𝗼

🔗 https://www.centroequinozio.it/blog/dietro-la-fatica-invisibile-comprendere-lesperienza-emotiva-nei-dsa

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟒 𝐝𝐢 𝟒𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐥𝐞: 𝐃𝐒𝐀, 𝐀𝐃𝐇𝐃, 𝐁𝐄𝐒Quando si parla di difficoltà scolastiche, spesso ...
18/02/2026

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟒 𝐝𝐢 𝟒
𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐥𝐞: 𝐃𝐒𝐀, 𝐀𝐃𝐇𝐃, 𝐁𝐄𝐒

Quando si parla di difficoltà scolastiche, spesso arrivano le sigle: DSA, ADHD, BES.
Sono parole importanti, perché aprono strade: riconoscimento, tutele, strumenti, diritti.

𝐌𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐝𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨.
𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚.

Un DSA non significa “meno capace”:
𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞.

Un ADHD non significa “svogliato” o “maleducato”:
𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨𝐬𝐨.

Un BES non significa “un problema”:
𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐧 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

E poi c’è una cosa che spesso si dimentica:
𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀ 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞.
Sono anche nell’incontro tra la persona, la didattica, i tempi, le richieste, il contesto.

Per questo gli strumenti contano: misure, strategie, personalizzazione.
E conta anche la qualità dello sguardo:
𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞 “𝐭𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐨”, 𝐧𝐨𝐧 “𝐭𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨”.

Quando un ragazzo si sente compreso, non viene “agevolato”.
𝐕𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨.

💛💙
𝐋𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢.

Se vivi la scuola — come genitore, insegnante, educatore o studente —
e senti il bisogno di un confronto,
al Centro Equinozio trovi un’équipe multidisciplinare pronta ad accoglierti e orientarti.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚.

⏳ 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨.Lo 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 è un passaggio che arriva quasi in punta di piedi.Eppure coinvolge il 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨, la 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, i...
16/02/2026

⏳ 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨.

Lo 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 è un passaggio che arriva quasi in punta di piedi.
Eppure coinvolge il 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨, la 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, i 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢, le 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

Tra pochi giorni ci incontreremo per guardarlo insieme, con uno 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨:
non per dare 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞, ma per 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞.
Non per 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐝𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞, ma per 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨.

Una serata pensata per 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 e 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚, che desiderano accompagnare questo momento con 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐬𝐞𝐫𝐞𝐧𝐢𝐭𝐚̀ e 𝐜𝐮𝐫𝐚.

📍 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐄𝐪𝐮𝐢𝐧𝐨𝐳𝐢𝐨 – 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞
📅 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟎.𝟑𝟎

Se senti che è il momento giusto per te, trovi tutte le informazioni in locandina.

Ci sono proposte che sentiamo molto vicine al nostro modo di prenderci cura delle persone.Questa è una di quelle.Di fron...
13/02/2026

Ci sono proposte che sentiamo molto vicine al nostro modo di prenderci cura delle persone.
Questa è una di quelle.

Di fronte a noi c’è Il Melograno Gallarate - Centro Informazione Maternità e Nascita, un’associazione che da anni lavora con competenza e sensibilità sui temi della maternità e della crescita.
Condividiamo “𝐋𝐮𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚”, un percorso per mamme e figlie che apre uno spazio di ascolto e consapevolezza attorno al corpo, ai cambiamenti e alla ciclicità.

Perché 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐞, 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨 possono accompagnare una ragazza a costruire un rapporto più sereno con il proprio corpo.

Qui sotto trovate tutte le informazioni dal post de 𝐈𝐥 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐠𝐫𝐚𝐧𝐨 ✨

✨ 𝑳𝑼𝑵𝑬 𝑰𝑵 𝑪𝑹𝑬𝑺𝑪𝑰𝑻𝑨 𝑬𝒔𝒑𝒍𝒐𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒊𝒄𝒍𝒐 𝒎𝒆𝒔𝒕𝒓𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒕𝒓𝒂 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒆 ✨
Percorso per mamme e figlie dai 9 ai 12 anni
👉 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝ì 𝟏𝟑 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗.𝟎𝟎 con le sole mamme
👉 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟒 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟒.𝟎𝟎 con le figlie

Condotto da Consulente del femminile, Educatrice Mestruale, Doula, Operatrice alla Nascita de Il Melograno e Guida di Memorie uterine
🔸info@melogranogallarate.it

