Dott. Tiziano Mardegan - Osteopata-Fisioterapista

Dott. Tiziano Mardegan - Osteopata-Fisioterapista Osteopata D.O. M.R.O.I. - Fisioterapista L'Osteopatia è una terapia manuale, complementare alla medicina classica.

Tale metodica si basa sul contatto manuale per la diagnosi ed il trattamento. Si tratta di una forma di assistenza incentrata sulla salute del paziente piuttosto che sulla malattia; si avvale di un approccio causale e non sintomatico (spesso infatti la causa del dolore trova la sua locazione lontano dalla zona dolorosa), ricercando le alterazioni funzionali del corpo che portano al manifestarsi di segni e sintomi che possono poi sfociare in dolori di vario genere. Il termine “Osteopatia” è stato coniato dal suo fondatore, il chirurgo americano Dr. Andrew Taylor Still, che alla fine del XIX secolo scoprì le relazioni esistenti tra l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del corpo e la salute. Il Dr. Still, deluso dalla medicina tradizionale che non era riuscita a salvare i suoi tre figli colpiti dalla meningite elaborò una nuova concezione del corpo umano e un altro modo per curarlo. L’innovazione consiste in alcuni principi cardine di cui ancora l’osteopatia si avvale:
- L'essere umano è un'unità dinamica di funzioni
- Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e autoguarigione
- La struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate
- La terapia razionale si fonda sull'applicazione di tutti e tre i principi

Unità del corpo: l’individuo è visto nella sua globalità come un sistema composto da muscoli, strutture scheletriche ed organi interni che trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale. Ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura: dunque, il benessere. Relazione tra struttura e funzione: il Dr. Still concluse che l’Osteopatia poteva riassumersi in un’unica frase “la struttura governa la funzione”. La perfezione di ogni funzione è legata alla perfezione della struttura portante, se tale equilibrio è alterato ci si trova di fronte a una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una zona corporea in cui è andata persa la corretta mobilità. L’organismo reagirà a tale disequilibrio creando delle zone di compenso e di adattamenti corporei non favorevoli al benessere generale dell’organismo. Autoguarigione: in Osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello di eliminare gli “ostacoli” alle vie di comunicazione del corpo al fine di permettere all’organismo, sfruttando i propri fenomeni di autoregolazione, di raggiungere la guarigione. L’Osteopatia mira a ristabilire l’armonia della struttura scheletrica di sostegno al fine di permettere all’organismo di poter trovare un proprio equilibrio ed un proprio benessere. L’Osteopatia si occupa principalmente dei problemi strutturali e meccanici di tipo muscolo-scheletrico a cui possono però associarsi delle alterazioni funzionali degli organi e visceri e del sistema craniosacrale. Una postura scorretta può provocare continui problemi quali pirosi (bruciori di stomaco), stipsi (stitichezza), dismenorrea (dolore mestruale), cefalea (mal di testa). Poiché in Osteopatia si ha una visione olistica del corpo umano, è valida anche l’idea contraria: un problema funzionale organico-viscerale (dell’intestino, dell’apparato ginecologico ecc.) può provocare dei dolori di tipo muscolo-scheletrico. L’Osteopatia, grazie proprio ai principi su cui si basa, interviene su persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, alla donna in gravidanza. Si rivela efficace in diversi disturbi che spesso affliggono l’individuo impedendogli di poter condurre una vita serena, disturbi come: cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, artrosi, discopatie, cefalee, dolori articolari e muscolari da traumi, alterazioni dell’equilibrio, nevralgie, stanchezza cronica, affezioni congestizie come otiti, sinusiti, disturbi ginecologici e digestivi...

