Dr. Emanuele Matteucci

Dr. Emanuele Matteucci Psicologo Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Costruttivista Ricevo presso:
Via della Repubblica, n°26/A Gallicano (LU)
Via Pisana, 1185, S. Anna LUCCA

Mi chiamo Emanuele Matteucci e sono uno Psicologo Clinico, specializzato in Psicoterapia Cognitivo Costruttivista presso il CESIPc di Firenze. Nel mio studio mi occupo di terapia per adolescenti, adulti e coppie, di counselling psicologico per adulti ed adolescenti, percorsi di crescita personale, colloqui di coppia, sostegno alla genitorialità, incontri di gruppo, tecniche di rilassamento, Mindfulness, gestione di stress, ansia, disturbi depressivi, difficoltà relazionali.

09/08/2025
31/07/2025

L'associazione culturale L'Aringo dice BASTA al genocidio a Gaza!
È disumano affamare un'intera popolazione!

30/05/2025

🕊️ “𝐋𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐢𝐫𝐞”
— 𝘎𝘪𝘯𝘰 𝘚𝘵𝘳𝘢𝘥𝘢

📣 Il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Toscana ha deciso all’unanimità di aderire alla Lettera agli Ordini sanitari per Gaza, un appello che ci è stato segnalato da molte colleghe e colleghi.

Il documento invita le professioniste e i professionisti della salute a prendere posizione contro la strage di civili in Palestina, chiedendo la fine immediata di un massacro che sta distruggendo vite umane da troppo tempo.

Come Ordine, difendiamo la dignità della vita e i diritti umani, nel pieno rispetto del nostro codice deontologico.

👉 Siamo contro ogni forma di genocidio e ci uniamo alle voci di tanti altri Ordini professionali che hanno già sottoscritto l’appello.

🔗 Per leggere la lettera e aderire: https://bit.ly/3Fvwhgd

Rapporto sano col cibo? la psicologia ci può aiutare...
22/05/2025

Rapporto sano col cibo? la psicologia ci può aiutare...

Ti è mai capitato di sentirti prigioniero di diete infinite? Di guardare il cibo e vederci solo numeri, sensi di colpa e frustrazione? Se ti specchi e l’unica cosa che vedi è un “difett…

07/05/2025

Lo studio pubblicato su Nature Human Behaviour è una fotografia nitida e dolorosa dell’adolescenza digitale. Più di 3.000 ragazzi inglesi tra gli 11 e i 19 anni, un campione ampio, rappresentativo. Il 16% di loro con una diagnosi di disturbo mentale. E quel dato che colpisce come un pugno: chi soffre passa in media 50 minuti in più al giorno sui social. Non è un dettaglio. È un segnale. Perché in quei minuti, cinquanta in più ogni giorno, si nasconde un desiderio profondo e non riconosciuto: essere accettati, essere amati. Sentire di contare qualcosa.

I ragazzi con disturbi come ansia o depressione dichiarano di confrontarsi più spesso con gli altri online, di sentirsi più vulnerabili alle reazioni ricevute (like, commenti, cuori), e di essere meno sinceri riguardo alle proprie emozioni. Ma come si può essere sinceri in un luogo in cui si ha paura di non piacere? Il paradosso è che mentre il corpo cresce, la psiche implode. E allora il digitale diventa una protesi: una stampella emotiva per reggersi in piedi quando tutto dentro barcolla. Ma quella stampella, se usata senza guida, può piegare ancora di più.

L’articolo completo di Giuseppe Lavenia su Salute

09/04/2025
02/04/2025

Arrivato stamani il nuovo Aringo, sarà consegnato in tutte le case!

18/03/2025

Arriva il momento
in cui decidi di lasciare andare.
Le persone in cui avevi riposto
sogni e speranze.
Che facciano le loro scelte.
Che prendano la loro strada.

Arriva il momento
di accettare i propri sbagli
di incontrare i propri demoni.
Ascoltare cosa vogliono.
Che cosa chiedono.
Di cosa hanno bisogno
per andare via.
Per non tornare più.

Arriva il momento
di accettare il dolore
e di trasformarlo non in rabbia
non in sete di vendetta.
Ma in sola verità.
In puro desiderio di dolcezza.

Arriva il momento
in cui dichiari pace al tuo cuore.
In cui dichiari finita la tua guerra.
Che non vuol dire rassegnarsi.
Ma dedicarsi finalmente
quel po’ di libertà
quel po’ di leggerezza.

È un piccolo miracolo
che ci rende finalmente vivi.
Finalmente liberi.
E che porta il nome, di consapevolezza.

