26/01/2026
Egregio Ministro Valditara,
in riferimento al comunicato stampa del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 25 gennaio 2026 per il servizio di Report , riteniamo doveroso esprimere alcune osservazioni di merito.
Pur prendendo atto che la riforma del reclutamento docenti rientra nel quadro degli impegni assunti con il PNRR dai Governi precedenti, non può essere ignorato che l’attuazione concreta delle norme, così come le scelte organizzative e operative, ricadono pienamente sotto la responsabilità dell’attuale Governo e del Ministero da Lei guidato.
In particolare, la condizione di migliaia di docenti precari continua a rappresentare una criticità strutturale del sistema scolastico. I dati relativi alle assunzioni e alla copertura degli organici, pur positivi in termini percentuali( tardivi e precari si arriva ad includere quasi a dicembre alunni e alunne), non cancellano le difficoltà quotidiane legate alla discontinuità didattica, alle procedure complesse per l’abilitazione e ai costi economici e organizzativi che gravano sui docenti e di riflesso su i/le discenti.
Per quanto riguarda il sostegno, l’aumento delle specializzazioni e le misure sulla continuità didattica rappresentano passi nella giusta direzione ( per noi nella.modalità sbagliata), ma non possono sostituire un piano strutturale di stabilizzazione e di reale valorizzazione del personale, capace di garantire qualità, equità e certezza dei percorsi professionali.
Riteniamo inoltre che un confronto serio e trasparente non debba limitarsi al solo personale della scuola o alle associazioni nazionali del terzo settore tradizionalmente interlocutrici del Ministero. È necessario includere anche le rappresentanze dei genitori non allineate con tali realtà, comprese quelle che non si riconoscono nelle posizioni di organizzazioni come FAND, UICI, ANMIC e FISH, spesso percepite come espressione di logiche politiche più che di un’autentica e pluralista rappresentanza delle famiglie.
A ciò si aggiunge la questione dei percorsi di formazione e specializzazione, in particolare dei TFA, che già prima del Suo incarico erano stati pubblicamente indicati come problematici anche dall’attuale Presidente del Consiglio dallo scrivente. È quindi legittimo attendersi che tali criticità vengano affrontate non solo come vincoli ereditati, ma come nodi politici e amministrativi da risolvere con interventi concreti.
Il richiamo alle responsabilità dei Governi precedenti non può pertanto esaurire il confronto pubblico ed essere una mera giustificazione. È necessario un impegno politico chiaro per migliorare, nei margini consentiti, l’attuale sistema di reclutamento, ridurre concretamente il precariato, riformare in modo equo i percorsi di accesso e specializzazione e garantire una reale partecipazione di tutte le componenti coinvolte, comprese le famiglie e non solo quelle aderenti alla sua corrente politica.
Confidiamo che il Ministero voglia aprire un confronto realmente pluralista, che metta al centro non solo gli equilibri istituzionali, ma i bisogni reali degli studenti, delle famiglie e dei lavoratori della scuola.
Distinti saluti,
Marco Macri
(La presente comunicazione è inviata via pec)
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