Genova inclusiva

Genova inclusiva se hai un bimbo o bimba disabile benvenuto....

C’è un mondo parallelo, affollato e lucrosissimo, che ruota attorno alla disabilità e che sui social prospera tra TikTok...
18/04/2026

C’è un mondo parallelo, affollato e lucrosissimo, che ruota attorno alla disabilità e che sui social prospera tra TikTok, Instagram e Facebook. Un ecosistema in cui influencer e presunti divulgatori — tra cui vengono spesso citati nomi come Acampora, Trapanese, Argonauti e altri ancora — costruiscono narrazioni potenti, emozionali, altamente condivisibili. E monetizzabili..

La domanda, però, è sempre la stessa: dove finiscono le narrazioni e dove comincia la realtà?

Perché mentre sui social si moltiplicano contenuti, storytelling e dirette, è più raro vedere gli stessi protagonisti nelle piazze, nei confronti diretti con genitori, insegnanti, terapisti. Ancora più raro vederli dentro il perimetro scomodo delle istituzioni, delle verifiche, delle responsabilità: esposti alla Corte dei Conti, ai procedimenti europei, alle segnalazioni OLAF o a qualunque forma di controllo che vada oltre il consenso digitale.

E allora la domanda si fa più scomoda: cosa sanno davvero questi narratori del mondo reale della formazione? Che idea hanno della differenza tra un percorso TFA svolto in università in presenza, con esami selettivi e sbarramenti rigorosi, e certe scorciatoie offerte da piattaforme online, talvolta estere, dove la certificazione rischia di diventare più accessibile della competenza?

E ancora: cosa conoscono davvero delle famiglie che ogni giorno combattono con diagnosi, terapie, logopedia, psicomotricità, ABA o Denver? Dove sono questi influencer quando il tema non è la performance social, ma la fatica concreta della cura, lontano dalle semplificazioni e dalle mode del momento — moto comprese?

Il punto, forse, non è la comunicazione in sé. È la trasformazione della disabilità in racconto funzionale: emotivo quanto basta, condivisibile quanto serve, redditizio quanto possibile. Una narrazione che rischia di diventare comoda proprio perché semplifica ciò che invece è complesso, stratificato, spesso doloroso.

E allora resta una domanda, inevitabile: la differenza tra chi difende davvero i diritti delle persone con disabilità e chi, invece, ne costruisce una rappresentazione utile soprattutto alla propria visibilità, è ancora chiara? Oppure si è dissolta nel rumore continuo dei social, dove tutto diventa contenuto e ogni contenuto diventa valore?

Che amarezza

Qui dove gli/le influencer non c erano...tra cure , inclusione scolastica , tfa

1)
https://www.raiplay.it/video/2023/06/Non-e-una-regione-per-disabili---Report-05062023-1d719b79-abaa-4919-a894-00ff4ac0b530.html
2)
https://www.raiplay.it/video/2024/11/Lo-stato-delle-cose---Puntata-del-25112024-c6cf64e1-a052-4ef3-9dfd-f05016542f71.html?wt_mc=2.www.cpy.raiplay_vid_Lostatodellecose
3)
https://youtu.be/DDSXtj-L8sI?is=6miEnIKV2sH_ihgJ
4)
https://www.la7.it/laria-che-tira/video/se-mancano-i-farmaci-salvavita-09-04-2026-640578
5)
https://www.facebook.com/share/p/1CjpNKn8me/
6)
https://www.facebook.com/share/p/1NW6pJtsQv/
7)
https://www.facebook.com/share/p/1BbvhJJsza/
8)
https://telenord.it/formazione-degli-insegnanti-di-sostegno-genova-inclusiva-accusa-il-ministro-valditara-86746
9)
https://youtu.be/i8mk4V_zUyg?is=B0DStMiB31OucuI0

RASSEGNA STAMPA – QUELLO CHE IN TV NON PASSADisabilità, barriere, fondi, sicurezza e diritti (12 aprile 2026 – 18 aprile...
18/04/2026

RASSEGNA STAMPA – QUELLO CHE IN TV NON PASSA
Disabilità, barriere, fondi, sicurezza e diritti (12 aprile 2026 – 18 aprile 2026)

Tra il 12 aprile e il 18 aprile 2026 il tema della disabilità in Italia si muove tra cambiamenti normativi, riduzione degli incentivi per l’accessibilità e alcuni segnali frammentati di intervento pubblico. Il quadro generale mostra una forte discontinuità tra politiche fiscali, bisogni reali e applicazione concreta dei diritti.