Esistono diverse tipologie di tecniche che l’osteopata ha a propria disposizione per curare le disfunzioni del corpo umano:
Trattamento osteopatico generale: applicazioni di particolari manovre di rilasciamento delle articolazioni e dei muscoli. Ha effetti non solo meccanici, ma soprattutto biochimici, in quanto stimola il corretto scambio di fluidi all'interno delle strutture trattate. Manipolazioni articolari: tecniche dirette che correggono le posizioni spaziali delle articolazioni secondo i loro assi di movimento. Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata. Manipolazioni viscerali: ristabiliscono la mobilità e la motilità (espressione della vitalità cellulare) di un organo. Queste tecniche consento di stimolare l’organo verso una corretta funzione, digestiva, di assorbimento o di espulsione, sia in un ambito più meccanico sia in ambito biochimico. Tecniche craniali: agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio, andando ad agire a livello osseo, nervoso, meningeo e del liquor cefalorachidiano. Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.

29/09/2020
30/08/2020

GASTRITE, REFLUSSO E FIBROMIALGIA.
E L'IDRAULICO "DI MIO CUGGGINO".
Hai presente quando il lavandino della cucina tua cucina si è intasato?
Te ne accorgi perchè l'acqua ristagna nel lavandino, e non defluisce.
E' logico immaginare che c'è qualche ostacolo che occlude il deflusso più sotto (nel collo d'oca, nel tubo di giuntura o nel cavedio del palazzo, dove defluiscono metri di tubature).
Così, cosa fai? Chiami l'idraulico. Quello "bravo", quello di "mio cugggino".
Che dice: "signora, il suo è un problema legato al lavandino, glielo sostituisco io!"
E ti m***a un lavandino nuovo, tutto luccicante, di acciaio inossidabile, bellissimo, con due lavelli.
Il top di gamma!
Ma quando va via - dopo averti fatto pagare un conto salato - quello che succede è che continua ad esserci un ristagno, e l'acqua non defluisce.
Ti è mai capitato?
In effetti, l'idraulico "di mio cugggino" avrebbe dovuto valutare di disostruire il lavandino usando l'idraulico liquido o sm***ando il collo d'oca e pulirlo.
O cambiare i tubi e il flessibile se serve.
O controllare ancora più a valle, lungo metri di tubature, se serve a trovare la causa.
Perchè cambiare il lavandino non è la soluzione: nè rimuove nè risolve la causa.
E trovato e rimosso l'ostacolo (la causa), come per magia il lavandino sarebbe dovuto tornare a funzionare perfettamente.
Ti è mai capitato?
Questo esempio descrive quel "problema di stomaco" che gli italiani - e i "diagnosti" che li curano - chiamano amichevolmente "gastrite".
Ma che non è.
O chiamano "colon irritabile" (intestino, prego...).
Ma che colon irritabile non è.
Ma andiamo per gradi.
Lo stomaco è la parte più alta di un tubo lungo 7 e passa metri chiamato "tubo digerente".
E dalla bocca all'ano, questo tubo è costituito degli stessi tessuti, è innervato dallo stesso (secondo) cervello, è servito dallo stesso sistema vascolare e linfatico.
Oltre che:
- POSSEDERE LA MAGGIORE CONCENTRAZIONE di cellule (e tessuti) del sistema immunitario nell'intero corpo;
- OSPITARE LA MAGGIORE CONCENTRAZIONE di batteri, virus, miceti, batteriofagi, parassiti, vermi eccetera (per gli amici: il ) nell'intero corpo.
Lo stomaco è capiente come un piccolo lavandino (4,5 litri), ed è foderato di "acciaio inossidabile" perché deve reggere alla presenza di acido per giorni, mesi, anni.
Per tutta la vita!
Ma il "sifone" che dallo stomaco va verso l'alto (l'esofago) non è rivestito d'acciaio, quindi quando lo stomaco "sfiata" verso l'alto (indigestione o reflusso) l'acido viene percepito quasi subito, e quello che normalmente sarebbe classificato come "reflusso acido" (o biliare) o "rigurgito" la maggior degli Italiani lo definisce .
E così una buona parte dei "diagnosti".
E al tuo "buongiorno" quando entri nel loro ambulatorio, spesso vergano - senza pensieri e frettolosamente - 20 o 40 mg di gastroprotettore sul loro ricettario.
Ma anche 80, se ritengono che tu abbia problemi di ansia o di stress (senza mancare, spesso, di uno psicofarmaco spacciato per procinetico).
