Bioenergetica e Società - Studi di bioenergetica, Mindfulness e classi di esercizi bioenergetici con Nicoletta Cinotti. Sede a Chiavari e a Genova e online
In questa pagina è possibile trovare articoli di approfondimento sulla mindfulness e sulla bioenergetica e suggerimenti quotidiani di pratica. Per far parte di una comunità in crescita!
23/03/2026
Mindfulness contiene la parola “mind” — mente. Potrebbe farci credere che la presenza mentale sia solo questione di pensieri.
Non è così.
C’è un passaggio che avviene nella pratica — non subito, non per tutti allo stesso modo — in cui la consapevolezza scende dalla testa al cuore. Jon Kabat-Zinn lo dice con una frase semplice: “Non c’è mindfulness che non diventi heartfulness.”
Heartfulness. La parola che mancava. La pratica del cuore.
23/03/2026
Dovremmo barattare la meditazione con la psicoterapia? Niente affatto. Neppure la psicoterapia è una soluzione. La soluzione è la consapevolezza! E la consapevolezza si sviluppa in spirali. Se si è in cerca della libertà, quello che posso affermare con sicurezza è che la pratica spirituale si sviluppa sempre secondo dei cicli. Ci sono momenti rivolti all’interno in cui è necessario il silenzio, seguiti da momenti proiettati all’esterno in cui si vivono e si integrano i conseguimenti ottenuti nel silenzio; così come ci sono momenti in cui si riceve sostegno da una relazione profonda e terapeutica con un’altra persona. Si tratta di fasi tutte ugualmente importanti della pratica. Jack Kornfield
23/03/2026
C'è un linguaggio nascosto nelle nostre relazioni. Tanto nascosto che, a volte, abbiamo bisogno di un traduttore. Neparlo anche qui in questo quaderno dedicato alle parole che curano https://www.nicolettacinotti.net/wp-content/uploads/2026/03/quaderno_le_parole_che_curano.pdf
23/03/2026
Ogni relazione ha il suo linguaggio. Con alcune persone parliamo un italiano fiorito, pieno di sfumature e sottintesi. Con altre parliamo un italiano basico, da aeroporto — soggetto, verbo, complemento, e speriamo di non essere fraintese.
Il problema non è che parliamo lingue diverse. Il problema è che crediamo di parlare la stessa lingua. E quando scopriamo che non è così — che la parola “amore” per me significa una cosa e per te un’altra, che “ho bisogno di spazio” per me è una richiesta e per te un rifiuto — il malinteso è già diventato ferita.
Nella mia esperienza clinica, la maggior parte dei conflitti relazionali non nasce dalla cattiva intenzione. Nasce dalla cattiva traduzione in parole di un’intenzione che il parlante non ha abbastanza chiarito dentro di sé. Siamo animati da buone intenzioni ma otteniamo un risultato che è connesso alle nostre difese, non alle nostre intenzioni. Le nostre emozioni non consapevoli finiscono nei nostri pensieri, e i nostri pensieri finiscono nelle nostre comunicazioni. E a quel punto il danno è fatto.
Nello stress l’altro diventa lo strumento per soddisfare la nostra necessità ineliminabile di relazione, innescando circoli viziosi anziché circoli virtuosi. Nello stesso tempo, malgrado il nostro bisogno di relazione, sperimentiamo paura dell’intimità — rischiando di passare la vita a correre tra il bisogno di compagnia e la paura di quello che la compagnia comporta.
La meditazione ci aiuta ad abitare poeticamente il mondo
22/03/2026
Pensi troppo al passato? Hai un atteggiamento fatalistico rispetto al futuro? Lo sai che questo influenza la tua salute emotiva?
Ne parlo in questa diretta che si conclude con una breve lettura della Szymborska
L'anima la si ha ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo e per sempre.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno
possono passare senza di lei.
A volte
nidifica un po' più a lungo solo in estasi e paure dell'infanzia.
A volte solo nello stupore dell'essere vecchi.
Di rado ci dà una mano in occupazioni faticose, come spostare mobili,
portare valigie
o percorrere le strade con scarpe strette.
Quando si compilano moduli e si trita la carne di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni
Partecipa a una,
e anche questo non necessariamente,
Poiché preferisce il silenzio. Da “qualche parola sull’anima “ W. Szymborska
Il martedi mattina, tre giorni dopo essere stata a Teatro Stradanuova, ci siamo ritrovate nella pratica gratuita di Mindful Aging. Eravamo cento — ma il principio era lo stesso.
Ho scelto un tema che mi sembrava necessario, quasi urgente: i cambiamenti che non abbiamo scelto.
