19/11/2025
Quando ho letto le parole di questo pediatra, ho sentito un nodo alla gola.
Perché quello che descrive (mal di pancia che non passano, insonnia, ansia, tic, somatizzazioni, fino ad arrivare a disturbi alimentari e crisi emotive profonde) è esattamente ciò che vedo anch’io nel mio lavoro clinico.
E ogni volta resto colpita da quanto spesso questi sintomi non nascano “nel bambino”, ma intorno al bambino.
Vivono in un mondo rumoroso.
Un mondo pieno di notizie drammatiche che arrivano in salotto mentre si cucina.
Film e immagini veloci, violente, che scorrono sugli schermi quasi in automatico.
Famiglie stanche, che fanno del loro meglio, ma spesso con il fiato corto.
Routine spezzate, tempi incerti, relazioni tese.
Il punto è che il cervello dei bambini non ha ancora i filtri che abbiamo noi adulti.
Quello che per noi è “solo un telegiornale”, per loro può essere un colpo al cuore.
Quello che per noi è “un film d’azione”, per loro è un’allerta reale.
Quello che per noi è “solo una giornata storta”, per loro è un mondo che vacilla.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale lo mostra chiaramente:
i bambini assorbono il clima che respirano.
Regolano le loro emozioni attraverso le nostre.
Il loro corpo racconta quello che spesso non hanno le parole per dire.
E così, mentre cerchiamo “la causa” di un mal di pancia ricorrente, magari la causa è un ambiente che corre troppo.
Mentre ci preoccupiamo dell’ansia, forse quell’ansia sta solo dicendo che il bambino è esposto a più tensioni di quante riesca a gestire.
So che qualcuno, leggendo questo post, potrebbe pensare:
“È un’esagerazione. I bambini hanno sempre saputo adattarsi.”
Eppure no.
Non lo è.
Non quando parliamo di un sistema nervoso in sviluppo, vulnerabile, plasmato da ciò che lo circonda.
Non quando vediamo ogni giorno, nei nostri studi, corpi e menti piccole che somatizzano un mondo troppo grande.
Non è colpa di nessuno.
È il mondo in cui viviamo, ma possiamo fare qualcosa.
Possiamo rallentare.
Possiamo spegnere un po’ di rumore.
Possiamo scegliere con cura cosa mettiamo nei loro occhi e nelle loro orecchie.
Possiamo regalare più presenza, più gioco, più abbracci, più stabilità.
Possiamo fare spazio a un clima emotivo che parli di sicurezza e non di allarme.
Questi piccoli gesti cambiano tutto: modificano il loro sistema nervoso, abbassano l’attivazione, danno al corpo e alla mente un messaggio chiaro: “Puoi respirare. Sei al sicuro.”
Non sempre possiamo evitare i problemi della vita.
Ma possiamo offrire ai bambini un ambiente che li aiuti a crescere senza sentirsi costantemente in battaglia.
Perché prima di domandarci cosa non va in nostro figlio, dovremmo chiederci: “Com’è l’acqua in cui sta nuotando?”
E sì… a parole sembra facile.
Nella realtà quotidiana è faticoso, richiede presenza, richiede tempo, richiede risorse che a volte non abbiamo.
Ma ogni piccolo passo nella direzione di un ambiente più calmo e sicuro fa davvero la differenza.
E vale tutto lo sforzo. 🌱⭐️🌈
Una epidemia così non l’avevo mai vista…
“Di che parli?”
Mai come in questo periodo vedo mal di pancia, mal di testa, insonnie, vertigini, paure, tossi psicogene, tic, improvvisi balbettii, denti digrignati di notte, vomiti strani…
E non mi era mai capitato di avere ragazzine con anoressia nervosa, tanto severa da richiedere ricoveri!
No, non avrei mai potuto immaginare, quando ho deciso di fare il pediatra, che avrei anche saputo di un intervento di polizia per recuperare una mia ex bambina che ha tentato di suicidarsi!
Aiuto!!!
Una cosa è leggere statistiche, anche preoccupanti, ma lontane. Un’altra è scoprire che in quelle statistiche ci siamo noi, con i nostri bambini!!!
I nostri ragazzi!!
Che faccio?
Una ricetta: “Si richiede visita neuropsichiatrica infantile” e ho risolto il problema?
Lo so, è quello che posso fare, ma non basta!!!
E allora: Attenzione!!!! Tutti insieme.
Quando? Ora che sono piccoli, perché i semi di quello che sarà si mettono ora!
Attenzione ora, a cosa facciamo vivere ai nostri piccoli!
I bambini sono ipersensibili a tutti gli input emotivi che li circondano.
Molto più di noi che siamo abituati e facciamo poco caso a facce brutte o rumori o immagini!
Noi abbiamo una bella corteccia cerebrale matura che ci distanzia da minacce che classifichiamo facilmente come lontane.
I bambini no!
Le nostre famiglie scricchiolano.
