Dott.ssa Martina Biggi - Psicologa e Psicoterapeuta a Genova

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Dott.ssa Martina Biggi - Psicologa e Psicoterapeuta a Genova Dottoressa Martina Biggi
Psicologa e Psicoterapeuta
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Liguri

03/05/2023

☀️Tolstoj diceva che «annoiarsi significa desiderare».
Il fatto che un bambino non si sappia annoiare di solito è sintomo che è iperstimolato.
Non dimentichiamoci che la noia è il preambolo dello stupore. Se li lasciamo annoiare, inizieranno a cercarsi la vita, ad essere creativi e a mettere in moto le loro funzioni esecutive (pianificazione, attenzione, memoria di lavoro, ecc. ) attraverso il gioco libero.
La noia non è un grido d'allarme che ci deve trasformare in animatori di giochi o organizzatori di compleanni straordinari.
Non è necessario occupare tutte le sue ore. Rilassiamoci.
La vita ordinaria è già abbastanza interessante: bisogna aiutarli a riscoprire lo straordinario dell'ordinario - LA NOIA di Catherine L'Ecuyer.

🎨Elsa Beskow
Estrategia educativa

🤍
13/04/2023

🤍

♥️

Mi chiamo Enea.
Sono quel bambino che è stato abbandonato.
Sono figlio di una madre che avete giudicato.
Sono lo schiaffo a tutte le madri che non lo sono e che un figlio lo hanno ferocemente voluto.
Sono il sogno di quelle famiglie che aspettano di crescere un bambino adottato.
Sono la pietà che avete provato.
Il disprezzo che dalle vostre vite felici avete pronunciato.
Mi chiamo Enea, mia madre mi ha partorito,
mia madre mi ha tenuto tra le braccia,
mi ha accompagnato in ospedale ,
e ha deciso che avrò un futuro migliore.
Mia madre non me la ricorderò più,
ma lei mi ricorderà sempre,
come il figlio che non ha tenuto.
Chissà quanto dolore in quelle righe che ha scritto, chissà quanti passi ha percorso mia madre per separarsi da questo figlio “abbandonato”.
Mi chiamo Enea, non so di chi sono figlio,
e da chi sarò cresciuto, ma mia madre sa chi sono io , mi ha amato, e con il coraggio di chi non ha trovato altro appiglio, mi ha regalato un domani , che molti non capiranno,
ha rinunciato a me ma non alla vita che vivrò lontano, e quando sarò uomo e mi guarderò allo specchio avrò gli stessi occhi di mia madre ,
che oggi piange ,
E forse io sorriderò,
perché a volte rinunciare, è amore più potente che tenere.

Alessia Peach

08/04/2023

A volte si sente dire "Io non credo nella psicologia", come si trattasse di una sorta di arte divinatoria, qualcosa di magico, di mistico.
La psicologia invece è tutt'altro che una questione di fede, anzi non è proprio nulla di astratto.
Essa ha a che fare con la piena concretezza della vita; aiutare un individuo a sviluppare, sfruttare al meglio le proprie risorse personali e relazionali è il più concreto dei lavori che punta al più concreto dei risultati: la salute e il benessere, essere soddisfatti e vivere appieno la propria esistenza.
Molti sono i fattori che possono minacciare lo stato di benessere dell'individuo, di una coppia, di una famiglia, e causare periodi di disagio e malessere più o meno lunghi, più o meno profondi.
Si tratta di eventi consuenti (un nuovo lavoro, l'educazione dei figli, la nascita di un fratellino) o inattesi (un lutto, una malattia, una separazione), ciascuno di essi ci mette alla prova e non sempre si riesce a superarli da soli.
Chi bussa alla porta del nostro studio molto raramente è un matto...chi chiede un consulto con uno psicologo soffre dello sfinimento di strategie che hanno smesso di funzionare e con il nostro aiuto può sperimentare modi che stanchino meno e portino ad un maggiore benessere.
E' questo che rende differente lo psicologo dall'amico.
Non si tratta solo di una garanzia di accoglienza e privacy, di fondamentalmente differente c'è che noi, come psicologhe, siamo in possesso di strumenti che permettono di cercare e sperimentare INSIEME all'altro il miglior adattamento possibile.
A chi ci chiede come facciamo a sopportare questo lavoro, a tollerare il continuo racconto "delle disgrazie delle persone", rispondiamo che questo lavoro è un costante laboratorio dove si costruiscono speranze e possibilità e ogni giorno, insieme a tutte le persone che incontriamo, facciamo la meravigliosa esperienza che non esistono problemi insuperabili, ma solo problemi per i quali non si è ancora trovato l'adattamento migliore.

