Daniela Giacoia - psicologa psicoterapeuta

Daniela Giacoia - psicologa psicoterapeuta Prenditi cura di te. CompletaMente.

La vita è fatta di piccoli momenti e la vera crescita arriva con i piccoli gesti costanti.Ho creato per te questo calend...
01/12/2025

La vita è fatta di piccoli momenti e la vera crescita arriva con i piccoli gesti costanti.

Ho creato per te questo calendario speciale, un invito a dedicarti un minuto ogni giorno per nutrire le tre colonne fondamentali del benessere mentale.
Ti guiderà a coltivare la , per ancorarti con consapevolezza al qui e ora; ad accendere la , per trattare te stesso e gli altri con gentilezza profonda; e a sviluppare la , l’abilità cruciale per muoverti con agilità tra le sfide della vita.

Non è una “cosa in più da fare”, ma un atto di cura verso te stesso.

Oggi non è un giorno come gli altri.Oggi Yumi avrebbe compiuto 13 anni.E mentre mi fermo un momento a pensare a lei, sen...
26/11/2025

Oggi non è un giorno come gli altri.
Oggi Yumi avrebbe compiuto 13 anni.

E mentre mi fermo un momento a pensare a lei, sento riemergere quel dolore familiare, profondo, che arriva quando qualcuno che abbiamo amato davvero non è più accanto a noi. Un dolore che a volte vorremmo scacciare, nascondere o mettere a tacere.

L’Acceptance and Commitment Therapy mi ha insegnato una verità preziosa: il dolore ha un significato.
Non è un segnale di fragilità, ma la traccia tangibile dell’amore che abbiamo provato.
È il paradosso più umano che esista: soffro perché ho amato. E non potrei eliminare questo dolore senza perdere anche la bellezza dei ricordi, la tenerezza delle sue piccole abitudini, la gioia semplice che portava in ogni mia giornata.

Oggi cammino con il cuore un po’ più fragile.
Lascio che la tristezza resti accanto a me, senza combatterla. Mi siedo con lei come ci si siede accanto a un vecchio amico che conosce le nostre ferite.
E allo stesso tempo provo ad aggrapparmi a ciò che il mio cane mi ha insegnato in 12 anni di vita insieme: la gentilezza semplice, la resilienza silenziosa, la capacità di trovare un motivo per sorridere anche in una giornata qualunque.

Alla fine, non c’è verità più sincera di questa: il dolore che portiamo nel cuore è la testimonianza più luminosa dell’amore che abbiamo saputo dare e ricevere.

Sai, a volte stringiamo forte ciò che conosciamo: una vecchia abitudine, un pensiero ripetuto mille volte, un modo di es...
21/11/2025

Sai, a volte stringiamo forte ciò che conosciamo: una vecchia abitudine, un pensiero ripetuto mille volte, un modo di essere che ormai non ci rappresenta più.
Lo tratteniamo perché è familiare, perché sembra sicuro… o semplicemente perché lasciare andare fa paura.

L’Acceptance and Commitment Therapy ci insegna una cosa meravigliosa: non devi forzarti a mollare tutto. Non è una lotta.

L’ACT ci invita a un gesto molto più gentile: creare spazio.
Spazio per ciò che conta davvero.
Spazio per accogliere le emozioni difficili senza doverle combattere.
Spazio per lasciare che la vita porti ciò che deve portare.

E quando allenti la presa, anche solo un po’, spesso accade qualcosa di semplice e potente: nuovi stimoli iniziano a farsi avanti.
Un pensiero più leggero.
Un’emozione che respira.
Una possibilità che prima non vedevi.

Lasciare andare non è perdere.
È dare a te stesso la libertà di muoverti liberamente verso la vita che desideri, con più presenza e più apertura.

Perché la vita si muove.
E quando le fai spazio, ti sorprende.

