Maria Vittoria Salimbeni, Psicologa Psicoterapeuta ~ Psicosintesi ~ Psicologia Transpersonale ~ Meditazione e Mindfulness
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25/03/2026
“Non tutti i silenzi sono uguali.
Come, grazie alla consapevolezza del vivere, si diventa sensibili alla luce, alle diverse sfumature di luce in diversi luoghi, in differenti momenti della giornata e delle stagioni, cosí si colgono miriadi di sfumature nei silenzi nostri e altrui, silenzi umani, silenzi degli animali, degli alberi, silenzi minerali.
Il silenzio non è tacere né mettere a tacere, è un invito, è stare in compagnia di qualcosa di tenero e avvolgente, dove tutto è già stato detto. Il silenzio sorride.
Caro silenzio, aiutami a non parlare di te, aiutami ad abitarti.
Addestrami. Disarmami. Tu mi insegni a parlare. Eccomi, mi lascio rapire. Non lascio niente a casa, niente di intentato.
Ci sono. In te.
Arte del congedo per ritrovare.
Arte dell’a-capo che insegna a lasciarsi scrivere. Il silenzio semina. Le parole raccolgono.
Se non hai mai meditato,
potresti pensare che significhi “svuotare la mente”… ma in realtà non è proprio così…
Durante la meditazione puoi vivere esperienze diverse:
✨ una piacevole sensazione di calma
✨ un leggero senso di benessere
✨ oppure sonnolenza, se il corpo è stanco
A volte emergono anche emozioni meno piacevoli o sensazioni un po’ difficili… ed è del tutto naturale.
Molti notano che la mente sembra accelerare.
In realtà, è la tua consapevolezza che si sposta, permettendoti finalmente di osservare la normale velocità dei pensieri.
Possono comparire immagini, suoni interiori o nuove sensazioni nel corpo… ed è normale che tutto questo affascini.
Ma il cuore della meditazione non è inseguire queste esperienze.
👉 È osservarle, accoglierle… e lasciarle andare,
ricordando che tu non sei ciò che passa…
ma lo spazio consapevole che osserva tutto questo.
🌸Fermati. Respira. E semplicemente… osserva con amore.
14/03/2026
Quiete nel cuore.
Come le acque della Yamuna all’alba, quando il mondo ancora sussurra.
Chiudo gli occhi e ascolto il silenzio che vive dentro di me.
La meditazione non è fuga, è ritorno.
Ritorno alla sorgente,
al respiro che mi attraversa,
a quella parte di me che non ha fretta, non ha paura.
E nel cuore nasce una pace semplice,
antica come il fiume,
profonda come l’anima.
Un momento per riposare nel 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼, ascoltare ciò che emerge dentro di noi e lasciare che la consapevolezza fiorisca in 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 verso sé e verso gli altri.
🏡 La sala è raccolta e accogliente, quindi 𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶.
🤝 Contribuisci secondo le tue possibilità, per sostenere lo spazio, la pratica e l’accessibilità a tutte e tutti.
A volte la differenza 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗶𝗻 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼, ma in 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗼 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗶. ✨
Un antico racconto narra di tre tagliapietre che lavoravano alla costruzione di una grande cattedrale.
A ciascuno venne chiesto: “Che cosa stai facendo?”
Il primo rispose:
“Sto tagliando queste pietre.”
Il secondo disse:
“Mi sto guadagnando da vivere.”
Il terzo alzò lo sguardo, con una luce silenziosa negli occhi:
“Sto costruendo una cattedrale.”
Tre gesti identici.
Tre modi diversi di abitare la vita.
Anche noi, ogni giorno, compiamo gesti semplici.
Laviamo, riordiniamo, lavoriamo, ascoltiamo, accompagniamo chi amiamo.
Eppure, nel cuore di questi gesti ordinari, 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝘀𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼.🌿
Quando portiamo presenza,
quando lasciamo che ogni azione sia attraversata da 𝗰𝘂𝗿𝗮,
𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
il quotidiano si trasforma lentamente.
E ogni gesto, anche il più piccolo, diventa come una preghiera silenziosa offerta alla vita. 💫
La meditazione e il lavoro interiore ci aiutano proprio a ricordarlo:
che 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗶 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗲𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗼𝘀𝗼 𝗱𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗴𝗶𝗿𝗲, ricordandoci che siamo anime che fanno esperienza della vita.
E quando tocchiamo quel luogo, anche per un istante,
le nostre giornate non sono più solo successioni di compiti.
Diventano un cammino di presenza, di amore e di consapevolezza.
Forse oggi non stai solo vivendo la tua giornata.
Forse, respiro dopo respiro, pietra dopo pietra,
𝘀𝘁𝗮𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗰𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲. ❤️🙏🏽🧘🏽♀️
18/02/2026
Radhakund 🌊 📿
Le sue acque silenziose custodiscono il segreto dell’abbandono totale. Ogni piccola onda sussurra il nome di Radha, come una preghiera ardente.
È il luogo dove il cuore si scioglie,
dove la devozione diventa lacrima, canto, carezza invisibile.
