18/03/2026
1) i professionisti che riprendono le sedute pur nel rispetto della privacy del paziente (minore o adulto che sia) e le buttano sui social per divulgare (ed ingrossare il proprio io).
Il setting , non solo terapeutico, ha un valore; e’ un passo a due dove non può esserci spazio per il terzo incomodo. Il sapere di essere video ripreso ha un peso per entrambi gli attori in scena. Peso che grava, inevitabilmente ed inesorabilmente, sulla terapia, sul trattamento, sulla relazione. E no, non e’ lo stesso.
2) i video che riprendono parti di lavoro come se non ci fosse una telecamera che sappiamo perfettamente esserci. Ma qual’e’ il confine? Io mi sono posta questa domanda perché alle volte ho provato a valicarlo anche io; ho pensato che seguire le logiche del pubblicare qualcosa potesse favorire la mia visibilità. Un tranello della mente. Perché sicuramente quella e’ la strada migliore per stare qui sopra ma il senso? Diventare protagonisti di un canale pubblicitario? Mostrare una realtà fittizia? Nel momento in cui ti riprendi mentre scrivi al pc non sei più tu. Ma tu e la tua consapevolezza di creare un contenuto. E io proprio no.
3) gli “stay tuned”…”sta arrivando una bomba che per ora non posso dirvi ma vi farà impazzire…”… capisco sia il piano editoriale perfetto per solleticare la curiosità sostenendo l’attesa e preparando a cose mai viste prima. Ma l’alone di mistero non fa per me; le dinamiche di marketing ottimamente confezionato sfuggono alla mia adesione. E’ giusto per tutti. Non me la sentirò mai addosso. E spoiler generalmente, salvo per alcuni professionisti eccellenti, e’ un flop.
4) seguire il trend del momento. Avete presente quanti post sono usciti con la frase “che fastidio” di sanremese natura? Ma perché? Cavalcare l’onda con contenuti sovrapponibili non e’ divertente, né innovativo e’ tremendamente noioso.
5) “e per voi? “Scrivetelo nei commenti”; “metti like alla mia pagina”. Ma che due p***e. Sappiamo tutti che i commenti alzano la visibilità del video di turno. Ma perché richiederlo nascondendo un falso interesse. E ci sono cascata anche io, sia chiaro. Ci sono cascata sapendo di vestirmi di un abito non mio. Anche basta per me.