Dott.ssa Caterina Di Dato

Dott.ssa Caterina Di Dato Psicologa a psicoterapeuta, lavoro in terapia individuale e di gruppo con adolescenti, giovani e adulti.

13/04/2026

Episodi di violenza che coinvolgono giovani richiamano l’attenzione sul senso del limite e sulla responsabilità educativa degli adulti, in un contesto sociale sempre più complesso.

In un’intervista a La Repubblica, la Presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, sottolinea: «Diciamolo subito. Non sono dei mostri, ma sono capaci di fare cose orribili, dalle conseguenze irreparabili come purtroppo in questo caso, di cui il più delle volte non comprendono le conseguenze. La domanda che dobbiamo farci è proprio questa: è possibile per questi ragazzi, sempre più giovani, fare qualsiasi cosa, andare oltre ogni limite, senza porsi il problema delle conseguenze»?

E aggiunge: «viviamo in una società assai complessa in cui il rapporto genitori-figli è reso più difficile dal terzo incomodo, quello che io definisco ''il mondo in tasca'', il cellulare che sta nelle tasche di ogni figlio ma anche di ogni genitore».

Il senso del limite si apprende fin dall’infanzia e si costruisce nella relazione con gli adulti: famiglie, scuola e istituzioni hanno un ruolo centrale nel sostenere questo percorso.

Il CNOP ribadisce la necessità di rafforzare la presenza della psicologia nei contesti di vita e investire nella prevenzione e nel supporto psicologico: «Psicologo a scuola, subito e ovunque e psicologo di base. Di sostegno ai giovani, agli educatori, alle famiglie».

Leggi l'articolo completo 👉🏻 https://www.repubblica.it/cronaca/2026/04/13/news/intervista_psicologa_maria_antonietta_gulino_violenza_giovanile-425279167/

27/02/2026

Avviare una consulenza psicologica pediatrica richiede spesso un lungo percorso interiore per riconoscere un reale bisogno del bambino. Per molti genitori, questo comporta dubbi e riflessioni personali o di coppia. Ne parla a Diritto alla Salute 𝐑𝐨𝐬𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧, Psicoterapeuta infanzia e adolescenza, Responsabile del Servizio di Psicologia Ospedaliera Pediatrica presso l’A.O.U. Meyer IRCCS di Firenze.

«A volte si spera sia una situazione passeggera e che si risolva da sola. Altre volte i genitori sono i primi a non aver dedicato tempo per conoscere le proprie emozioni e le proprie difficoltà. Per questo ripropongono lo stesso schema al figlio di “accettazione passiva” dei disagi. Frequentemente non hanno conoscenza di cosa poter fare e a chi rivolgersi».

Oggi i pediatri, gli insegnanti e le figure educative possono intercettare precocemente un disagio psicologico. Infatti, «sembra che tutti siano più disponibili al dialogo e a parlare di sé, c’è più attenzione negli specialisti della cura e negli educatori. Uno sguardo attento e un’offerta di ascolto e attenzione può intercettare un disagio che spontaneamente farebbe fatica ad emergere», precisa Martin.

I genitori dovrebbero comprendere che chiedere aiuto non è un fallimento educativo, ma un atto di cura. «Credo sia fondamentale – sottolinea la psicologa – ricordarci che essere genitore e insieme educatore è il compito più complesso della vita. Lo si fa con strumenti a volte difettosi (la propria storia) e cercando di fare il meglio possibile con l’amore».

L’esperta continua spiegando come «non sempre il miglioramento del sintomo sia un segnale che il percorso psicoterapeutico stia funzionando. Al bambino e al ragazzo il sintomo serve per superare una fase di impasse, di fatica psicologica. Il sintomo va ascoltato e decifrato, non eliminato, non è quello l’obiettivo iniziale di una psicoterapia».

Per l’articolo completo👇
https://dirittoallasalute.net/riconoscere-il-disagio-psicologico-nei-bambini-il-ruolo-dei-genitori/

17/02/2026

Alla vigilia di San Valentino pubblichiamo “Stavo solo scherzando” un’indagine sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti che mostra come atteggiamenti aggressivi e forme di controllo vengano spesso normalizzati.