“Ma tu non soffri mai?”È una domanda che molti pazienti, prima o poi, mi fanno. Ed è una domanda profondamente umana.Com...
20/11/2025

“Ma tu non soffri mai?”
È una domanda che molti pazienti, prima o poi, mi fanno. Ed è una domanda profondamente umana.

Come psicoterapeuta non sono immune da emozioni, difficoltà o fasi complesse. Nessun professionista della salute mentale lo è. La differenza non sta nell’essere esenti dalle difficoltà, ma nel modo in cui le attraversiamo, negli strumenti che abbiamo imparato a riconoscere e a coltivare.

Il mio lavoro richiede presenza, stabilità e uno spazio emotivo protetto. Per questo mi prendo cura della mia parte vulnerabile fuori dalla seduta, attraverso la supervisione, la formazione continua e, soprattutto, attraverso il mio personale lavoro interiore. Mi concedo spazi in cui poter ascoltare ciò che mi attraversa ed elaborarlo con i miei strumenti. È una responsabilità etica, è un impegno costante che mi permette di arrivare in seduta presente, centrata e realmente disponibile all’incontro con l’altro.

Quindi sì, soffro anch’io.
Ma in quel momento, nella tua ora, c’è spazio solo per la tua storia, le tue emozioni, il tuo percorso. Ed è proprio il fatto di conoscere il dolore che mi rende possibile incontrare il tuo con rispetto.

Il mio essere umana rafforza il mio essere terapeuta e mi ricorda che non è l’assenza di fragilità a renderci solidi, ma il modo in cui impariamo a farle spazio senza esserne travolti.

Sulle poltrone verdi della mia stanza di terapia questa umanità diventa presenza: silenziosa, rispettosa, affidabile e… autentica.

Quando ho letto le parole di questo pediatra, ho sentito un nodo alla gola.Perché quello che descrive (mal di pancia che...
19/11/2025

Quando ho letto le parole di questo pediatra, ho sentito un nodo alla gola.
Perché quello che descrive (mal di pancia che non passano, insonnia, ansia, tic, somatizzazioni, fino ad arrivare a disturbi alimentari e crisi emotive profonde) è esattamente ciò che vedo anch’io nel mio lavoro clinico.
E ogni volta resto colpita da quanto spesso questi sintomi non nascano “nel bambino”, ma intorno al bambino.

Vivono in un mondo rumoroso.
Un mondo pieno di notizie drammatiche che arrivano in salotto mentre si cucina.
Film e immagini veloci, violente, che scorrono sugli schermi quasi in automatico.
Famiglie stanche, che fanno del loro meglio, ma spesso con il fiato corto.
Routine spezzate, tempi incerti, relazioni tese.

Il punto è che il cervello dei bambini non ha ancora i filtri che abbiamo noi adulti.
Quello che per noi è “solo un telegiornale”, per loro può essere un colpo al cuore.
Quello che per noi è “un film d’azione”, per loro è un’allerta reale.
Quello che per noi è “solo una giornata storta”, per loro è un mondo che vacilla.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale lo mostra chiaramente:
i bambini assorbono il clima che respirano.
Regolano le loro emozioni attraverso le nostre.
Il loro corpo racconta quello che spesso non hanno le parole per dire.
E così, mentre cerchiamo “la causa” di un mal di pancia ricorrente, magari la causa è un ambiente che corre troppo.
Mentre ci preoccupiamo dell’ansia, forse quell’ansia sta solo dicendo che il bambino è esposto a più tensioni di quante riesca a gestire.

So che qualcuno, leggendo questo post, potrebbe pensare:
“È un’esagerazione. I bambini hanno sempre saputo adattarsi.”
Eppure no.
Non lo è.
Non quando parliamo di un sistema nervoso in sviluppo, vulnerabile, plasmato da ciò che lo circonda.
Non quando vediamo ogni giorno, nei nostri studi, corpi e menti piccole che somatizzano un mondo troppo grande.

