Osteopata Fabrizio Crippa D.O.

Osteopata Fabrizio Crippa D.O. L'osteopatia è una medicina olistica, esclusivamente manuale, che mira all'eliminazione della causa principale del sintomo senza l'utilizzo di farmaci.
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05/05/2026

Non abbiamo fatto un trattamento.

Questa persona è arrivata convinta di dover “sistemare qualcosa”.

Aveva già fatto diversi esami.
Tutti negativi.
Eppure i sintomi c’erano: tensione, fastidio, corpo sempre in allerta.

In questi casi la tentazione è cercare qualcosa da trattare.

Ma non sempre è lì il punto.

Abbiamo lavorato su una cosa semplice:
respiro e consapevolezza.

Non per “rilassarsi e basta”.
Ma per aiutarla a comprendere cosa stava succedendo nel suo corpo e a uscire da quello stato.

Nel giro di pochi giorni la situazione è migliorata in modo evidente.

Questo non significa che sia sempre così.
Non tutte le situazioni sono uguali.

Ma in alcune persone il cambiamento non arriva facendo di più.

Arriva facendo diverso.

Non sempre serve interve**re di più.

A volte serve cambiare approccio.

Le parole possono bloccare più del dolore.“Non hai niente.”“È tutto nella tua testa.”“Stai fermo.”“Non sollevare pesi.”S...
14/04/2026

Le parole possono bloccare più del dolore.

“Non hai niente.”
“È tutto nella tua testa.”
“Stai fermo.”
“Non sollevare pesi.”

Sono frasi che sento spesso dire ai pazienti mentre li sto valutando.

E capisco perfettamente chi si trova in difficoltà.

Perché da una parte c’è il dolore.
Dall’altra ci sono tutte le informazioni ricevute:
riposo, attenzione, paura di muoversi.

E nel tempo succede una cosa.

Le persone iniziano a dire:
“Mi sento bloccata.”

Ma non sempre è il corpo a bloccare.

Spesso è il significato che diamo al movimento.
Spesso sono le parole che abbiamo sentito.

Questo non significa che non esistano situazioni che richiedono attenzione o approfondimenti.

Ma significa che, in molte persone, il lavoro è anche questo:
aiutarle a tornare a muoversi, a capire il proprio corpo e a non avere paura.

Non blocchiamo le persone.
Insegniamo loro a muoversi.

08/04/2026

Non stavamo allenando la forza.

Questa signora ha 61 anni.

All’inizio aveva paura anche solo di piegarsi.
Mi diceva che le avevano sempre detto di fare attenzione, di non caricare la schiena, di farsi aiutare anche nelle cose semplici.

Eppure ogni giorno prende in braccio il nipote che pesa circa 12 kg.

Il problema non era il peso.
Era la sicurezza nel movimento.

In quattro sedute abbiamo lavorato non per “allenare la forza”, ma per farle ritrovare consapevolezza del proprio corpo e fiducia nel movimento.

Nel video finale solleva 15 kg.
Ma il risultato non è quello.

Il risultato è che può tornare a fare le sue cose quotidiane senza paura.

Non alleniamo solo il corpo.
Aiutiamo le persone a fidarsi di nuovo di sé.

01/04/2026

Il movimento come strumento di consapevolezza.

Questo ragazzo viene in studio per dolori diffusi alle gambe e una sensazione molto chiara:
“Non sento la sicurezza, sento che cado.”

Durante la valutazione gli chiedo di flettersi.
A un certo punto si ferma e mi dice:
“Cedo.”

La prima volta si fermava molto prima.
Poi ci mettiamo di fianco, parliamo, riproviamo.

Stesso corpo.
Movimento diverso.

Per molto tempo, lo ammetto, anche per me era difficile lavorare così.
La mia zona di comfort era il lettino e la terapia manuale.

Con il tempo ho capito che in alcune persone, soprattutto con dolore cronico, il movimento può diventare uno strumento per far conoscere il proprio corpo, per creare sicurezza e per aumentare la consapevolezza.

Questo non significa che vada bene per tutti.
E non significa che la terapia manuale non serva.

Significa che in alcune persone l’esercizio può diventare uno strumento di apprendimento, non solo di rinforzo.

E quando una persona inizia a capire e a sentire il proprio corpo, spesso inizia anche a muoversi meglio.

Dietro ogni valutazione, c’è un team.Questa mattina in studio abbiamo fatto una formazione interna sull’utilizzo delle p...
27/03/2026

Dietro ogni valutazione, c’è un team.

Questa mattina in studio abbiamo fatto una formazione interna sull’utilizzo delle pedane di forza.

Crescere insieme per lavorare meglio.

Strumenti che ci permettono di valutare equilibrio, forza, controllo del movimento e che utilizziamo soprattutto con gli sportivi.

Ma la cosa più bella non è stata la pedana.

È stato vedere intorno a quello strumento:
osteopati, fisioterapisti, massoterapisti e preparatori confrontarsi, fare domande, ragionare insieme.

Perché lavorare in un centro così non significa solo condividere uno spazio.

Significa condividere idee, competenze e obiettivi.

Ed è questa la parte del mio lavoro di coordinatore che mi piace di più.

26/03/2026

A volte il problema non è il dolore.
È non riuscire a gestirlo.

Questo signore è arrivato in studio con la stampella.
Mi ha detto che stava pensando di chiamare l’ambulanza per il dolore alla schiena.