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14/02/2026

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Un approfondimento di 𝐀𝐝𝐧𝐤𝐫𝐨𝐧𝐨𝐬 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 mette in luce le imprese sportive di due atlete italiane, Francesca Lollobrigida e Federica Brignone, simbolo di resilienza femminile, evidenziando come, oltre alla genetica, un ruolo fondamentale sia svolto anche dalla psicologia. Su questo tema, tra gli altri, è stata interpellata la Presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino, presente a Cortina giovedì 12 febbraio all’evento “Slalom di voci: il contributo della psicologia alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”.

Brignone e Lollobrigida “sono un grande simbolo di forza di tutte le donne”, spiega Maria Antonietta Gulino, che è la prima presidente donna del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi.

Queste medaglie ci dicono “proviamoci, impegniamoci, dedichiamoci alle nostre passioni.
Per le donne, per le bambine, per le ragazze che si approcciano allo sport – che è disciplina e dà un binario per la crescita personale di vita – è un messaggio importante.
Significa non vi arrendete.
Se avete un obiettivo, lavorate perché è possibile arrivare a traguardi così alti.”

Non è una questione che riguarda solo le sportive, riguarda anche la politica per esempio, “anche in questo campo serve la forza delle donne”. In questo settore, osserva la psicologa, “possono rappresentare l'universo femminile dall'interno con le sue difficoltà e con i punti di forza.
Oggi abbiamo, per la prima volta, una presidente del Consiglio che è una donna e questa è anche una dimostrazione che la determinazione femminile porta a raggiungere obiettivi importanti”, conclude Gulino sottolineando “la capacità, che è maggiormente femminile, di costruire sinergie, di fare reti, di costruire reti.”

Per l’articolo completo👇
https://www.adnkronos.com/sport/genetica-e-psicologia-confermano-brignone-e-lollobrigida-la-forza-delle-donne-non-solo-nello-sport_46fex08ab74ODO9zaorWVO

(Photo credit: Adnkronos)

11/02/2026

L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul servizio di sostegno psicologico è un segnale concreto e atteso di attenzione al benessere psicologico delle ragazze e dei ragazzi e al ruolo della scuola come luogo di crescita e di prevenzione del disagio.

Il progetto operativo, realizzato attraverso la piattaforma digitale “UNICA” del MIM, consentirà agli studenti iscritti all’ultimo anno della Scuola Secondaria di primo grado e al primo biennio della Scuola Secondaria di secondo grado, di richiedere ascolto e consulenza da parte di psicologi. Potranno fruire, per una sola volta nel corso dell’anno scolastico, di un voucher da 250 Euro per cinque incontri della durata di 60 minuti ciascuno.

“Il servizio riconosce il valore dell’ascolto professionale e qualificato per intercettare precocemente i bisogni e le fragilità dell’età evolutiva e accompagnare i percorsi di sviluppo degli studenti», ha dichiarato Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, commentando il via libera al progetto AscoltaMI.

«Apprezziamo l’impianto della misura e la scelta di valorizzare le competenze degli psicologi, in raccordo con la rete dei servizi territoriali, perché solo così si può garantire qualità e continuità agli interventi, soprattutto in questo periodo di evidenti criticità adolescenziali», ha proseguito la presidente del Cnop.

Per questo, ha aggiunto Gulino, «ringraziamo il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per la collaborazione avviata e per l’attenzione dimostrata verso un tema così delicato e strategico come quello della salute psicologica a scuola».

«Ci auguriamo che questa iniziativa rappresenti l’inizio di un percorso strutturale e duraturo, capace di rafforzare stabilmente la presenza della psicologia nei contesti educativi. Il benessere psicologico degli studenti è una condizione essenziale per una scuola davvero centrata sulla persona e sul pieno sviluppo dei suoi talenti», ha concluso.

Il CNOP pubblicherà l’avviso per la presentazione delle candidature su tutti i canali istituzionali non appena saranno conclusi gli sviluppi tecnici della piattaforma ministeriale.