A chi pensa che io sia contro l'uso di gastroprotettori si sbaglia.
Perchè sono consapevole che la ricerca AVEVA fatto passi da gigante per dare all'umanità i , e riconosco che dagli anni '80 tante malattie "gastriche" si sono ridotte enormemente (emorragie gastriche, ulcere, eccetera) grazie a loro.
Compresa la RIDUZIONE DRASTICA di tanti interventi chirurgici per perforazioni e/o emorragie gastro-duodenali.
Ma... Ciò che DA ANNI DICONO LE SOCIETA' SCIENTIFICHE INTERNAZIONALI è che per quante TONNELLATE di gastroprotettori SONO STATE VENDUTE, la prevalenza di questa patologia è rimasta uguale, se non peggiorata.
Perchè gli effetti collaterali sono noti da 20 anni.
Ma se per un attimo cambi prospettiva, usi la tua capacità analitica, e immagini che il reflusso sia l'ultima manifestazione (il sintomo!) di un problema che si trova più a valle (intestino o colon), la metafora dell'idraulico di "mio cuggino" diventa chiara.
E una strategia terapeutica CHE GUARDA AD UN SINTOMO SCAMBIANDOLO PER MALATTIA è fallimentare triplaMente:
1) perché stai spegnendo un sintomo senza occuparti a cercare la causa
2) perché la causa continua imperterrita ad andare avanti, si croniciczza e peggiora
3) perché c'è da pagare un conto salato in termini di viste ed esami e paghi sopratutto il costo DEGLI EFFETTI COLLATERALI.
INFATTI, anche il miglior gastroprotettore del mondo - il top di gamma! - quello che riesce a ridurre perfettamente l'acido, sta lavorando su un effetto!
Su un sintomo.
Piuttosto che curare la causa di una "malattia", sta invece silenziando UN SINTOMO.
Quel sintomo che è un CAMPANELLO D'ALLARME del tuo corpo, che ti avvisa che c'è qualcosa che sta avvenendo PIÙ SOTTO, PIU' IN BASSO nei sette metri e più di intestino.
Perchè nessuno ti ha mai detto che QUANDO TI GONFIA LA PANCIA (disbiosi fermentativa?) nello stesso momento, il colon di destra preme sul duodeno, provoncando lo sfiato di bile e succo pancreatico su per lo stomaco, l'esofago, fino in gola e in bocca.
E la disbiosi è PROPRIO UN EFFETTO COLLATERALE del gastroprotettore.
Domandati: quanti medici vanno a cercare l'ostacolo nei 7 metri a valle dello stomaco Perchè IN POCHI sospettano un problema intestinale, una , una alimentare una o o altro?
E quanto c'è da fidarsi dell'idraulico di "mio cuggino" ???
Caro amico o amica della pagina, quando hai un sintomo o una patologia gastrointestinale, ricorda sempre che IL TUBO DIGERENTE É LUNGO 7 METRI E PASSA.
E che È ricoperto dal microbiota intestinale.
E che i sintomi SONO CONNESSI AL CIBO CHE ENTRA IN CONTATTO (anche piccole quantità) con la mucosa che va dalla bocca all'ano.
O alla carenza di micronutrienti (il gastroprotettore ti fa fuori la possibilità di assorbire CALCIO, MAGNESIO, SELENIO e altro...)
E che a volte il tuo corpo fa di tutto per dirti: "questo cibo è m***a".
E tal quale la espelle, per fartelo LETTERALMENTE vedere.
Così, se mi dici che hai IL COLON (intestino, prego) IRRITABILE..... Io in automatico ti risponderò: COSA IRRITA IL TUO COLON?
E' il cibo "m***aviglioso" che ingoi senza consapevolezza?
Sono le pessime "relazioni" che rendono tossico il tuo ambiente sociale, lavorativo e casalingo?
Sono gli effetti collaterali (DIMENTICATI o SOTTOVALUTATI) dei farmaci che ti somministra il SSN (ma sono prescrivibili e gratis) ?
Ascoltati.
Fatti la domanda.
Permettiti dei dubbi.
Datti la risposta. E trova una soluzione.
ATTENZIONE!
Ho già ampiamente trattato di questi argomenti in diversi post.
Ti prego di non chiedermi quale gastroprotettore usare al posto di quello che usi già, ti prego 😅😅😅
Perchè io cerco le cause.
E fintanto che hai un diagnosta che frettolosamente ti prescrive il gastroprotettore NON HAI BISOGNO DI ME nè dei miei consigli.
Ma hai bisogno di guardare a te, alla tua vita, al tuo corpo, e alle tue relazione IN MODO DIVERSO.
In modo "funzionale".
Approfondisci l'argomento (numerosi post!), continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi di pubblica utilità.
Perchè la tua salute vale!

