Associazione "La Mandragora"

Associazione "La Mandragora" Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Associazione "La Mandragora", Giovinazzo.

"La Mandragora" nasce in Puglia nel maggio 2013 con lo scopo di divulgare, promuovere ed attuare, la Tradizione Erboristica Mediterranea, accostandosi nel tempo ad altre forme di arti tradizionali come lo Yoga e la Danza e alle disciplini olistiche.

Postcards from winter 🌞🌞
02/01/2022

Postcards from winter

🌞🌞

Questa lettera potrebbe essere voce di tutte le realtà nate con lo scopo di diffondere coesione sociale attraverso cultu...
05/08/2021

Questa lettera potrebbe essere voce di tutte le realtà nate con lo scopo di diffondere coesione sociale attraverso cultura e bellezza, come
spesso sono le associazioni socio culturali.

Siamo tutti oggi chiamati a prendere decisioni coerenti con i valori condivisi e trasmessi negli anni, con coscienza serena e non per sola mera comodità.

Siamo altresì certi che arriveranno presto tempi più luminosi e leggeri per tutti, anche grazie a parole ed azioni come queste ☀🙏

Nel rispetto delle motivazioni che hanno indotto Fabrizio Masucci alle dimissioni dalla carica di presidente e dal ruolo di direttore del Museo Ca****la Sansevero, così come esposte nella lettera che segue, il Consiglio di Amministrazione auspica che i temi sollecitati possano offrire spunti per un più ampio e sereno dibattito.

UN PASSO DI LATO
Le cronache degli ultimi giorni riportano che, a seguito dell’emanazione del Decreto Legge n. 105 del 23 luglio 2021, anche il tema dell’accesso ai musei – come era facilmente prevedibile – è divenuto terreno di scontro tra opposte fazioni.

Ritengo innanzitutto utile far presente quali siano, nel rispetto delle misure imposte dall’emergenza sanitaria, le regole attualmente previste in un museo. Nel nostro caso, è stata ridotta di circa due terzi la capienza massima giornaliera, prima dell’ingresso tutti i visitatori sono sottoposti al rilievo della temperatura corporea con termometro senza contatto, è obbligatorio indossare correttamente la mascherina per tutta la durata della visita ed è stata realizzata un’apposita segnaletica orizzontale e verticale volta a garantire il rispetto della distanza interpersonale. In biglietteria e negli spazi visitabili è a disposizione dei visitatori del gel igienizzante per le mani, il percorso di visita è unidirezionale e l’ingresso e l’uscita avvengono attraverso varchi distinti, le audioguide noleggiate vengono sanificate dopo ogni singolo utilizzo e possono essere ascoltate con auricolari propri o con auricolari monouso forniti gratuitamente. Infine, per evitare il rischio di eventuali assembramenti o lunghe code all’esterno, è stata disposta una pianificazione degli accessi finalizzata a garantire la sicurezza dei visitatori: i biglietti sono disponibili online e ogni giorno di apertura viene messa a disposizione solo una quantità residuale di biglietti last minute, acquistabili in biglietteria fino a esaurimento, per fasce orarie esplicitamente indicate. A queste principali misure se ne affiancano altre, che tralascio di aggiungere all’elenco.

L’Autorità ha determinato che l’adozione di tali misure di sicurezza nei musei è compatibile con l’apertura al pubblico. Devo ritenere che, oltre che per ragionamenti di buon senso inerenti alla semplicità ed efficienza con cui si possono regolare i flussi e far rispettare le norme di sicurezza in questi luoghi, tale decisione sia stata presa e venga mantenuta in vigore anche sulla base di rilevazioni statistiche e ricerche scientifiche, che giungono alla conclusione che di tutti i principali luoghi al chiuso aperti al pubblico – assodato che si osservino alcune basilari misure di sicurezza – i musei sono quelli in cui sussiste il minore rischio di contagio.

