IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Science - Genova

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Su questa pagina vengono condivise notizie sulle attività e i progetti di ricerca del Policlinico San Martino, informazioni e approfondimenti su studi scientifici. L'obiettivo è promuovere la cultura scientifica con la partecipazione di tutti coloro che vogliono comprendere il mondo della ricerca.

Micromondi di Meraviglia: la natura riflessa nelle celluleCarapace di tartarugaCellule umane di tumore al seno osservate...
04/05/2026

Micromondi di Meraviglia: la natura riflessa nelle cellule

Carapace di tartaruga

Cellule umane di tumore al seno osservate al microscopio mentre copiano il loro DNA: i punti luminosi mostrano i diversi stadi della replicazione, il processo che precede la divisione e la formazione di nuove cellule.

Immagine fornita dalla Dott.ssa Isotta Cainero

Una recente ricerca internazionale a cui hanno contribuito i ricercatori dell’IRCCS AOM – Ospedale Policlinico San Marti...
30/04/2026

Una recente ricerca internazionale a cui hanno contribuito i ricercatori dell’IRCCS AOM – Ospedale Policlinico San Martino ha chiarito un importante meccanismo attraverso cui il digiuno può potenziare l’efficacia delle terapie ormonali nel tumore al seno positivo ai recettori ormonali.

Lo studio dimostra che cicli ripetuti di dieta mima-digiuno non agiscono solo sul metabolismo, ma sono in grado di modificare direttamente il comportamento delle cellule tumorali. In particolare, il digiuno aumenta i livelli di cortisolo, attivando così il recettore dei glucocorticoidi (GR), che regola l’espressione dei geni coinvolti nella crescita del tumore.

Questo porta a una riprogrammazione delle cellule tumorali, riducendo l’attività di geni che favoriscono la proliferazione del tumore e rendendo le cellule più sensibili a una terapia ormonale, come il tamoxifene.
È stato inoltre scoperto che bloccando il recettore GR, l’effetto del digiuno scompare: questo dimostra che il meccanismo identificato è centrale per il potenziamento della terapia.

Parallelamente, sono in corso studi clinici per valutare approcci alternativi al digiuno, come l’utilizzo di farmaci già disponibili in grado di attivare lo stesso processo biologico, nella prospettiva che l’approccio nutrizionale non debba sostituire le terapie oncologiche, ma rappresenti invece un supporto complementare, sempre sotto controllo medico.

Questi risultati rafforzano il ruolo del metabolismo e dello stile di vita come parte integrante delle strategie terapeutiche in oncologia.

Scopri di più 👉 https://www.ospedalesanmartino.it/it/ricerca-scientifica/news-dalla-ricerca/il-digiuno-alleato-delle-terapie-contro-il-tumore-al-seno-l%E2%80%99aumento-del-cortisolo-indebolisce-la-crescita-delle-cellule-malate.html

Siamo sempre più vicini alla retina artificiale, una tecnologia che si propone di ripristinare le funzioni della retina ...
27/04/2026

Siamo sempre più vicini alla retina artificiale, una tecnologia che si propone di ripristinare le funzioni della retina nelle persone colpite da patologie neurodegenerative che comportano la perdita progressiva della vista.

La visione è un fenomeno complesso, che si svolge in diverse fasi. La luce entra nell’occhio ed è canalizzata dal cristallino verso la retina, che si trova sul fondo del bulbo oculare. La funzione della retina è convertire i raggi luminosi in segnali elettrici, che viaggiano nei neuroni e arrivano fino al cervello, che li decodifica e crea le immagini.

In alcune patologie, come la retinite pigmentosa, le cellule specializzate della retina, chiamate fotorecettori, si danneggiano portando a un progressivo peggioramento della vista, fino alla cecità.

Un team di ricercatori del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell'ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA in collaborazione con l’IRCCS AOM - Ospedale Policlinico San Martino stanno studiando una protesi liquida, somministrabile con una semplice iniezione, che sfrutta nanoparticelle di carbonio dalle proprietà fotovoltaiche. Convertendo la luce in segnali elettrici, queste potrebbero restituire funzionalità alla retina danneggiata.

Di recente il gruppo, in collaborazione con altri partner scientifici quali l’ Ospedale Sacro Cuore / don Calabria di Negrar, è riuscito a migliorare il modello sperimentale della protesi.

L’utilizzo del grafene, inedito in ambito oftalmico, ha permesso di potenziare l’efficacia delle nanoparticelle, aumentando la sensibilità alla luce e il recupero della funzione visiva, mentre i test di biocompatibilità eseguiti avvicinano questa tecnologia alla sperimentazione clinica.

Leggi l’articolo con le parole dei ricercatori Simona Francia, Elisabetta Colombo e Fabio Benfenati.

