Studio di Psicologia e Psicoterapia - Dott. Giuseppe Sgrò

Studio di Psicologia e Psicoterapia - Dott. Giuseppe Sgrò Mi chiamo Giuseppe Sgrò. Sono uno psicoterapeuta di formazione psicodinamica-psicoanalitica.

Sono uno psicologo e uno psicoterapeuta, classe 1975, iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Lombardia (iscrizione n. 03/13424).

26/04/2026

In molti mi avete chiamato-contattato per avere un parere sulla tragedia di Catanzaro. Nel video mi esprimo a riguardo e rispettoal tema della PREVENZIONE.

Purtroppo, quando ci si "perde", il più delle volte la madre "non arriva". Perché il più delle volte non c'era in modo r...
03/01/2026

Purtroppo, quando ci si "perde", il più delle volte la madre "non arriva". Perché il più delle volte non c'era in modo relazionalmente adeguato già prima, poiché il suo mondo interno è insano. Altrimenti non ci si sarebbe persi. Così, il più delle volte, ahimè, "arriva", anzi, "si va'" verso il lupo (dipendenze di ogni tipo che "facilmente e rapidamente" sostituiscono le relazioni affettive e riempiono il vuoto del mondo interno, oppure relazioni amorose insane e distruttive). Ma bisogna riconoscere che Cappuccetto Rosso è attratta e ammaliata dal lupo... verso cui è proprio la madre che la manda, su richiesta della nonna, con un padre assente che con la bambina non deve essere stato proprio sufficientemente buono... se la bambina non teme il lupo e ne è attratta. E la bambina si fida e obbedisce proprio per non perdere il supposto amore (INSANO) della madre (E DEL PADRE). Quindi, bisogna rendersi conto e accettare, poiché le evidenze scientifiche e cliniche le abbiamo, che il problema sono i modelli affettivi e di attaccamento che si trasmettono nei primi 1.000 giorni (gravidanza compresa) e si replicano potentemente e coattivamente senza sosta tutta la vita, senza che ce ne rendiamo conto (senza fattori di protezione, solo una buona psicoterapia li più modificare). Quindi, il problema è a monte, e a valle non serve fare la check list del narcisista maligno e scindere, con visione esclusivamente normativa e legale, la vittima dal carnefice, il tutto buono e il tutto cattivo. Clinicamente questo non ci aiuta, è solo una visione riduttiva fuorviante, che qualcuno cavalca a convenienza. In realtà, clinicamente c'è una RELAZIONE che è caratterizzata da un'AFFETTIVITÀ e una forma di ATTACCAMENTO insani trasmessi sempre dai genitori (che possono essere capaci di fornire materialmente tutto nel mondo esterno, ma con un'affettività vuota o e insana che viene inconsciamente acquisita e replicata erroneamente come positiva e sana). E, se non interveniamo aiutandoli a monte, a valle arriveremo sempre a fatto compiuto: ossia con dipendenze, maltrattamenti, violenza, lesioni e, come le cronache ci mostrano senza sosta, anche morti. Perché anche l'AMORE INSANO È CIECO, e IL CONFLITTO LEGA E NON SEPARA: cercate di averlo chiaro, perché SALVA SOLO LA RICHIESTA DI AIUTO. Ma come fa Cappuccetto Rosso a chiedere aiuto se non ha potuto sviluppare una SANA BUSSOLA EMOTIVA che le permetta di riconoscere il pericolo da cui, anzi, è attratta e sedotta?! Questa è la ragione per cui io lavoro per la creazione e la larga diffusione di AMBULATORI DI PSICOLOGIA CLINICA PERINATALE, che offrano supporto e aiuto ai genitori nei primi 1.000 giorni di vita, costituendo il primo e fondamentale intervento d'avanguardia di PREVENZIONE PSICOTRAUMATOLOGICA, in un mondo che è ormai più BORDERLINE che NEVROTICO e PSICOTICO, perché ruoli e ranghi individuali sono saltati e liquidi, e i contenitori rituali, gruppali, sociali e istituzionali non tengono più. Così, la COMPLESSITÀ è troppa per poterla reggere individualmente, e le soluzioni, che riflettono un mondo esterno prestazionale e individualista, social e non sociale, digitale e non reale (SE IL CORPO NON È MATERIALMENTE PRESENTE E LA COMUNICAZIONE NON È SINCRONA), diventano disfunzionali e alimentano PSICOPATOLOGIA DISSOCIATIVA SU BASE TRAUMATICA.