Tre su cinque si sfasciano e la maggioranza lo fa con storie dure, lunghe, dolorose…
Nelle mani dei nostri bambini ci sono videogiochi violenti, orribili, pieni di mostri che uccidono… e spesso questi giochi sono su monitor giganteschi che rendono tutto estremamente coinvolgente!
Le televisioni sono sempre accese e vomitano orrori nella indifferenza generale, “Ma tanto…il bambino non la vede! (?)”
I cartoni animati h24 sono brutti e violenti, tra mostri e super eroi per salvare mondi…
E poi… Ecco la triste valanga delle notizie vere! Drammatiche.
Gaza, e poi l’ Ucraina, e poi i terremoti, e poi le “bombe d’acqua”, e le inondazioni, e poi gli Hamas, il terrorismo sotto casa nostra, e poi gli stupri, e le cronache orribili…
I telegiornali fanno gare per accaparrarsi audience utilizzando i particolari emotivi più coinvolgenti…
“Intervista in esclusiva del nostro TG… linea al nostro inviato”: “Mi dica signora, lei ha perso tutto. La casa, i figli, un marito… racconti, come sta? Cosa ha provato?”
Ma che vuoi che ti risponda!!!!!!
La verità è che le lacrime, i volti sporchi, sfigurati dalla sofferenza e dal dolore… catturano emozioni e fanno audience!!
Rendono il notiziario più attraente...
Follia!!
Per i nostri bambini tutto questo sono bombe emotive! Devastanti.
“Mamma mia!” “Vediamoci un film…”
Eccoli: Ogni sera ci sono almeno dieci film di azione, polizieschi, di suspense, di orrore…
Fatti benissimo!
Ci piacciono perchè sono coinvolgenti. Pieni di facce brutte, espressioni dure, minacce, morti…
Alla fine il nostro cervello maturo spegne tutto. “Che bravo il regista!” “Hanno recitato proprio bene”.
“E il bambino…?” Il Bambino non spegne proprio niente!
Tutto è entrato dentro e può prendere le vie più strane per trovare un posto nel suo cervello emotivo!
“Si raccomanda la visione alla presenza di un adulto”: trionfo della ipocrisia e della ignoranza in mala fede!
La frase vera è “Chissene frega” dei bambini!! Tanto loro non comprano…”
Ma questo non si può dire e allora… “Scarichiamo le responsabilità, non si sa mai!”
Basta questo bollino “si raccomanda la visione alla presenza di un adulto” per evitare qualsiasi contenzioso.
"Ma i bambini vedono solo cartoni animati..."
Certo, contenitori di pubblicità di merendine e giocattoli con Mostri ed eroi che devono salvare mondi...
Utili per prendere a cazzotti o fare i Ninjia con i compagni dell'asilo!
E allora?
E allora piuttosto che sul pesciolino che nuota male, dovremmo guardare l'acqua dell'acquario per capire se è davvero il pesciolino ad avere dei problemi!
A cosa sono esposti i nostri bambini?
In quale contesto vivono?
Quanti pericoli incombenti sono arrivati alla loro coscienza?
Quante volte hanno sentito gridare e/o visto facce brutte e minacciose oggi?
Quante volte hanno visto violenze?
Sentito notizie angoscianti?
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Epidemia di disturbi emotivi psicosomatici? Guardiamo noi stessi!
Vediamo quanto noi siamo tesi o arrabbiati o tristi…
Vediamo quanto tempo oggi abbiamo giocato con loro e quanto invece sono stati persi davanti ad un video…
Vediamo quanto siamo stati lontani, per loro assenti...
I nostri giocattoli o le nostre merendine, non sostituiscono i nostri baci e i nostri abbracci! Non sono la nostra presenza emotiva!
Prima dei bambini guardiamo i nostri volti, e analizziamo il non verbale che abita nella nostra casa.
Nessuna accusa! Facciamo quello che possiamo.
Ma questo post ci permetta di riflettere e vedere se possiamo far meglio.
Se riusciamo a mettere "nell'acquario" acqua limpida, serena, allegra, piena di sorriso, gioco, carezze e fiducia... “Mettiamo le mani” nel sistema neuroendocrino e nel cervello dei nostri bambini!
Senza far niente, solo sorridendo di più, abbassiamo i loro livelli di cortisolo e di tutti gli ormoni attivanti.
Quelli che tengono tesi e spesso ci portano dal dottore!
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“Dottore ma i problemi ci sono!”
Lo so, ma difendiamo i nostri bambini, facciamo quello che possiamo e amen!
È il nostro meglio e va bene così.
Facciamo pace con le aspettative che abbiamo verso noi stessi e accettiamoci per quello che siamo. Ma diamo ai bambini il sorriso di cui hanno bisogno!
Non è una caduta che fa male. Ma la zoppia che resta cronica stampata nei nostri volti: quella a cui noi adulti ci abituiamo, senza farci più caso...