07/04/2026
|«Mi era stato detto di esprimere i miei pensieri ad alta voce e di non tenerli solo nella testa, ma io decisi di scriverli. Le parole che uscivano dalla biro e finivano sulla pagina erano più o meno tutte le cose che non volevo sapere.»|
Nelle ultime settimane ho lasciato che questo libro scivolasse dentro di me, sedimentando a strati sottili e tornando nei pensieri nei momenti più inattesi, portando con sé echi di ciò che era rimasto in ombra, delicato e insistente allo stesso tempo.
Tra ricordi d’infanzia, relazioni che lasciano cicatrici, momenti di rottura, Levy trasforma la scrittura in un luogo sospeso, uno spazio dove il Sé può osservarsi, interrogarsi, sfiorare le proprie vulnerabilità e rimettersi insieme, tessendo lentamente una trama invisibile tra memoria e desiderio di libertà.
Leggere questo libro diventa allora un gesto di cura, un avvicinarsi alle memorie dolorose senza precipitare nella paura, restando accanto a ciò che emerge e lasciando che le emozioni possano respirare, essere nominate e integrate, sperimentando la propria capacità di restare presenti anche quando il cuore trema.