23/10/2025
La magrezza, viene definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità pericolosa per la salute, quando il soggetto ha BMI inferiore a 18.5, ovvero un indice di massa corporea particolarmente basso. Il BMI, infatti, è un indicatore rapido per poter determinare i livelli, non solo di sovrappeso e obesità, ma anche di sottopeso ed eccessiva magrezza.
La magrezza è uno stato di sottopeso sviluppato per motivi di disturbo alimentare, presenza di malattie croniche e malnutrizione.
La eccessiva magrezza patologica porta ad un calo ponderale di peso che si accompagna spesso a perdita della massa ossea con demineralizzazione, perdita muscolare, complicazioni di tipo renale, balzi di umore, tristezza, squilibrio metabolico e soprattutto disagio psicosociale, che peggiora la qualità della vita.
Come prima cosa è importante stabilire se si tratta di eccessiva magrezza di tipo costituzionale dovuta a cause fisiologiche o patologiche. Se queste ultime si possono escludere, allora, si devono considerare le abitudini alimentari, comportamentali, sociali che possono essere responsabili dell’eccessiva magrezza.
Considerata la situazione nel complesso, bisogna, poi, intervenire con una dieta equilibrata e leggermente ipercalorica che possa aiutare a prendere qualche chilo, magari per arrotondare le forme ed essere più femminili o per irrobustire la massa muscolare, risultato che sarà ulteriormente migliore se ci si allena con esercizi finalizzati ad aumentare la massa muscolare.
La dieta ipercalorica è un regime alimentare che si prefigge l’obiettivo di aumentare l’apporto di tutti i nutrienti con l’alimentazione (energetici, plastici, sali minerali, vitamine ecc.), allo scopo di favorire un eventuale incremento ponderale utile al ripristino del peso fisiologico desiderabile, in un soggetto caratterizzato da sottopeso.
La dieta ipercalorica è quindi un regime alimentare bilanciato, con 5 o 6 pasti al giorno, dove l’apporto calorico è leggermente superiore del fabbisogno giornaliero calcolato in base al proprio metabolismo (al massimo del 10% in più) e prevede una percentuale adeguata di tutti i nutrienti, tipiche di una dieta equilibrata (50-55% carboidrati, 20-25% proteine, 25-30% grassi).
Attenzione quindi, dieta ingrassante non vuol dire mangiare quantità industriali di cibi ipercalorici o ancor peggio di cibo “spazzatura”, cosiddetto “junk food”: i principi da seguire sono quelli della sana alimentazione, ovvero consumo giornaliero di frutta e verdura, carboidrati a basso indice glicemico, grassi di qualità come quelli contenuti nel pesce, nell’olio extravergine di oliva e nella frutta secca (noci, mandorle, pinoli, ecc.), proteine sia animali che vegetali (soia e altri legumi).
Decidere cosa mangiare o non mangiare dipende da ciascuno di noi ed accettare una dieta adatta alla propria situazione significa stare meglio: è un’opportunità di benessere e il peso forma rappresenta sicuramente una tappa importante per conseguire uno stato di salute psicofisica. All’inizio può sembrare un impegno difficile, ma è utile trovare una motivazione che aiuti a vivere la determinazione verso la scelta giusta, uno stile di vita sano.
L’eccessiva magrezza, come il sovrappeso e l’obesità, può compromettere la tua salute fisica e mentale. Affidati ad un nutrizionista che ti guiderà nella scelta di un percorso nutrizionale su misura, pensato per le tue esigenze e per raggiungere un peso forma ottimale in modo sano e duraturo.
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