Sabino de Bari Fisioterapia Strategica

Sabino de Bari Fisioterapia Strategica Sabino de Bari Fisioterapia Strategica mette a disposizione del paziente: Coaching & Fisioterapia in

19/03/2026

Spesso arrivano pazienti da me in studio con mal di schiena, in particolare lombalgie e quello che scopro valutandoli è che il loro diaframma è bloccato così come lo psoas.

Il diaframma e lo psoas sono anatomicamente connessi. I pilastri del diaframma si inseriscono sulle stesse vertebre lombari da cui origina lo psoas.

Se uno dei due è contratto, rigido o bloccato ha un effetto sull’altro.

La soluzione?
Allungare lo psoas, e allo stesso tempo lavorare sul diaframma con:

- Rieducazione respiratoria
- Tecniche di sblocco del diaframma

Tutto questo con esercizi che puoi praticare su te stesso.
Non devi correre sempre dal terapeuta.

Puoi imparare a trattare questo muscolo così centrale per la tua salute.

Nel Corso di Formazione sulla Respirazione Funzionale insegniamo proprio questo: come valutare, sbloccare e rieducare il diaframma.

Per te stesso/a. E per i tuoi clienti/pazienti.

Nuove date 2026 in arrivo. Stay tuned!

17/03/2026

Il respiro parla al cuore. Il cuore parla al cervello. C’è un dialogo continuo che avviene dentro di te, ogni momento, con ogni respiro.

Quando inspiri, il battito cardiaco accelera. Quando espiri, rallenta. È il respiro che, attraverso il nervo vago, guida la velocità del cuore.

E il cuore? Comunica direttamente con alcune aree del cervello deputate alla regolazione delle emozioni.
Questo è l’asse cuore-cervello. Una connessione neurologica bidirezionale.

Il respiro influenza il cuore.
Il cuore influenza il cervello.
Il cervello influenza le emozioni.

Nel Corso di Formazione per diventare un professionista della Respirazione Funzionale c’è un modulo intero dedicato al legame tra respiro ed emozioni.

Nuove date 2026 in arrivo. Stay tuned!

L’aria è la cosa meno visibile che esista. Eppure è la più essenziale. Puoi vivere settimane senza cibo. Giorni senza ac...
14/03/2026

L’aria è la cosa meno visibile che esista. Eppure è la più essenziale. Puoi vivere settimane senza cibo. Giorni senza acqua. Ma solo minuti senza aria.

L’invisibile è ciò che ti mantiene vivo.
Il Prana - quell’energia sottile, intangibile - è ciò che anima ogni cellula.

L’essenziale è invisibile agli occhi.

Ma non alla consapevolezza.
Non al tatto interno.
Non alla presenza.

Quando impari a sentire l’invisibile, entri in una dimensione diversa dell’esistenza.

Nel percorso di formazione per diventare insegnanti di respirazione funzionale, pratichiamo varie tecniche, tra cui anche alcune di respirazione consapevole.

E quando coltivi questa consapevolezza del respiro, aumenti la capacità di entrare in contatto profondo con te stesso/a.

Perché se riesci a sentire l’aria invisibile dentro di te, puoi sentire anche le emozioni sottili, le tensioni nascoste, i pensieri prima che diventino tempesta.

La consapevolezza del respiro è la porta a qualcosa di più sottile del nostro essere.
Attraverso quella porta, accedi all’essenziale - invisibile agli occhi - ma percepibile al cuore.

Trattenere il respiro per ossigenare meglio.Sembra un controsenso, vero?Eppure è esattamente quello che accade durante K...
12/03/2026

Trattenere il respiro per ossigenare meglio.
Sembra un controsenso, vero?
Eppure è esattamente quello che accade durante Kumbhaka - la ritenzione del respiro nel Pranayama.

In quel momento di sospensione, di apparente “vuoto”, succede qualcosa di straordinario:
La CO2 aumenta nei tessuti. Questo innesca l’Effetto Bohr: l’emoglobina rilascia l’ossigeno che stava trasportando. Le cellule finalmente lo assorbono.

E se nel pranayama la fase di apnea viene associata all’accumulo del prana, la fase dell’espirazione è poi quella in cui il prana viene diffuso, distribuito in tutto il corpo. Motivo per cui è fondamentale che sia un’espirazione lenta, progressiva e completa.