18/01/2026

Quando il silenzio uccide prima del gesto
La lunga lettera d’addio.
Il cerotto sulle labbra…Il viaggio nel gelo, da sola.
La storia di Annabella Martinelli, 22 anni, non è un “caso”.È un sintomo.
Un sintomo grave, doloroso, che racconta una verità che come società (e come professionisti) non possiamo più permetterci di ignorare: il suicidio giovanile è in crescita costante e pericolosa.

Colpisce sempre più spesso ragazzi e ragazze che non appaiono fragili, che studiano, che vivono in famiglia, che non rientrano negli stereotipi “rassicuranti” del disagio evidente.
Ed è proprio questo che lo rende così letale.

Il suicidio non nasce all’improvviso
Nasce nella solitudine non vista
Dal punto di vista clinico, il gesto suicidario nei giovani raramente è impulsivo.È quasi sempre l’esito finale di un processo lungo, silenzioso, invisibile, fatto di:
* ipercontrollo emotivo
* vergogna del dolore
* senso di colpa per il proprio malessere
* percezione di essere un peso
* convinzione profonda di non avere diritto a chiedere aiuto

La lettera lasciata da Annabella non è solo un addio.È un tentativo estremo di dare senso a un dolore che non ha trovato ascolto prima.

Il cerotto sulle labbra è un dettaglio psicologicamente devastante.

Non serve a “non gridare”.Serve a non disturbare.
Ed è qui che la vicenda smette di essere individuale e diventa collettiva.

Giovani circondati da persone, ma emotivamente soli
Molti ragazzi oggi crescono dentro un paradosso clinico ormai evidente:
* adulti presenti fisicamente
* adulti assenti emotivamente
Genitori stanchi, spaventati, spesso convinti che “andrà tutto bene” per giustificare una sostanziale inerzia.
Scuole schiacciate sulla prestazione.Social network che amplificano il confronto, la vergogna, il senso di inadeguatezza.
Il risultato è una generazione che soffre in silenzio, perché ha interiorizzato un messaggio devastante:
“Se stai male, è un tuo problema.”

E quando il dolore non trova parole, diventa comportamento. Quando non trova uno sguardo adulto, diventa gesto estremo.

La vera domanda non è “perché si è uccisa”
La vera domanda è: dove erano gli adulti?
Il suicidio non è mai solo un fatto individuale. È un evento che interroga l’intero contesto.
Dove erano gli adulti quando:
* il ritiro emotivo è diventato isolamento?
* la stanchezza psichica è diventata rinuncia?
* la richiesta di aiuto è diventata muta?

Non basta dire: “Non avevamo segnali.” Molto spesso i segnali ci sono. Siamo noi a non saperli più leggere.

A chi oggi si trova nella stessa solitudine
Indicazioni pratiche, concrete, salvavita
A chi sta vivendo una condizione simile – o riconosce qualcuno che potrebbe esserci dentro – va detto con chiarezza:
Chiedere aiuto non è un fallimento. È una competenza.
Non devi “stare abbastanza male” per meritare ascolto.
Il pensiero di farla finita è un segnale clinico, non una colpa.

Come chiedere aiuto in modo funzionale:
Non aspettare di avere le parole giuste. Basta dire: “Non sto bene. Ho paura di me.”
Rivolgiti a un adulto che non minimizza. Se uno non ascolta, cercane un altro.
Usa i servizi dedicati, anche in anonimato.

In Veneto è attivo il Numero Verde Antisuicidi 800 334343, h24, con psicologi qualificati.
Telefono Amico risponde al 02 2327 2327 o via WhatsApp al 324 0117252, tutti i giorni.

Chiamare non significa “fare una scenata”.
Significa restare vivi abbastanza a lungo da cambiare traiettoria.

Se sei un genitore, un insegnante, un professionista:
non chiedere solo “come va?”chiedi “come stai davvero?”
E soprattutto resta, anche quando la risposta ti spaventa.
Perché l’amore, senza educazione emotiva e senza presenza reale, non basta.