🔴BARRIERE ARCHITETTONICHE E FINE DEL BONUS 75%

Dal 2026 non è più prevista la detrazione maggiorata del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Gli interventi tornano nel perimetro delle detrazioni ordinarie (50% prima casa e 36% altri immobili), con un impatto diretto sulla capacità delle famiglie di finanziare lavori di accessibilità domestica.

Fonte: https://www.investireoggi.it/bonus-barriere-architettoniche-fine-del-75-nel-2026-si-riparte-dal-50-e-non-per-tutti/

Fonte: https://www.money.it/bonus-barriere-architettoniche-2026-guida-alle-novita



🔴RIORGANIZZAZIONE DEI FONDI PER DISABILITÀ E CAREGIVER

La legge di bilancio 2026 conferma una rimodulazione degli strumenti di sostegno:

nuovi fondi per caregiver familiari

risorse per inclusione scolastica

interventi assistenziali mirati

Le misure vengono però spesso descritte come frammentate e non strutturali, con forte dipendenza da bandi e progetti temporanei.

Fonte: https://www.orizzontescuola.it/legge-di-bilancio-2026-il-garante-delle-persone-con-disabilita-stop-al-bonus-barriere-nuovi-fondi-per-caregiver-e-inclusione-scolastica/



🔴SCUOLA E DISABILITÀ

Nel settore scolastico vengono confermati nuovi fondi per:

assistenza educativa

supporto all’autonomia

inclusione degli studenti con disabilità

Resta però forte la disparità territoriale nell’attuazione dei servizi, con differenze significative tra regioni e istituti.

Fonte: https://www.orizzontescuola.it/legge-di-bilancio-2026-il-garante-delle-persone-con-disabilita-stop-al-bonus-barriere-nuovi-fondi-per-caregiver-e-inclusione-scolastica/



🔴FURTI DI CARROZZINE E AUSILI

Emergono casi di furti di carrozzine e ausili per la mobilità, episodi che incidono direttamente sull’autonomia delle persone con disabilità. Tra questi, un caso segnalato a Milano riguarda il furto di una carrozzina all’interno di un condominio, con gravi conseguenze pratiche per la persona coinvolta.

Fonte: https://www.ilgiorno.it/editoriale/appello-carrozzina-rubata-uzotyskn



🔴SICUREZZA E MOBILITÀ

Il tema della sicurezza degli ausili resta poco normato:

carrozzine e dispositivi elettrici non sono protetti da misure specifiche

sostituzione spesso lenta e burocratica

vulnerabilità negli spazi comuni

Questo evidenzia una zona grigia tra diritto alla mobilità e tutela concreta dei mezzi indispensabili.



🟢ACCESSIBILITÀ URBANA E PROGETTI LOCALI

Alcuni interventi locali e progetti pubblici puntano a migliorare l’accessibilità urbana e i servizi di mobilità inclusiva, ma si tratta di iniziative non uniformi sul territorio nazionale.

Fonte istituzionale: https://www.disabilita.governo.it/

🚨 SOSTEGNO SCOLASTICO: QUANDO TAGLIARE È DISCRIMINAZIONE (CASO TORINO)Negli ultimi giorni una sentenza del Tribunale di ...
15/04/2026

🚨 SOSTEGNO SCOLASTICO: QUANDO TAGLIARE È DISCRIMINAZIONE (CASO TORINO)
Negli ultimi giorni una sentenza del Tribunale di Torino ha rimesso le cose in chiaro:
ridurre o modificare il sostegno a un alunno con disabilità non è una scelta organizzativa, ma può diventare discriminazione vera e propria.
Vediamo perché — norme alla mano, senza giri di parole.

