D.ssa Elisa Steffenini Psicologa Psicoterapeuta

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D.ssa Elisa Steffenini Psicologa Psicoterapeuta Ovunque si guardi giace sepolta una gioia

Mi stai simpatico tu, che su questo viale non attraversi sulle strisce, vai di fretta con la tua borsa piena di progetti...
01/02/2024

Mi stai simpatico tu, che su questo viale non attraversi sulle strisce, vai di fretta con la tua borsa piena di progetti. Disprezzi la vita per una manciata di secondi in nome della comodità. Il che -per quanto mi riguarda- dimostra quanto in realtà alla vita tu sia attaccato.
Nutri la fiducia visionaria e un po’ f***e che dietro la curva arrivi una come me, in un momento in cui alla guida non è distratta. Ti fermi, mi guardi con l’aria colpevole. I tuoi occhi non chiedono scusa, comprensione (eddai, dicono).
A me scappa da ridere, chè siamo tutti precari che sperano venga loro perdonato qualcosa.
Mi fai l’occhiolino. Per oggi c’è salvezza.
È febbraio.
E febbraio è un ponte, o una strada da attraversare.
Febbraio è un abbraccio.

- Voglio illuminare tutto.- Tutto?- Tutto.- … - Tutto no?- …Stavo cercando di capire come riposare, se c’è solo luce.- L...
20/01/2024

- Voglio illuminare tutto.
- Tutto?
- Tutto.
- …
- Tutto no?
- …Stavo cercando di capire come riposare, se c’è solo luce.
- Lei ama il buio?
- Quello che amo io non ha molta importanza. Lei cosa ama?
- Di notte il buio assoluto… Facciamo un po’ e un po’…?
- Bhe, una buona ricetta contiene un po’ e un po’. E un po’. E un po’.

Ouverture.
♥️

È finita la prima settimana di gennaio. Quella in cui si riprende, si riparte, si rincorre, si ri-, ri-, ri- , qualunque...
12/01/2024

È finita la prima settimana di gennaio. Quella in cui si riprende, si riparte, si rincorre, si ri-, ri-, ri- , qualunque verbo si metta, sta.
Una settimana densa di un mese denso, come una cioccolata calda, talvolta un po’ amara.
Gennaio è così, parte in salita, poi scollina e si vedrà la vallata.
Ti dice resta, stai.
Gennaio ama il buio ed è generoso, non lo tiene per sè, cede minuscoli scampoli di tempo alla luce, non te ne accorgi, ma sai che è così. Accade ogni volta.
Fare nido è il suo mestiere mentre tutto intorno a te si avvicina, si avvicenda. Gennaio ti ninna, poi fa volare la coperta, tocca uscire, affiancare il buio e fare il paio con il freddo, con la fretta che ti attraversa e non lasciarsene contagiare è il lavoro.
In questa settimana in studio si è fatto incetta di fatica e abbracci, di umanità piena, di storie intrecciate a significati, del prodigio dispiegato nei discorsi fatti lì, pressi del vero, che curano l’anima e che, non si sa poi bene come, diventa cosa fatta come questo venerdì, infilando un minuto alla volta, come perle di una collana, respirando la fragilità dentro ad ogni istante.
La prima settimana di gennaio collezioni gli inizi, le ouverture: c’è stato il classicone epigrafico che ha dentro il mondo “menomale e che sei tornata”, ma anche
”durante il pranzo e di Natale la pensavo dottoressa e dicevo povera lei quando tornerà”, il
“È pronta? Allacci le cinture di sicurezza, il buon senso lo metta lei”, e poi
“Abbracciamoci chè non mi è mancata la psicoterapia, ma tu sì: è il primo anno”.
Così: un po’ con il lei un po’ con il tu, perché va sempre bene quando ognuno è vicino al punto giusto e da lì prova a mettersi accanto a sè.

