07/05/2026
A volte la vita non ti avvisa.
Arriva. Ti colpisce. Ti cambia per sempre. Ti toglie certezze, abitudini, normalità.
Ti costringe a guardarti allo specchio e a chiederti: Adesso chi sono?”
Alex Zanardi è stato questo. Molto più di un campione. Molto più di un pilota.
Molto più di una medaglia. È stato una lezione vivente di coraggio.
Ha perso le gambe. Ha affrontato un dolore che avrebbe spezzato chiunque. Ha visto la vita cambiare regole senza chiedere permesso.
Eppure non ha mai perso il sorriso. Non ha mai perso la dignità.
Non ha mai perso la voglia di andare avanti.
Come canta Roberto Vecchioni, ci ha insegnato a volare. Ci ha insegnato che si cade, ma ci si rialza. Sempre.
Che il volo non è assenza di paura, ma il coraggio di attraversarla.
Da coach, credo che Zanardi ci lasci una delle lezioni più profonde: la resilienza non è resistere.
È scegliere di vivere ancora, anche quando la vita ti cambia le regole.
La vera forza non è controllare tutto. È restare presenti quando tutto sembra crollare.
È trasformare una ferita in una direzione.
È smettere di chiedersi “Perché proprio a me?”e iniziare a domandarsi “E adesso, chi voglio essere?”
Alex Zanardi ci ha mostrato che il limite, molto spesso, non è nel corpo. È nella mente di chi smette di credere.
Grazie Alex. Per averci ricordato che la forza più grande non è vincere.
È rialzarsi.
Ogni volta.
Con il sorriso.
Con dignità.
Con coraggio.