Venerdì 26 settembre 2025, presiedendo la prima riunione di equipe da me convocata, è iniziato ufficialmente il mio mand...
02/10/2025

Venerdì 26 settembre 2025, presiedendo la prima riunione di equipe da me convocata, è iniziato ufficialmente il mio mandato come REFERENTE DELL'EQUIPE SPECIALISTICA IN PSICOTRAUMATOLOGIA del CENTRO MEDICO SANTAGOSTINO, che ha sedi distribuite nel nord e nel centro Italia fino a Roma. Conseguentemente è stato aggiornato il mio profilo di specialista che è consultabile al link

Psicologo Psicoterapeuta

Concordo pienamente.Il terapeuta e la polemica innescata dal libro su Freud della collega Maria Chiara Risoldi: “Quel ri...
12/08/2025

Concordo pienamente.

Il terapeuta e la polemica innescata dal libro su Freud della collega Maria Chiara Risoldi: “Quel ritratto dell’ortodossia è retrodatato, non esiste proprio più. La vitalità di questa terapia è stata quella di sapersi aggiornare”

“LA PSICOANALISI GODE DI OTTIMA SALUTE”
– Stefano Bolognini, past president SPI e IPA
Bolognini sottolinea come la psicoanalisi contemporanea si fondi sulla flessibilità dell’approccio e sulla centralità dell’ascolto:

“L’ascolto è tutto nel nostro lavoro. La relazione con il paziente e la cura della mente contano più della difesa di teorie sterili.”

📖 Leggi l’intervista completa su la Repubblica. “La psicoanalisi gode di ottima salute, screditarla non aiuta i pazienti”: Bolognini difende Freud - la Repubblica https://share.google/6bguCr0RPnZRdnfLP
🔎 Seguici per approfondire il valore della psicoanalisi oggi.

In PSICOTRAUMATOLOGIA un importante spazio di approfondimento è quello della DIPENDENZA. E la DIPENDENZA SANA può essere...
02/08/2025

In PSICOTRAUMATOLOGIA un importante spazio di approfondimento è quello della DIPENDENZA. E la DIPENDENZA SANA può essere utile, opportuna e necessaria (per esempio quella del neonato), per poi sviluppare l'INDIPENDENZA SANA (se il neonato ha la fortuna di vivere in un ambiente che gli permette di svilupparla), che parte dall'INDIPENDENZA DEL MONDO INTERNO, quello psichico con la sua inconscia complessità, che parte... dal CORPO e dalla RELAZIONE SANA!
L' INDIPENDENZA INSANA, che trova forte incoraggiamento e ammirazione nella società occidentale, invece si basa sull'esclusiva autonomia materiale, economica, lavorativa, di potere, estetica, sessuale, non preceduta dall'INDIPENDENZA INTERNA SANA favorita da uno sviluppo non traumatico (senza abusi emotivi, fisici e/o sessuali; maltrattamenti; incuria).
Le DIVERSE FORME DI DIPENDENZE sono un sintomo, e non una malattia, che ci indicano che manca l'indipendenza interna e qualcosa, nella relazione corporea e affettiva nell'infanzia, ha favorito forme di ATTACCAMENTO INSANO.
L'ABUSO DI ALCOOL è un bere per affogare il sentire. Psicoanaliticamente, simbolicamente si poppa da una tetta un latte velenoso, poiché la relazione originaria non è stata positiva: ossia, anche se può aver nutrito materialmente è stata insana, non ha nutrito e contenuto affettivamente e, conseguentemente, non ci si è separati in modo sano. Il VUOTO AFFETTIVO e RELAZIONALE che ne deriva è indecifrabile, e si cerca inconsciamente una relazione affettiva che nutra... ma non si sa come fare perché manca il SENTIRE SANO!
E non sto parlando di ALCOLISMO, che è la punta estrema della sintomatologia, ma di fenomeni edonistici e sociali, di rituali e costanti abbuffate alcooliche (binge drinking) che puntano allo sballo, all'anestesia di qualcosa dentro che cerca di liberarsi, di dirci qualcosa di emotivamente importante. È anche una forma di autolesionismo.
Premesso questo, l'abuso di alcool può essere anche un sintomo dissociativo su base traumatica che mostra come la persona e il corpo fatichino a tenersi insieme e a creare legami e relazioni sane a seguito dell'originaria relazione di ATTACCAMENTO INSANO. Per tutto questo, sto portando avanti un rilevante lavoro anche in questo ambito. Nella foto alcuni dei testi che ho scelto. Ve ne mostrerò altri nei prossimi giorni.

