Ayurveda & Kobido

Ayurveda & Kobido Operatrice e Massaggiatrice Olistica , Ayurveda , Massaggio al Viso Kobido e Chelazione Aura

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28/04/2026

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La casa tace.
Il telefono è l'unica luce che resta.
Non chiudere ancora.
Stamattina ti ho raccontato di Ōishi.
Di come ha sopportato calci e sputi per due anni senza reagire.
Dopo ti ho portato nel dojo, in quel silenzio che non aspetta — che raccoglie.
Ora è notte. E la notte ha una regola ferrea: non perdona i falsi.

C'era un tempo in cui il samurai, prima di dormire, ripuliva la sua spada.
Non la gettava in un angolo.
La oliava.
La guardava.
La riponeva con la guardia rivolta verso il proprio cuore.
Non per superstizione.
Perché la fine della giornata era un esame silenzioso.
La lama rifletteva ciò che la bocca non diceva: oggi ho estratto questa spada per scelta, o per rabbia?
Tu non hai una spada accanto al cuscino.
Ma hai una lingua.
Hai messaggi inviati.
Parole trattenute.
Sguardi che hai scelto di non lanciare.
Rabbia che hai lasciato in sospeso.

Stasera, mentre tutto rallenta, nel buio tra te e il soffitto, fatti questa domanda. Non a voce alta. Falla nel silenzio.
Quante volte hai scelto invece di reagire?
Contale. Non c'è voto. Non c'è giudizio.
Ma se ne trovi anche una sola — quella in cui il sangue ti urlava nelle tempie e tu hai aspettato, respirato, e hai scelto — quella è la tua lama riposta bene.
Quella è la prova che oggi, in un mondo che premia chi colpisce per primo, tu hai scelto di colpire nel punto giusto: dentro di te.
Anche una sola è abbastanza.
Forse è già tutto.
Scrivi qui sotto il numero.
O una parola. "Una." "Due." "Zero."
Non importa.
Lo scrivi per chiudere il cerchio di questa giornata.
Non per me. Per te.

Domani ci sarò di nuovo.
Ma stasera, per questo attimo, siamo solo noi e il buio.
Buonanotte, guerriero invisibile.
— Yukisogna ⚔️

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15/03/2026

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Domenica 15 Marzo 2026
C'è una storia che il buddhismo racconta con un'immagine semplice.
Siddharta stava meditando sulla riva di un fiume.
Aveva digiunato per settimane — pelle sulle ossa, respiro appena percettibile.
Credeva che la verità si trovasse nella privazione assoluta.
Un musicista passò in barca.
Lo sentì accordare il suo strumento.
Una corda troppo tesa — si spezza.
Una corda troppo lenta — non suona.
Solo la tensione giusta produce musica.
Siddharta aprì gli occhi.
Mangiò.
E capì qualcosa che sei anni di ascetismo non gli avevano insegnato.
中道 — Chūdō.
La Via di Mezzo.
Non un compromesso tra due estremi.
Qualcosa di più preciso.
La tensione giusta.
Il punto in cui la disciplina non diventa rigidità
e la libertà non diventa dispersione.
Il musicista sulla barca non stava insegnando filosofia.
Stava semplicemente accordando uno strumento.
Questa settimana si avvicina all’equinozio.
Venerdì 20 marzo.
Il momento in cui luce e buio si equivalgono perfettamente.
Non una metafora — astronomia.
Il sole sorge esattamente a est.
Tramonta esattamente a ovest.
Dodici ore di luce.
Dodici ore di buio.
Per un giorno solo la bilancia è in equilibrio.
Poi si inclina di nuovo.
Quel momento non è vuoto.
È il momento di massima potenzialità.
Come una corda accordata
prima che la nota venga suonata.
里の子は
みな卒塔婆かな
盆踊り
Sato no ko wa
mina sotoba kana
bon odori
I bambini del villaggio —
tutti come piccole stele votive
nella danza del Bon.
— Ryōkan (1758–1831)
Ryōkan viveva in una piccola capanna sul Monte Kugami.
Possedeva quasi nulla.
Una ciotola per mendicare.
Un bastone da monaco.
E la luna sopra il tetto.
Passava il tempo a scrivere poesie e a giocare con i bambini del villaggio.
Questo haiku lo scrisse durante il Bon Odori, la danza dei morti.
I bambini che ballano sembrano piccole stele commemorative.
Eppure non c'è tristezza.
C'è qualcosa di più semplice.
La vita e la memoria nello stesso gesto.
La festa e il rito nello stesso movimento.
La Via di Mezzo non è sempre silenziosa.
A volte balla.
La corda accordata
non fa rumore.
Ma è pronta.
🌿 ⛩️ 🌸
Yukisogna




