Centro Terapia EMDR Genova

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La solitudine del terapeutaCi sono momenti, nel lavoro clinico, in cui il terapeuta è solo.Solo nel pensare un caso.Solo...
18/03/2026

La solitudine del terapeuta
Ci sono momenti, nel lavoro clinico, in cui il terapeuta è solo.
Solo nel pensare un caso.
Solo nel prendere decisioni.
Solo nel reggere il peso di ciò che accade in seduta.
Una responsabilità che non sempre può essere condivisa.
E che spesso resta silenziosa.
Nella stanza di terapia non siamo solo tecnici.
Siamo parte del sistema.
E siamo anche il luogo in cui quel sistema prende forma.
Ma se guardiamo da una prospettiva sistemica, questo apre una riflessione importante.
Un sistema che osserva se stesso, senza confronto, tende a chiudersi.
A ridurre le possibilità.
A perdere informazioni.
La cibernetica ci insegna che ogni sistema ha bisogno di feedback per mantenere complessità e capacità di adattamento.
E forse anche il terapeuta funziona così.
Quando resta solo troppo a lungo, non perde competenza.
Ma rischia di trovarsi a sostenere una responsabilità clinica non condivisa.
Il lavoro in équipe, la supervisione, il confronto tra colleghi non sono un segno di fragilità.
Sono ciò che permette al sistema di continuare a pensare.
Perché, a volte, il punto non è sapere cosa fare.
È non doverlo pensare da soli.

Quando non riusciamo a concettualizzare un casoMolti psicoterapeuti conoscono bene quella sensazione: ascoltare un pazie...
09/03/2026

Quando non riusciamo a concettualizzare un caso
Molti psicoterapeuti conoscono bene quella sensazione: ascoltare un paziente e avere la percezione che qualcosa non torni, che il quadro non sia chiaro, che la concettualizzazione sfugga.
Spesso questo genera frustrazione o senso di inadeguatezza.
Ma la difficoltà di concettualizzare non dipende sempre dalle competenze del terapeuta.
A volte dipende dal fatto che il mondo interno del paziente non è ancora accessibile.
Molti pazienti non riescono – o non possono ancora – aprirsi completamente.
La vergogna, il timore di affidarsi, la paura della dipendenza o del giudizio possono rendere opaco ciò che portano in terapia.
In questi momenti la confusione può diventare un dato clinico prezioso.
Quando la comprensione non arriva, può essere utile fermarsi e spostare lo sguardo:
non solo su cosa il paziente porta, ma su come sta funzionando la relazione terapeutica.
Ci sono segnali di mancata sintonizzazione?
Il paziente si sente davvero al sicuro nello spazio terapeutico?
C’è qualcosa nella relazione che rende difficile l’accesso alla sua esperienza interna?
La concettualizzazione non nasce solo dall’applicazione di un metodo.
Nasce soprattutto dall’incontro tra due menti.
Per questo non dovremmo temere i momenti in cui non capiamo.
Non sempre la chiarezza arriva subito, e nessuna tecnica può sostituire il tempo necessario perché un paziente si senta abbastanza al sicuro da mostrare il proprio mondo interno.
A volte, prima di comprendere il caso, è necessario costruire lo spazio in cui quel caso possa finalmente emergere.

Oggi ho tenuto una lezione al Miller dedicata all’introduzione all’EMDR e al modello AIP, soffermandoci su alcune implic...
07/03/2026

Oggi ho tenuto una lezione al Miller dedicata all’introduzione all’EMDR e al modello AIP, soffermandoci su alcune implicazioni cliniche del lavoro con la memoria traumatica.
Una parte della riflessione è stata dedicata ai traumi relazionali silenti: quelle esperienze evolutive in cui il caregiver è presente sul piano fisico ma non sufficientemente sintonizzato sul piano emotivo.
Non si tratta di eventi traumatici evidenti, ma di micro-esperienze relazionali ripetute che possono contribuire, nel tempo, all’organizzazione di memorie implicite disfunzionali.
Dal punto di vista clinico, il modello AIP offre una cornice utile per comprendere come tali esperienze possano influenzare i sistemi di regolazione affettiva, le rappresentazioni di sé e dell’altro e le aspettative relazionali che il paziente porta nella relazione terapeutica.