Dopo anni di lavori con le abbiamo compreso che noi donne non ci conosciamo, ignoriamo la caratteristica essenziale del nostro essere femmine: la nostra ciclicità; la subiamo dal menarca a fin ben oltre la menopausa, ne siamo invalidate e soffriamo sia fisicamente che dal punto di vista dell’umore. Non sappiamo vivere il ciclo mestruale per quello che è: 𝓾𝓷 𝓓𝓞𝓝𝓞.
Del resto quando da ragazzine abbiamo avuto il nostro primo sangue, il , ci hanno detto "d'ora in poi porterai questa croce ogni mese", nessuno, o almeno gran poche, ha avuto le dovute informazioni in merito. Ci ritroviamo così oggi per vari non sono in sintonia con il nostro ciclo mestruale, lo subiamo e le poche fortunate che non hanno dolori o sintomi premestruali importanti ne sono indifferenti.
Ecco il perché di questo percorso dedicato alle bambine e ragazzine pre e post Mestruo: spiegare loro sin da subito cosa il ciclo mestruale in realtà è per noi donne, dare loro la giusta consapevolezza dell’importanza dell’essere cicliche, rendere chiaro il significato dei cambiamenti che avverranno in modo da far vivere loro serenamente questo importante inizio senza timori o vergogne.

𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉é 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒂𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒍𝒐 𝒔𝒂𝒑𝒓à 𝒐𝒏𝒐𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒆 𝒔𝒊 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓à 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒇𝒂𝒄𝒆𝒏𝒅𝒐𝒔𝒊 𝒂𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆.

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟑 𝐝𝐢 𝟒𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚. 𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.C’è un’idea di scuola che premia...
11/02/2026

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟑 𝐝𝐢 𝟒
𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚. 𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.

C’è un’idea di scuola che premia la velocità.
Chi capisce subito.
Chi regge la pressione.
Chi corre senza inciampare.

In questo modello, alcuni studenti diventano di serie A.
Altri finiscono, spesso presto, in serie B.

𝐌𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐬𝐭𝐚.
𝐄 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚.

Crescere puntando solo sulla prestazione crea ragazzi che sanno funzionare molto bene
finché tutto va come previsto.
Poi arriva una difficoltà, una frustrazione, un’emozione forte
e quello che manca non è l’intelligenza,
𝐦𝐚 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.

Allo stesso modo, dividere i percorsi in “alti” e “bassi”
insegna una cosa pericolosa:
𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐫𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐚.

Ma l’intelligenza non è una gara.
𝐄 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚.

Una scuola che educa davvero
non allena alla competizione continua
e non costruisce gerarchie tra chi “vale” e chi “vale meno”.

𝐀𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐬𝐢, 𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨.

💛💙
𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐢. 𝐃𝐞𝐯𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.

Se vivi la scuola — come genitore, insegnante, educatore o studente —
e senti il bisogno di un confronto,
al Centro Equinozio trovi un’équipe multidisciplinare pronta ad accoglierti e orientarti.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚.

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.Nel nostro Centro, con una cadenza precisa, ci ritroviamo come 𝐞́𝐪𝐮𝐢...
09/02/2026

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.

Nel nostro Centro, con una cadenza precisa, ci ritroviamo come 𝐞́𝐪𝐮𝐢𝐩𝐞.
Per organizzarci, certo.
Ma soprattutto per 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.

Le riunioni di équipe per noi sono uno 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐨:
un luogo in cui le singole professionalità restano distinte,
ma si 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨.
Un luogo in cui la 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚
e la persona che arriva viene pensata nella sua 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.

Nell’ultima riunione siamo partiti da uno spunto del nostro 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐦𝐨𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚.

Abbiamo riflettuto sulla 𝐬𝐢𝐧𝐜𝐫𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞𝐛𝐫𝐚𝐥𝐞:
dai 𝐧𝐞𝐮𝐫𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 degli anni ’90
fino alle ricerche più recenti di 𝐃𝐮𝐦𝐚𝐬.

Il tutto partendo da una cornice psicomotoria chiara:
la 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨𝐫𝐞𝐚 nasce dal 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 all’interno del gioco.

Un piacere che 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚,
che permette di abbandonare stati di 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐬𝐬 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐭𝐚,
che sostiene la 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 attraverso l’esperienza corporea condivisa.

Da lì, lo sguardo si è allargato, ai 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨,
a quanto ci dicono se siamo, oppure no, 𝐢𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨,
a quanto il corpo riveli la nostra 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨,
anche a livello 𝐛𝐫𝐚𝐢𝐧 𝐭𝐨 𝐛𝐫𝐚𝐢𝐧.

È stata una serata di 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢,
in cui mettersi in gioco e in discussione:
una serata di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.

