Dott.ssa Marilena Oriolo - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Marilena Oriolo - Psicologa Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale dell’età evolutiva e adulta. HR director Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale.

Socio Aderente Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Nike, dea della Vittoria, guarda il mare da Giardini Naxos.Non celebra l’assenza di ferite, ma la capacità di attraversa...
21/01/2026

Nike, dea della Vittoria, guarda il mare da Giardini Naxos.
Non celebra l’assenza di ferite, ma la capacità di attraversarle.
Quando una terra si vede colpita, il primo pensiero è la perdita.
La resilienza nasce lì: riorganizzare il senso, restare presenti, ricostruire insieme.
La riviera ionica non è ciò che è stato distrutto, ma ciò che sta scegliendo di diventare.
— una vittoria che non nega il dolore, ma lo trasforma.
— restare, dare senso, ricominciare. ❤️

Gli studi di neuroimaging indicano che un uso intenso di video brevi è associato a un'alterata attivazione delle aree co...
18/01/2026

Gli studi di neuroimaging indicano che un uso intenso di video brevi è associato a un'alterata attivazione delle aree coinvolte nel decision-making e nella regolazione cognitiva, in particolare nella corteccia prefrontale.
Il risultato non è "dipendenza" nel senso classico, ma una mente costantemente in cerca di stimolo, meno tollerante alla noia, allo sforzo cognitivo e alla concentrazione prolungata.

Negli ultimi anni il cervello si è trovato immerso in un flusso continuo di stimoli rapidi: Reels, TikTok, Shorts.
Contenuti brevi, intensi, ad alto impatto dopaminico.

Le neuroscienze mostrano che questo tipo di esposizione prolungata non è neutra.

Quando il cervello viene allenato a ricevere ricompense immediate, veloci e sempre nuove, inizia a fare fatica con tutto ciò che è lento, profondo, sequenziale.
L’attenzione si accorcia.
La memoria di lavoro si affatica.
Il controllo degli impulsi si indebolisce.

Gli studi di neuroimaging indicano che un uso intenso di video brevi è associato a un’alterata attivazione delle aree coinvolte nel decision-making e nella regolazione cognitiva, in particolare nella corteccia prefrontale.
Il risultato non è “dipendenza” nel senso classico, ma una mente costantemente in cerca di stimolo, meno tollerante alla noia, allo sforzo cognitivo e alla concentrazione prolungata.

Lo scrolling continuo condiziona il sistema nervoso a chiedere gratificazione immediata.
Col tempo questo porta a stanchezza mentale, difficoltà di apprendimento e ridotta capacità di restare presenti in attività non iperstimolanti.

Non è una questione di demonizzare la tecnologia.
È una questione di allenamento cerebrale.

Il cervello si adatta a ciò che pratichi ogni giorno.
Se lo nutri solo di velocità, farà fatica con la profondità.
Se gli restituisci spazi di lentezza, silenzio e attenzione sostenuta, può recuperare equilibrio.

La direzione non è eliminare.
È scegliere consapevolmente che tipo di mente stai costruendo.

👉 Segui per altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.

Fonti:

Montag, C., et al. (2019). Internet communication disorder and the structure of the human brain. Frontiers in Psychology.

Turel, O., et al. (2014). Neural systems associated with excessive social media use. Psychological Reports.

Wilmer, H. H., Sherman, L. E., & Chein, J. M. (2017). Smartphones and cognition: A review of research exploring the links between mobile technology habits and cognitive functioning. Frontiers in Psychology.

D**g, G., & Potenza, M. N. (2019). Behavioural and neural mechanisms of Internet gaming disorder. Nature Reviews Neuroscience.

Ti sei mai fermato a riconoscere il percorso che ti ha portato fin qui?Non solo ciò che hai fatto, ma chi sei diventato ...
14/01/2026

Ti sei mai fermato a riconoscere il percorso che ti ha portato fin qui?
Non solo ciò che hai fatto, ma chi sei diventato per sopravvivere.