Non è colpa di nessuno.
È il mondo in cui viviamo, ma possiamo fare qualcosa.
Possiamo rallentare.
Possiamo spegnere un po’ di rumore.
Possiamo scegliere con cura cosa mettiamo nei loro occhi e nelle loro orecchie.
Possiamo regalare più presenza, più gioco, più abbracci, più stabilità.
Possiamo fare spazio a un clima emotivo che parli di sicurezza e non di allarme.
Questi piccoli gesti cambiano tutto: modificano il loro sistema nervoso, abbassano l’attivazione, danno al corpo e alla mente un messaggio chiaro: “Puoi respirare. Sei al sicuro.”

Non sempre possiamo evitare i problemi della vita.
Ma possiamo offrire ai bambini un ambiente che li aiuti a crescere senza sentirsi costantemente in battaglia.
Perché prima di domandarci cosa non va in nostro figlio, dovremmo chiederci: “Com’è l’acqua in cui sta nuotando?”

E sì… a parole sembra facile.
Nella realtà quotidiana è faticoso, richiede presenza, richiede tempo, richiede risorse che a volte non abbiamo.
Ma ogni piccolo passo nella direzione di un ambiente più calmo e sicuro fa davvero la differenza.
E vale tutto lo sforzo. 🌱⭐️🌈

Una epidemia così non l’avevo mai vista…

“Di che parli?”

Mai come in questo periodo vedo mal di pancia, mal di testa, insonnie, vertigini, paure, tossi psicogene, tic, improvvisi balbettii, denti digrignati di notte, vomiti strani…

E non mi era mai capitato di avere ragazzine con anoressia nervosa, tanto severa da richiedere ricoveri!

No, non avrei mai potuto immaginare, quando ho deciso di fare il pediatra, che avrei anche saputo di un intervento di polizia per recuperare una mia ex bambina che ha tentato di suicidarsi!

Aiuto!!!

Una cosa è leggere statistiche, anche preoccupanti, ma lontane. Un’altra è scoprire che in quelle statistiche ci siamo noi, con i nostri bambini!!!
I nostri ragazzi!!

Che faccio?
Una ricetta: “Si richiede visita neuropsichiatrica infantile” e ho risolto il problema?

Lo so, è quello che posso fare, ma non basta!!!

E allora: Attenzione!!!! Tutti insieme.

Quando? Ora che sono piccoli, perché i semi di quello che sarà si mettono ora!
Attenzione ora, a cosa facciamo vivere ai nostri piccoli!

I bambini sono ipersensibili a tutti gli input emotivi che li circondano.
Molto più di noi che siamo abituati e facciamo poco caso a facce brutte o rumori o immagini!

Noi abbiamo una bella corteccia cerebrale matura che ci distanzia da minacce che classifichiamo facilmente come lontane.

I bambini no!

Le nostre famiglie scricchiolano.
Tre su cinque si sfasciano e la maggioranza lo fa con storie dure, lunghe, dolorose…

Nelle mani dei nostri bambini ci sono videogiochi violenti, orribili, pieni di mostri che uccidono… e spesso questi giochi sono su monitor giganteschi che rendono tutto estremamente coinvolgente!

Le televisioni sono sempre accese e vomitano orrori nella indifferenza generale, “Ma tanto…il bambino non la vede! (?)”

I cartoni animati h24 sono brutti e violenti, tra mostri e super eroi per salvare mondi…
E poi… Ecco la triste valanga delle notizie vere! Drammatiche.

Gaza, e poi l’ Ucraina, e poi i terremoti, e poi le “bombe d’acqua”, e le inondazioni, e poi gli Hamas, il terrorismo sotto casa nostra, e poi gli stupri, e le cronache orribili…

I telegiornali fanno gare per accaparrarsi audience utilizzando i particolari emotivi più coinvolgenti…

“Intervista in esclusiva del nostro TG… linea al nostro inviato”: “Mi dica signora, lei ha perso tutto. La casa, i figli, un marito… racconti, come sta? Cosa ha provato?”

Ma che vuoi che ti risponda!!!!!!