👉https://www.ospedalesanmartino.it/it/ricerca-scientifica/news-dalla-ricerca/ossido-di-grafene-aggiunto-alla-composizione-della-retina-artificiale-liquida-un-ulteriore-passo-avanti-verso-la-sperimentazione-clinica.html

Comprendere come fegato e cuore “dialogano” tra loro è oggi una delle sfide più importanti per migliorare accuratezza di...
03/04/2026

Comprendere come fegato e cuore “dialogano” tra loro è oggi una delle sfide più importanti per migliorare accuratezza diagnostica e ottimizzazione degli approcci terapeutici.

Il progetto INTERACT, finanziato dal Ministero della Salute, nell'ambito della call europea ERA4Health–InterHeart 2025, vede la collaborazione di IRCCS AOM Ospedale Policlinico San Martino di Genova, nella figura del Prof. Luca Liberale della Clinica di Medicina Interna 1, con diversi partner internazionali – il laboratorio CarMeN di Inserm e gli Hospices Civils de Lyon (Francia), la Lokman Hekim University di Ankara (Turchia) e lo Slovak Academy of Sciences di Bratislava (Slovacchia), e l'Università di Würzburg (Germania) – con l’obiettivo di studiare i meccanismi che collegano la malattia epatica metabolica (MASLD) e lo scompenso cardiaco (HFpEF), due condizioni sempre più diffuse e spesso interconnesse.

Le evidenze scientifiche suggeriscono infatti che esista un vero e proprio “asse fegato-cuore”, mediato da fattori circolanti nel sangue che possono influenzare infiammazione, metabolismo e funzione cellulare. Tuttavia, la natura di questi mediatori e il loro ruolo nello sviluppo delle malattie non sono ancora completamente chiariti.

INTERACT, si propone di identificare e caratterizzare i fattori circolanti attraverso un approccio estremamente innovativo che impiega analisi biologiche ad alta tecnologia su modelli cellulari. L’obiettivo è capire se e come questi fattori contribuiscano alla progressione della malattia e se possano diventare nuovi bersagli terapeutici.

Un ulteriore aspetto centrale sarà valutare l’effetto dei trattamenti già disponibili, per comprendere se possano modulare questo “dialogo patologico” tra fegato e cuore.
I risultati attesi potrebbero aprire la strada a nuovi strumenti diagnostici, a strategie di medicina personalizzata e allo sviluppo di terapie più efficaci.

Conoscere più profondamente le connessioni tra organi significa fare un passo avanti verso una medicina di precisione sempre più integrata e capace di rispondere alla complessità delle malattie metaboliche e di fornire terapie ottimali per i pazienti.

Nonostante le migliori terapie disponibili, come abbassamento del colesterolo, controllo dell’infiammazione e angioplast...
23/03/2026

Nonostante le migliori terapie disponibili, come abbassamento del colesterolo, controllo dell’infiammazione e angioplastica tempestiva, molti pazienti che hanno avuto una sindrome coronarica acuta (ACS) restano esposti a un rischio cardiovascolare residuo.

Il gruppo di ricerca del Prof. Luca Liberale, dirigente medico dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana - Ospedale Policlinico San Martino afferente alla Clinica di Medicina Interna 1 e Professore Associato dell'Università di Genova, ha pubblicato sull’European Heart Journal, in collaborazione con partner internazionali come il Center for Molecular Cardiology dell’Università di Zurigo e l’Imperial College di Londra, un nuovo studio su una proteina chiamata JCAD, identificata come possibile fattore di questo rischio.

Analizzando oltre 5000 pazienti con sindrome coronarica acuta, è stato osservato che i pazienti con livelli più elevati di JCAD nel sangue hanno un rischio significativamente maggiore di andare incontro a nuovi eventi cardiovascolari. Questo vale anche quando il colesterolo LDL e l’infiammazione sono già trattati secondo le linee guida esistenti.

I ricercatori hanno successivamente approfondito il meccanismo biologico, rilevando che livelli elevati di JCAD sono associati a una maggiore tendenza del sangue a formare coaguli, portando a un rischio più alto di nuovi eventi cardiovascolari entro un anno. In parole più semplici: la proteina JCAD potrebbe aiutare a misurare il rischio residuo dopo un infarto.

Questi risultati aprono la strada a una migliore identificazione dei pazienti ad alto rischio e quindi allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche mirate. L’obiettivo è chiaro: ridurre ulteriormente gli eventi cardiovascolari nei pazienti che, nonostante cure ottimali, restano vulnerabili, per una cardiologia sempre più personalizzata.

