Daniele Yoga e Meditazione

Daniele Yoga e Meditazione È semplice,
Vivo e insegno Yoga.
(1)

24/02/2026

Se hai ascoltato fino alla fine commenta “LIBERO”

15/02/2026

Portiamo addosso un peso enorme.
Il peso di dove dovremmo essere nella vita.
A una certa età dovrei aver capito.
Dovrei essere più avanti.
Dovrei sentirmi diverso da così.
E senza accorgercene, passiamo le giornate a confrontare questo momento con un’idea.
Un’immagine.
Un “poi”.

Quello che mi piacerebbe portati è che quando parlo di accettazione, non intendo smettere di avere obiettivi.
Non intendo arrendersi.
Non intendo dire “va bene così” e fermarsi.
Gli obiettivi restano, così come la direzione, il desiderio di crescere ma quello che cambia è il peso che ti porti addosso mentre vivi.
Abbracciare dove sei, chi sei e ciò che sta accadendo significa smettere di essere in guerra con te stesso mentre vai avanti.

E da lì, paradossalmente, le azioni diventano più leggere, più semplici e anche più efficaci, perché finalmente non stai pretendendo di essere qualcosa che non sei.

01/02/2026

Quando dico che il dolore è spesso legato a emozioni trattenute non intendo che “è tutto mentale”
Carichi meccanici, infiammazione, sonno, stress metabolico, recupero… contano eccome.

Ma ogni emozione che non viene processata tende a trasformarsi in attivazione interna e quello che il sistema nervoso saprebbe gestire benissimo invece collassa.

A quel punto anche carichi normali, un allenamento, stare seduti, una notte dormita male, diventano “troppo”.
Se guardiamo indietro i nostri antenati alternavano attivazione e scarico. Noi accumuliamo attivazione e la chiamiamo normalità.

Il punto è ridare al corpo esperienze di scarico, movimento, respiro, espressione.

Così il sistema torna ad avere spazio.
E con più spazio, regge di più

29/01/2026

Quando il corpo è stanco, quando l’irritazione sale, quando ti senti sola anche in mezzo agli altri, è facile pensare che il problema siano le persone, il lavoro, il carico.
Quasi mai ci fermiamo a chiederci che relazione stiamo avendo con i nostri bisogni.

Molti hanno imparato presto che averne troppi, mostrarli o dipendere da qualcuno poteva costare qualcosa. Approvazione, amore, spazio.
Così nasce una modalità silenziosa: funzionare sempre, adattarsi, non disturbare. Sembra forza, spesso è sopravvivenza.

Il sintomo allora diventa un messaggio.
Sta segnalando lo sforzo continuo di essere “giusti” invece che veri.

Questo schema riguarda donne e uomini allo stesso modo. Cambia la forma, il meccanismo sotto è identico: l’idea profonda di dover meritare il diritto di esistere così come si è.

⭐️Commenta “CHANDRA” per approfondire

24/01/2026

Per questo la fine fa paura.
Perché se mi definisco attraverso ciò che cambia, ogni cambiamento diventa una minaccia.

Eppure la vita è un continuo cambiare forma.
Corpo, pensieri, ruoli, fasi della vita… tutto si trasforma.

E allora forse la domanda non è solo cosa finisce,
ma da dove viene vissuto ciò che finisce.

⭐️Vuoi approfondire la relazione che hai con te e con la vita?Commenta “KIT”

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