28/07/2025

Con piacere vi comunico la mia nomina a RESPONSABILE DELL'EQUIPE SPECIALISTICA DI PSICOTRAUMATOLOGIA del CENTRO MEDICO SANTAGOSTINO che ha sede centrale a Milano, ma ha molte altre sedi in Italia. Grazie a tutti quelli che mi hanno dato fiducia e hanno creduto in me.

Finite le sedute di psicoterapia con i pazienti di oggi. Scrivo l'ultimo referto. Certamente, da tutte le problematiche ...
22/01/2025

Finite le sedute di psicoterapia con i pazienti di oggi. Scrivo l'ultimo referto.

Certamente, da tutte le problematiche derivanti dall'uso delle DATING APP che mi vengono presentate, noto come l'incontro con l'altro, e soprattutto con l'alterità, sia sempre più difficile, complesso, evitato e faccia paura. L'uso di tali applicazioni, sempre più spesso, lo segnala insieme all'insicurezza che ne fa preferire l'uso all'incontro casuale e reale in contesti-contenitori sociali dove i corpi e le persone si devono avvicinare e comunicare-sentire, verbalmente e non verbalmente, consciamente e inconsciamente senza schermi e filtri digitali a distanza. Siamo sempre più social e meno sociali e capaci di relazioni (emotive, affettive, sentimentali e sessuali, se non frammentate in più persone usate come oggetti di servizio e consumo), o con maggiore difficoltà, e aumenta la difficoltà a tenere insieme le diverse parti (emozioni, sentimenti, affetti, attrazione, relazione e sessualità), pur funzionando (sarebbe meglio dire tenendosi insieme) in ambito lavorativo e sociale... ma non basta, altrimenti si vive da zombie. Perché una cosa è il personaggio (lavoro e vita di società), un'altra la persona (relazioni amicali, affettive, amorose, sessuali, famigliari).

29/11/2024

📆 Sabato 30 novembre alle 9.30 vi aspettiamo per l’evento “𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗣𝗦𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜 𝗘 𝗔𝗥𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗘. 𝗥𝗜𝗦𝗨𝗟𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗘 𝗕𝗨𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗥𝗔𝗦𝗦𝗜”.

🔎 In linea con la propria missione di prevenire e contrastare ogni forma di violenza 𝗹’𝗢𝗣𝗟 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟰 𝗵𝗮 𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗙𝗼𝗿𝘇𝗲 𝗔𝗿𝗺𝗮𝘁𝗲. Questa sinergia ha portato lo scorso marzo alla firma dell'𝗔𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗹’𝗔𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗹’𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮. L’OPL ha organizzato 𝗼𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 distribuiti su tutto il territorio regionale per arricchire le competenze in psicologia comportamentale del personale dell'Arma per un miglior approccio con le vittime vulnerabili.

📌 𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟯𝟬 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶, 𝗳𝗲𝗲𝗱𝗯𝗮𝗰𝗸 𝗲 𝘀𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 alla presenza del Gen. Giuseppe De Riggi, dei Comandanti Provinciali di Milano, Monza, Lodi e Pavia e il Comandante del Gruppo di Milano, oltre che diversi militari che hanno preso parte alla formazione.