Questa piccola triade di fasi è già una pratica a tutti gli effetti super utile:

- Inspirazione = Assorbimento
- Ritenzione = Accumulo e concentrazione
- Espirazione = Ripartizione in tutto il corpo

Spesso chiamata anche “respirazione triangolare”.

E come dicevo nel post precedente, ricordiamoci che la presenza mentale, la consapevolezza con cui pratichiamo fa veramente la differenza.

Tu ha mai provato a fare delle piccole apnee volontarie nella tua respirazione? Magari anche solo pochi minuti al giorno? Lascia un commento o una domanda

Photo credits:

yogaitalia

“Il Prana è la somma delle energie universali. Prana non è né magnetismo, né gravitazione, né elettricità: tutti questi ...
07/03/2026

“Il Prana è la somma delle energie universali. Prana non è né magnetismo, né gravitazione, né elettricità: tutti questi fenomeni diversi sono manifestazioni del prana universale. Ovunque c’è movimento nell’universo, là si manifesta il Prana.”

Citazione dal libro meraviglioso di Andre Van Lysebeth “Pranayama: la dinamica del respiro” - che consiglio a tutti coloro che vogliono approfondire il tema della respirazione.

Svelare l’esistenza del pana è già notevole. Scoprire che è possibile guidarlo è a dire il vero meraviglioso.

Pensate che con le tecniche di pranayama è possibile influenzare i battiti del nostro cuore. E come insegno nel mio percorso sulla respirazione funzionale, questo ha anche delle fondamenta scientifiche oggi dimostrate con quelle che sono le connessioni neurali tra cuore e cervello e come il respiro ne sia il ponte.

Allora come possiamo non comprendere che grazie al respiro noi possiamo influenzare i nostri pensieri, le nostre emozioni?

Possiamo decidere di “subire” la biologia, la fisiologia oppure diventare attori a pieno della nostra vita.

Tu cosa ne pensi? Hai fatto esperienza anche in piccolo di brevi momenti in cui hai sentito questo “potere”? Sono felice e curioso di leggerti

Foto credits: Valentina Fusco

05/03/2026

Russamenti, apnee notturne, risvegli continui, insonnia… e se una delle cause fosse come respiri durante la notte - oltre che di giorno?

Un’abitudine molto comune è respirare con la bocca.
Questo tende a seccare e restringere le vie aeree, facilitando russamenti e pause respiratorie.

Il risultato?
Dormiamo male e ci svegliamo stanchi, anche dopo molte ore di sonno.

Quando non c’è una causa strutturale, la respirazione ha un impatto enorme su questi fenomeni.
Rieducare la respirazione nasale può diventare una chiave fondamentale per migliorare la qualità del sonno e, con tecniche adeguate, è possibile ridurre o risolvere russamenti e apnee.

Avresti mai pensato che il respiro potesse influenzare così tanto il tuo sonno?

Approfondimenti su questi temi – e molto altro – fanno parte del mio corso di Formazione Insegnanti di Respirazione Funzionale.

E tu?
Soffri di insonnia o di risvegli ripetuti… magari senza sapere che potrebbero essere legati a russamenti o apnee? Scrivimelo nei commenti 👇😴

04/03/2026

Respirare con la bocca NON tonifica il diaframma.

Anzi, nel tempo può ridurne il tono e l’efficienza.
La respirazione nasale, invece, crea una fisiologica pressione interna che sostiene e tonifica il diaframma, migliorando stabilità, postura e qualità del respiro.

La respirazione nasale è uno dei pilastri fondamentali della respirazione funzionale.
In più, il naso filtra, umidifica e riscalda l’aria, difendendoti dai fattori patogeni e favorendo un migliore equilibrio del sistema nervoso.

Rieducare alla respirazione nasale è una parte centrale del mio programma della Formazione Insegnanti di Respirazione Funzionale.

Inizia da qui:
Osserva se durante il giorno fai grandi sospiri, tieni la bocca aperta o inspiri dalla bocca mentre parli.
La consapevolezza è il primo passo verso un cambiamento reale.

