21/01/2026
Emily Wilson nel 2017 è stata la prima donna a tradurre l’Odissea in inglese, dopo quattro secoli di traduzioni maschili. Da noi era già successo (Rosa Calzevecchi Onesti nel 1963). Ma mai nel mondo anglosassone. E mai così. Chi legge il suo lavoro nota subito qualcosa. A partire dall’incipit, la parola che Omero usa per descrivere Odisseo: “politropos”. Ogni traduttore finora l’aveva tradotto in senso eroico: “pieno di risorse”, “versatile”. Emily Wilson traduce così: “complicato, contorto”.
Una sola parola e l’intero eroe si trasforma.
non è più solo intelligente, è anche altro.
Omero l’ha scritto 2.800 anni fa. I traduttori hanno sempre ammorbidito.
Emily si è chiesta: chissà cos’altro hanno modificato? La risposta è altamente simbolica: quasi tutto quello che riguarda le donne.
Lui se ne va per 20 anni. I pretendenti invadono la sua casa. Le ancelle di casa, considerate proprietà senza diritti, sono costrette a rapporti sessuali. Quando lui ritorna le impicca.
Omero ha usato una parola greca che Emily traduce “schiave”, proprietà umana che non può rifiutare nulla. George Chapman, nel 1614, aveva tradotto “donne sleali”. Alexander Pope, nel 1725, “colpevoli”. Robert Fitzgerald, nel 1961, “donne che hanno fatto l’amore con i pretendenti”.
L’hanno fatta sembrare una scelta.
Ecco perché meritavano la morte.
Anche Penelope e Calipso sono diverse da come le abbiamo sempre lette.
In più lei usa un inglese chiaro, leggibile. Nessuna enfasi “epica” artificiale. I versi sono rimasti in pentametro giambico.
Quando la sua traduzione è stata pubblicata, è diventata un bestseller. L’hanno definita rivelatoria, essenziale. E a chi l’ha criticata Wilson ha risposto: “leggete il greco. Ogni singola scelta arriva dalla lingua originale di Omero”.
Lei non ha aggiunto nulla. Ha solo eliminato quattro secoli di pregiudizi.
Con la sua traduzione si scopre che l’Odissea è più interessante, più complessa, più critica riguardo al potere e alla violenza di quanto non sapessimo.
Non perché Emily Wilson ha aggiunto qualcosa.
Ma perché ha tolto quel che non c’era.