Studio di Psicologia Dott.ssa Liliana De Maria

Studio di Psicologia Dott.ssa Liliana De Maria Percorsi di psicoterapia e sostegno psicologico per bambini, adolescenti e adulti. Medicina e salute

🌸✨ Buona Pasqua dallo Studio di Psicologia ✨🌸Tempo di rallentare, respirare… e ripartire 🌱La Pasqua ci ricorda che anche...
04/04/2026

🌸✨ Buona Pasqua dallo Studio di Psicologia ✨🌸

Tempo di rallentare, respirare… e ripartire 🌱
La Pasqua ci ricorda che anche dopo i momenti più difficili, possiamo rinascere — un passo alla volta.

💭 Concediti gentilezza
💛 Ascolta ciò di cui hai davvero bisogno
🌿 Prenditi cura di te

Il benessere non è una meta, ma un percorso. E ogni piccolo passo conta.

Buona Pasqua 🕊️

Ogni anno, il 15 marzo, si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, una giornata dedicata alla sensibilizzazi...
15/03/2026

Ogni anno, il 15 marzo, si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, una giornata dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare.

Il fiocchetto lilla è diventato il simbolo della lotta contro malattie spesso invisibili ma molto diffuse, come l’Anoressia nervosa, la Bulimia nervosa e il Disturbo da alimentazione incontrollata.
Questi disturbi non riguardano solo il cibo, ma coinvolgono emozioni, autostima, paure e fragilità profonde.

La giornata nasce per rompere il silenzio che spesso circonda queste malattie. Molte persone che ne soffrono si sentono sole, giudicate o incomprese. Parlare di questi disturbi significa invece offrire ascolto, informazione e sostegno.

Il messaggio principale della Giornata del Fiocchetto Lilla è che nessuno deve affrontare queste difficoltà da solo. Con l’aiuto della famiglia, degli amici e dei professionisti della salute è possibile intraprendere un percorso di cura e di rinascita.

Questa giornata ci invita anche a riflettere sul valore dell’accettazione di sé e sull’importanza di una società meno basata sull’apparenza e più attenta al benessere delle persone.

Perché dietro ogni disturbo alimentare c’è una persona, una storia e soprattutto una vita che merita di essere aiutata, ascoltata e rispettata💜🫂

25/02/2026
14/02/2026

Le forme dell’amore sono molteplici, e come psicoterapeuta mi piace pensare che l’amore non sia un’emozione unica e statica, ma un processo relazionale in continua evoluzione.

Lo psicologo Robert Sternberg parlava di ❤️tre componenti fondamentali dell’amore❤️: intimità, passione e impegno. A seconda di come queste si combinano, nascono forme diverse: l’innamoramento passionale, l’amore romantico, l’amore maturo e stabile. Questo ci ricorda che non esiste “un solo modo giusto” di amare, ma esistono equilibri diversi, che cambiano nel tempo.

C’è poi ♥️ l’amore di attaccamento,♥️ studiato da John Bowlby, che affonda le radici nelle nostre prime relazioni. Il modo in cui siamo stati amati da bambini influenza il modo in cui cerchiamo vicinanza, sicurezza o autonomia da adulti. Alcuni amano con fiducia, altri con paura di perdere, altri ancora con distanza difensiva. Non è un difetto: è una storia emotiva che chiede di essere compresa.

Esiste❤️ l’amore per sé stessi❤️, spesso frainteso. Non è egoismo, ma capacità di riconoscere i propri bisogni, i propri limiti e il proprio valore. Senza questa base, l’amore per l’altro rischia di diventare dipendenza o sacrificio eccessivo.

C’è ❤️l’amore familiare❤️, fatto di appartenenza e radici. ❤️L’amore amicale,❤️ che nutre l’identità e la condivisione. ❤️L’amore passionale❤️, che accende il corpo e l’immaginazione. E ❤️l’amore maturo❤️, che sceglie ogni giorno di restare, anche quando l’idealizzazione svanisce.

