14/05/2026
Quando si parla di fibromialgia si entra in un territorio complesso, fatto di dolore cronico diffuso, stanchezza persistente e una sensazione generale di malessere.
Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha iniziato a osservare con crescente interesse il ruolo dell’autoemoterapia con ozono. Si tratta di una metodica in cui una piccola quantità di sangue viene prelevata, trattata con una miscela di ossigeno-ozono e poi reinfusa.
L’effetto principale è quello di modulare lo stress ossidativo e l’infiammazione, elementi che nel paziente fibromialgico intensificano il dolore nei cosiddetti “tender points”.
Ciò che emerge è un possibile effetto non solo sul dolore cronico, ma anche su quella sensazione generale di benessere che spesso viene meno nella fibromialgia.
Soprattutto quando il dolore è cronico, lavorare sul benessere globale è il valore maggiore per il paziente.