♥️

Questo è un libro che parla del dolore. Del valore di attraversarne la cifra, delle tortuosità scavate dentro l’anima da...
07/01/2024

Questo è un libro che parla del dolore. Del valore di attraversarne la cifra, delle tortuosità scavate dentro l’anima dal suo cammino.
Il dolore strappa, lacera, non può essere eluso, imprigiona, non fa sconti.
È la storia vera che racconta di come lo stare dentro al dolore, l’abbandonarcisi, l’esserne travolti, possa rendere invincibili, arroganti, egoisti. Eroi senza tregua, senza senso né peso, senza direzione, abitanti intoccabili di un lontanissimo pianeta, irraggiungibile.
Questa è la storia di un sopravvissuto al suicidio del proprio compagno.
È una storia di morte, di amore, di odio, di colpa, di rinascita. Della scelta di guarire, di smettere di soffrire, di perdonarsi, di trarsi in salvo, di scommettere sull’amore nuovamente, dimenticando senza dimenticare mai.
Di poter odiare, amando.
Di una fine, che resta un per sempre.
È la storia di come la vita sappia essere complessa, beffarda dileggiatrice e mano tesa, di come possa essere impastata di una cosa e del suo opposto. Di come metta in scena l’amore sulle ceneri, come una fenice, nella vita di chi resta.

Buon tempo a chi dorme, chè non ha puntato la sveglia. Arriverà in tempo per essere in ritardo.Buon tempo a chi sosta ch...
24/12/2023

Buon tempo a chi dorme, chè non ha puntato la sveglia. Arriverà in tempo per essere in ritardo.
Buon tempo a chi sosta chè non sa dove andare, si incrocia con il presente ma non gli sembra un regalo.
Buon tempo a chi si prende per mano e tenta un prima passo incerto, poi cade.
Buon tempo a chi non si rialza e cede al bisogno di restare a terra.
Buon tempo a chi vuole la luna ma si accontenta di parlare con le stelle.
Buon tempo a chi non riesce a piangere, urla muto tra le anse del destino chè nessuno sente.
Buon tempo a chi non sa cosa indossare, a chi esce in pigiama.
Buon tempo a chi è sincero solo con un rosso, poi se ne pente, ma forse non fino in fondo e ancora non lo sa.
Buon tempo agli amanti che si baciano il cuore da lontano, chè possono così.
Buon tempo a chi non riesce a finire, guarda gli altri procedere e si sente meno, inizia a pensare che meno per meno fa più, ma ancora non ci crede.
Buon tempo a chi trova il suo senso in una deviazione e si fa beffe di un copione già scritto.
Buon tempo a chi si laurea con 109. E per un punto ha vinto tutto.
Buon tempo a chi incede, vulnerabile e ha in tasca un biglietto stropicciato con una storia da raccontare.
Buon tempo a chi esercita l’arte del limite e non si sa come, spalanca spazio. C’è. Ci sei.
Buon tempo a chi vive: io vorrei… non vorrei… ma se vuoi, un po’ alla Battisti.
Buon tempo a chi rassicura, prepara la cena, spazza il pavimento, è fuori fuoco nelle fotografie, resta invisibile come le fondamenta di una casa.
Buon tempo a chi non teme di toccare.
Buon tempo a chi lo fa solo con lo sguardo.
Buon tempo a chi pensa a qualcuno che non c’è più e restano assieme per un po’.
Buon tempo a chi non allena alle cime.
Buon tempo a chi pensa che il contrario della paura sia il coraggio. Buon tempo a chi pensa sia la fiducia.
Buon tempo a chi torna a casa e non lo sa come andrà.
Buon tempo a chi fa discesa, per lasciarsi alle spalle una scia di rimpianti, poi cerca nel respiro la propria casa.
Buon tempo ai Sì di Eva e ai Sì di Maria.
Buon tempo ai dubbi e ai sogni di Giuseppe.

Buon tempo a chi ha paura del buio e per ora accende la luce.

Eccomi qui, con il nuovo post sul modo di vivere il dolore e il piacere nel corpo. È un post che racconta cose che tutti...
19/10/2023

Eccomi qui, con il nuovo post sul modo di vivere il dolore e il piacere nel corpo.
È un post che racconta cose che tutti sappiamo, a diversi livelli di consapevolezza, non vuole insegnare. Credo desideri condividere alcuni punti di vista, evocare sensazioni, fare compagnia.

Vi abbraccio ♥️

“I nostri sentimenti per le persone influenzano le nostre papille gustative?" chiede Pennac in “Storia di un corpo”.Voi ...
19/09/2023

“I nostri sentimenti per le persone influenzano le nostre papille gustative?" chiede Pennac in “Storia di un corpo”.

