Sabino de Bari Fisioterapia Strategica

Sabino de Bari Fisioterapia Strategica Sabino de Bari Fisioterapia Strategica mette a disposizione del paziente: Coaching & Fisioterapia in

05/02/2026

La rabbia ha bisogno di essere compresa, elaborata, a volte anche esplorata con un professionista. Ma nel momento in cui sale - quando senti il calore, la tensione, l’impulso di reagire - hai bisogno di uno strumento immediato.

PRIMA REGOLA: NON FARE NIENTE
Non parlare. Non agire. Non mandare quel messaggio. Non dire quella cosa.
Qualsiasi cosa farai o dirai, probabilmente te ne pentirai.

SECONDA REGOLA: USA IL CORPO
La rabbia è energia bloccata che cerca di uscire. Dagli un canale fisico.
Ecco la tecnica:
- Intreccia le mani forte davanti al petto
- Inspira → mentre inspiri, stringi le mani con tutta la forza che hai. Compressione massima. Senti la tensione nelle braccia, nelle spalle, nel petto.
- Espira lentamente → mentre espiri (lentamente, 6-8 secondi), rilascia gradualmente la presa. Lascia andare la tensione insieme al respiro.
- Ripeti 5-10 volte finché senti che l’intensità scende.

Questa tecnica magari non elimina completamente la rabbia. Ma la abbassa abbastanza da permetterti di pensare lucidamente.

Poi, quando sei più calmo, puoi decidere cosa fare o dire. Con consapevolezza. Non in reazione.

Provalo la prossima volta che la rabbia sale e dimmi: ha funzionato?

03/02/2026

Diversi sono ormai gli studi scientifici fatti sulla respirazione orale e questi dimostrano che incide negativamente sulla nostra salute, causando insonnia, minore concentrazione e lucidità mentale, stati ansiosi, e molti altri effetti.

Fai una camminata di 10-15 minuti respirando SOLO con il naso (bocca chiusa).
All’inizio potresti sentirti “senza fiato”. È normale. Il corpo si sta abituando.

Dopo qualche giorno noterai:
* Respiro più calmo
* Mente più lucida
* Meno ansia
* Più energia

Prova e dimmi nei commenti: come è andata? Quanto tempo sei riuscito/a a mantenere la respirazione nasale?

Un passo alla volta. Un respiro alla volta :)

29/01/2026

Sai quella sensazione di “peso sul petto”? Di “nodo allo stomaco”? Di “non riuscire a respirare profondamente”?
Rabbia trattenuta. Dolore non espresso. Sofferenza congelata. Tristezza repressa. Preoccupazione cronica. Ansia persistente.

Tutte queste emozioni si memorizzano nei tessuti fasciali che costituiscono il diaframma.
La fascia è tessuto connettivo. E il tessuto connettivo ha memoria.

Il problema è che, a volte, il diaframma rimane bloccato in quella posizione di trattenimento anche dopo che l’evento è passato.

Il muscolo diventa cronicamente contratto. La fascia rigida. Il movimento limitato.
E questa tensione fisica mantiene viva l’emozione a livello somatico.

Ristabilire un diaframma funzionale - mobile, elastico, libero - non serve solo a “guarire il passato”.
Ti dà la capacità di vivere meglio le emozioni future.

Perché se respiri bene, regoli meglio.

Se il diaframma è libero, le emozioni fluiscono invece di accumularsi.
Se hai accesso al respiro profondo, hai accesso alla calma anche nei momenti difficili.

Se sei psicologo, psicoterapeuta, coach, counselor, terapeuta... potrebbe interessarti approfondire il tema della Respirazione Funzionale in un percorso di formazione per professionisti della salute e del benessere in partenza il 28 febbraio 2026. Scrivimi in DM se vuoi saperne di più.

27/01/2026

Quanti passi riesci a fare in apnea a polmoni vuoti? Fai il test: butta fuori l’aria, tappati il naso e cammina. Conta i passi fino a quando senti il bisogno di respirare.

Meno di 25 passi? La tua tolleranza alla CO2 è bassa.

“Ma aspetta... la CO2 non è uno scarto?” No. È la chiave per ossigenare meglio i tuoi tessuti.
Più CO2 tolleri → più ossigeno rilasci alle cellule (si chiama effetto Bohr)

La tolleranza alla CO2 si può - e si dovrebbe - allenare.

Non solo per atleti. Per chiunque voglia:

✓ Gestire meglio ansia e stress
✓ Migliorare recupero e performance
✓ Ottimizzare ossigenazione cellulare
✓ Regolare il sistema nervoso

Se sei un professionista della salute e del benessere, questa è una valutazione che dovresti conoscere (e saper insegnare ai tuoi clienti), ma sopratutto potresti aiutarli a recuperare una migliore salute fisica, emotiva e mentale grazie ad una respirazione funzionale.

Domani, mercoledì 28 gennaio ore 21:00, seminario LIVE online GRATUITO sulla Respirazione Funzionale.
Commenta SEMINARIO per ricevere il link.

Ci vediamo online!

25/01/2026

Questo è un esercizio base, semplice che è molto utile come inizio di un percorso di rieducazione respiratoria.
Segui questi step:

- Porta le mani lateralmente, sulle ultime coste (guarda il video)
- Respira normalmente e senti il movimento sotto le mani
- All’inizio potrebbe essere minimo o quasi assente - è normale
- Continua per 3-5 minuti al giorno

Cosa stai facendo?