⚖️ 📌 I FATTI (IN BREVE)
Una docente di sostegno viene allontanata dalla classe della figlia disabile.
Contestualmente, vengono ridotte le ore di sostegno previste.
👉 Il giudice interviene e stabilisce che:
- la decisione è discriminatoria
- la docente deve essere reintegrata
- le ore devono tornare quelle stabilite dal PEI

📚 📌 LE NORME VIOLATE
🔹 Legge 104/1992
- Art. 12 → diritto all’istruzione
- Art. 13 → integrazione scolastica
👉 Il sostegno è un diritto, non una concessione.

🔹 PEI (Piano Educativo Individualizzato)
👉 È un atto vincolante per la scuola
👉 Stabilisce ore e modalità del sostegno

⚠️ Non può essere modificato unilateralmente.

🔹 Legge 67/2006 (Discriminazione delle persone con disabilità)
👉 È discriminazione:

- qualsiasi trattamento che mette il disabile in svantaggio
- anche indirettamente

✔️ Ridurre le ore di sostegno = discriminazione

🔹 Costituzione Italiana
- Art. 3 → uguaglianza sostanziale
- Art. 34 → diritto allo studio
- Art. 38 → tutela delle persone con disabilità

👉 Il sostegno serve a rendere questi diritti realmente accessibili, non teorici.

⚠️ 📌 COSA NON PUÒ FARE LA SCUOLA
❌ Ridurre le ore per carenza di personale
❌ Cambiare il sostegno per “organizzazione interna”
❌ Ignorare il PEI

👉 Nessuna di queste motivazioni è valida davanti a un giudice.

💥 📌 IL PUNTO CHIAVE DELLA SENTENZA
Il giudice chiarisce un principio semplice:
👉 Il diritto del minore disabile viene prima di tutto.

Prima di:

- regolamenti interni
- problemi organizzativi
- decisioni dirigenziali

🧠 TRADUZIONE SEMPLICE

Se il sostegno viene ridotto o gestito male:
👉 non è solo un errore amministrativo
👉 è una violazione di diritti
👉 può essere discriminazione legale

📢 PERCHÉ QUESTA SENTENZA È IMPORTANTE

Rafforza un principio già chiaro ma spesso ignorato:

✔️ Il sostegno deve essere ADEGUATO
✔️ Il PEI è OBBLIGATORIO
✔️ I tagli illegittimi si possono impugnare

E sì: in molti casi si può arrivare anche al risarcimento.

Statisticamente non sono tantissimi gli/le insegnanti che han figli e figlie disabili nella propria scuola e cmq solo per un ciclo. Combattere la discriminazione è un dovere... grazie a questa mamma che ha preteso il rispetto delle norme italiane.

https://torino.repubblica.it/cronaca/2026/04/15/news/bimbi_disabili_piemonte_assistenti_insegnanti_di_sostegno-425284162/

https://www.facebook.com/share/p/1D2vXVQVFi/

Gli   cambieranno il mondo. Sì, come no. Subito dopo aver finito il   con la musichetta triste e il filtro empatia.Curio...
13/04/2026

Gli cambieranno il mondo. Sì, come no. Subito dopo aver finito il con la musichetta triste e il filtro empatia.

Curioso però: né la del video né l’ indignata risultano disperse in qualche manifestazione dal 2022 a oggi. Nessuna traccia in piazza, accanto a e colleghi. Però online sono puntualissime: un video al giorno leva la coscienza di torno.

A pensar male — diceva qualcuno — si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Qui il dubbio è modesto: informazione o monetizzazione? Perché se è informazione, manca giusto un dettaglio… la . Quella vissuta, non quella raccontata a uso algoritmo. Ma capisco: raccontare ciò a cui non si è partecipato è complicato. Rischi pure di perdere qualche , e non sia mai.