Scopri di più 👉https://www.ospedalesanmartino.it/it/ricerca-scientifica/news-dalla-ricerca/il-ruolo-della-proteina-jcad-nel-rischio-cardiovascolare-residuo-dopo-sindrome-coronarica-acuta

La sclerosi multipla è una malattia che colpisce cervello e midollo spinale e interessa circa 2,9 milioni di persone nel...
20/03/2026

La sclerosi multipla è una malattia che colpisce cervello e midollo spinale e interessa circa 2,9 milioni di persone nel mondo. È causata dall’attacco del sistema immunitario alla mielina, la membrana che riveste le cellule nervose e ne consente il corretto funzionamento.

Uno studio guidato da Alice Laroni, neurologa e ricercatrice dell’IRCCS AOM - Plesso Ospedale Policlinico San Martino e dell’Università di Genova, ha messo in luce il ruolo chiave della flora intestinale nello sviluppo della malattia. Dai risultati è emerso che il butirrato, una sostanza prodotta dai batteri intestinali durante la digestione delle fibre, può rafforzare l’azione di un gruppo di cellule del sistema immunitario dette “Natural Killer” nel contrastare i processi patologici della sclerosi multipla.

I risultati, pubblicati su “Genes & Immunity” (rivista del gruppo Nature), aggiungono un tassello fondamentale alla comprensione del rapporto tra alimentazione e sistema immunitario, e rappresentano un passo avanti verso nuovi indicatori nella pratica clinica e verso l’applicazione di strategie di intervento innovative, anche legate alla dieta.

La ricerca è stata resa possibile grazie al finanziamento di AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla, attraverso la sua Fondazione FISM, e dal 5x1000 devoluto al Policlinico.

Scopri di più 👉 https://www.ospedalesanmartino.it/it/ricerca-scientifica/news-dalla-ricerca/sclerosi-multipla-dal-microbioma-un-segnale-che-riduce-l-infiammazione-e-protegge-il-sistema-nervoso.html

La medicina si muove verso modelli sempre più “gentili”, personalizzati e partecipati.La ricercatrice dell’IRCCS Azienda...
16/03/2026

La medicina si muove verso modelli sempre più “gentili”, personalizzati e partecipati.

La ricercatrice dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana - Ospedale Policlinico San Martino Alessandra Fozza, afferente all’U.O. Radioterapia Oncologica, racconta lo studio clinico EUROPA Trial, che punta a ottimizzare il trattamento post-operatorio nelle donne dai 70 anni in su affette da una forma di tumore al seno scoperta in fase precoce definita “luminale A”, a basso rischio di recidiva. L’obiettivo è capire se è possibile ridurre le terapie per incidere il meno possibile sul benessere delle pazienti, mantenendo l’efficacia nel controllo delle recidive.

I primi risultati, pubblicati su “The Lancet Oncology”, dimostrano che a due anni dall’inizio della cura le pazienti sottoposte a sola radioterapia possono manifestare una minore riduzione della qualità della vita.

A supporto della rilevanza scientifica, questi risultati sono inoltre stati inseriti nelle linee guida americane del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) 2026, contribuendo alle raccomandazioni cliniche per il trattamento del cancro al seno.

I dati attesi sull’efficacia dei trattamenti completeranno il quadro per prendere le migliori decisioni nella pratica clinica.

Scopri di più 👉 https://www.ospedalesanmartino.it/it/ricerca-scientifica/news-dalla-ricerca/verso-una-medicina-%E2%80%9Cgentile%E2%80%9D-nelle-donne-over-70-affette-da-tumore-al-seno-a-basso-rischio-i-primi-risultati-dello-studio-europa.html

Continua la nostra presentazione dei progetti di ricerca dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana - Ospedale Policli...
12/03/2026

Continua la nostra presentazione dei progetti di ricerca dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana - Ospedale Policlinico San Martino sostenuti dal Fondo Italiano della Scienza nell’ambito delle malattie neurologiche e psichiatriche.

L’obiettivo di Giulia Castellani, ricercatrice under 40 presso il Laboratorio di Neuroscienze Sperimentali, è approfondire il ruolo del sistema immunitario nello sviluppo dei disturbi dello spettro autistico.

La sua ricerca parte da un’osservazione: contrarre un’infezione nel corso del primo o del secondo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio per il nascituro di sviluppare disturbi del neurosviluppo, tra cui l’autismo.

In gravidanza accade qualcosa di paradossale: il sistema immunitario deve al contempo proteggere la gestante dalle infezioni ed essere tollerante nei confronti del feto. Un’infezione materna comporta un’attivazione immunitaria che può interferire con questo equilibrio.

L’obiettivo di Castellani è chiarire cosa avviene nel sistema immunitario della gestante e del nascituro, attraverso la caratterizzazione con avanzate tecniche sperimentali delle cellule coinvolte nella regolazione e nell’attivazione della risposta immunitaria.

