18/01/2026
Gli studi di neuroimaging indicano che un uso intenso di video brevi è associato a un'alterata attivazione delle aree coinvolte nel decision-making e nella regolazione cognitiva, in particolare nella corteccia prefrontale.
Il risultato non è "dipendenza" nel senso classico, ma una mente costantemente in cerca di stimolo, meno tollerante alla noia, allo sforzo cognitivo e alla concentrazione prolungata.
Negli ultimi anni il cervello si è trovato immerso in un flusso continuo di stimoli rapidi: Reels, TikTok, Shorts.
Contenuti brevi, intensi, ad alto impatto dopaminico.
Le neuroscienze mostrano che questo tipo di esposizione prolungata non è neutra.
Quando il cervello viene allenato a ricevere ricompense immediate, veloci e sempre nuove, inizia a fare fatica con tutto ciò che è lento, profondo, sequenziale.
L’attenzione si accorcia.
La memoria di lavoro si affatica.
Il controllo degli impulsi si indebolisce.
Gli studi di neuroimaging indicano che un uso intenso di video brevi è associato a un’alterata attivazione delle aree coinvolte nel decision-making e nella regolazione cognitiva, in particolare nella corteccia prefrontale.
Il risultato non è “dipendenza” nel senso classico, ma una mente costantemente in cerca di stimolo, meno tollerante alla noia, allo sforzo cognitivo e alla concentrazione prolungata.
Lo scrolling continuo condiziona il sistema nervoso a chiedere gratificazione immediata.
Col tempo questo porta a stanchezza mentale, difficoltà di apprendimento e ridotta capacità di restare presenti in attività non iperstimolanti.
Non è una questione di demonizzare la tecnologia.
È una questione di allenamento cerebrale.
Il cervello si adatta a ciò che pratichi ogni giorno.
Se lo nutri solo di velocità, farà fatica con la profondità.
Se gli restituisci spazi di lentezza, silenzio e attenzione sostenuta, può recuperare equilibrio.
La direzione non è eliminare.
È scegliere consapevolmente che tipo di mente stai costruendo.
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Fonti:
Montag, C., et al. (2019). Internet communication disorder and the structure of the human brain. Frontiers in Psychology.
Turel, O., et al. (2014). Neural systems associated with excessive social media use. Psychological Reports.
Wilmer, H. H., Sherman, L. E., & Chein, J. M. (2017). Smartphones and cognition: A review of research exploring the links between mobile technology habits and cognitive functioning. Frontiers in Psychology.
D**g, G., & Potenza, M. N. (2019). Behavioural and neural mechanisms of Internet gaming disorder. Nature Reviews Neuroscience.