Psicologa Psicoterapeuta Caterina Stillavati

Psicologa Psicoterapeuta Caterina Stillavati Psicologa Clinica e Psicoterapeuta individuale e di gruppo. Approccio Rogersiano - Centrato Sulla Persona. EMDR-Approccio terapeutico per traumi/stress

Il mio lavoro si rivolge ad adulti ed adolescenti che sentono la necessità di approfondire alcune tematiche relative al momento di vita che stanno attraversando o rispetto alla propria storia passata. Possiamo affrontare insieme difficoltà personali, relazionali, familiari o lavorative provando a far emergere le risorse necessarie per superarle. Possiamo prenderci cura insieme del benessere psicol

ogico: se soffri di stati di ansia, depressione, stress, fobie, attacchi di panico, ossesioni/compulsioni parlarne con un professionista può essere il modo giusto per affrontarle. Valutazione di casi di disturbi di personalità. Per quanto riguarda l'infanzia, prima della eventuale presa in carico, faccio una valutazione iniziale e dei colloqui conoscitivi con i genitori per assicurarmi che possa essere una casistica di mia competenza o per invio ad un collega.

𝗕𝗢𝗡𝗨𝗦 𝗣𝗦𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗖𝗢: 𝗜 𝗣𝗨𝗡𝗧𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗜𝗡 𝗔𝗧𝗧𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗔𝗭𝗭𝗘𝗧𝗧𝗔 𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘❓𝗖𝗵𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀?...
03/05/2022

𝗕𝗢𝗡𝗨𝗦 𝗣𝗦𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗖𝗢: 𝗜 𝗣𝗨𝗡𝗧𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗜𝗡 𝗔𝗧𝗧𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗔𝗭𝗭𝗘𝗧𝗧𝗔 𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘

❓𝗖𝗵𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀?

Persone in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica con un ISEE non superiore a 50.000 euro.

❓𝗖𝗵𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀?

Professionisti privati appartenenti all’albo degli psicologi e annotati come psicoterapeuti sul medesimo albo.

❓𝗤𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼?

a. ISEE < 15.000 euro: fino a 50 euro per ogni seduta per un importo massimo di 600 euro;
b. 15.000 < ISEE < 30.000 euro: fino a 50 euro per ogni seduta per un massimo di 400 euro;
c. 30.000 < ISEE < 50.000 euro: fino a 50 euro per ogni seduta per un massimo di 200 euro.

❓𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮?

In modalità telematica all’INPS autenticarsi tramite SPID, CIE o CN.

❓𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮̀ 𝗲𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼?

L’INPS provvederà alla remunerazione delle prestazioni effettivamente erogate dai professionisti e per le quali sia stata emessa regolare fattura, entro il mese successivo a quello di emissione della stessa.

👉🏻Clicca qui per saperne di più: http://ow.ly/5i8z50IWJ4O

11/10/2021

CE LO CHIEDE LA SCIENZA.
di Alessandro D’Avenia, Corriere della Sera (11 ottobre 2021)