Alla luce di tali evidenze, constatate dal decisore politico che ha ritenuto e ritiene tuttora di poter tenere aperti i musei, l’obbligo di richiedere l’esibizione del green pass per l’accesso ai musei non è legato a valutazioni di carattere epidemiologico specificamente riferite ai contesti museali, ma è stato considerato esclusivamente uno strumento utile, fra tantissimi altri, allo scopo dichiarato – in sede di conferenza stampa di presentazione, lo scorso 22 luglio, del DL n. 105 – di ottenere più numerose adesioni alla campagna vaccinale. Senza assolutamente entrare nel merito dello scopo che ha inteso prefiggersi il Governo, e non avendo ovviamente pregiudizi di sorta nei confronti dei vaccini, obietto tuttavia che i musei non debbano e non possano essere strumentalizzati – nel senso letterale di “usati come strumento” – per ottenere qualsivoglia scopo estraneo alle loro naturali finalità, specie quando tale strumentalizzazione contribuisca inevitabilmente a compromettere, invece che favorire, la coesione sociale, in aperto contrasto con una delle più intrinseche missioni di un museo.

Durante la grave crisi che stiamo attraversando, abbiamo rispettato senza nulla eccepire lunghi periodi di chiusura, quando tale chiusura è stata disposta dall’Autorità sulla base di valutazioni epidemiologiche connesse anche agli ambienti museali. A fronte di ragioni analoghe avrei considerato di poter continuare a dirigere un museo che dovesse rinunciare alla parità di trattamento dei suoi visitatori. Tuttavia, se viene richiesto a un museo di rinunciare alla parità di trattamento per motivi che non possono che essere recepiti come strumentali, in quanto non connessi alla tipologia di spazio e attività, intendo pacatamente ricordare che i musei sono per loro vocazione luoghi di inclusione e che l’accesso paritario all’arte e alla cultura, diritto di tutti, dovrebbe essere sacrificato solo all’esito di ogni sforzo possibile volto a evitare una simile ferita. Mi auguro che le autorità competenti possano riconsiderare una decisione che coinvolge aspetti socioculturali di rilevante interesse collettivo, al fine di risparmiare almeno ai musei, riserva aurea di civiltà, lo scomodo ruolo di bersaglio delle intemperanze dell’arena mediatica. Ci sarebbero anzi le condizioni propizie per fare dei musei un sicuro “spazio neutro” in cui le persone, circondate dalla bellezza, possano ricominciare a conoscersi e riconoscersi, senza etichettarsi reciprocamente.

Per la radicata cultura della legalità che ha sempre contraddistinto la nostra istituzione, a partire dal 6 agosto anche il Museo Ca****la Sansevero, come è ovvio che sia, si adeguerà al rispetto delle regole previste dal DL n. 105 del 23 luglio 2021. In considerazione di quanto fin qui esposto, non posso però sottrarmi al più forte richiamo della mia coscienza, che mi induce a lasciare – dopo oltre dieci anni e mezzo – la presidenza e la direzione del Museo Ca****la Sansevero. Spero che questa decisione venga intesa, qual è, come un semplice gesto di coerenza del mio giudizio e del mio sentire.

Desidero ringraziare il Consiglio di Amministrazione, oltre che per il supporto offerto durante il mio mandato, anche specificamente per aver voluto pubblicare la presente lettera sui canali istituzionali del Museo Ca****la Sansevero. Il mio più vivo ringraziamento va a tutto lo staff del museo e a tutte le istituzioni e le persone con cui ho avuto il piacere di collaborare in questi anni. Mi rasserena la certezza che il Museo Ca****la Sansevero raggiungerà nuovi traguardi e continuerà a diffondere il valore della bellezza e della cultura.
Fabrizio Masucci

“Abbassiamo il volume del Megafono, e insistiamo affinché diffonda messaggi quanto più possibile precisi, intelligenti e umani”.
George Saunders, “L’Uomo col Megafono” (in: “Il megafono spento. Cronache da un mondo troppo rumoroso”, minimum fax 2009, trad. it. di Cristiana Mennella)