Poi c’è il grande classico: il lavoro delle persone con disabilità. Due esempi sempre pronti per tv e giornali ( e ) , ripetuti come il rosario social, e silenzio tombale su un dato meno instagrammabile: 10.000 persone disabili non assunte in un solo anno (in ). Ma vuoi mettere? Non fa engagement.

E intanto sfilano i nuovi paladini della disabilità: mantello ben stirato, presenza in piazza pari a zero, iniziative concrete latitanti ma guai se certi giornalisti non pubblicano le loro osservazioni fatte da casa.
? ? ? Macché. Però il video indignato, quello sì, in 4K.

Nel frattempo, una parte del mondo della scuola gioca alla guerra delle sigle, tra una comparsata TV e un’intervista , dimenticandosi — distrazione imperdonabile — delle vere vittime: i nostri figli. Che, dettaglio secondario, sono anche la ragione per cui certi ruoli esistono. ( vedi servizi di Report , Piazzapulita - LA7 con Fanpage.it )

E non mancano i che, stanchi dell’anonimato, scelgono la scorciatoia: o influencer o aspiranti , magari sospinti da questo o quel partito. La causa? Sempre nobile( guai a dire che lo fan per sistemarsi). Il tempismo? Sempre perfetto.

In tutto questo, i danneggiati restano loro: i nostri e le nostre .
E mentre qualcuno costruisce narrazioni, c’è chi — dal 2021 — sta ancora lì, con le norme in mano e i piedi in piazza.

Il resto è rumore.
O, per dirla meglio, contenuto.

Qui video che contesto
https://www.instagram.com/reel/DW5tTXCDeCN/?igsh=MTdpZXYyZTN1cTVkdA==

Qui in ordine sparso le cose fatte non stando a casa

https://www.facebook.com/share/p/1CjpNKn8me/

https://www.facebook.com/share/p/1NW6pJtsQv/

https://www.facebook.com/share/p/1BbvhJJsza/

https://telenord.it/formazione-degli-insegnanti-di-sostegno-genova-inclusiva-accusa-il-ministro-valditara-86746

https://youtu.be/i8mk4V_zUyg?is=B0DStMiB31OucuI0

Marco Macri

Mia nonna, con quella calma di chi ha imparato a non farsi impressionare dai proclami e dalle promesse a tempo determina...
12/04/2026

Mia nonna, con quella calma di chi ha imparato a non farsi impressionare dai proclami e dalle promesse a tempo determinato, diceva che il tempo è galantuomo e che prima o poi presenta sempre il conto. E che far innervosire chi ha pazienza non è mai una grande idea: perché magari non reagisce subito, ma quando lo fa, non c’è più spazio per le scuse creative.

E alla fine, come sempre, i nodi vengono al pettine. E quando arrivano, non bastano più le parole dette bene o le facce tranquille in conferenza stampa: servono risposte vere. Soprattutto quando si è scelto di ignorare chi chiedeva ascolto — e peggio ancora, chi era fragile e non aveva voce abbastanza forte per farsi sentire.
Spiaze....

La7 NOVE
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Il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027 è l’ennesimo esercizio di ingegneria amministrativa che prova a ...
12/04/2026

Il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027 è l’ennesimo esercizio di ingegneria amministrativa che prova a mascherare una cosa semplice: il sistema non regge, e invece di rifarlo lo si rattoppa.

Formalmente è un piano “ponte”. Tradotto dal burocratese: non decide nulla, rimanda tutto. Serve a traghettare risorse dentro una riforma – quella sulla disabilità e quella sulla non autosufficienza degli anziani – che esiste più nei decreti che nella realtà operativa.

Il primo nodo è strutturale: la segmentazione della platea. Sotto i 70 anni da una parte, anziani dall’altra, con due impianti programmatori distinti e non ancora integrati. In termini tecnici, significa perdita di unitarietà del sistema di presa in carico e moltiplicazione dei livelli decisionali. In termini reali: frammentazione e scarico di responsabilità.