Entro a scuola e mi viene chiesta, ogni giorno, la tessera verde. Entro in classe: tutti indossiamo la mascherina per 5-6 ore. Ci sottomettiamo religiosamente al protocollo dettato dalle certezze scientifiche sulla propagazione di un virus. Vorrei allora che con lo stesso rigore seguissimo quelle relative a come il cervello apprende, perché è assurdo che facciamo, da troppo tempo, il contrario di ciò che serve. Le conseguenze sono evidenti sugli studenti, affetti da quella che è stata definita «obesità informazionale», manifesta nei suoi sintomi: disattenzione, disinteresse, paura, noia, fuga, abbandono... Daniela Lucangeli, luminare nel campo dell’apprendimento (il suo A mente accesa è la riforma della scuola), già nel 2016 lavorava in una commissione ministeriale sul benessere a scuola degli alunni tra 14 e 16 anni: il 73% diceva di star male, il 23% così così. Perché? La scienza risponde: non rispettiamo, nell’età dello sviluppo, i bisogni del cervello, un organo che si modifica e cresce/decresce (ogni millesimo di secondo ognuno dei 100 miliardi di neuroni produce migliaia di sinapsi) in base a come viene stimolato. L’intelligenza è un aprirsi continuo di connessioni. Diciamo infatti che studiare «apre» la mente. Ma come si apre? E che significa aprire?
Il cervello dà energia e informazioni a tutto il sistema nervoso, in modo che il corpo agisca. Le informazioni viaggiano in tre modi: fuori-dentro (la lezione, lo studente ascolta l’insegnante: assimila), dentro-fuori (la prestazione o verifica, lo studente dice ciò che sa all’insegnante: ripete). Lo sviluppo del cervello non sta però in queste due modalità per lo più passive (assimilare/ripetere), ma in una terza, attiva, dentro-dentro: lo studente afferra ciò che l’altro sa e lo collega a ciò che lui è, cioè seleziona ciò di cui ha bisogno per generare vita nuova e duratura, come le radici traggono dalla terra solo quel che serve a svilupparsi. L’intelligenza cresce quindi quando io faccio mio, carne della mia carne, il sapere, trasformandolo e rinnovandolo. La scuola di oggi spesso marginalizza l’apprendimento attivo a lungo termine, privilegiando assimilazione-ripetizione (io insegno - tu apprendi - io verifico), cioè allena le funzioni cognitive dell’apprendimento passivo a breve termine. Infatti ottiene studenti che scoprono poco e forniscono prestazioni nell’immediato, ma che, dopo la verifica, dimenticano rapidamente quasi tutto. L’intelligenza non cresce se tutte le energie cerebrali sono impiegate a stabilizzare prestazioni e procedure: come riempire lo zaino per una scalata con così tante cose che poi non si riesce a camminare. Il cervello «ingozzato» non può trasformare in energia il nutrimento e deve quindi, come lo stomaco, liberarsi dall’eccesso di informazioni per usare l’energia per fare ciò che è suo nell’età dello sviluppo: scoprire, far crescere la persona e le sue potenzialità. Semplificando: passiamo il tempo a insegnare a nuotare con dettagliate istruzioni senza mai entrare in acqua o far ve**re voglia di entrarci. E che cosa serve per rendere l’apprendimento attivo? L’insegnante non è chiamato solo a conoscere la disciplina (attualmente i docenti sono selezionati in base alle nozioni e non anche alla capacità di creare un ambiente di apprendimento), ma a «energizzare» (erotizzare nel lessico del desiderio) le informazioni, perché a governare la mente è la parte più antica del cervello, deputata alle emozioni. Le emozioni alimentano il cervello perché dica al corpo cosa fare (emozioni positive danno picchi energetici alti e brevi, per dire: torna presto; quelle negative picchi bassi e duraturi: scappa sempre). Quel che apprendo si salda a ciò che provo in quel momento (gioia o paura), perché l’atto cognitivo diventa tutt’uno con le emozioni che veicolano l’informazione: associo la matematica alla paura di sbagliare che avevo da bambino, e se mi chiedono le tabelline, a 44 anni, mi confondo. È un meccanismo chiamato «impotenza appresa» (il «cervello chiuso») che blocca l’apprendimento nonostante le capacità di base (prima di dire «non è portato» bisogna chiedersi «è stato portato?»). Il nodo emozione negativa/informazione si spezza infatti solo con le “emozioni antagoniste”, cioè opposte a quelle provate in passato: è stato calcolato che un solo incoraggiamento modifica un errore commesso più di 89 rimproveri. Lo sguardo sorridente e una mano sulla spalla restano i più potenti generatori di intelligenza. Ma nella scuola di oggi, tra burocrazia e supplentite, gli insegnanti sono messi nelle condizioni di curare così i ragazzi?
L’apprendimento attivo a lungo termine in un contesto educativo di emozioni positive «apre» l’intelligenza: curiosità, attenzione, interesse, scoperte, tenuta... Questo è ciò che la scuola può e deve fare contro la pandemia di cervelli «chiusi» e «tristi». Ce lo chiede la scienza. O i ragazzi?

15/05/2021
Se il mondo ti crolla addosso tu esci dagli schemi.
15/01/2021

Se il mondo ti crolla addosso tu esci dagli schemi.


Quando arriva un'emozione forte, tutte le dottrine e i principi a cui ci siamo attenuti ci sembrano delicati o meschini: le emozioni sono molto più potenti.

06/01/2021

“I bambini sono quelli che meglio si sono adattati alla nuova realtà fatta di mascherine, regole e distanziamento fisico. Ma hanno anche pagato un prezzo alto in termini di socialità che difficilmente potrà essere recuperata”. Così afferma Arianna Ugolini del Coordinamento genitori democratici di Roma.

Secondo i dati appena diffusi da Save the Children, il 28% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni dichiara che dall’inizio della pandemia almeno un compagno nella propria classe ha smesso di frequentare la scuola. Tra le cause principali delle assenze durante la Dad, ci sono la difficoltà di connessione e la mancanza di concentrazione. Più di uno studente su 3 si sente impreparato e il 35% quest’anno deve recuperare più materie dell’anno scorso. Stanchezza (31%), incertezza (17%) e preoccupazione (17%) sono i principali stati d’animo che gli adolescenti dichiarano di vivere in questo periodo.

Il rischio, sottolineano gli psicologi, è che la “vita da pandemia” diventi un’abitudine.

Leggi l’approfondimento di Simona Rossitto - Link in bio
rossitto
📷

05/01/2021

Nel 1991 una delle riviste medico-scientifiche più prestigiose al mondo, il New England Journal of Medicine, pubblicava i risultati di una ricerca condotta dallo psicologo USA Sheldon Cohen. Un...

15/06/2020

La prima volta che mi sono seduta sulla poltroncina dello studio, ciò che vidi davanti a me fu ovviamente lei: la mia terapeuta coi capelli rossi. Dopo un po’ però, dentro la terapeuta trovai mia m…

Non smettiamo di sognare 🌸🌈
01/05/2020

Non smettiamo di sognare 🌸🌈

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