Un grazie sincero al CIRS Genovae in particolare al Dott. Roberto Todella e alla Dott.ssa Enrica Anfossiper l’invito a p...
09/02/2026

Un grazie sincero al CIRS Genova
e in particolare al Dott. Roberto Todella e alla Dott.ssa Enrica Anfossi
per l’invito a portare una riflessione su un tema tanto delicato quanto centrale:
l’impatto del trauma sulla sessualità.
È stato uno spazio di confronto prezioso, in cui integrare la prospettiva traumatologica con quella sessuologica, ricordando quanto il corpo, la memoria e la relazione siano profondamente intrecciati nell’esperienza sessuale.
Occasioni come questa confermano il valore del dialogo tra saperi e della costruzione di ponti tra ambiti clinici che, solo insieme, possono restituire complessità e cura ai pazienti.
Grazie per l’attenzione, la sensibilità e la qualità del confronto.

Burnout del terapeuta: implicazioni cliniche e neuroscientificheLa letteratura scientifica sul burnout negli psicoterape...
02/02/2026

Burnout del terapeuta: implicazioni cliniche e neuroscientifiche
La letteratura scientifica sul burnout negli psicoterapeuti converge su un dato centrale:
l’esaurimento emotivo rappresenta la dimensione più stabile e maggiormente associata al burnout, più del carico di lavoro o dei fattori organizzativi.
Una revisione sistematica su 52 studi mostra come l’esaurimento emotivo sia il nucleo del burnout clinico, espressione di una prolungata sollecitazione dei sistemi di regolazione emotiva implicati nella relazione terapeutica (Van Hoy et al., 2022).
Dal punto di vista neuroscientifico, il lavoro clinico richiede al terapeuta una continua regolazione neurofisiologica: monitoraggio del proprio stato interno, modulazione delle risposte emotive, mantenimento della presenza relazionale. Quando questo processo diventa cronico e non sostenuto, aumenta il rischio di disregolazione e di progressiva riduzione della qualità della presenza clinica.
In questo senso, il lavoro su di sé e la supervisione non sono strumenti accessori, ma dispositivi clinici fondamentali:
– permettono il ripristino e la riorganizzazione delle risorse di regolazione
– favoriscono la consapevolezza dello stato interno del terapeuta
– proteggono la relazione terapeutica da automatismi difensivi e ritiro emotivo
La cura del terapeuta, quindi, non risponde a una logica di self-care generico, ma a una necessità clinica e deontologica, direttamente connessa all’efficacia del trattamento.
📚 Riferimento scientifico
Van Hoy, A. et al. (2022). Burnout and Psychological Wellbeing Among Psychotherapists.
Frontiers in Psychology.

Objectives. The general aim of this systematic review is to synthesize, analyze, and critically review existing studies concerning the relationship between s...

📌 Corso “I Blocchi del Terapeuta” – 4ª edizioneLe date del 25 e 26 sono al completo.Grazie a tutte e tutti per la grande...
17/01/2026

📌 Corso “I Blocchi del Terapeuta” – 4ª edizione
Le date del 25 e 26 sono al completo.
Grazie a tutte e tutti per la grande partecipazione e l’interesse dimostrato.
📩 Per ricevere informazioni sulle prossime edizioni del corso, è possibile scriverci direttamente: saremo felici di aggiornarvi sulle nuove date.
Centro Terapia EMDR Genova
Dott.ssa Elisabetta Graziano
Psicologa psicoterapeuta – Supervisore e facilitator EMDR

11/01/2026
Un augurio di buon anno da tutta l’équipe del Centro Terapia EMDR Genova.
01/01/2026

Un augurio di buon anno da tutta l’équipe del Centro Terapia EMDR Genova.

24/12/2025
Congratulazioni per essere tra le persone con più interazioni e per aver ottenuto un posto nella lista delle interazioni...
09/12/2025

Congratulazioni per essere tra le persone con più interazioni e per aver ottenuto un posto nella lista delle interazioni settimanali! 🎉 Veronica Rocca, Ethel Bertagna, Donatella Maria Piras

Indirizzo

Viale Brigata Bisagno 4/21
Genova
16129

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