Durante la visita mi ha detto una frase che mi ha fatto ve**re la pelle d’oca:

“Non riuscivo a gestire il dolore.”

E lì ho capito che il punto non era solo la schiena.

Tempo fa probabilmente mi sarei fermato al dolore.
Avrei fatto solo terapia manuale cercando di “togliere il sintomo”.

Da tempo,invece, ho imparato che prima bisogna capire la persona, ascoltarla, mettersi di fianco e aiutarla a muoversi e a gestire quella situazione.

Questo non significa che tutti i pazienti vadano trattati così.
La prima cosa rimane sempre capire con chi possiamo lavorare in questo modo e con chi no, attraverso una corretta valutazione e diagnosi differenziale.

Ma una cosa l’ho capita in questi anni:

Spesso il problema non è il dolore.
È che la persona non sa più come gestirlo.

E quando una persona torna a gestire il proprio corpo e il proprio dolore, cambia tutto.

Coordinare non è solo organizzare. È prendersi cura delle persone.Da gennaio svolgo la mia attività professionale all’in...
17/03/2026

Coordinare non è solo organizzare. È prendersi cura delle persone.

Da gennaio svolgo la mia attività professionale all’interno di , un centro in cui diverse figure lavorano insieme ogni giorno:

fisioterapisti, osteopati, massoterapisti, preparatori, insegnanti di Pilates, insegnanti di yoga, ortopedico, fisiatra, medico dello sport e podologo.

Accanto all’attività clinica come osteopata, porto avanti un ruolo a cui tengo molto:
il coordinamento del centro.

Un lavoro che negli ultimi due anni è cresciuto sempre di più dentro di me.

Coordinare per me non significa solo organizzare il lavoro.
Significa ascoltare, mettere in relazione, creare connessioni tra professionisti diversi.

Significa accompagnare le persone, sia pazienti che colleghi, verso un obiettivo comune:
stare meglio e lavorare meglio.

Credo molto nel lavoro di squadra e nella collaborazione tra professionisti.
Perché è proprio lì che nasce il vero valore.

E questo è solo l’inizio di un percorso che voglio continuare a sviluppare.

Non è solo il luogo in cui lavoro.
È il progetto che sto costruendo.

12/03/2026

La stessa persona. Lo stesso giorno. Due movimenti completamente diversi.

Questa signora ha 61 anni.
Fino a prima del Covid correva anche 10 km.

Quando è arrivata in studio la settimana scorsa non riusciva quasi ad alzarsi dalla sedia ed è stata accompagnata dal marito.

Abbiamo lavorato sul movimento e sul recupero della fiducia nel suo corpo.
È uscita camminando.

Due giorni dopo è tornata da sola.

Nel primo pezzo del video prova a sollevare un peso di 6 kg (pensava fossero 2).
Il movimento è rigido, esitante.

Poi abbiamo parlato.
Mi ha raccontato tutte le cose che negli anni le sono state dette sulla sua schiena e quanto questo l’avesse portata a muoversi con paura.

Nella stessa seduta, pochi minuti dopo, il movimento cambia.

Nessuna magia.
Stessa persona.
Stesso peso.
Solo un modo diverso di affrontarlo.

A volte non cambia il corpo.
Cambia la fiducia nel muoversi.

05/03/2026

Quando una persona vive con dolore da tempo, spesso il primo ostacolo non è il peso.

È la paura che quel movimento possa far male.

Così il corpo si blocca ancora prima di provarci.

Con il giusto percorso e con esposizione graduale al movimento, molte persone riscoprono qualcosa di semplice ma fondamentale:
il corpo può tornare a fidarsi.

Il movimento non torna quando sparisce la paura.

La paura sparisce quando torni a muoverti.

22/02/2026

R E S E T

Tra una settimana intensa e mille impegni,
ogni tanto bisogna scegliere di staccare davvero.

Non per scappare.
Ma per respirare.

Lo snowboard per me è questo:
presenza, equilibrio, leggerezza.

Muoversi non è solo attività fisica.
È sentirsi vivi

18/02/2026

Se hai mal di schiena, ti hanno detto che è colpa di come dormi.

Ma la scienza non dice questo.

Alcune posizioni possono peggiorare i sintomi…
ma non sono la causa.

Il mal di schiena è multifattoriale: movimento, carichi, stress, stile di vita.

Il letto può influenzare come ti svegli.
Ma il problema spesso nasce fuori da qui.

Non è come dormi.
È come vivi.

Se vuoi capire cosa conta davvero per la tua schiena, scrivimi ‘SCHIENA’ nei commenti.

L’adolescenza è un momento chiave per il corpo.Crescita rapida, sport e cambiamenti.Per questo credo nella valutazione p...
11/02/2026

L’adolescenza è un momento chiave per il corpo.
Crescita rapida, sport e cambiamenti.

Per questo credo nella valutazione precoce, non per creare allarmismi, ma per fare prevenzione.

Da quando collaboro con il Centro di Giussano, abbiamo strutturato un progetto che affianca la visita medica non agonistica con una valutazione posturale, così da intercettare eventuali criticità e, se necessario, inviare a un collega professionista sanitario per approfondimento.

La prevenzione non è trovare un problema.
È accorgersi in tempo se qualcosa può diventarlo.

Indirizzo

Via Montello 12
Giussano
20833

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

+393335967140

Sito Web

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