10/03/2026
Anche quando l’alimentazione è adeguata,
anche quando gli esami sono nella norma,
anche quando il peso è stabile
e l’attività fisica è presente,
la sedentarietà prolungata resta un fattore di rischio autonomo.
Stare seduti molte ore consecutive è associato a:
• peggior regolazione metabolica e glicemica
• aumento dell’infiammazione cronica di basso grado
• riduzione della motilità intestinale
• calo della vigilanza e della concentrazione
• ridotto stimolo meccanico su osso e articolazioni
• progressiva riduzione della capacità funzionale nella vita quotidiana
Questo non è un elenco esaustivo.
Molti altri processi fisiologici vengono influenzati negativamente dalla sedentarietà.
E questi effetti non vengono annullati da una singola sessione di allenamento nella giornata.
Per questo le linee guida internazionali raccomandano di interrompere regolarmente il tempo trascorso seduti, introducendo pause attive:
✓ ogni 30–60 minuti
✓ anche brevi
✓ anche a bassa intensità
Alzarsi, camminare pochi minuti, cambiare postura, muovere le articolazioni.
Non è allenamento.
È igiene fisiologica.
La prevenzione non passa solo da cosa facciamo un’ora al giorno.
Passa anche da come distribuiamo il movimento nelle altre 23 ore.
Fonti essenziali:
World Health Organization. WHO Guidelines on Physical Activity and Sedentary Behaviour. 2020.
The Lancet – Ekelund U. et al. Does physical activity attenuate the association between sitting time and mortality? 2016.
BMJ – Ekelund U. et al. Dose-response associations between accelerometry measured physical activity and sedentary time and all-cause mortality. 2019.
Annals of Internal Medicine – Biswas A. et al. Sedentary time and its association with risk for disease incidence, mortality, and hospitalization. 2015.
Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism – Tremblay M.S. et al. Sedentary Behavior Research Network terminology consensus project. 2017.