🤍
11/03/2023

🤍

Ero una bambina che dormiva da sola.
Brava e indipendente.

Ho dormito da sola fin da neonata.
In un bel lettino bianco con le sbarre.
Piangevo.
Ma poi ho smesso.

A un certo orario andavo a letto. Era presto. Sempre prima degli altri.
E da sola.
Con un bel libro.
E il mio orsetto.
Lo stringevo forte.

Avevo paura del buio. Tantissima.
Sudavo per la paura.
Mi batteva forte il cuore per la paura.
Non mi alzavo neppure per fare la p**ì. O per bere l’acqua.
Temevo i mostri. E vedevo delle ombre nella stanza.
Mi dicevano che erano tutti nella mia testa. Che non esistevano. Di stare tranquilla.
Ma io non riuscivo.
Ce la mettevo tutta però. Perché volevo essere una bambina brava e obbediente.
Allora mi ciucciavo forte forte il dito. Mi stringevo al mio orsetto e un po’ mi calmavo.

Quando il buio arrivava e io ero sola nel mio letto era proprio brutto brutto.
Mi nascondevo sotto le coperte.
Mi ci infilavo tutta.
Mi raggomitolavo.
Speravo che lì la paura non ci sarebbe stata.
Che se ne sarebbe andata.

Poi passava.

A volte facevo i brutti sogni. Piangevo. Urlavo.
Allora qualcuno arrivava.
E in quell’interminabile tempo che passava tra le mie lacrime e quelle braccia avevo così tanta paura.

Sono passati gli anni.
Mi hanno detto di smettere di ciucciare il dito.
Che ero grande ormai.

Troppo grande per avere paura.
Troppo grande per cercare rassicurazione.

Mi sono molto sforzata.
Mi sono stretta al mio orsetto.

Ho avuto paura per tanto tempo.
Poi sono diventata grande. Per davvero.
L’ho imparato che i mostri non esistono.

Dentro, ora che sono grande, ho capito che ho un buco. Un buco buio. Il buco delle paure della mia infanzia. E io ho paura.

L’ho coperto. Mi sono abituata. L’ho nascosto. Non ho più chiesto niente a nessuno. D’altra parte non era forse normale che fosse così? Non tutti i bambini fanno così? Non è per tutti così?

È importante l’autonomia.
Ma si ottiene per davvero così?

Forse c’è un altro modo.
Più dolce.
Più rassicurante.

Un modo nel quale non c’è paura. E se paura c’è non ci sono orsetto o oggetto o lucina che tengano di fronte all’amorevole potenza di un corpo e delle sue braccia rassicuranti. Lì, a portata di mano. A portata di bacio. A portata di abbraccio.

Forse c’è un altro modo.
Più dolce.
Più rassicurante.

E si diventa grandi lo stesso. Ma grandi per davvero. Di quei grandi integri e interi, senza buchi neri che ti attraversano da parte a parte. Senza vuoti bui da cui rifuggire.
Grandi con giardini fioriti dentro e boschi pieni di sorprese e folletti fatati.
Di quei grandi sereni dentro per davvero.
E forti. Capaci di chiedere e di abbracciarsi nelle difficoltà.

C’è un altro modo.
Perché i bambini non crescano bravi, efficienti ed obbedienti. Fintamente indipendenti. Ma forti, autonomi e felici per davvero (che poi è quello che tutti i genitori vogliono ❤).

💌⭐️💌⭐️💌⭐️💌

Chiediamoci a che prezzo.

A che prezzo chiediamo ai bambini di osservare pratiche educative e tradizionali (tra l’altro presenti solo in alcuni paesi) distanti dalla fisiologia dei mammiferi umani?