#中道





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10/03/2026

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Martedì 10 Marzo 2026
In Giappone esiste un animale che più invecchia più diventa pericoloso.
Non per la forza. Per la conoscenza.
狐 — Kitsune.
La volpe.
Nella tradizione giapponese, ogni cento anni di vita una volpe sviluppa una nuova coda. Una volpe giovane ne ha una sola — è ancora imprevedibile, ancora impulsiva, ancora capace di errori. Una volpe antica ne ha nove — ed è qualcosa di completamente diverso. Non più animale, non ancora divinità. Qualcosa nel mezzo, in quel territorio liminale in cui il Giappone è sempre stato più a suo agio dell'Occidente.
La volpe a nove code — 九尾の狐, kyūbi no kitsune — non si avvicina più agli esseri umani per curiosità o per fame. Si avvicina perché ha deciso di farlo. E quella distinzione cambia tutto.
C'è qualcosa che il Kitsune sa e che gli esseri umani faticano ad accettare.
L'intelligenza accumulata nel tempo non rende più buoni. Rende più precisi. La volpe che ha vissuto mille anni non è più saggia nel senso morale del termine — è più consapevole. Sa cosa vuoi prima che tu lo sappia. Sa cosa temi prima che tu lo ammetta. Sa dove stai andando prima che tu abbia scelto la strada.
Questa conoscenza può essere usata per proteggere.
O per ingannare.
Il Kitsune sceglie — e non sempre è chiaro quale delle due stia facendo finché non è troppo tardi per fare la differenza.
Alcune persone incontrano un Kitsune e non lo riconoscono mai.
Vedono una volpe, o una donna, o un vecchio al bordo della strada, e continuano a camminare. La vita va avanti come sempre. Forse è andata bene. Forse non era un Kitsune. Forse era un Kitsune e non aveva niente di interessante da fare con loro.
Altre persone lo riconoscono — in quel momento preciso in cui qualcosa non torna, in cui l'incontro è troppo perfetto o troppo strano per essere casuale. E non lo dicono. Perché dire di aver incontrato un Kitsune è dire di essere stati visti da qualcosa che vede tutto.
Chi sa, sa.
Kitsune no
yomeiri suru ya
hana no ame
狐の 嫁入りするや 花の雨
Le nozze della volpe —
pioggia mentre splende il sole,
fiori nell'aria.
— haiku tradizionale stagionale
Il kitsune no yomeiri — il matrimonio della volpe — è il termine giapponese per il sole che splende mentre piove. In Occidente lo chiamiamo pioggia di sole, o matrimonio di volpe a seconda della regione. In Giappone quella coincidenza meteorologica ha un nome preciso e un significato preciso: è il momento in cui i Kitsune si sposano, quando le condizioni naturali si contraddicono abbastanza da creare uno spazio in cui esistono.
Quando vedi la pioggia sotto il sole — guarda intorno.
💡 Tre gesti da portare con te oggi:
Oggi, se qualcosa ti sembra troppo perfetto per essere casuale — fermati un secondo. Non perché sia necessariamente un inganno. Ma perché le cose troppo perfette meritano uno sguardo in più.
Pensa a qualcuno nella tua vita che sa sempre cosa stai per dire prima che tu lo dica. Non è un Kitsune — o forse lo è, nel senso più umano del termine.
Se oggi piove con il sole — smetti quello che stai facendo per trenta secondi. È il minimo che si deve a un matrimonio di volpi.
✦ Curiosità
In Giappone ci sono oltre 30.000 santuari dedicati a Inari — il kami del riso, della fertilità e del commercio. Il Kitsune è il messaggero di Inari: ogni santuario Inari ha almeno due statue di volpe, bianche, agli ingressi. Le più famose sono a Fushimi Inari a Kyoto — dove migliaia di torii arancioni si snodano per quattro chilometri sulla montagna, con volpi di pietra agli incroci.
Le statue hanno sempre in bocca qualcosa: una chiave, una spiga di riso, un gioiello, un rotolo. Ognuno di questi oggetti è un tipo diverso di conoscenza che il Kitsune custodisce. La chiave apre qualcosa. Il rotolo contiene qualcosa. Il gioiello vale qualcosa. Solo la volpe sa cosa.
Non tutte le volpi si mostrano.
Non tutti quelli che si mostrano sono volpi.
La differenza — dicono — si vede negli occhi.
Ma solo dopo.
🦊 ⛩️ 🌸
#狐

15/06/2025

Oggi "Donne Sapienti " In Villa Duchessa di Galliera

14 -15 Giugno 2025 Villa Duchessa di Galliera Vi aspetto 🌺
14/06/2025

14 -15 Giugno 2025 Villa Duchessa di Galliera

Vi aspetto 🌺

25/03/2025
08/03/2025




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