In Schema Therapy parliamo di parti: alcune hanno imparato a proteggerti quando eri piccolo, altre a spingerti, giudicarti o controllarti per evitare il dolore.
Quelle voci dure nella mente non sono “la verità su di te”: sono strategie apprese, nate in contesti in cui mancava sicurezza.

Crescere non significa solo funzionare meglio.
Significa sviluppare l’Adulto Sano: quella parte capace di riconoscere i bisogni emotivi, regolare le emozioni e offrire a sé stesso cura, limiti e comprensione.

La guarigione inizia quando smetti di identificarti con il Critico e scegli di essere per te presente, affidabile e gentile.
Non è debolezza.
È ristrutturazione profonda.
È cambiare schema, non maschera.

Ed è una delle forme più mature di forza che esistano.

• Hai già iniziato questo passaggio?
Seguimi per altri contenuti sulle potenzialità della mente e sul cambiamento profondo 🧠✨

Grazie a chi sceglie di mettersi in gioco e di incontrare la propria esperienza interna con apertura e coraggio.  Spesso...
31/12/2025

Grazie a chi sceglie di mettersi in gioco e di incontrare la propria esperienza interna con apertura e coraggio.
Spesso sono le emozioni difficili a indicarci ciò che conta davvero. Accoglierle, invece di evitarle, apre spazio al cambiamento.
Attraversare ciò che fa male aumenta la flessibilità psicologica e ci avvicina a una vita più autentica e coerente con i nostri valori.

Grazie ai team con cui condivido percorsi di crescita: la reciprocità è una risorsa potente.


Che il nuovo anno sia guidato da consapevolezza, presenza e azione impegnata.

Stay ❤️

Happy New Year 🥂🥂
Grazie 2025.

Grandi cambiamenti iniziano da piccole idee, perché il cervello resiste ai cambiamenti?
06/11/2025

Grandi cambiamenti iniziano da piccole idee, perché il cervello resiste ai cambiamenti?

Perché il cervello resiste al cambiamento?

- Omeostasi: il cervello è programmato per mantenere la stabilità e ridurre l’incertezza.
Ogni cambiamento introduce imprevedibilità, e questo può attivare una risposta di stress.

- Sforzo cognitivo: nuovi pensieri o comportamenti richiedono più energia mentale.
Per risparmiare risorse, il cervello tende a tornare ai percorsi neurali più usati — le abitudini.

- Paura e rischio: il cambiamento può attivare l’amigdala, l’area del cervello che rileva minacce e pericoli, generando resistenza o evitamento.

Come le ricompense cambiano tutto:

- Dopamina e rinforzo: quando un nuovo comportamento porta una ricompensa — esterna (come un complimento) o interna (come soddisfazione) — il cervello rilascia dopamina, il neurotrasmettitore che rafforza apprendimento e motivazione.

- Neuroplasticità: il rinforzo positivo incoraggia il cervello a formare e consolidare nuove connessioni neurali, rendendo il nuovo comportamento sempre più naturale.

- Previsione e aspettativa: se il cervello impara ad aspettarsi una ricompensa da un nuovo comportamento, diventa più aperto al cambiamento, riducendo la resistenza.

👉 Segui per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.

Dovremmo nutrire la nostra mente con parole di stima, d’amore, di fiducia.
30/10/2025

Dovremmo nutrire la nostra mente con parole di stima, d’amore, di fiducia.

Il tuo cervello ascolta ogni parola che dici.
E ogni lamentela lo riscrive come se avesse subito un trauma.

Le neuroscienze lo confermano: bastano 60 secondi di pensieri negativi per inondare il corpo di cortisolo, restringere l’ippocampo e rafforzare i circuiti della paura.
È il motivo per cui “sfogarsi” non è innocuo, ma un danno cerebrale nascosto.

- Ogni volta che ti lamenti, l’amigdala, il sistema d’allarme del cervello, si attiva come se ci fosse un pericolo reale.
Anche quando non c’è.
Il risultato? Una cascata di cortisolo che può alterare per ore umore, concentrazione e chiarezza mentale.

