Parrocchia di Santa Caterina VM in Begato

Parrocchia di Santa Caterina VM in Begato PARROCCHIA DI SANTA CATERINA V.M. BEGATO
Piazza Don Mantero, 1- 16159 Genova Stefano Durazzo sotto il titolo di S. Caterina e S. Giovanni Battista.

La chiesa di Begato, dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, è citata per la prima volta in un documento notarile del 1514, in cui cinque cittadini delle famiglie Santamaria, Massardo, Pozzolo e Ponte commissionarono un quadro raffigurante Santa Caterina d'Alessandria al pittore Francesco da Cremona; in una bolla papale del 1519 è indicata come dipendente dalla parrocchia di S.Stefano di Zemignan

o (ora Geminiano) e tale rimase fino al 1639, anno in cui fu eretta in parrocchia dal card. Sempre nel Seicento fu ricostruita e successivamente subì gravi danni e saccheggi nel corso degli avvenimenti bellici del 1746-1747 (Guerra di successione austriaca) e nel 1800 (quando fu colpita da un cannoneggiamento dei francesi) che la ridussero ad uno stato di degrado tale da rendere necessaria una nuova ricostruzione. I lavori ebbero inizio però solo nel 1879, grazie ai contributi di alcuni ricchi benefattori ed al lavoro manuale di numerosi parrocchiani. Nel 1890 fu eretto il campanile. La nuova chiesa fu consacrata il 4 giugno 1893 da mons. Fortunato Vinelli, vescovo di Chiavari. La chiesa, a navata unica, ha sette altari; vi sono conservate tele di Giacomo Beni (San Giovanni della Croce e S. Giovanni della Croce in preghiera della Madonna del Carmelo) e Gioacchino Assereto (Agonia di Santa Monica), oltre ad un antico pulpito proveniente dallo scomparso ospedale di San Biagio del Borghetto.

Ben volentieri posto la locandina della festa di S. Maria Ausiliatrice e S. Croce
05/05/2026

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23/04/2026
Dov'è  ca**tà  e amore, qui c'è Dio
02/04/2026

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Oggi è festa dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine .Le Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato rinnov...
25/03/2026

Oggi è festa dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine .
Le Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato rinnovano i Voti: di obbedienza, castità e povertà. SI al Signore per sempre come MARIA.
(G.P.Schiroli)
Con questo pensiero di Gian Paolo, uno dei Ma. Gi. più affezionati ed autorevoli, invito tutti noi ad elevare un pensiero di gratitudine per le Suore che ogni giorno rendono vera e concreta la loro promessa di amore al Signore nelle persone vicine e lontane. Accompagnamole con la preghiera e con l'aiuto concreto.
Per chi volesse saperne di più sulla Congregazione e sulla loro Fondatrice:

Fondatrice dell’Istituto delle Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, con il suo stile di vita profetico, trovò resistenze nel ...

24/03/2026

Pubblico il messaggio per la Quaresima di papa Leone XIV. Buon cammino!

Ascoltare e digiunare.

La Quaresima come tempo di conversione

Cari fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine
materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra
vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda
tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.
Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo
raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è
un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di
ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per
questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per
prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di
seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme,
dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.
Ascoltare
Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo,
sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto,
poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si
manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.
Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che
l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la
miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7).
L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di
liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè,
inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti inÈ un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri
che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola
nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte
voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre
Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla
sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare
in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi
istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che
«la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia
dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre
società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la
Chiesa». [1]
Digiunare
Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una
pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio.
L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e
insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge
il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che
riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a
discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la
sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché
si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.
Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione
tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa
custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita
terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma
esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di
questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono
tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio
dilata l’anima, ne aumenta la capacità». [2] Il digiuno, compreso in
questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di
purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo
tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.

Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e
rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre
vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato
nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi
non sa nutrirsi della Parola di Dio». [3] In quanto segno visibile del
nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al
peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di
privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché
«solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana». [4]
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta
e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e
feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio,
rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar
male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie.
Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la
gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social
media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle
comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a
parole di speranza e di pace.
Insieme
Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria
dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la
Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio,
quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per
ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il
digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in
modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).
Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi
ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in
Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola
di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma
della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del
singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la
capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che
orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia
nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.
Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più
attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di
un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le
parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E
impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il
grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di
liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a
edificare la civiltà dell’amore.
Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.
Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.
LEONE PP. XIV

[1] Esort. ap. Dilexi te (4 ottobre 2025), 9.
[2] S. Agostino, L’utilità del digiuno, 1, 1.
[3] Benedetto XVI, Catechesi (9 marzo 2011).
[4] S. Paolo VI, Catechesi (8 febbraio 1978).

Siamo tutti invitati!
22/03/2026

Siamo tutti invitati!

Indirizzo

Piazza Don Mantero, 1
Genova
16159

Orario di apertura

09:00 - 11:00

Telefono

+393343463725

Sito Web

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