La verità è che le lacrime, i volti sporchi, sfigurati dalla sofferenza e dal dolore… catturano emozioni e fanno audience!!
Rendono il notiziario più attraente...

Follia!!
Per i nostri bambini tutto questo sono bombe emotive! Devastanti.

“Mamma mia!” “Vediamoci un film…”
Eccoli: Ogni sera ci sono almeno dieci film di azione, polizieschi, di suspense, di orrore…

Fatti benissimo!
Ci piacciono perchè sono coinvolgenti. Pieni di facce brutte, espressioni dure, minacce, morti…

Alla fine il nostro cervello maturo spegne tutto. “Che bravo il regista!” “Hanno recitato proprio bene”.

“E il bambino…?” Il Bambino non spegne proprio niente!
Tutto è entrato dentro e può prendere le vie più strane per trovare un posto nel suo cervello emotivo!

“Si raccomanda la visione alla presenza di un adulto”: trionfo della ipocrisia e della ignoranza in mala fede!

La frase vera è “Chissene frega” dei bambini!! Tanto loro non comprano…”

Ma questo non si può dire e allora… “Scarichiamo le responsabilità, non si sa mai!”
Basta questo bollino “si raccomanda la visione alla presenza di un adulto” per evitare qualsiasi contenzioso.

"Ma i bambini vedono solo cartoni animati..."
Certo, contenitori di pubblicità di merendine e giocattoli con Mostri ed eroi che devono salvare mondi...
Utili per prendere a cazzotti o fare i Ninjia con i compagni dell'asilo!

E allora?

E allora piuttosto che sul pesciolino che nuota male, dovremmo guardare l'acqua dell'acquario per capire se è davvero il pesciolino ad avere dei problemi!

A cosa sono esposti i nostri bambini?
In quale contesto vivono?
Quanti pericoli incombenti sono arrivati alla loro coscienza?
Quante volte hanno sentito gridare e/o visto facce brutte e minacciose oggi?
Quante volte hanno visto violenze?
Sentito notizie angoscianti?

--

Epidemia di disturbi emotivi psicosomatici? Guardiamo noi stessi!

Vediamo quanto noi siamo tesi o arrabbiati o tristi…
Vediamo quanto tempo oggi abbiamo giocato con loro e quanto invece sono stati persi davanti ad un video…
Vediamo quanto siamo stati lontani, per loro assenti...

I nostri giocattoli o le nostre merendine, non sostituiscono i nostri baci e i nostri abbracci! Non sono la nostra presenza emotiva!

Prima dei bambini guardiamo i nostri volti, e analizziamo il non verbale che abita nella nostra casa.

Nessuna accusa! Facciamo quello che possiamo.
Ma questo post ci permetta di riflettere e vedere se possiamo far meglio.

Se riusciamo a mettere "nell'acquario" acqua limpida, serena, allegra, piena di sorriso, gioco, carezze e fiducia... “Mettiamo le mani” nel sistema neuroendocrino e nel cervello dei nostri bambini!

Senza far niente, solo sorridendo di più, abbassiamo i loro livelli di cortisolo e di tutti gli ormoni attivanti.
Quelli che tengono tesi e spesso ci portano dal dottore!

--

“Dottore ma i problemi ci sono!”
Lo so, ma difendiamo i nostri bambini, facciamo quello che possiamo e amen!
È il nostro meglio e va bene così.

Facciamo pace con le aspettative che abbiamo verso noi stessi e accettiamoci per quello che siamo. Ma diamo ai bambini il sorriso di cui hanno bisogno!

Non è una caduta che fa male. Ma la zoppia che resta cronica stampata nei nostri volti: quella a cui noi adulti ci abituiamo, senza farci più caso...

Non l’ho imparato nei master.Non l’ho scoperto nei convegni.Non l’ho letto nei manuali.L’ho capito anni fa, in una stanz...
30/10/2025

Non l’ho imparato nei master.
Non l’ho scoperto nei convegni.
Non l’ho letto nei manuali.

