21/01/2026
⚠️⚠️IL PROSCIUTTO COTTO È CANCEROGENO⁉️⁉️⁉️
Negli ultimi giorni è tornata a circolare la notizia secondo cui il prosciutto cotto sarebbe “cancerogeno”.
⏩Vediamo cosa significa davvero, senza allarmismi inutili.
Già dal 2015 l’OMS ha inserito le carni trasformate tra i cancerogeni di classe 1. Parliamo di prodotti che vengono salati, stagionati, affumicati o conservati per durare più a lungo e avere un sapore più intenso: salumi, wurstel, salsicce, bacon, prosciutto e carne in scatola.
La dicitura “classe 1” spesso spaventa, ma va interpretata correttamente: indica che le prove scientifiche sono solide, non che l’alimento sia altamente pericoloso. Nello stesso gruppo troviamo anche alcol e fumo, che però hanno un impatto sulla salute molto più marcato.
Il concetto chiave è questo: sappiamo che aumentano il rischio, ma non tutti nello stesso modo. L’effetto di un consumo abituale di carni trasformate è decisamente più lieve rispetto a quello di bere regolarmente alcol o fumare.
E quindi, cosa facciamo?
Di certo non eliminiamo il prosciutto dalla faccia della Terra.
✅La strategia più sensata è ridurre le quantità e la frequenza. Un riferimento pratico può essere circa 50 g a settimana, cioè più o meno mezza confezione di affettato. Ancora meglio: non farlo diventare un alimento “di routine”, ma lasciarlo per le occasioni sociali — una pizza, un aperitivo, una gita fuori porta.
Un altro punto importante: non è solo una questione di conservanti. Anche il salume fatto in casa non cambia il quadro. Il problema principale è il ferro eme, presente in maggiore quantità nelle carni trasformate rispetto a quelle fresche, il quale può favorire la formazione di sostanze potenzialmente dannose, aumentare lo stress ossidativo e irritare la mucosa intestinale.
⚡Nel tempo, tutto questo può contribuire ad aumentare il rischio di tumore al colon-retto.
Infatti, secondo AIRC, il rischio cresce del 18% con un consumo abituale di 50 g al giorno, non con l’uso occasionale.
⏩⏩⏩⏩Messaggio finale, molto semplice:
non è il panino ogni tanto il problema, ma l’abitudine quotidiana.
✅✅✅Si può mangiare, ma meno spesso e in piccole quantità. Nulla di nuovo: sono anni che la scienza ce lo dice.
Immagine: focus