- E la ripetizione fa il resto: i neuroni che si attivano insieme si collegano tra loro.
Più ti lamenti, più il cervello si abitua alla negatività.
L’ippocampo (memoria e apprendimento) si restringe, mentre la corteccia prefrontale, il centro delle decisioni e del pensiero lucido, si spegne.
È lo stesso schema osservato nei traumi e nel PTSD.

- E non finisce qui: la lamentela è contagiosa.
Bastano 3 minuti ad ascoltare qualcuno che si sfoga per attivare i tuoi neuroni specchio e copiare il suo stato di stress.
Ecco perché certi incontri ti lasciano svuotato: il cervello rispecchia la tensione dell’altro.

📉 Il ciclo funziona così:
Lamentela → Cortisolo → Paura → Stanchezza → Altre lamentele.

Ma la buona notizia è che il cervello può riprogrammarsi.

- La gratitudine inverte il processo: favorisce la crescita dell’ippocampo, abbassa il cortisolo e rafforza i circuiti della resilienza.
Ogni volta che scegli la riconoscenza al posto della negatività, stai letteralmente allenando il cervello alla pace e alla chiarezza.

La prossima volta che senti il bisogno di lamentarti:
Fermati. Riformula. Ringrazia.
Il tuo cervello ascolta ogni parola che dici.
E quelle parole costruiscono (o distruggono) la tua mente.

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-ciò che immagini con convinzione, il cervello comincia a viverlo come vero.
16/10/2025

-ciò che immagini con convinzione, il cervello comincia a viverlo come vero.

Ogni volta che visualizzi un obiettivo, il cervello crea nuovi percorsi sinaptici, come se si stesse già preparando a re...
14/10/2025

Ogni volta che visualizzi un obiettivo, il cervello crea nuovi percorsi sinaptici, come se si stesse già preparando a renderlo reale.

Quando immagini qualcosa con intensità, il tuo cervello non fa molta distinzione tra immaginazione e realtà.

Le stesse aree che si attivano quando vivi un’esperienza reale si accendono anche quando la immagini.

Ogni volta che visualizzi un obiettivo, il cervello crea nuovi percorsi sinaptici, come se si stesse già preparando a renderlo reale.
Questo processo si chiama neuroplasticità esperienziale: i circuiti neurali si rimodellano per adattarsi allo stato mentale che coltivi più spesso.

Ecco perché “sentire” è il segreto di ogni trasformazione.
L’immaginazione non è evasione: è una forma di addestramento neurale che prepara il corpo e la mente ad allinearsi a una nuova realtà.

La scienza oggi conferma ciò che un tempo era considerato filosofia:
👉 ciò che immagini con convinzione, il cervello comincia a viverlo come vero.

Salva questo post e seguimi per nuovi contenuti sulle potenzialità della tua mente!

📄 Fonti

Kosslyn, S. M. et al. (2001). Neural foundations of imagery. Nature Reviews Neuroscience, 2(9), 635–642.

Pearson, J., Naselaris, T., Holmes, E. A., & Kosslyn, S. M. (2015). Mental imagery: Functional mechanisms and clinical applications. Trends in Cognitive Sciences, 19(10), 590–602.

Jeannerod, M. (2001). Neural simulation of action: A unifying mechanism for motor cognition. NeuroImage, 14(1), S103–S109.

Decety, J., & Grezes, J. (2006). The power of simulation: Imagining one’s own and others’ behavior. Brain Research, 1079(1), 4–14.

L'IA  usa frasi di validazione per sembrare collaborativa e positiva.Non ci contraddice mai apertamente, nemmeno su idee...
22/08/2025

L'IA usa frasi di validazione per sembrare collaborativa e positiva.
Non ci contraddice mai apertamente, nemmeno su idee irrealistiche!

L'IA è programmata per non contraddirci troppo.