L’ho capito anni fa, in una stanza essenziale.
Non c’erano poltrone verdi: solo due sedie e una scrivania.

Di fronte a me, una donna in lacrime, intrappolata in un dolore muto.
Non riusciva a respirare. Non riusciva a parlare.

Non avevo tecniche miracolose.
Avevo solo la mia presenza.
E in quell’istante ho capito: a volte, restare è l’unica vera risposta.

Non ho iniziato a sentirmi psicoterapeuta il giorno in cui ho ricevuto tra le mani l’attestato di specializzazione.
È successo il giorno in cui ho smesso di voler “aggiustare” chi avevo davanti.
Il giorno in cui ho imparato a stare accanto.
Anche nel silenzio più schiacciante.
Anche di fronte alla mia nuda impotenza.

Nessuno ti prepara al momento in cui un paziente ti dice:

“Non ce la faccio più.”

Tu scegli di restare.
Senza riempire il vuoto con parole frettolose.
Sostenendo il peso di quella frase finché non diventa, lentamente, un po’ più leggero.

E capisci che non serve sempre fare, né dire.
Serve esserci.
Perché a volte, restare è già cura.

Nuotare accanto a questa meraviglia mi ha fatto vedere chiaramente quanto siamo bravi, noi esseri umani, a portare caric...
08/10/2025

Nuotare accanto a questa meraviglia mi ha fatto vedere chiaramente quanto siamo bravi, noi esseri umani, a portare carichi inutili.

La tartaruga ha il suo guscio: essenziale, protettivo. È la sua casa. Noi, invece, spesso carichiamo sulla schiena zavorre invisibili e pesantissime: giudizi negativi su noi stessi, preoccupazioni incessanti su un futuro che non possiamo controllare e la costante lotta interna per eliminare pensieri e sensazioni scomode.
Questo “carico” extra non ci protegge; ci stanca, ci rallenta e ci impedisce di nuotare liberamente nell’oceano della vita.

L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) ci invita a fare una scelta diversa, imparando dalla calma della tartaruga: muoverci con consapevolezza, portando ciò che deve essere portato, ma senza aggiungere peso.
L’ACT non ti chiede di amare i tuoi “sassi” emotivi, ma di smettere di lottare per buttarli fuori dall’acqua. Quella lotta consuma tutte le tue energie!
Il tuo obiettivo non è eliminare i pensieri difficili. Il tuo obiettivo è diventare un nuotatore abile che sa muoversi, anche con il suo carico, verso ciò che dà significato alla sua vita (i tuoi Valori).

Non sprecare un altro giorno bloccato nella lotta.
Qual è la piccola azione concreta allineata ai tuoi Valori che puoi compiere oggi, nonostante l’ansia o l’autocritica che senti? Metti le pinne in acqua.
Rifletti. 🌊 🐢 ⭐️

Dentro ciascuno di noi c’è ancora una parte bambina.È quella parte che un tempo ha atteso amore, attenzioni, protezione…...
19/08/2025

Dentro ciascuno di noi c’è ancora una parte bambina.
È quella parte che un tempo ha atteso amore, attenzioni, protezione… e che forse non le ha ricevute come avrebbe avuto bisogno.

Quel bisogno non sparisce crescendo.
Resta dentro di noi e, da adulti, ci porta spesso a cercare negli occhi degli altri ciò che un tempo è mancato.
Aspettando che un partner, un amico o una persona speciale ci faccia sentire finalmente “abbastanza”.

Ma nessuno, per quanto ci voglia bene, può riempire davvero quel vuoto antico.
Perché ciò che cerchiamo appartiene al passato, non al presente.

La vera svolta arriva quando impariamo a prenderci cura di quel bambino interiore.
Quando iniziamo ad ascoltarlo, consolarlo, proteggerlo.
Quando possiamo finalmente dirgli: “Ora ci sono io con te, non sei più solo.”

Solo allora l’amore adulto smette di essere una richiesta disperata e diventa un incontro autentico, libero, maturo.