Sedersi sulle sue rive significa entrare in un silenzio pieno d’amore.
Sedersi lì — anche solo con l’immaginazione —
è lasciare che qualcosa si sciolga:
le tensioni, le paure, il bisogno di essere altro.
Consapevolezza amorevole è restare, ascoltare, non giudicare.
Offrire ciò che siamo, così come siamo.
Forse la vera guarigione è proprio questo:
un cuore che si apre, sente, e sceglie di amare.
02/02/2026
A Vrindavan l’amore non si spiega.
Si respira. 🌸
Cammini tra polvere sacra e canti antichi, e ti accorgi che non sei solo un corpo che attraversa una strada… sei un’anima che sta ricordando chi è.
Qui l’amore non è possesso.
È presenza.
È servizio.
È uno sguardo che non chiede nulla, ma dona tutto.
Dicono che quando vivi nella coscienza dell’anima,
ogni incontro diventa sacro.
Ogni parola diventa preghiera.
Ogni gesto diventa devozione.
Vrindavan non è solo un luogo.
È uno stato dell’essere.
È casa.
02/02/2026
Grazie ☺️♥️
07/12/2025
Per anni ci è stato insegnato che per “valere” dobbiamo migliorare senza sosta, performare di più, superarci e spesso superare gli altri. L’autostima è diventata un capitale personale da accumulare: risultati, competenze e riconoscimenti sembrano definire chi siamo.
Questa corsa all’autostima nasconde un rischio profondo: trasformare il valore umano in qualcosa da dimostrare...
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Per anni ci è stato insegnato che per “valere” dobbiamo migliorare senza sosta, performare di più, superarci e spesso superare gli altri. L’autostima è diventata un capitale personale da accumulare…
22/11/2025
❤️ LOVE IN ACTION ❤️
Vi aspettiamo martedì alle 20:15 nel nostro spazio dedicato alla : un momento di silenzio, presenza e apertura del cuore.
🕊️ 𝗜 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗩𝗲𝗿𝗲𝗶𝗻 𝗣𝗿𝗲𝗺 𝗣𝗿𝗮𝘀𝗮𝗱, che ogni giorno a Vrindavan, in India, offre un pasto caldo a chi ne ha più bisogno.
Distribuire cibo è amore che si fa gesto, nutrimento per il corpo e per l’anima.
Molte tradizioni spirituali ci invitano a vedere il corpo come “transitorio” e a trascendere la dimensione materiale per scoprire la nostra vera natura. La psicoterapia, invece, ci insegna che le nostre ferite e i nostri traumi si curano abitando il corpo, ascoltando emozioni e sensazioni.
A prima vista sembra un paradosso: dobbiamo lasciare il corpo o entrarci?
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Psicologa e Psicoterapeuta, Specializzata in Psicosintesi Terapeutica, vivo e lavoro a Genova.
Ho incontrato la Psicosintesi a Firenze nel 2009 grazie al fortunato incontro con il Prof. Massimo Rosselli, allievo di Roberto Assagioli (fondatore della Psicosintesi).
In questi anni di Psicosintesi ho sempre più compreso quanto la psicoterapia sia una cura dell'anima, paragonabile ad un viaggio alla scoperta di nuovi mondi, in cui esplorare le terre dei propri bisogni, della fiducia in se stessi, delle proprie aspirazioni.
Nel 2013 ho intrapreso una formazione in Tango-Terapia con il Dr. Federico Trossero, medico e psichiatra dell’Ospedale Provinciale di Rosario in Argentina, in cui il tango viene utilizzato come chiave d’accesso alle profondità di individualità complesse, con la possibilità di introdurre nuovi elementi di cura.
Il Metodo utilizzato...
All’interno del metodo Trossero, ho integrato specifiche pratiche di consapevolezza della Psicosintesi, della Mindfulness, tecniche corporee ed energetiche, creando un approccio integrato e olistico di Tango-Terapia.
Con il termine Terapia, intendo una cura globale dell’essere umano, che comprenda tutta la sua complessità: esplorazione dei blocchi somatici, consapevolezza delle emozioni, coscienza dei propri automatismi mentali, capacità di instaurare relazioni positive, aspetti transpersonali che riguardano l’essenza più profonda del proprio essere.
Quali gli aspetti del Tango possono diventare Terapeutici?
Relazione- Presenza- Consapevolezza
Il tango è relazione poiché obbliga a stare con l’altro e, di conseguenza a stare con con se stessi. Per questo motivo, esso può diventare una via di accesso, semplice e diretta alla propria interiorità, rivelando le dinamiche all’interno del rapporto con l’altro.
L’incontro tra due individui, in realtà è un incontro tra più parti dell’uno e dell’altro, che possono accordarsi o scontrarsi nel contatto.
Ballare il tango significa trovare un giusto equilibrio interiore tra la capacità di relazionarsi all’altro ed il mantenimento della propria unicità. Si tratta di realizzare un Noi condiviso, in cui ciascun Io è autonomo.