E tu come respiri? Scrivimelo nei commenti 👇

28/02/2026

Se senti che ti manca l’aria, non è detto che tu stia respirando poco. Potresti stare respirando troppo.

Quando iperventili — spesso dalla bocca, in modo rapido e non funzionale — disperdi troppa anidride carbonica.
E anche se la conosciamo come “gas di scarto”, la CO₂ è fondamentale per permettere all’ossigeno di arrivare davvero ai tessuti.

Meno CO₂ = meno ossigeno disponibile per le cellule.
E il paradosso è proprio questo: più respiri, più puoi sentirti senza aria.

Ti capita di avere senso di mancanza d’aria o dispnea?

Scrivilo nei commenti e raccontami la tua esperienza.

24/02/2026

Quando l’ansia sale, fai questa tecnica di respirazione:

1️⃣ Inspira normalmente dal naso
2️⃣ Fai un’ulteriore inspirazione massimale - prendi ancora aria, fino a riempire completamente i polmoni
3️⃣ Espira lentamente dal naso, il più lentamente possibile
4️⃣ Ripeti 3 volte

Ecco perché funziona:

- L’inspirazione massimale mobilizza il diaframma in profondità
- L’espirazione lunga e nasale attiva il nervo vago e il sistema parasimpatico
- Il focus sul movimento del respiro ti ancora al qui e ora

Non elimina l’ansia. Ma la abbassa abbastanza da permetterti di pensare, di decidere cosa fare dopo, di non essere in balia totale.

Poi, quando sei più calmo, puoi capire cosa ha scatenato l’ansia. Puoi chiedere aiuto a un professionista.

L’ansia non è il nemico. È un segnale. Ma i segnali vanno ascoltati quando sei lucido, non quando sei sommerso.

Se lavori con persone ansiose (psicologi, coach, counselor, terapeuti), questa è una tecnica che potresti imparare a saper usare insieme a tante altre con i tuoi clienti seguendo il mio corso sulla Respirazione Funzionale per professionisti della salute e del benessere.

Se vuoi unirti last minute, il corso sabato 28 febbraio live online e si svolge in 5 moduli. Scrivimi in DM per maggior info.

21/02/2026

“Qual è la tecnica di meditazione migliore?”
Me lo chiedete in tanti.
E la risposta è: non esiste.
Le tecniche di meditazione sono tantissime e molto diverse tra loro.

Ma hanno tutte lo stesso obiettivo: portarti in quello spazio profondo di connessione. In quella dimensione che io chiamo “comunione” con qualcosa di più grande di te.
Respiro. Mantra. Visualizzazione. Movimento. Silenzio.

Sono tutte strade. Diverse. Ma che portano allo stesso luogo.
Il viaggio è tuo.
Sperimenta. Prova. Scopri quale tecnica risuona con te.
Perché meditare è qualcosa di molto intimo e personale. Non c’è un modo “giusto”.
C’è il tuo modo.

E poi, con gli anni...
Scopri una cosa: la tecnica diventa meno importante.
È un po’ come il detto “impara l’arte e mettila da parte”.

Quando hai praticato a lungo, ti basta poco per entrare in quello stato. Perché hai imparato la strada. Conosci il percorso.

Le tecniche erano solo l’escamotage per iniziare il viaggio.

Ma la destinazione? Quella è sempre la stessa.
Connessione. Comunione.

20/02/2026

Reflusso gastroesofageo? Intestino pigro o troppo attivo?
C’è una connessione anatomica che forse non conosci tra diaframma e nervo vago.

Il nervo vago - che regola tutta la digestione - attraversa il diaframma nello iato esofageo. Quando il diaframma è rigido o contratto, il nervo vago fa fatica a scorrere liberamente. Risultato? La regolazione digestiva si compromette.

Nel video ti mostro un esercizio semplice ma efficace:

- Appoggia i pollici sulle ultime coste (lateralmente).
- Inspira ed espira lentamente, sentendo questa zona del corpo espandersi sotto le tue dita.

Stai aumentando l’escursione del diaframma - e con essa, la corretta stimolazione del nervo vago.

Più movimento = migliore funzione vagale = apparato digestivo più equilibrato

Indirizzo

P. Zza G. Alessi 2/3
Genova
16128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393477434366

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