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MEGLIO TOGLIERE O RIPARARE IL MENISCO ROTTO?🤔🧐

➡️Le lesioni meniscali sono comuni in caso di rottura del legamento crociato anteriore, e comportano un aumento della limitazione funzionale del paziente.

📚Diversi studi hanno dimostrato che il menisco è importante per la stabilità del ginocchio, la distribuzione dei carichi, la propriocezione e la lubrificazione e nutrizione. In particolare, si pensa che il rischio di artrosi precoce aumenti in presenza di lesioni simultanee di crociato e menisco rispetto alla presenza di una sola lesione.

📚Mentre il successo della ricostruzione di crociato è stata ben documentata in letteratura, le indicazioni per la gestione delle lesioni meniscali associate sono ancora in discussione. Nel contesto delle rotture di crociato, le lesioni meniscali sono generalmente gestite con riparazione del menisco o meniscectomia parziale.

📚La letteratura recente ha messo in dubbio il valore della meniscectomia durante una lesione meniscale isolata, dato che la riparazione meniscale si traduce in migliori risultati rispetto alla meniscectomia. Tuttavia, i tassi di reintervento sono più elevati dopo la riparazione del menisco (16,5-20,7%) rispetto alla meniscectomia (1,4–3,9%).

📚In caso di una rottura di crociato concomitante, le riparazioni meniscali beneficiano di un aumento dei tassi di guarigione rispetto alle riparazioni meniscali eseguite su ginocchia stabili con crociati intatti. Tuttavia, il tasso di reintervento a lungo termine a seguito di riparazione del menisco associata a ricostruzione di crociato è stato segnalato tra il 9,7% e il 16,7%.

➡️E ALLORA E’ MEGLIO FARSI TOGLIERE O FARSI RIPARARE IL MENISCO?????😅

📚Questa recente revisione della letteratura ha confrontato i risultati clinici negli esiti di ricostruzione di crociato con riparazione meniscale o meniscectomia per lesione meniscale concomitante.

🗃Sono stati analizzati 25 studi con campione totale di 37.087 soggetti inclusi i controlli e un follow-up medio di 2 anni.

📈La meta-analisi ha dimostrato risultati equivoci a 2 anni, ad eccezione dei punteggi della scheda per sintomi KOOS che favorivano la resezione meniscale rispetto alla riparazione.

📈La riparazione del menisco mediale ha mostrato una diminuzione della lassità dell'articolazione del ginocchio anteriore rispetto alla resezione del menisco mediale

📈I pazienti con riparazione meniscale presentavano tassi più elevati di reintervento (13,3% vs 0,8% per resezione meniscale).

📢In conclusione, i pazienti sottoposti a ricostruzione del LCA in combinazione con resezione meniscale mostrano sintomi migliori al follow-up di 2 anni rispetto ai pazienti sottoposti a ricostruzione del LCA in combinazione con riparazione meniscale.

📢La riparazione del menisco determina una riduzione della lassità dell'articolazione del ginocchio con evidenza di risultati migliori segnalati dal paziente a lungo termine, ma anche tassi di reintervento più elevati.

https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00167-019-05389-3

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