[Immagine: Sincerità (Francesco Queirolo, 1754-55) | © Museo Ca****la Sansevero, fotografo Carlo Vannini – Scripta Maneant Edizioni – 2021]

https://www.museosansevero.it/lettera-fabrizio-masucci/

Preparazione di Elisir con alcune delle piante spontanee raccolte nel parco dell'alta Murgia in questa stagione...Si spr...
02/06/2021

Preparazione di Elisir con alcune delle piante spontanee raccolte nel parco dell'alta Murgia in questa stagione...
Si sprigionano profumi inebrianti che ci connettono alla Terra ☀🌿🌾

Serena Pasqua 🙏
04/04/2021

Serena Pasqua 🙏

Per crescere davvero interiormente,
devi prima essere provocato
da ogni angolazione.
Le cose non possono andare soltanto a modo tuo.
Non è possibile padroneggiare la vita
o aspettarti che soddisfi le tue proiezioni.
Se le cose fossero sempre facili,
ti addormenteresti nel tuo essere.
Nel momento in cui diventi più sensibile,
più attento, intuitivo, aperto e silenzioso,
allora la paura, le resistenze e la letargia diminuiscono,
e vengono sostituite da una calma profonda
e dalla fede nell'Invisibile.
Sebbene non si veda alcuna compagnia al tuo fianco,
colui che cammina con Dio non è mai solo:
le schiere celesti camminano con lui.

~ Mooji

~ ~ ~

In order to really grow inside,
you must first be challenged
from all directions.
Things cannot just go your way.
You cannot command life or
expect it to fulfil your projections.
If things were always easy,
you would go to sleep inside your being.
As you become more sensitive,
more alert, intuitive, open and silent,
then fear, resistance and lethargy subside
and are replaced with a deep calm
and a faith in the unseen.
Though no outer company
may be seen alongside you,
the one who walks with God is never alone.
The hosts of the heavens walk with them.

~ Mooji

Bentornata Primavera 🌸🌸
20/03/2021

Bentornata Primavera 🌸🌸

BENTORNATA, PRIMAVERA!

E anche quest’anno, buona buona, zitta zitta, è arrivata. Questa mattina, alle 10:37 italiane. Il Sole, nel suo moto apparente annuale, è andato a posizionarsi in uno dei due punti in cui l’eclittica incontra l’equatore celeste, il cosiddetto “punto vernale”, dando così inizio alla bella stagione nell’emisfero boreale. Il secondo punto verrà raggiunto tra circa sei mesi, nell’equinozio di autunno.

Sì, avete capito bene: l’equinozio di primavera cade quest’anno il 20 marzo, non il 21 come ci insegnano a scuola. L’equinozio infatti può cadere in giorni diversi, e contrariamente all'immaginario comune che vuole la primavera il 21 marzo in realtà l'equinozio avviene molto più spesso il 20. Questo secolo l’equinozio è caduto il 21 marzo soltanto nel 2003 e nel 2007, e non accadrà più fino al prossimo secolo. Anzi, nel 2044 e nel 2048 qui in Italia cadrà addirittura nelle ultime ore del 19 marzo.

Questa immagine del satellite EUMETSAT mostra chiaramente quanto il terminatore (la linea che separa il dì dalla notte) sia parallelo ai meridiani terrestri. Questo significa che la durata del dì oggi sarà di circa 12 ore per l’intero pianeta. Lo dice anche la parola stessa “equinozio”, che deriva da “aequi nox”, “notte uguale”. In realtà oggi il dì dura circa 5 minuti in più della notte alle nostre latitudini, perché i moti sono riferiti al centro del disco solare, mentre l’alba comincia qualche minuto prima dell’arrivo del centro del Sole sull’orizzonte terrestre e il tramonto termina qualche minuto dopo. Tenendo conto di questo effetto, e della rifrazione della luce solare da parte dell’atmosfera terrestre, dì e notte alle nostre latitudini hanno la stessa durata il 17 marzo.

