11/02/2026
🧠❄️ Fisiologia olimpica (sci di fondo): non vince chi “spinge sempre”… vince chi recupera meglio tra un picco e l’altro.
Quando guardi una gara olimpica di sci di fondo, sembra “solo resistenza”.
In realtà è un continuo alternarsi di picchi violentissimi in salita + recuperi rapidissimi in discesa e nei tratti scorrevoli.
✅ Cosa succede davvero (in parole semplici):
In salita la richiesta di energia è così alta che l’ossigeno “non basta subito” → l’atleta entra ripetutamente in deficit di O₂ (una sorta di “debito”).
Nei tratti facili, chi è élite abbassa velocemente il costo, recupera e riparte forte alla salita successiva.
Quindi la gara è una sequenza di sprint aerobici, non una corsa “a ritmo costante”.
💥 Take-home per il post:
👉 Due atleti possono avere VO₂max simile, ma quello che recupera più in fretta tra i picchi (e gestisce meglio i deficit ripetuti) di solito è quello che arriva davanti.
Deficit di O₂ = energia richiesta > ossigeno disponibile nell’immediato.
MAOD (Maximal Accumulated Oxygen Deficit) = stima del “deficit massimo di ossigeno accumulato”, utile per capire la quota anaerobica nei picchi.
📚 Fonte
Gløersen Ø. et al. Oxygen demand, uptake, and deficits in elite cross-country skiers during a 15-km race. Med Sci Sports Exerc, 2020. PMID: 31738350