Stai allenando il movimento toracico basso, la zona dove il diaframma si espande lateralmente.
Il contatto delle mani porta consapevolezza in quella parte del corpo. E la consapevolezza è il primo passo per il cambiamento.

Piano piano sentirai il torace espandersi di più sotto le tue mani.
Quello è il segnale che il diaframma sta iniziando a essere coinvolto in modo più funzionale e completo.

Se vuoi integrare la respirazione funzionale nella tua pratica professionale con clienti e pazienti, commenta SEMINARIO per ricevere l’accesso GRATUITO al seminario LIVE online di mercoledì 28 gennaio ore 21:00

24/01/2026

Conta quanti atti respiratori fai in 1 minuto. Se sono più di 14-16, sei in iperventilazione cronica.
“Ma io sto bene!” dirai. Certo. Il corpo si adatta. Ma questo adattamento ha un costo.

Ecco cosa succede quando respiri troppo velocemente:

Espelli troppa CO2 → il pH del sangue si alza leggermente (alcalosi respiratoria) → l’emoglobina trattiene l’ossigeno invece di rilasciarlo ai tessuti.

Paradossalmente, respirando TROPPO, ossigeni MENO. Si chiama effetto Bohr.

E la carenza di CO2 può causare:

- Infiammazioni croniche
- Insonnia
- Nervosismo, ansia
- Recupero lento dopo attività fisica

A volte i piccoli disagi che quasi passano inosservati possono dipendere proprio da come respiri.

Quanti atti respiratori fai al minuto? Scrivilo nei commenti.

E se vuoi approfondire, commenta SEMINARIO per ricevere il link gratuito per il seminario LIVE sulla Respirazione Funzionale di mercoledì 28 gennaio ore 21:00
Ti aspetto :)

20/01/2026

In studio mi capitano spesso pazienti con dolori cervicali cronici, rigidità nei trapezi, che a volte può sfociare anche nel mal di testa. Da fisioterapista ho notato che considerare anche il corretto funzionamento del diaframma nella respirazione è decisivo nel trattamento di questi dolori cronici.

Se hai una respirazione toracica alta, senza coinvolgere a pieno il diaframma in modo completo, lavorano principalmente i muscoli accessori della respirazione che dovrebbero intervenire solo sotto sforzo:

- Sternocleidomastoideo (dal cranio allo sterno)
- Scaleni (dalle vertebre cervicali alle prime coste)
- Trapezio superiore

È un circolo vizioso: tensione → respiro superficiale → più tensione.

Cosa si può fare come professionisti che integrano la respirazione:

- Valutare il pattern respiratorio del paziente
- Sbloccare il diaframma (spesso rigido e ipertonico)
- Rieducare la respirazione diaframmatica

Questo richiede tempo, consapevolezza, esercizi specifici.

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Ci vediamo lì :)

18/01/2026

Perché il respiro ha un impatto così profondo su ansia e stress?
La risposta è anatomica: il nervo vago.
Il nervo vago è il principale nervo del sistema nervoso parasimpatico. Gestisce:

- Frequenza cardiaca
- Digestione
- Risposta immunitaria
- Stato di calma e rilassamento
- Regolazione emotiva

E passa attraverso il diaframma, nello specifico attraverso lo iato esofageo.

Questo significa che ogni movimento del diaframma crea una stimolazione meccanica diretta del nervo vago.
Respiri profondamente con il diaframma → attivi il vago → il corpo riceve il messaggio: “non c’è pericolo, puoi rilassarti”.

Ma se il tuo diaframma è bloccato, rigido, con escursione minima?
Il tono vagale resta basso. Il sistema nervoso fatica a passare in modalità parasimpatica.

Ecco perché non riesci a rilassarti “solo pensandoci”.
Serve anche il corpo. Serve il respiro.

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Approfondiremo l’argomento del nervo vago e molto altro sulla respirazione funzionale

13/01/2026

Il respiro è uno dei pochi strumenti che puoi imparare a “governare” con cui puoi intervenire sul tuo sistema nervoso.

È il tuo telecomando personale per gestire stress, ansia, attivazione e livelli energetici:

Inspirazione → sistema simpatico → attivazione, focus, energia
Espirazione → sistema parasimpatico → rilassamento, digestione, recupero

Allunghi l’espirazione? Attivi il nervo vago.
Rallenti il ritmo? Aumenti la variabilità cardiaca.
Respiri in modo corretto e completo con il diaframma? Massaggi gli organi interni e calmi la mente.

Ogni professionista che lavora con il corpo o le emozioni dovrebbe padroneggiare questo strumento.

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Esploreremo insieme come integrare la respirazione nel tuo lavoro professionale.

08/01/2026

Panettoni, pandori, abbuffate natalizie... e ora ti ritrovi con reflusso, gonfiore e digestione che fa i capricci?

Oltre a quello che hai mangiato, vorrei ricordarti che una buona respirazione crea un meraviglioso massaggio ai visceri.
Infatti, se respiriamo correttamente, il diaframma si abbassa di 1-2 cm durante l’inspirazione.
Questo movimento crea un aumento di pressione addominale che favorisce:

- La motilità gastrica
- Il transito intestinale
- Una digestione più fluida ed efficiente

Ma se respiri male (respirazione toracica, superficiale o bloccata), il diaframma si muove poco o male. Risultato?

I visceri non ricevono quel massaggio essenziale e tutto il sistema digestivo ne risente.

Reflusso, gonfiore, digestione lenta... non sono solo una questione di cosa mangi, ma anche di come respiri.

Indirizzo

P. Zza G. Alessi 2/3
Genova
16128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393477434366

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