In terapia spesso scopriamo che il problema non è “non saper amare”, ma non aver imparato a riconoscere la forma dell’amore che stiamo vivendo. L’amore sano non è assenza di conflitto, ma presenza di rispetto, comunicazione e responsabilità emotiva.

In fondo, amare significa tollerare la vulnerabilità: accettare che l’altro non sia perfetto e che nemmeno noi lo siamo. È un incontro tra due imperfezioni che decidono di camminare insieme🫂

Attraversare una crisi in psicoterapia è imparare a stare nel dolore senza perdersi, finché pian piano diventa comprensi...
09/02/2026

Attraversare una crisi in psicoterapia è imparare a stare nel dolore senza perdersi, finché pian piano diventa comprensibile💛🫂

04/02/2026

Ma cosa teme di più chi vive un’attacco di panico?

E’ molto comune che, nell’esatto momento in cui una persona sperimenta un attacco di panico, questa lo interpreti come il banco di prova dell’esistenza di alcune di queste condizioni-sensazioni…

Sto impazzendo!

Chi vive un attacco di panico non può andare incontro alla pazzia. Le persone che impazziscono, perdono il contatto con la realtà, mentre quelle ansiose, sono “troppo” in contatto con essa. Ciò che accade è una momentanea perdita di controllo delle proprie reazioni psico-fisiologiche.

Sto svenendo!

Temporanee vertigini possono far credere alle persone con attacchi di panico di essere sul punto di svenire. E’ difficile, comunque, che la persona, durante una crisi di panico possa svenire, dal momento che il cuore batte più velocemente e la pressione del sangue aumenta. Gli svenimenti, infatti, la maggior parte delle volte sono causati da un improvviso calo e abbassamento della pressione sanguigna.
Lettura di approfondimento: Crisi di panico: ora muoio...impazzisco! No era solo un attacco di panico!
3) Sto avendo un infarto!

Quando il cuore inizia a ba***re più velocemente la gente puo’ credere di essere vittima di un attacco di cuore. Durante un infarto, il sintomo principale è una sensazione di schiacciamento dentro al petto e un continuo dolore. Un vero infarto produce un costante dolore interno crescente e chi ne è vittima non è in grado di sentire il battito cardiaco né tantomeno se ne preoccupa, dal momento che l’intenso e schiacciante dolore è l’unica cosa a cui può prestare attenzione.

Sto soffocando!

A volte durante un attacco di panico le persone si sentono soffocare come se non potessero riprendere fiato. La miscela di ossigeno e anidride carbonica nel sangue è sconvolta e per questo motivo le persone si sentono deboli, hanno vertigini, si sentono stordite e non riescono a respirare bene. In ogni caso il soffocamento durante un attacco di panico non è possibile. In pochi istanti, infatti, quando il corpo si calma gradualmente, la respirazione ritorna immediatamente alla normalità.

Perdo il controllo!

Un attacco di panico può indurre la persona a sperimentare la sensazione di perdere il controllo di sé. A volte tale sensazione sfocia nella paura di apparire nervosi in pubblico, altre volte, nella paura di essere ricoverati in ospedale d’urgenza ecc.. In realtà, a scatenare la perdita del controllo in sé è il tentativo di controllo (dei pensieri e delle sensazioni fisiche) che viene messo in atto nel tentativo di proteggersi dall’attacco di panico stesso.

La crisi è spesso vista come qualcosa di negativo, un momento difficile da cui si vorrebbe uscire il prima possibile. Ma...
22/01/2026

La crisi è spesso vista come qualcosa di negativo, un momento difficile da cui si vorrebbe uscire il prima possibile. Ma non è proprio così...il suo significato è importante e può diventare un’occasione di cambiamento.

Quando una persona vive una crisi, significa che i modi abituali di affrontare la vita non funzionano più. Possono comparire ansia, tristezza, confusione o difficoltà nelle relazioni. Anche se questo fa soffrire, la crisi è un segnale: indica che c’è qualcosa dentro di sé che ha bisogno di attenzione.