Non quelli che pianifichiamo. Non le trasformazioni che cerchiamo nei ritiri, nei libri, nelle pratiche. Ma quelli che arrivano senza chiedere permesso — una diagnosi, una perdita, una relazione che finisce, un corpo che cambia mentre tu non guardavi. Quei cambiamenti che il sistema nervoso registra come minaccia ancora prima che la mente trovi le parole.
Ho chiesto alle partecipanti di portare l’attenzione al corpo. Non ai pensieri sul cambiamento, non alla storia — al corpo. Dove lo senti, questo cambiamento non voluto? Che forma ha? Che peso? È caldo o freddo?
C’è qualcosa di rivoluzionario in questo gesto semplice. Perché il corpo sa prima. Sempre.
Stefania l’ha detto con una precisione che mi ha colpita: il corpo anticipa le parole. Spesso sappiamo — nel petto, nello stomaco, nella tensione delle spalle — qualcosa che la mente impiega mesi a formulare. E invece di fermarci ad ascoltare quel segnale, lo acceleriamo. Lo copriamo di pensieri, di piani, di resistenza.
La pratica di Mindful aging è un invito a fare il contrario. A rallentare abbastanza da sentire.
Dopo la meditazione ci siamo divise in piccoli gruppi — dodici minuti di condivisione, il tempo giusto per dire qualcosa di vero senza perdersi. E poi ci siamo ritrovate tutte insieme.
Rosalba ha suggerito un passaggio del libro — La gioia ribelle — che l’aveva colpita. Questo è uno degli effetti dello stormo: le mie parole, passate attraverso un’altra, tornano trasformate. Non riconoscevo il sottotitolo che avevo dato a quel brano
in questo articolo trovi la meditazione registrata “Il cambiamento che non vogliamo “ Oppure puoi unirti allo stormo di gioia ribelle, per la pratica gratuita delle 8 su zoom
id riunione 824 7396 1147 PASSCODE 052197
l’articolo completo qui https://open.substack.com/pub/nicolettacinotti/p/diventare-stormo-e-i-cambiamenti?r=11etvw&utm_medium=ios
22/03/2026
Il sonno relazionale
La mindfulness nasce come pratica individuale. Tu, il cuscino, il respiro. Ma poi torni nel mondo — e nel mondo ci sono le relazioni.
Le relazioni sono la sfera più dinamica della nostra vita. E anche quella dove dormiamo di più. Ripetiamo vecchi errori, modalità dolorose, reazioni automatiche — senza nemmeno accorgercene. Una specie di sonno relazionale.
La Mindfulness Interpersonale ti sveglia. Non da sola — insieme a qualcuno. Perché per cambiare il modo in cui ti relazioni hai bisogno di un interlocutore.
E tu, in quale relazione stai dormendo?
✅Il paradosso dell'accettazione
Quando parliamo di accettazione in terapia, vedo spesso nei miei pazienti quello stesso sguardo: una miscela di diffidenza e resistenza. "Dottoressa, ma se accetto, non significa che mi rassegno? Non è un invito alla passività?"
Questo malinteso è così diffuso che merita di essere affrontato subito, con chiarezza: l'accettazione non è rassegnazione. È esattamente l'opposto.
✅Un approfondimento nella NL di domani!
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Ho iniziato molti anni fa il mio percorso professionale come psicoterapeuta bioenergetica. Poi, in un momento di cambiamento personale e professionale mi sono avvicinata alla Mindfulness. Meditavo da quando avevo vent’anni ma non avevo mai pensato di portare la meditazione nel mio lavoro. In quel momento invece mi è sembrato indispensabile che ne diventasse parte. Ho fatto inizialmente la formazione negli Stati Uniti con Zindel Segal, uno degli ideatori del Protocollo MBCT e poi sono diventata Mindfulness Teacher con il Center for Mindfulness e il Centro Italiano studi Mindfulness- Mondo Mindful. E, nel 2013 sono stata nel primo gruppo di istruttori che si è formato, sempre negli Stati Uniti, per il Protocollo di Mindfulness Interpersonale.
Così ho iniziato ad integrare mindfulness e bioenergetica. A volte, dentro di me lo definisco come l’incontro di acqua dolce e salata: il punto in cui il fiume incontra il mare e non si distingue più cos’è l’uno e cos’è l’altro: per me è una passione che curo con costanza.
In questa pagina puoi trovare articoli di approfondimento sulla mindfulness e sulla bioenergetica e suggerimenti quotidiani di pratica. Sono le riflessioni del mio percorso che amo condividere: non mi piace tenerli chiusi in una cartella del mio computer. Coltivo quello che amo condividendo anche interventi di altre persone. Credo nella cultura della condivisione e non in quella del copia e incolla. Iscriviti alla pagina per far parte di una comunità in crescita!