E ogni volta che perdiamo un ragazzo o una ragazza, non perdiamo solo una vita. Perdiamo un’occasione mancata di esserci stati prima.

04/01/2026

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi esprime profondo cordoglio e vicinanza alle giovani vittime, alle ragazze e ai ragazzi feriti, a quelli ancora dispersi, a tutte le famiglie colpite dalla tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

Come spiega il dott. Massimiliano Di Carlo, Presidente dell’associazione “Psicologi per i Popoli” (sezione Lazio) e Psicologo dell’emergenza nello staff del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), “il nostro compito è stare accanto alle famiglie dei feriti e dei dispersi, offrendo presenza e vicinanza: non possiamo cancellare il dolore, ma possiamo aiutare le persone ad affrontare un momento insostenibile, attraversare ore difficilissime, a reggere l’urto”. Gli psicologi dell’emergenza “intervengono per aiutare genitori, fratelli, sorelle, nonni a ritrovare un minimo di equilibrio emotivo”.

Di Carlo richiama anche l’attenzione su uno dei principali rischi del contesto mediatico negli interventi in emergenza: il rumore informativo. “Social, video e passaparola possono diffondere contenuti non verificati; é comprensibile cercare notizie ovunque, ma è più protettivo affidarsi a canali ufficiali”, perché “l’informazione affidabile è un bisogno primario”.

Nella località svizzera di Crans-Montana sono attivati fin dalle prime ore psicologi dell'emergenza: “Il supporto psicologico è garantito”.

25/11/2025

🎗️ 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
La violenza di genere è un problema sociale, culturale e psicologico che riguarda tutte e tutti.

In ENPAP crediamo che la prevenzione e il sostegno psicologico siano fondamentali per spezzare il silenzio e accompagnare chi ha subito violenza verso un nuovo equilibrio e autonomia.

Le Psicologhe, spesso in prima linea nell’ascolto e nella cura, possono però trovarsi a vivere in prima persona esperienze di dolore e vulnerabilità.

Per questo ENPAP ha deliberato una nuova forma di assistenza dedicata alle Iscritte coinvolte in situazioni di violenza di genere, pensata per offrire strumenti concreti verso l’indipendenza economica e la piena autonomia personale.

📣 La misura è attualmente in attesa di approvazione da parte dei Ministeri vigilanti e rappresenta un importante passo nella direzione del sostegno e della dignità.

Speriamo di potervi aggiornare presto con tutti i dettagli.

11/11/2025

Educazione all’affettività nelle scuole: un passo nella giusta direzione.

La decisione di ritirare l’emendamento che limitava l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole medie rappresenta un segnale importante di attenzione verso il benessere psicologico e relazionale delle nuove generazioni.
Come avevamo sottolineato nella lettera inviata al Ministro Valditara, la scuola è il luogo dove si costruiscono consapevolezza, rispetto e capacità di riconoscere le proprie emozioni.
Un’educazione sessuale e affettiva fondata su basi scientifiche, condotta da professionisti competenti e in dialogo con le famiglie, è una tutela per i più giovani e un investimento per la società.
Accompagnare bambine, bambini e adolescenti nella crescita emotiva e relazionale significa proteggerli, non esporli.
È una responsabilità condivisa, che oggi trova un terreno più favorevole per essere realizzata.

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05/11/2025

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In settimana in programma doppio evento a Udine

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10/10/2025

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La mente è parte di noi, come il corpo, come il cuore.
Oggi, nella Giornata Mondiale della Salute Mentale e Giornata Nazionale della Psicologia, ricordiamo quanto sia importante prendersene cura ogni giorno.
La Psicologia ci aiuta a dare voce a ciò che viviamo, a ciò che non comprendiamo, a ritrovare equilibrio, a migliorare i nostri stili di vita, a costruire legami di fiducia e consapevolezza.

21/09/2025

Indirizzo

Via IX Agosto, 7
Gorizia
34170

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:30
Martedì 14:00 - 19:30
Mercoledì 14:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 14:00 - 19:00

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