22/04/2026
Nel mio lavoro incontro ogni giorno persone che soffrono, che si sentono bloccate, che cercano spiegazioni a ciò che vivono.
Ed è umano desiderare di essere compresi. È umano riconoscersi in parole che parlano di fatica, di ferite, di ingiustizie.
Ma fermarsi lì non basta.
Restare solo nella narrazione del dolore può far sentire accolti, ma non sempre aiuta a stare meglio, dunque, accanto al riconoscimento e all’elaborazione degli stati emotivi, può essere utile interrogarsi sui margini di trasformazione possibili, considerando che il cambiamento implica un’assunzione di responsabilità soggettiva, un ampliamento della consapevolezza e un progressivo lavoro su aspetti anche faticosi dell’esperienza.
Non si tratta di negare la sofferenza, ma di non identificarci completamente con essa.
Come psicologa, il mio obiettivo non è solo comprendere ciò che si prova, da dove nascono, ma aiutare a trovare strumenti, nuove prospettive e possibilità di azione.
Perché comprendersi è importante.
Ma trasformarsi è ciò che fa davvero la differenza. 🌸