Torniamo indietro nel tempo, alla nostra infanzia. A quando eravamo noi bambini.

“Imporre a un lattante di dormire senza il rumore del respiro dei genitori, senza l’odore della madre, è una violenza dettata dal bisogno di tranquillità dell’adulto. La separazione precoce non porta all’autonomia, ma alla paura dell’abbandono e sviluppa forti sentimenti di dipendenza dagli altri. L’autonomia viene costruita a partire da un sentimento di sicurezza.”
- Isabelle Filliozat (Le emozioni dei bambini)

L’autonomia reale, non quella fittizia e scimmiottata, si costruisce grazie al soddisfacimento lento e costante del bisogno di dipendenza. Esporre ed imporre ad un essere vivente l’autonomia precoce porta ad insicurezza e dipendenze. Si cammina e ci si separa quando si è giunti ad una maturazione psicoaffettiva tale da poterlo fare con sufficiente serenità. Anticipare i tempi significa solo esporre l’altro a situazioni di profonda angoscia e panico: sensazioni ed emozioni che nella loro traumatica spiacevolezza costituiranno bagaglio per la vita presente e futuro.

Sogni d’oro, di coccole e vicinanza… per tutti!
Grandi e piccini. 😊🥰👩‍👩‍👦

— Noemi Zenzale

P.s.: In foto un vecchio dolce ricordo della mia cucciolina Marta, ora cucciolona. Il mio amore grande. 💛

P.s.2: Per approfondimenti Bortolotti, Gonzalez, McKenna. 📖🗞

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❤️
12/02/2023

❤️

Una mamma: “Sono grata a mio figlio, mi ha insegnato che la vita è troppo importante per sprecarla in cose inutili"

05/02/2023

✨👶A distanza di due anni finalmente possiamo tornare a stare più tempo insieme: a partire da lunedì 6 febbraio 2023 cambieranno gli orari di visita nel reparto Ostetricia: sarà di nuovo possibile per il papà, o altro caregiver indicato dalla mamma, rimanere insieme alla mamma e al bambino per 8 ore.
👉L'ingresso sarà consentito, con mascherina, dalle ore 12.00 alle 20.00.
Bentornati papà❤!!

🌟Bonus Psicologico🌟‼️Come Psicologa e Psicoterapeuta ho deciso di aderire all'iniziativa.➡️ Da oggi lunedì 25 luglio fin...
25/07/2022

🌟Bonus Psicologico🌟

‼️Come Psicologa e Psicoterapeuta ho deciso di aderire all'iniziativa.

➡️ Da oggi lunedì 25 luglio fino al 24 ottobre 2022 sarà possibile fare richiesta per il Bonus Psicologico sul sito dell'INPS.

Come fare👇🏻
- visita il sito dell’INPS;
- segui il percorso "Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” > "Contributo sessioni psicoterapia".

👉🏻Di cosa hai bisogno:
- un ISEE inferiore a 50.000 €.
- SPID, la carta d’identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.

🌱🧠🗣 Un primo passo importante. Finalmente un sostegno di questo tipo diventa realtà e viene riconosciuto il benessere psicologico come uno dei bisogni primari dei cittadini.

25/10/2021

Gli scritti teorico-clinici contenuti in questo volume sono il frutto del lavoro di tesi di giovani colleghi psicoterapeuti che hanno concluso il processo di formazione quadriennale in psicoterapia psicoanalitica presso la nostra scuola in piena emergenza pandemica.

"In questa stagione della storia dell’umanità, così contrassegnata da
incertezze, timori e “distanziamenti sociali”, quest’opera collettiva di
terapeuti in formazione rappresenta anche un modo diverso di stare insieme. Affiancare scritti diversi, unire prospettive differenti è tenerli (e tenersi) vicini, raggrupparli in un’ideale vicinanza che può solo in parte, in piccolissima parte, compensare quella distanza fisica che ancora condiziona le nostre vite".

Indirizzo

Via XX Settembre
Genova
16121

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 21:00
Martedì 08:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 21:00
Sabato 08:00 - 21:00

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