È online sul nostro canale YouTube il primo video della nuova rubrica dedicata alle tecnologie avanzate presenti nel Ple...
09/03/2026

È online sul nostro canale YouTube il primo video della nuova rubrica dedicata alle tecnologie avanzate presenti nel Plesso Ospedale Policlinico San Martino dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana: “Tecnologie di ultima generazione al servizio della ricerca”.

Protagoniste di questo episodio sono le piattaforme di trascrittomica a singola cellula e spaziale, strumenti tecnologici di recente acquisizione che consentono, analizzando l’RNA, di “fotografare” il funzionamento delle cellule e di monitorarne i cambiamenti durante la malattia o dopo un trattamento, aprendo la strada a terapie sempre più personalizzate.

Guarda il video per scoprire di più 👉 https://www.youtube.com/watch?v=NwRnslr5meY

Tecnologie di ultima generazione al servizio della ricerca è la serie che racconta gli strumenti e le piattaforme tecnologiche avanzate presenti nell'Istitut...

Il cervello non si limita a registrare la realtà, ma è anche in grado di anticiparla, formulando aspettative e aggiornan...
05/03/2026

Il cervello non si limita a registrare la realtà, ma è anche in grado di anticiparla, formulando aspettative e aggiornandole quando vengono smentite. Quando questo processo si altera, il mondo può diventare imprevedibile e confuso, e anche stimoli normalmente irrilevanti possono sembrare significativi, contribuendo a originare, nel tempo, sintomi psicotici.

Per poter fornire interventi psichiatrici mirati e personalizzati è fondamentale indagare le cause di queste alterazioni prima ancora che la psicosi si manifesti. Questo è l’obiettivo di Andrea Escelsior, ricercatore della Clinica Psichiatrica all’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana – Plesso Ospedale Policlinico San Martino.

Il suo progetto, finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza, investigherà la schizofrenia e la sindrome di DiGeorge, una rara condizione genetica associata a un rischio elevato di sviluppare psicosi. Seguendo l’evoluzione dei circuiti cerebrali associati a queste condizioni il ricercatore avrà la possibilità di comprendere le alterazioni biologiche che precedono la psicosi e identificare bersagli per interventi mirati, anche grazie all’utilizzo di avanzate tecniche di neuroimaging e di stimolazione magnetica transcranica.

Si tratta del primo passo per contrastare i sintomi psicotici, associati alla schizofrenia e non solo, agendo sulle cause a livello cerebrale e non soltanto sulle manifestazioni cliniche.

Micromondi di Meraviglia: la natura riflessa nelle celluleCoda di pavoneNel sistema nervoso periferico, le cellule di Sc...
02/03/2026

Micromondi di Meraviglia: la natura riflessa nelle cellule

Coda di pavone

Nel sistema nervoso periferico, le cellule di Schwann sintetizzano la mielina, che permette la corretta funzionalità dei nervi periferici. Nell’immagine si vedono cellule di Schwann a diversi stadi di differenziamento e di maturazione, isolate da un modello animale.

Immagine fornita dalla Dott.ssa Lucilla Nobbio e dalla Dott.ssa Giovanna Capodivento

Nasce TheraCelLab: un nuovo spazio per le terapie cellulari sperimentali.Presso il Centro di Biotecnologie Avanzate dell...
25/02/2026

Nasce TheraCelLab: un nuovo spazio per le terapie cellulari sperimentali.

Presso il Centro di Biotecnologie Avanzate dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana – Plesso Ospedale Policlinico San Martino è stato inaugurato TheraCelLab, il nuovo laboratorio dedicato allo sviluppo di terapie cellulari avanzate.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Sofia nel Cuore ETS, nata per trasformare la memoria di Sofia Sacchitelli in un impatto concreto a favore della ricerca oncologica.

Nel laboratorio si lavorerà su una delle frontiere più innovative dell’immunoterapia: cellule capaci di essere ingegnerizzate per riconoscere e colpire selettivamente le cellule tumorali. Un’attenzione particolare sarà dedicata allo sviluppo di terapie allogeniche “pronte all’uso”, a partire dal sangue di cordoni ombelicali, con l’obiettivo di rendere i trattamenti più accessibili, standardizzati e rapidi.

L’obiettivo è ambizioso, ma necessario: estendere ai tumori solidi un trattamento che ha già dimostrato la sua efficacia nei tumori del sangue, aprendo nuove possibilità terapeutiche per pazienti che a oggi non dispongono di valide alternative di cura.

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https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2026/02/un-nuovo-laboratorio-di-terapie-cellulari-antitumore-dedicato-a-sofia-sacchitelli-san-martino-3f22bb95-62f2-4ba9-9e7b-fc440859a7dd.html

Indirizzo

Largo Rosanna Benzi, 10
Genova
16132

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