08/02/2026
In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, i dati UNICEF ci restituiscono un quadro che richiede attenzione e responsabilità condivisa. In Italia, circa il 37% di bambini e adolescenti è esposto a messaggi di odio online e oltre il 34% entra in contatto con immagini cruente e violente. Per questo UNICEF promuove la campagna “Rompi il silenzio, ferma il bullismo”, che richiama l’importanza di riconoscere e contrastare il fenomeno.
Secondo il Report UNICEF La condizione dell’infanzia nell’Unione Europea 2024, circa un bambino su tre di 10 anni non è in grado di valutare l’affidabilità di un sito web. Un’indagine condotta in 15 Paesi UE mostra inoltre che circa il 10% dei minori tra i 9 e i 16 anni ha subito episodi di cyberbullismo almeno una volta al mese nell’ultimo anno. Tra i ragazzi dai 12 ai 16 anni, una percentuale compresa tra l’8% e il 17% riferisce di aver visto contenuti dannosi online, mentre il 13% dichiara di aver ricevuto richieste sessuali indesiderate.
Il cyberbullismo rappresenta la declinazione digitale di un fenomeno più ampio e noto come bullismo, caratterizzato da comportamenti violenti e intimidatori, verbali, fisici o relazionali, agiti da singoli o gruppi ai danni di una vittima, spesso in contesto scolastico. Le tecnologie digitali amplificano oggi queste dinamiche, rendendo possibile la persecuzione in ogni momento attraverso messaggi, immagini e video offensivi diffusi via smartphone, social network e piattaforme online.
Affrontare bullismo e cyberbullismo significa investire in prevenzione, educazione digitale, ascolto e supporto psicologico, promuovendo contesti sicuri in cui bambini e adolescenti possano sviluppare competenze emotive, relazionali e critiche per riconoscere, contrastare e segnalare la violenza, online e offline.