🗣️ Parteciperanno: 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗣𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶𝗻, 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗗𝗲 𝗥𝗶𝗴𝗴𝗶, 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗶𝗮 𝗩𝗮𝗹𝗮𝗱𝗲̀, 𝗘𝗹𝗲𝗼𝗻𝗼𝗿𝗮 𝗕𝗲𝗿𝘁𝘂𝘇𝘇𝗶, 𝗠𝗶𝘁𝗶𝗮 𝗥𝗲𝗻𝗱𝗶𝗻𝗶𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗶𝗻𝗶, 𝗘𝗹𝗶𝘀𝗮𝗯𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗮𝗺𝘂𝘀𝘀𝗶.

👉Clicca qui per saperne di più sull’evento: https://shorturl.at/vSQgX

Quest’opera, che ritengo estremamente fondamentale per la formazione di uno psicoanalista, è ricca di esempi clinici di ...
29/11/2024

Quest’opera, che ritengo estremamente fondamentale per la formazione di uno psicoanalista, è ricca di esempi clinici di personalità prevalentemente narcisistiche o borderline, ed è incentrata sullo studio della parte psicotica della personalità (P.P.P.). Riferendosi ad essa, evidenza i fenomeni della dissociazione – differente dalla scissione – e del clivaggio. Caratteristiche della P.P.P. sono la simbiosi e l’ambiguità. Bleger, già nel 1967, riuscì a comprendere e spiegare quello che oggi è stato dimostrato con le neuroscienze e la psicotraumatologia, confermando il sapere psicoanalitico.

Rileggendo “Simbiosi e Ambiguità”
di Josè Bleger
https://www.centrovenetodipsicoanalisi.it/bleger-simbiosi-e-ambiguita/

La simbiosi, secondo Bleger, può assumere aspetti sia positivi che negativi. Da un lato, è necessaria per la formazione dei primi legami affettivi e per lo sviluppo del sé; dall’altro, un’incapacità di superarla può impedire l’individuazione e portare a dipendenze patologiche o a dinamiche relazionali distruttive. La difficoltà nel separarsi dalla simbiosi può essere causa di angoscia e problemi psicologici, poiché l’individuo teme la perdita del sostegno vitale che trova nell’Altro.

Il secondo concetto centrale dell’opera è l’ambiguità, che Bleger analizza come una condizione esistenziale che pervade sia la vita individuale che quella sociale.
L’ambiguità riflette la complessità e la contraddittorietà dell’esperienza umana, che si manifesta nei rapporti interpersonali, nelle dinamiche inconsce e nelle istituzioni sociali.

Bleger considera l’ambiguità non solo come una caratteristica della simbiosi, ma anche come una difesa psicologica contro l’angoscia della separazione e della differenziazione. L’individuo che non riesce a tollerare l’angoscia derivante dalla separazione tende a rifugiarsi in uno stato di ambiguità, dove tutto è confuso e indifferenziato, perché in questo modo evita di confrontarsi con il dolore della perdita o dell’indipendenza.

Per Bleger, la crescita psichica sana implica la progressiva risoluzione dello stato simbiotico e dell’ambiguità, attraverso un processo di individuazione e di differenziazione."
(Sabrina Compagno)

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Come si dice in questo ottimo post che vi invito e leggere "Siamo traghettatori noi psicoanalisti, mettiamo in collegame...
05/08/2024

Come si dice in questo ottimo post che vi invito e leggere "Siamo traghettatori noi psicoanalisti, mettiamo in collegamento parti folli del paziente con altre parti sane e, avendo noi stessi fatto esperienza del guado e della voga, sappiamo come ci si può sentire in una terra di nessuno, essendo consapevoli e potendo tollerare, a differenza dei pazienti, le nostre parti folli che partecipano al nostro lavoro".