13/02/2025

Cos’è l’empatia:

L’empatia è non svegliare chi sta sognando.
Alcune speranze sono fragili
alcune illusioni servono per respirare.
Non tutto va spezzato
non tutto va riportato alla realtà.

L’empatia è capire la stanchezza.
Non dire “passerà”
non dire “fatti forza”.
Dire: siediti
ci sono giorni in cui bisogna fermarsi.

L’empatia è sapere che alcune cicatrici hanno voce.
Alcune parlano piano
altre urlano nella notte.
Ascoltarle, senza cercare di cancellarle.

L’empatia è non giudicare la lentezza.
Alcuni arrivano tardi alla felicità
alcuni impiegano secoli a fidarsi.
Bisogna aspettarli senza fretta.

L’empatia è accorgersi della fame invisibile.
Non solo di pane
ma di sguardi, di mani, di presenza.
Alcuni muoiono senza mai dirlo.

L’empatia è un battito di ciglia.
A volte basta quello per dire “ho capito”
senza una sola parola.

L’empatia è non avere paura di amare.
Sapere che forse non sarà ricambiato
che forse sarà ignorato
che forse farà male
ma amare lo stesso
perché è questo che ci rende umani.

L’empatia è essere un porto.
Non una prigione, non una catena
ma un luogo dove si può arrivare
dove si può partire
dove si può restare
senza dover chiedere il permesso.

L’empatia è il contrario del giudizio.
Non è dire cosa andrebbe fatto
non è misurare il dolore
non è spiegare come si sta al mondo.
È dire: se vuoi, sono qui.

L’empatia è non avere paura della nudità.
Mostrarsi senza corazze
senza vernice, senza luci di scena
per dire all’altro:
possiamo essere fragili insieme.

L’empatia è prestare il proprio sguardo.
Far vedere all’altro
che esiste ancora un orizzonte
che c’è sempre un punto
dove il cielo si apre.

L’empatia è tenere stretto un filo invisibile.
Anche quando l’altro si allontana
anche quando non risponde
anche quando sembra aver dimenticato
che c’eri.

L’empatia è l’arte del non invadere.
È essere porta socchiusa
mai muro, mai sbarra
mai chiave imposta nella serratura.

L’empatia è guardare con occhi nuovi.
Sentire il peso di una giornata
nelle spalle di uno sconosciuto
vedere la stanchezza
nelle mani che reggono
una busta della spesa.

L’empatia è bussare piano.
Sapere che ogni anima è una casa
e non tutte vogliono ospiti
non tutte hanno stanze libere.

L’empatia è abbracciare con tutto il corpo.
Non solo con le braccia
ma con il respiro, con il tempo
con la voglia di far sentire all’altro
che non è mai troppo tardi
per essere accolti.

L’empatia è passare una mano
tra i capelli di chi ami.
E farlo come se stessi sistemando
qualcosa nel mondo
come se un gesto semplice potesse
rimettere in ordine anche un giorno difficile.

13/02/2025

Bella, meravigliosa Bianca Balti.
La coraggiosa naturalezza di chi non nasconde ma affronta, non cela ma mostra, non grida arrabbiata alla vita ma le sorride.
E dice: Eccomi, sono qui, sono questa.
Ed è bellissima.

Oscar Travino

Foto credit: Getty Images

30/12/2024

Buongiorno 🌺

28/12/2024

La paura di essere tagliati fuori (Fear of Missing Out, FOMO) è una forma di ansia sociale che si manifesta come il bisogno di rimanere costantemente connessi alla propria rete sociale, portando a un uso eccessivo dei social network e dei servizi di messaggistica.

La FOMO è caratterizzata da:

➖la paura che gli altri stiano vivendo esperienze gratificanti alle quali si è assenti;
➖il desiderio persistente di rimanere connessi con la propria rete sociale.

La prima componente riflette una dimensione cognitiva dell'ansia, caratterizzata da preoccupazione e ruminazione.
La seconda implica un controllo strategico volto a mitigare tale ansia. Il controllo si manifesta sia in forma attiva, quando gli utenti navigano intenzionalmente sui propri dispositivi, sia in forma reattiva, in risposta alle numerose notifiche ricevute durante il giorno.

👉 Leggi la sezione dedicata alla FOMO su State of Mind, https://www.stateofmind.it/fomo/

Indirizzo

Via Della Repubblica 26/A
Gallicano
55027

Sito Web

https://psicologogarfagnana.wordpress.com/

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