L’amore che non abbiamo avuto non possiamo recuperarlo, ma possiamo imparare a costruirlo dentro di noi.

E da lì, offrirlo al mondo. 🤍

Quando la sofferenza si affaccia, si può scegliere di voltarsi altrove o di fermarsi e ascoltare.C’è chi, pur con timore...
19/06/2025

Quando la sofferenza si affaccia, si può scegliere di voltarsi altrove o di fermarsi e ascoltare.
C’è chi, pur con timore, decide di restare. Di attraversare quel dolore, senza negarlo. Con fatica, sì, ma anche con coraggio.

Restare quando tutto vacilla non è semplice. Ma proprio lì, nel punto più fragile, a volte emergono risorse che non si sapeva di avere.

Lei ha scelto di guardare in faccia la sua sofferenza, di darle un nome e camminarle accanto. Senza scorciatoie, senza illusioni.
Ha trovato forza dove sembrava non ci fosse nulla. Ha imparato a sostenersi, a scegliere, a respirare, anche nei momenti più difficili.

E così, un passo alla volta, si fa spazio una nuova consapevolezza: che la forza non è l’assenza di dolore, ma la capacità di restare presenti, anche nella fatica.

Piccoli post-it raccolgono ora i pensieri nati lungo il cammino. Frasi, intuizioni, promemoria interiori: segni concreti di un dialogo con Sé.

Nel silenzio di una stanza, giorno dopo giorno, qualcosa cambia. Non miracolosamente, ma con tenacia, con presenza, con compassione.

E io, testimone di questo cammino, porto con me la gratitudine di aver potuto esserci. ⭐️

Non sei rotto, né sbagliato. Stai semplicemente portando con te schemi antichi, nati in un tempo in cui dovevi solo sopr...
08/06/2025

Non sei rotto, né sbagliato. Stai semplicemente portando con te schemi antichi, nati in un tempo in cui dovevi solo sopravvivere.
Da bambino hai imparato a difenderti rispondendo a bisogni essenziali mai accolti: amore, protezione, riconoscimento. Quegli schemi, oggi, sono come ombre che ancora plasmano il tuo sguardo su te stesso, sugli altri, sul mondo.
Ma non sono nemici da combattere con rabbia o vergogna. Sono parti di te che, un tempo, hanno protetto il tuo cuore ferito.
La vera guarigione comincia quando smetti di fuggire da queste parti e inizi a guardarle con occhi nuovi: pieni di compassione, privi di giudizio.
Solo accogliendole puoi trasformarle. Solo comprendendone l’origine puoi liberartene.
Non si tratta di aggiustare ciò che è “rotto”, ma di prenderti cura di ciò che è stato ferito. Di abbracciare la tua storia per riscoprire la tua forza.

La   è un viaggio profondo di crescita, un percorso che ti invita a guardarti dentro con curiosità. La   diventa uno spa...
22/01/2025

La è un viaggio profondo di crescita, un percorso che ti invita a guardarti dentro con curiosità.
La diventa uno spazio sicuro e intimo in cui poter esplorare le tue ferite e trasformare le sofferenze in , in strumenti di che ti permettono di riscrivere la tua storia.
La è un’opportunità unica per ritrovare te stesso, liberarti dalle catene invisibili e diventare finalmente la persona che sei destinato a essere.
Ogni passo in questo viaggio è un atto di coraggio che ti avvicina a una vita più autentica, più ricca e più in sintonia con ciò che desideri e meriti.

Una paura affrontata, un nuovo sorriso, un regalo inaspettato… i miei pazienti riescono sempre a sorprendermi!Sono grata...
08/03/2024

Una paura affrontata, un nuovo sorriso, un regalo inaspettato… i miei pazienti riescono sempre a sorprendermi!
Sono grata a loro per la fiducia che ripongono in me e ammiro il coraggio che dimostrano ogni volta che si siedono sulla poltrona verde.

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Gallarate

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