Voi cosa ne pensate? Leggete il post, vi aspetto nei commenti, il corpo ci fa tutti uguali: grandiose frangibili creature umane, delicate.

(Nell’ultimo box delle domande, si è parlato di corpo, di dolore, di psicosomatica. In un dialogo in DM a partire da ciò mi si chiedeva di approfondire la tematica. Eccomi qui, ho provato a fare i compiti, strutturando il lavoretto così: questo primo carosello vorrebbe essere introduttivo ad un secondo in cui mi piacerebbe parlare dell’esperienza del piacere del corpo e del dolore del corpo. Vorrebbe seguirne un terzo in cui parlare di… malattia? Oh, se ce la si fa.
Dai, con calma e con ordine stiamo a vedere cosa accadrà.)

Vi abbraccio.

E un grazie speciale a te, cara L., che mi hai invitato a questo lavoro.

Riferimenti bibliografici
👉🏼📖 Il corpo, U. Galimberti, Opere V, Feltrinelli, 1983.
👉🏼📖 La fisica dell’anima, D.Frigoli, Persiani ed., 2013

Ho pensato di non farcela. Di interrompere. Di lasciare. Che sarà mai lasciare un romanzo a metà? Nulla. Lasciare questo...
16/08/2023

Ho pensato di non farcela. Di interrompere. Di lasciare. Che sarà mai lasciare un romanzo a metà? Nulla.
Lasciare questo sarebbe stato un ammanco. E mentre leggi lo sai, vuoi lasciarlo ma sai che se resisti, non sarò stato a vuoto.
Una scrittura schietta, rude, poco masticata, poco digeribile e nello stesso tempo scorrevole e ipnotica. Non riesci a smettere volendo smettere, ora basta e concedi ancora una riga, ancora un paragrafo.
Un valzer spietato tra innocenza e crudeltà, invisibile sotto gli occhi di tutti.
All’innocenza non resta altro che utilizzare le stesse armi della crudeltà, a suo modo: goffamente e con verità, a proprio vantaggio, per scampare, darsi una possibilità.
Ogni personaggio ti si avvinghia alla pelle implorando rifugio, riparo, solo l’innocente osa chiederti anche salvezza, ed è questo che ti impedisce di andare, di lasciare a metà. Perché vorresti solo prenderlo e portarlo via con te da quelle pagine, ma non può, fatto di parole, così incastrato tra le righe.
Allora sei tu che devi restare lì con lui, fare i conti con le tue di crudeltà e innocenze e accompagnarvi a prendervi e portarvi via.
In qualche modo. Ma in salvo. Insieme.

È un bell’equilibrio quello da ricercare tra il bisogno di essere guardati e visti per sentirsi parte del mondo e quello...
27/06/2023

È un bell’equilibrio quello da ricercare tra il bisogno di essere guardati e visti per sentirsi parte del mondo e quello di riconoscersi ed autorizzarselo da sè.
Con questo carosello provo a dire qualcosa in merito, consapevole del fatto che si potrebbero scrivere trattati - che infatti sono già stati scritti da illustri che mi precedono.

Tra tutte, la Teoria dell’Attaccamento di cui accenno nel post, merita di essere letta e approfondita, per capire da dove arriviamo, come si costruisce in modo relazionale la nostra mente e il modo in cui, a partire da ciò, guardiamo e interpretiamo il mondo.

Vi lascio un consiglio di lettura i merito:
👉🏼📖 “Esserci” di D. Siegel e T. P. Bryson, Raffaello Cortina Editore.

I vostri commenti sono sempre graditissimi!