Perché nella nostra cultura, spesso,
non impariamo ad ascoltare il nostro corpo come una 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.
Eppure è un 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨,
parte di un unico sistema 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨–𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.

Come équipe crediamo che 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 sia fondamentale:
per 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞,
per 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞,
per 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 in modo autentico.

💛💙

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟐 𝐝𝐢 𝟒𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚In questo periodo arrivano le pagelle.E insieme ...
04/02/2026

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟐 𝐝𝐢 𝟒
𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚

In questo periodo arrivano le pagelle.
E insieme ai voti arrivano emozioni intense:
attesa, orgoglio, delusione, paura.

𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐍𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚.
𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚.

Quando il voto diventa il centro, il rischio è che bambini e ragazzi imparino presto a pensare così:

“Valgo se ottengo buoni risultati.”
“Se faccio fatica, c’è qualcosa che non va in me.”

La scuola ha anche un compito educativo profondo:
𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨.

Valutare è necessario.
𝐀𝐭𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚.

Una scuola che educa insegna che l’errore è parte dell’apprendimento.
Che la fatica può essere attraversata.
Che il valore personale non oscilla con una media aritmetica.

Così il voto resta uno strumento.
𝐄 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧’𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚.

💛💙
𝐈𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀.

Se vivi la scuola — come genitore, insegnante, educatore o studente —
e senti il bisogno di un confronto,
al Centro Equinozio trovi un’équipe multidisciplinare pronta ad accoglierti e orientarti.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚.

Lo 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 non è solo l’inizio di nuovi sapori.È un 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, di 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.È il momento in ...
03/02/2026

Lo 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 non è solo l’inizio di nuovi sapori.
È un 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, di 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.

È il momento in cui il 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 cambia, si organizza, comunica.
E il modo in cui l’adulto accompagna questo passaggio può fare la differenza:
nei 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢, nelle 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐮𝐫𝐞, nel 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨, nella 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚.

Per questo abbiamo scelto di dedicare una serata allo 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
Uno sguardo che mette insieme 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨, 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢.

Non 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐢𝐝𝐞, ma 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
Non 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, ma 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨, nella sua unicità.

Uno spazio pensato per i 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, ma anche per gli 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚, che desiderano accompagnare la crescita con 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐬𝐞𝐫𝐞𝐧𝐢𝐭𝐚̀ e 𝐜𝐮𝐫𝐚.

📍 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐄𝐪𝐮𝐢𝐧𝐨𝐳𝐢𝐨 – 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞
📅 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟎.𝟑𝟎

Per informazioni e iscrizioni, trovate tutti i riferimenti in locandina.

Dopo due mesi di pausa — tempo necessario per dare spazio alla scatola della gratitudine e alle riflessioni che ne sono ...
02/02/2026

Dopo due mesi di pausa — tempo necessario per dare spazio alla scatola della gratitudine e alle riflessioni che ne sono nate — nella nostra sala d’attesa torna il 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞.

Il venditore di felicità di 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐢̀ e 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐦𝐚̀ (Kite Edizioni) è un albo illustrato dalla trama apparentemente semplice, ma capace di aprire domande profonde e sempre attuali.
La felicità si può davvero vendere?
Si può comprare?
E, se sì, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚?

Il signor Piccione è convinto di sì: la felicità è in vendita, in barattoli piccoli, grandi, persino 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚. Ognuno può scegliere la dose che preferisce.
Eppure, pagina dopo pagina, qualcosa inizia a scricchiolare. Fino a quando il signor Topo apre il suo barattolo e scopre che è… 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨.
Un vuoto che, paradossalmente, è esattamente ciò di cui aveva bisogno.

Perché forse la felicità non sta in ciò che possediamo, ma 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 ciò che c’è.

In questo albo le parole sono accompagnate da 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐧𝐬𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞, che non si limitano a raccontare, ma ampliano la storia e ne moltiplicano i significati.

Questo mese, più che un’attività, vorremmo condividere 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
Provate a tenere anche voi un “𝐛𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀”. Può essere decorato o semplicissimo, una scatola o un vasetto qualunque. Ogni volta che vi accorgete di un momento di felicità — 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨, 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, non legato a un acquisto — fermatelo: con una parola, un disegno, un segno.

Non per accumulare.
Ma per 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨.

E quando, molto tempo dopo, lo riaprirete, forse non troverete risposte.
Ma 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐞.
E a volte è proprio da lì che la felicità ricomincia a farsi sentire.

𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼: 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼.È un luogo di attese, di emozioni trattenute, di sguardi che cerca...
30/01/2026

𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼: 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼.

È un luogo di attese, di emozioni trattenute, di sguardi che cercano sicurezza.
Un luogo dove ogni gesto dell’operatore ha un peso, ogni parola può sostenere o irrigidire, ogni silenzio va abitato con competenza.

Lavorare nello 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼 significa tenere insieme:
– il diritto di visita e di relazione
– la tutela del minore
– la complessità delle storie familiari
– le richieste dell’Autorità Giudiziaria

Per questo non basta “fare esperienza”.
Serve 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲, capace di unire cornice normativa, metodo e sguardo relazionale.

📘 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼 – 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗕𝗮𝘀𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲
Un percorso pensato per educatori, psicologi, assistenti sociali e operatori dei servizi che vogliono lavorare — o lavorano già — in contesti di incontri protetti.

👥 A cura di 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗮𝗴𝗮𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗕𝗲𝗻𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗡𝗶𝗰𝗼𝘀𝗶𝗮, con esperienza pluriennale nei Servizi per il diritto di visita e relazione.
📍 In presenza, presso il 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗘𝗾𝘂𝗶𝗻𝗼𝘇𝗶𝗼 – Gallarate
🎓 𝗔𝘁𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗼

📩 𝗜𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮: info@centroequinozio.it

Formarsi, oggi, significa prendersi cura anche del modo in cui stiamo dentro le relazioni più fragili.
Con competenza. Con rispetto. Con responsabilità.

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟏 𝐝𝐢 𝟒𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚La scuola non deve essere perfetta.E non deve sos...
28/01/2026

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟏 𝐝𝐢 𝟒
𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚

La scuola non deve essere perfetta.
E non deve sostituirsi alle famiglie.

𝐇𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐨̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞.

È uno dei primi luoghi in cui bambini e ragazzi fanno esperienza di sé fuori da casa.
Dove imparano cosa significa essere visti, ascoltati, accolti.
Dove scoprono se le emozioni trovano spazio.

𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢.
E significa anche sapere insegnare.

𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞.
Come in una sala operatoria:
non basta sentirsi al sicuro, serve anche chi sa esattamente cosa sta facendo.

Una scuola che educa unisce relazione e didattica.
Trasmette conoscenze solide
dentro contesti emotivamente stabili.

Così la presenza sostiene l’apprendimento
e l’apprendimento diventa davvero accessibile.

💛💙
𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀.

Se vivi la scuola — come genitore, insegnante, educatore o studente —
e senti il bisogno di un confronto,
al Centro Equinozio trovi un’équipe multidisciplinare pronta ad accoglierti e orientarti.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚.

Giornata Mondiale dell’EducazioneLa Giornata Mondiale dell’Educazione è stata istituita dall’ONU nel 2018, su proposta d...
24/01/2026

Giornata Mondiale dell’Educazione

La Giornata Mondiale dell’Educazione è stata istituita dall’ONU nel 2018, su proposta dell’UNESCO, per riconoscere l’educazione come diritto umano fondamentale e come pilastro per la pace e lo sviluppo sostenibile.

Ogni anno, l’UNESCO è il principale promotore della giornata, insieme a governi, istituzioni educative e organizzazioni internazionali che lavorano per garantire accesso all’istruzione di qualità in tutto il mondo.

Oggi celebriamo il valore dell’educazione. Non solo quella scolastica, ma quella che passa attraverso ogni parola, ogni gesto, ogni esempio.

Educare viene dal latino educare, “allevare, nutrire”, e si collega a educĕre, “trarre fuori”. Non è solo trasmettere conoscenze, ma aiutare a far emergere ciò che è già dentro: potenzialità, talenti, risorse.

Educare significa comunicare con rispetto. Significa scegliere la gentilezza, anche quando è più facile alzare la voce. Significa ricordare che i bambini imparano più da ciò che vedono che da ciò che ascoltano.

Come adulti, siamo modelli educativi: il nostro modo di parlare, di ascoltare, di gestire le emozioni diventa una lezione quotidiana. Proviamo a chiederci quale esempio stiamo offrendo.

👉 Può essere un’occasione per fermarci e riflettere:
Le nostre parole costruiscono ponti o muri?
La nostra comunicazione è rispettosa e inclusiva?
La gentilezza è presente nei nostri gesti?
L’educazione è un atto di responsabilità condivisa. Inizia da noi, ogni giorno.

Foto: ambermb

Indirizzo

Via Giuseppe Giusti 10
Gallarate
21013

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 17:00

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