In psicoterapia, la crisi non viene semplicemente “eliminata”, ma ascoltata e compresa per dare un senso a ciò che la persona sta vivendo.
Attraversare una crisi può portare a un cambiamento positivo e a costruire un equilibrio più sano.🌈

Le convinzioni centrali rappresentano uno dei concetti fondamentali della psicoterapia, in particolare negli approcci co...
18/01/2026

Le convinzioni centrali rappresentano uno dei concetti fondamentali della psicoterapia, in particolare negli approcci cognitivi e costruttivisti.
Esse sono idee profonde, stabili e spesso inconsapevoli che una persona ha su se stessa, sugli altri e sul mondo. Si tratta di vere e proprie lenti attraverso cui l’individuo interpreta la realtà.

Queste convinzioni si formano generalmente nelle prime fasi della vita, a partire dalle esperienze relazionali significative, soprattutto con le figure di attaccamento. Esperienze ripetute di rifiuto, critica, imprevedibilità o, al contrario, di accettazione e sicurezza, contribuiscono a costruire credenze come: “non valgo”, “gli altri non sono affidabili” oppure “il mondo è un posto sicuro”. Una volta consolidate, le convinzioni centrali tendono a mantenersi nel tempo, influenzando emozioni, comportamenti e scelte di vita.

In seduta io e il paziente osserviamo come le convinzioni centrali siano strettamente collegate alla sofferenza psicologica. Quando sono rigide, negative o disfunzionali, possono generare schemi di pensiero automatici che alimentano ansia, depressione, senso di colpa o vergogna. Ad esempio, una convinzione centrale di inadeguatezza può portare la persona a interpretare ogni errore come una conferma del proprio fallimento, rinforzando un circolo vizioso di autosvalutazione.

Il lavoro terapeutico non mira semplicemente a “eliminare” queste convinzioni, ma a renderle consapevoli, esplorarne l’origine e valutarne la validità nel presente. Attraverso la relazione terapeutica, l’esperienza emotiva correttiva e specifiche tecniche di intervento, è possibile per il paziente iniziare a mettere in discussione tali credenze e a costruire significati alternativi più flessibili e realistici.

Un aspetto centrale è che le convinzioni non sono solo contenuti cognitivi, ma hanno una forte valenza emotiva e relazionale. Per questo motivo, il cambiamento non avviene solo a livello razionale, ma passa anche dall’esperienza di essere visti, compresi e accettati in terapia. È proprio in questo spazio che nuove convinzioni su di sé e sugli altri possono gradualmente emergere.

Una strada verso un cambiamento autentico è possibile 💛

A volte non è la paura a bloccarci, ma la paura di avere paura, che ci impedisce di scoprire quanto siamo più forti di c...
14/01/2026

A volte non è la paura a bloccarci, ma la paura di avere paura, che ci impedisce di scoprire quanto siamo più forti di ciò che temiamo.
Come psicoterapeuta osservo che spesso il vero problema non è la paura, ma il rapporto che abbiamo con essa. La paura è un’emozione naturale, una risposta importante di protezione del nostro organismo. Diventa però fonte di sofferenza quando iniziamo ad averne paura a nostra volta, quando la interpretiamo come un segnale di debolezza o di pericolo imminente. In quel momento smettiamo di ascoltarla e iniziamo a combatterla, evitando situazioni, pensieri ed emozioni che potrebbero farla emergere.

Ma più cerchiamo di controllare o eliminare la paura, più le diamo potere. La paura della paura ci chiude, restringe il nostro mondo e ci convince che non saremmo in grado di tollerare ciò che proviamo. Il lavoro terapeutico consiste proprio nel ribaltare questa dinamica: imparare a restare in contatto con la paura, riconoscerla, darle un significato, senza giudicarla né fuggirla.

Quando scopriamo che la paura può essere attraversata e che non ci distrugge, accade qualcosa di fondamentale: recuperiamo fiducia in noi stessi. La paura smette di essere un nemico e diventa un messaggero.
È in questo spazio di accoglienza che nasce il cambiamento e si riapre la possibilità di scegliere, invece di reagire.

Indirizzo

Corso Capo Di Leuca Ang. Via Gorizia N. 31
Gallipoli
73014

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

+393803467253

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