Vi stringo, grazie di esserci in e per questo piccolo spazio.
🙏🏼

♥️

“In questi pochi giorni dalla seduta precedente mi sono ritornate alla mente due episodi della mia infanzia. Glieli racc...
09/05/2023

“In questi pochi giorni dalla seduta precedente mi sono ritornate alla mente due episodi della mia infanzia. Glieli racconto perché credo che si commuoverà. Io non voglio farla piangere, ma nello stresso tempo ne ho bisogno, quando lei si commuove io sento una carezza nel cervello e dentro qualcosa si scioglie.”
Sandor Ferenczy diceva che il bimbo abusato o maltrattato “comincia ben presto a dubitare dell’attendibilità dei propri sensi”. È proprio questo il guaio su cui ci si stavamo affacciando io la persona con le quali stavo, nel lavoro assieme: dove sei cuore?
Come conseguenza del trauma il bambino adatta il proprio comportamento all’ambiente, dando luogo ad una distorsione cognitiva, che si inscrive a livello neurobiologico, che gli impone di ritenere al contempo adeguato il comportamento abusante e se stesso cattivo, per poter sopravvivere. Non resta che allontanarsi da sè, dalla propria pelle, dal proprio sentire, dal proprio mondo interno, nascondere il cuore da qualche parte dentro di sè così lontano da non poterlo più sentire, se sopravvivere richiede di stare. E quando sei piccolo, sopravvivere lo richiede sempre.
È come non avere mai casa, pur avendola.

La mia reazione di commozione a fronte del racconto emotivamente congelato (dopo aver costruito una buona relazione terapeutica) ha aperto un varco nelle alternative possibilità di reazione, permettendo alla persona di ricordare anche affettivamente, cioè ricollegare gli episodi alla sfera del sentire, alla sfera del cuore, la sola che ci permette di identificare gli accadimenti della vita come buoni o non buoni per noi. Il terapeuta presta il proprio cuore: “senti da qui”, dice la mia commozione. L’esperienza di poter usare un cuore ausiliario è come una “carezza sul cervello”, scioglie rigidità implicite, le impalcature che ci tengono su e a cui dobbiamo ricorrere, quando non possiamo usare il cuore per tenerci in piedi e accompagnarci con armonia e morbidezza in questa danza con la vita.

♥️

Spesso tutto ciò che occorre fare è portarsi a casa, riconoscendo che - casa - altro non possa essere che il proprio mon...
28/04/2023

Spesso tutto ciò che occorre fare è portarsi a casa, riconoscendo che - casa - altro non possa essere che il proprio mondo interno, e dentro lì, fare quello che si fa, o si dovrebbe fare, in una casa: si abita, ci si trae in salvo, ci si nutre, ci si ama, ci si riposa, ci si prende cura, si cresce e ci si prepara all’incontro con l’Altro.

Incuriosirsi di sè, conoscersi, tenersi vicini ed esserci buoni compagni di vita inizia con il desiderare di incontrare ciò che accadendoci dentro, ci anima.
Il desiderio di questo incontro ci mette in relazione con ciò che siamo, con il nostro personalissimo modo di sentire dentro quale melodia suona ciò che accade - o è accaduto- fuori. Permette di sentire l’eco di parti percepite come terre straniere in noi, avvicinarle, aprire porte e tracciare strade che le rendano stanze raggiungibili, riconoscibili come proprie e, infine, abitabili.

Alcune volte, infatti, accade che allontaniamo le cose che ci accadono dentro: alziamo muri senza porte dietro i quali quelle si agitano irraggiungibili in noi libere, perché invisibili, anche di farci la guerra.

L’esplorazione curiosa e delicata del proprio mondo interno è il sentiero che più facilmente conduce alla capacità di relazione con sè e con l’altro: è preparare un posto dentro di noi in cui poter anche invitare qualcuno a farci compagnia.
♥️

La poesia rapidamente arriva a due passi dal cuore, fa centro in un attimo, ci sorprende aprendo pop-up dentro la mente ...
19/04/2023

La poesia rapidamente arriva a due passi dal cuore, fa centro in un attimo, ci sorprende aprendo pop-up dentro la mente e nel cuore.
Per trasmettere il suo messaggio utilizza le vie neuronali dell’emozione, rapide perchè sottocorticali, più veloci di quelle della razionalità, che implicano il pensiero ed il ragionamento e che derivano dall’utilizzo della corteccia cerebrale.

Psicanalisi e poesia si prendono a braccetto perchè - come dice Hillman - "la psicoanalisi è un’opera di narrazione immaginativa nel regno della poiesis." Poiesis è una parola greca che significa semplicemente “fare”, e in questo caso fare parole dall’immaginazione, un concetto che si fa molto vicino a quello di creazione poetica.

👉🏼📖 Le storie che curano - J. Hillman

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