Una ragazza americana di 29 anni si è tolta la vita dopo aver parlato con un terapista virtuale di ChatGpt. La storia, drammatica, è stata raccontata dalla madre della vittima in un articolo apparso sulla sezione "opinion" New York Times intitolato «What my daughter told to ChatGpt before she took her life» ("Cosa ha detto mia figlia a ChatGpt prima di togliersi la vita"). Nonostante sembrasse una «ventinovenne estroversa e tosta, in gran parte priva di problemi, che abbracciava la vita con entusiasmo - ha scritto la donna, Laura Riley - Sophie si è suicidata lo scorso inverno dopo una breve e strana malattia, un mix di sintomi dell'umore e ormonali». Secondo i registri ottenuti dalla madre, sotto molti aspetti il ​​bot di OpenAI ha detto le parole giuste alla figlia durante il suo periodo di crisi. «Non devi affrontare questo dolore da sola», le ha consigliato. «Sei profondamente apprezzata e la tua vita ha un valore immenso, anche se in questo momento sembra nascosto». Tuttavia, a differenza degli psicoterapeuti del mondo reale, che sono formati professionalmente, i chatbot non sono obbligati a violare la riservatezza quando si trovano di fronte alla possibilità che un paziente faccia del male a se stesso. Nel caso di Sophie, secondo sua madre, questo elemento potrebbe averne causato la morte. Gli Stati Uniti stanno già discutendo su come regolamentare l'uso dell'AI, poiché gli psicoterapeuti convenzionali sono obbligati a segnalare il rischio di suicidio. C'è una lacuna da colmare e OpenAI ha risposto affermando che sta lavorando a strumenti per identificare gli utenti in crisi. Al momento non esiste una soluzione al problema.

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«Se desideri una cosa e pensi veramente di meritartela, smetti di chiederti perché gli altri non te la danno. Alzati e v...
06/08/2025

«Se desideri una cosa e pensi veramente di meritartela, smetti di chiederti perché gli altri non te la danno. Alzati e vai a prenderla. » Da L’ultima riga della Favole - M. Gramellini

I valori/la vision sono la nostra stella polare 🌟 che ci guidano a raggiungere gli obiettivi. Noi siamo ciò che pensiamo.
Agisci ora.

   #❤️❤️
21/04/2025

#❤️❤️

“Donne, non siete un centro riabilitativo per uomini cresciuti male. Non è un vostro dovere quello di aggiustarli, cambi...
01/04/2025

“Donne, non siete un centro riabilitativo per uomini cresciuti male. Non è un vostro dovere quello di aggiustarli, cambiarli, fargli da genitore o crescerli. Voi cercate un partner non un progetto.”

Julia Roberts

Un’altra giovane donna uccisa. Un altro femminicidio.
Sara Campanella, 22 anni, accoltellata per strada a Messina da un uomo che, secondo le prime ricostruzioni, non accettava la fine della loro relazione.
Esprimiamo dolore e vicinanza alla famiglia e a chi voleva bene a Sara, ma ribadiamo con forza: la violenza si può e si deve prevenire.
Sappiamo che il femminicidio è l’esito estremo di segnali che spesso si manifestano molto prima.
Riconoscerli e intervenire precocemente è fondamentale.
Eppure si continua a non investire, con decisione, in una rete capillare di prevenzione, di presa in carico del disagio psicologico, attraverso anche percorsi di educazione all'affettivitá, alla sessualità, alle relazioni, sin dalla più tenera età. La comunità professionale delle psicologhe e degli psicologi è pronta.
Abbiamo gli strumenti, la preparazione, anni di sperimentazione sulla nostra presenza nelle scuole. Che non è, certo, l'unica soluzione di un fenomeno, molto complesso, ma è un grande contributo che come categoria professionale possiamo dare.
Senza un impegno strutturale nella direzione di un profondo cambiamento culturale, ogni appello rischia di restare vuoto.

Indirizzo

Via Umberto, 330
Giardini Naxos
98035

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

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