“Siamo traghettatori noi psicoanalisti, e insieme compagni di viaggio di chi percorre la “terra di nessuno”. Mettiamo in collegamento due rive di stati diversi, quella del mondo interno e del mondo esterno, del sogno latente e del sogno manifesto, del sintomo somatico e del pensiero, la sponda dell'alibi et tunc con quella dell'hic et nunc. Mettiamo in collegamento, come dice la Quinodoz, parti folli del paziente con altre parti sane e, avendo noi stessi fatto esperienza del guado e della voga, sappiamo come ci si può sentire in una terra di nessuno, essendo consapevoli e potendo tollerare, a differenza dei pazienti, le nostre parti folli che partecipano al nostro lavoro.

L'analista, si diceva, ha fatto esperienza delle proprie parti folli, e questo è avvenuto inizialmente con l'analisi personale e il suo training, ma successivamente anche attraverso una tensione etica ad apprendere dall'esperienza che in questo caso — per seguire le parole dell'Autrice — è un “imparare a parlare” per trovare quelle parole che possano “toccare” il paziente e consentire a questi, a sua volta, di “imparare” ad esprimere quelle parti folli di sé di cui ha paura e che ha sottoposto al trattamento dei suoi meccanismi di
difesa. In questo raccordo tra sensazioni corporee e pensiero, tra pensiero e linguaggio, tra realtà interna e realtà esterna, in questo doppio movimento tra le due rive, nascono quegli effetti di verità e di insight che caratterizzano le trasformazioni psicoanalitiche”.

Enrico Mangini (2003), Danielle Quinodoz (2003) Words that touch. A psychoanalyst learns to speak, London, Karnac, 209 pagine, in di Psicoanalisi , (49)(4):885-891

"Sentire" e cosa vuol dire "sentire in psicoanalisi". Ma, in fin dei conti, è quello che dovrebbe essere in grado di far...
29/07/2024

"Sentire" e cosa vuol dire "sentire in psicoanalisi". Ma, in fin dei conti, è quello che dovrebbe essere in grado di fare, nella vita quotidiana, il genitore winnicottianamente "sufficientemente buono", ossia dotato di sanità mentale e relazionale che funge da "base sicura".

“La sensibilità percettiva del terapeuta ed i processi integrativi aiutano a creare un'atmosfera che rende l'approccio intrapsichico realizzabile e piacevole per il paziente. Queste attività non possono essere concretamente descritte perché rappresentano spesso il risultato di orientamenti inconsci o talmente automatizzati ed integrati che I'analista non ne è consapevole. In alcuni casi è facile comprendere come tali attributi possano essere considerati dei doni speciali di terapeuti carismatici e di talento.
Il background dell'analista e la sua struttura caratteriale sono responsabili di questo aspetto personale nell'ambiente di sostegno. Essi contribuiscono alla produzione di una sottile interazione che introduce un elemento di razionalità e sicurezza nel setting terapeutico. Si tratta di un fenomeno per molti aspetti simile alla ninna-nanna e alle carezze di una madre che allatta amorevolmente il proprio bambino in un'atmosfera di calma sicurezza.
Gli aspetti supportivi dell'analisi si basano principalmente sulla sua costante disponibilità, sull'accento posto sulla sfera intrapsichica e sull'assenza di accuse o di prese di posizione su qualsiasi parte dell'ambivalenza del paziente. Queste caratteristiche sono l'essenza della terapia psicanalitica. Esse stimolano la regressione e il riemergere della dipendenza. Il divano, la frequenza degli appuntamenti e l’attenzione esclusiva del terapeuta nei confronti del paziente forniscono un senso di sicurezza, e rappresentano le qualità intrinseche dell'ambiente di sostegno winnicottiano (1952). Secondo Winnicott, l'ambiente di sostegno costituisce un setting che può contenere la dipendenza assoluta del paziente. E’ un ambiente che sottolinea la nostra fede nelle capacità integrative della mente persino quando il paziente è momentaneamente disgregato e disorganizzato. Migliore è l'integrazione della prospettiva analitica e dell'orientamento personale dell'analista, maggiore sarà il senso di sicurezza del paziente e la sua capacità di tollerare la regressione e di imparare da essa”.

Giovacchini P.L. (1989), Trionfi e catastrofi del controtransfert, Armando Editore, Roma, 1997, pag. 101-102

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Martedì 08:00 - 20:00
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