Secondo problema: i criteri di riparto. La distribuzione delle risorse continua a essere guidata da variabili demografiche aggregate (popolazione anziana, indicatori generici) invece che da indicatori di bisogno effettivo, intensità assistenziale e carico di cura. È una scelta precisa: privilegiare la semplicità contabile rispetto all’equità allocativa. Risultato: territori con bisogni complessi rischiano di ricevere quanto – o poco più – di quelli con domanda assistenziale più bassa.

Terzo punto: l’illusione dell’universalismo tramite ISEE. L’innalzamento delle soglie amplia la platea teorica, ma senza un contestuale aumento dell’offerta strutturale produce un effetto inflattivo: più aventi diritto, stessi servizi. In economia pubblica si chiama mismatch tra domanda potenziale e capacità erogativa. In italiano: liste d’attesa più lunghe e prestazioni diluite.

Quarto nodo, quello vero: i LEPS (Livelli essenziali delle prestazioni sociali). Formalmente richiamati, ma di fatto non esigibili in modo uniforme. Senza standard vincolanti, sistemi di monitoraggio robusti e sanzioni per l’inadempienza, restano enunciazioni programmatiche. Il piano non colma questo vuoto: lo gestisce.

Sul lato dei servizi, la retorica è impeccabile: domiciliarità, vita indipendente, integrazione sociosanitaria. Ma la leva finanziaria è insufficiente per trasformare questi obiettivi in infrastruttura stabile. L’ADI resta disomogenea, i progetti di vita indipendente marginali, l’integrazione tra sanitario e sociale affidata più alla buona volontà locale che a un disegno nazionale cogente.

Nel frattempo, il vero pilastro del sistema continua a essere implicito e non riconosciuto: il lavoro informale delle famiglie e dei caregiver. Il piano non lo sostituisce, non lo struttura, non lo remunera adeguatamente. Lo presuppone. È la classica esternalizzazione silenziosa del welfare.

Infine, il tema della governance: sovrapposizione di livelli (Stato, Regioni, Ambiti territoriali), assenza di una cabina di regia realmente operativa e tempi di attuazione incompatibili con la durata triennale del piano. In pratica, si pianifica più velocemente di quanto si riesca a implementare.

Conclusione, senza retorica:
questo piano non riforma il sistema della non autosufficienza. Ne garantisce la sopravvivenza amministrativa mentre ne rinvia la trasformazione sostanziale. È continuità finanziata, non cambiamento strutturale.

E nel frattempo, il carico resta dove è sempre stato: sulle famiglie. Con una differenza – adesso è scritto meglio nei documenti.

Marco Macri portavoce di Genova inclusiva referente nazionale

🔴 DISABILITÀ IN ITALIA: QUI NON È INCLUSIONE, È UN SISTEMA CHE FALLISCE (ULTIMA SETTIMANA)Se pensi che il problema siano...
11/04/2026

🔴 DISABILITÀ IN ITALIA: QUI NON È INCLUSIONE, È UN SISTEMA CHE FALLISCE (ULTIMA SETTIMANA)

Se pensi che il problema siano le barriere architettoniche… sei rimasto indietro.
Qui parliamo di soldi spariti, diritti negati e città escluse 👇

⚠️ Napoli esclusa dalle procedure semplificate per invalidità
Non è uno scherzo: alcune città sì, altre no.
Tradotto → se sei disabile, i tuoi diritti dipendono da dove vivi.
👉 Leggi: https://www.fanpage.it/napoli/invalidita-civile-napoli-esclusa-dal-riconoscimento-semplificato-denuncia-del-garante-disabili/

⚠️ 5 MILIONI per i disabili… restituiti perché “non usati”
Sì, hai letto bene.
Fondi per autonomia e vita indipendente mai spesi.
Famiglie lasciate sole mentre i soldi tornano indietro.
👉 Leggi: https://palermo.repubblica.it/cronaca/2026/02/23/news/in_fumo_5_milioni_per_la_legge_sul_dopo_di_noi_uno_scandalo_a_danno_dei_disabili-425177994/