Oggi è anche uno dei due giorni all'anno (insieme all'equinozio d'autunno) in cui il sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest. La Grande Sfinge di Giza, che punta esattamente a est, oggi all'alba ha avuto il sole esattamente di fronte.

L’equinozio di primavera è associato in tutto il mondo a feste e celebrazioni. La Pasqua ebraica e quella cristiana sono legate proprio a questo giorno: in particolare, quella cristiana cade la domenica successiva alla prima luna piena dopo il solstizio. Il simbolo della Pasqua, l’uovo, rappresenta proprio rinascita che arriva con la primavera. Nel calendario persiano l’anno inizia proprio con l’equinozio di primavera. In Giappone è festa nazionale e si celebrano gli antenati.

In questo periodo prolungato di lockdown, l'arrivo della bella stagione è anche un pretesto per ricordarci che nonostante le difficoltà e le preoccupazioni che abbiamo oggi, arriveranno giornate migliori e periodi migliori.

Buona primavera a tutti!

-Filippo

Credits: EUMETSAT

Buon Solstizio d'inverno, giorno simbolo del passaggio dalle tenebre alla luce.Che questa nuova luce possa illuminare il...
21/12/2020

Buon Solstizio d'inverno,
giorno simbolo del passaggio dalle tenebre alla luce.

Che questa nuova luce possa illuminare il cammino di tutti noi 🎄🙏

✨
06/12/2020

Il fiore riempie lo spazio con un profumo, la candela con la luce.
Non fanno niente, eppure cambiano tutto con la loro sola presenza.

(Sri Nisargadatta Maharaj)

Immagine di Ridwan Ashique

La nostra tisana preferita del mese di Dicembre 🌿Infuso di erba medica o Alfa-alfa (il cui nome latino è Medicago sativa...
02/12/2020

La nostra tisana preferita del mese di Dicembre 🌿
Infuso di erba medica o Alfa-alfa (il cui nome latino è Medicago sativa L.), pianta nativa della zona mediterranea, utilizzata in fitoterapia nella sua parte intera fiorita.
Il termine alfa-alfa, di origine araba, comunemente tradotto con “padre di tutti gli alimenti”, sta ad indicare il grande patrimonio di principi nutritivi che questa pianta racchiude.
L'erba medica possiede infatti meravigliose proprietà remineralizzanti e nutrienti, grazie al suo alto contenuto di sali minerali e vitamine. Stimola inoltre le funzioni del fegato e del sistema biliare.
Per la sua preparazione basterà lasciare in infusione per cinque minuti un cucchiaio di pianta in una tazza di acqua bollente, infine filtrare e gustare, anche per tre volte durante la giornata.

Ricordiamo le parole che il grande maestro Yogananda dedicò a a questa pianta nei suoi scritti sull'alimentazione Yoga.
Yogananda, su suggerimento di Luther Burbank, ci descrive così questa pianta dotata di particolari virtù e proprietà nutritive:

