12/03/2026
La UILDM da anni è attivamente coinvolta nelle discussioni a livello nazionale per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiari, partecipando ai tavoli tecnici istituiti presso il Ministero delle Disabilità, in particolar modo quello creato nel 2024 dal Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, insieme al Ministro del Lavoro, Marina Calderone.
Da sempre si sottolinea che la definizione del ruolo del caregiver sia in evoluzione e di quanto esso sia fondamentale per garantire la qualità della vita, sia delle persone con disabilità sia di chi se ne prende cura: tuttavia, ancora oggi è necessario ribadire e pretendere che non debba essere un sostituto dello Stato, bensì una figura supportata da politiche pubbliche adeguate, che sceglie di assistere un proprio caro e non è costretta a farlo.
L'obiettivo, dunque, è ottenere un vero riconoscimento formale e tutele adeguate, distanti dal risultato raggiunto con il disegno di legge che prevede un contributo economico fino a 400 euro al mese per caregiver conviventi con carichi assistenziali elevati, che di fatto esclude una larga platea di persone e non soddisfa le istanze generali.
Per questo, oltre a partecipare ai tavoli nazionali e a sostenere iniziative come il "Manifesto-Appello per una Legge inclusiva ed equa per i caregiver", promossa da diverse organizzazioni, oggi come UILDM GENOVA siamo impegnati con i nostri rappresentanti nel discutere anche all'interno di un tavolo interno (composto dalla nostra DN e le diverse sezioni Uildm) le possibili istanze e tutele su cui non è più possibile derogare, in ambito giuridico, socioculturale, economico e di welfare.
E' un percorso congiunto e determinato per chiedere con forza al Parlamento e al Governo una Legge Nazionale sul Caregiver che riconosca, sostenga e valorizzi il ruolo insostituibile di chi si prende cura ogni giorno di persone con malattie neuromuscolari e disabilità gravissime: una legge che nasca dal vissuto delle famiglie, non sopra di esso.
Una legge che non dia solo un sostegno economico strutturale e duraturo, ma preveda anche contributi previdenziali e tutele assicurative, accesso a percorsi di formazione e servizi di sollievo e soprattutto l'omogeneità nazionale nell'esigibilità dei servizi, che è uno dei punti più critici che un'associazione capillare come la nostra riscontra ancora nel 2026.
Continueremo a lottare per voi e con voi su questa tema, ma come sempre è importante l'attenzione e il sostegno di tutti, perchè solo uniti si vince e si compiono veri passi avanti nel percorso dei diritti e della costruzione di una comunità più giusta e solidale.
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