⚠️ Sistema che promette ma non cambia davvero
Riforme, bonus, annunci… ma nella realtà quotidiana cambia poco o niente.
👉 Leggi: https://www.businessonline.it/news/invalidi-e-disabili-cosa-cambia-davvero-nel-2026-ci-sono-reali-novit-dopo-tanto-parlare_n81116.html

💣 La verità senza filtri:

- I diritti non sono uguali per tutti
- I soldi ci sono… ma non arrivano
- Le leggi esistono… ma restano sulla carta

E mentre si discute di riforme:
👉 c’è chi aspetta assistenza
👉 chi paga tutto di tasca propria
👉 chi resta fuori da tutto

💬 Domanda scomoda:
non è più un problema di risorse…
👉 è un problema di sistema che non funziona

Condividi se sei stufo delle solite promesse.

Pensiero del giorno.....Ogni mese in Italia l’Assegno Unico si trasforma in una piccola sceneggiata nazionale: arriva l’...
10/04/2026

Pensiero del giorno.....

Ogni mese in Italia l’Assegno Unico si trasforma in una piccola sceneggiata nazionale: arriva l’accredito e parte il rito collettivo del “me l’hanno tagliato!”.
Tranquilli: non è un complotto, è solo la versione burocratica della fisica quantistica. L’importo non sparisce, semplicemente si ricalcola in un’altra dimensione fiscale.
Perché l’INPS, con la sua consueta serenità zen, ricorda che tutto dipende dall’ISEE aggiornato e dalle soglie rivalutate. Tradotto: basta una virgola nel reddito e si passa da “famiglia con diritto” a “famiglia in osservazione economica”.
E se non aggiorni l’ISEE? Nessun dramma: si entra nella modalità “default italiano”, quella dove l’assegno scende al minimo e tu scopri che la stabilità economica era solo una funzione teorica.
Poi arrivano gli arretrati: il momento in cui ti senti improvvisamente benestante per circa 36 ore, giusto il tempo di realizzare che non era un bonus, ma un debito di memoria amministrativa saldato in ritardo.
Nel frattempo, tra una fascia e l’altra, tra un ricalcolo e un conguaglio, l’unica certezza è che l’importo cambia sempre con perfetta puntualità… tranne quando te lo aspetti.
Morale: non è un taglio, non è un aumento, non è nemmeno una sorpresa. È semplicemente l’ISEE che ti ricorda che in Italia la stabilità economica è un’opinione statistica.
E il bello è che funziona sempre allo stesso modo: quando sale l’assegno è “diritto acquisito”, quando scende è “mistero irrisolto”.

https://tg24.sky.it/economia/2026/04/10/assegno-unico-aprile-2026-importi-simulazioni




Fonti

INPS – Assegno Unico e aggiornamenti importi: https://www.inps.it⁠

INPS – ISEE e aggiornamento DSU: https://www.inps.it/nuovoportaleinps⁠

Sky TG24 Economia – Assegno Unico e variazioni importi: https://tg24.sky.it/economia⁠

Il Sole 24 Ore – Assegno Unico e ISEE: https://www.ilsole24ore.com

Leggi su Sky TG24 l'articolo Assegno unico universale, importi in calo nei pagamenti di aprile 2026. Le simulazioni

Buona lettura....
10/04/2026

Buona lettura....

*Portavoce di Genova Inclusiva e referente nazionale della Rete Caregiver e Disabilità Italia (marcopompierege@gmail.com).

Le avevamo chieste.... sono arrivate
10/04/2026

Le avevamo chieste.... sono arrivate

"Ho offeso chi ha bisogno del sostegno e le loro famiglie, vi chiedo scusa per la mia leggerezza e per la mia ignoranza"

Indirizzo

Genova
16122

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