"Il mio amico personale Luther Burbank, famoso mago delle piante, diceva che l'erba medica contiene alcune delle più importanti sostanze nutritive conosciute, e che sarebbe diventata il futuro cibo dell'uomo. L'erba medica è chiamata anche alfalfa, che è un antico nome arabo che significa "padre di tutti i cibi". Sta scritto che centinaia d'anni prima di Cristo i Persiani invasero la Grecia servendosi di cavalli che avevano avuto per foraggio dell'erba medica. Appare chiaro che il suo alto valore curativo e nutritivo può essere spiegato dal fatto che ha le radici più lunghe di qualsiasi altra pianta conosciuta, raggiungendo a volte i quindici metri di lunghezza. Perciò si capisce facilmente come una radice che si faccia strada così profondamente nelle viscere della terra sia destinata ad assorbire delle potenti qualità magnetiche, e ad estrarre probabilmente dei minerali di una forza più concentrata e intensa di quelli più prossimi alla superficie terrestre. Questo fatto, unito al suo sistema di coltivazione simile a quello del fieno e al suo processo d'essiccazione in cumuli, che la saturano letteralmente di vitamina D (la vitamina della luce del sole) forma all'interno della sua fibra una polarizzazione elettro-magnetica che produce una pianta più potente di quanto si possa immaginare. Contrariamente a quanto si crede, non appartiene alla famiglia del fieno. Come il pi***lo e il fagiolo appartiene alla famiglia delle leguminose e si nutre dell'azoto dell'aria, ricevendo in tal modo la sua grande percentuale di proteine (il ricostituente). È il più ricco di tutti i vegetali a foglia. Grazie al suo alto contenuto di potassio (37%) è particolarmente specifico per tutte le condizioni sfavorevoli femminili (come ricorderete, il potassio è l'elemento chimico femminile), e dov'essere usato liberamente dalla madre incinta e da quella che allatta, dalle ragazze mature e dalle donne di mezza età. Tuttavia le sue virtù non sono confinate a un solo sesso; ed è un rimedio altamente raccomandato per molti altri disordini. Inoltre contiene una grande quantità di cloro, noto come il lavandaio del corpo, perché distrugge il pus, previene la costipazione, favorisce le secrezioni, assiste nella secrezione dei succhi gastrici, previene la piorrea e la cancrena, neutralizza l'acidità nel corpo e ha molte altre qualità purificanti. Dall'alfalfa si può ricavare una bevanda deliziosa e molto salutare. Per ogni tazza desiderata, usate un cucchiaio di alfalfa. Mettetela nell'acqua fredda e portatela lentamente al punto di ebollizione. Lasciate in infusione. Scolate. Potete aggiungere del miele a piacere. Del succo d'arancia spremuto in essa gli dà un gusto e un aroma delizioso. Si può prendere un cucchiaino di alfalfa secco in polvere ogni giorno, sia annaffiato con un bel bicchiere d'acqua, o cosparso sull'insalata, o aggiunto al succo d'arancia."

(Paramahansa Yogananda, Alimentazione Yoga, Edizioni Vidyananda)

🏵☀🌸
19/11/2020

🏵☀🌸

Condividiamo con gran piacere.
12/11/2020

Condividiamo con gran piacere.

In arrivo nelle librerie il mio primo libro in una nuova veste grafica, dai contenuti ampliati, aggiornati e rivisti. La riedizione è frutto di un intenso lavoro di squadra che ho apprezzato molto:…

27/10/2020

Il bollettino di oggi: 10.000 nuovi frassini hanno virato al giallo, centinaia di ciliegi sono passati al rosso, si attende a giorni l'ondata di arancione che investirà milioni di larici 🍂
Se qualche albero intorno a voi manifestasse i sintomi (caduta di foglie, sferzate di colore e nostalgia) non abbiate paura: abbracciatelo, e lasciatevi contagiare dalla magia dell'autunno 🧡

Comunichiamo che con la pubblicazione del nuovo decreto, sono da oggi sospesi tutti gli incontri di Yoga e Danza presso ...
26/10/2020

Comunichiamo che con la pubblicazione del nuovo decreto, sono da oggi sospesi tutti gli incontri di Yoga e Danza presso la nostra sede.
Tuttavia non perdiamo la fede nella saggezza della Vita e continuiamo per quanto possibile a diffondere bellezza e gentilezza dentro e intorno a noi 💚🙏
Ringraziamo tutti i soci per il sostegno e l'affetto e condividiamo le belle parole di una praticante del corso di Danza Orientale che ieri ci ha scritto così:
"E direi che siamo in piena danza, quella della vita, con i suoi ritmi a volte pacati a volte intensi.
Restiamo in ascolto, specie della parte più profonda del nostro essere e non ci perderemo."

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