Fisioterapia Sport Gorizia Grazzina

Fisioterapia Sport Gorizia Grazzina Fisioterapia e Sport:
una risposta completa, efficace e sicura alle tue esigenze di riabilitazione e di recupero della forma fisica.

Affidabilità, efficacia, comfort e assistenza costante
Tutto il necessario per garantirti la risposta scientificamente più corretta per il tuo percorso riabilitativo atto a minimizzare i tempi di recupero e a “farti stare bene” mentre ci prendiamo cura del tuo benessere.

Pareri sul nuovo programma ?
28/11/2025

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27/11/2025

🌍 IL CANCRO NEL 2025: QUANTO È PREVENIBILE?

Uno studio pubblicato su The Lancet mostra che circa il 42% delle morti per cancro nel mondo è attribuibile a fattori di rischio modificabili: cioè prevenibili.

Tra il 1990 e il 2023 i casi globali di cancro sono aumentati a 18,5 milioni, con oltre 10,4 milioni di morti. Le proiezioni indicano che entro il 2050 potremmo superare 30 milioni di nuovi casi l’anno.
Una parte enorme di questo peso potrebbe essere ridotta intervenendo su pochi, chiarissimi elementi.

🔥 I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO (MODIFICABILI)
🚬 1. Tabacco (21% di tutte le morti per cancro)

Il fumo contiene migliaia di sostanze tossiche, molte cancerogene.
Aumenta il rischio di tumore a: polmone, vescica, rene, pancreas, vescica, stomaco, faringe, laringe, leucemie.

🍺 2. Alcol

L’alcol si converte in acetaldeide, che danneggia direttamente il DNA.
Tumori associati: fegato, seno, colon, esofago, cavo orale.

🍖 3. Dieta non sana

Carni lavorate e rosse → colon-retto

Sale elevato → stomaco

Poca frutta/verdura → colon, esofago

Cibi ultra-processati → aumento infiammazione e rischio globale

⚖️ 4. Sovrappeso e obesità

Legati a più di 13 tipi di tumore (colon, pancreas, mammella post-menopausa, fegato, rene).
Meccanismi: infiammazione, insulina elevata, stress ossidativo, ormoni alterati.

🍬 5. Glicemia alta / diabete

Aumenta rischio di: fegato, seno, colon, pancreas.
L’asse insulina–IGF1 stimola proliferazione cellulare anomala.

🌫 6. Inquinamento atmosferico (PM2.5)

Aumenta rischio di tumori polmonari (e possibili associazioni con colon e seno).

🏭 7. Esposizioni lavorative

Amianto, silice, solventi, fumi di saldatura → tumori polmonari, mesotelioma, leucemie.

🦠 8. Infezioni sessualmente trasmesse e virus oncogeni

HPV → collo dell’utero, ano, pene, orofaringe

HBV/HCV → fegato

H. pylori → stomaco

HIV, EBV → tumori linfatici

🔆 9. Radiazioni UV

Melanoma e carcinomi cutanei → danno diretto al DNA.

🛋 10. Scarsa attività fisica

Favorisce infiammazione, obesità e minor sorveglianza immunitaria anticancro.

🧠 MESSAGGIO CHIAVE

Il cancro non è completamente evitabile.
Ma una parte enorme sì:

➡️ Uomini: circa il 45% dei casi prevenibili
➡️ Donne: circa il 35% dei casi prevenibili

Agire su stile di vita, vaccinazioni (HPV, HBV), screening, e su politiche ambientali può salvare milioni di vite entro 2050.

📚 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Global Burden of Disease Cancer Collaboration.
The global, regional, and national burden of cancer, 1990–2023, with forecasts to 2050.
The Lancet, 2025. DOI: 10.1016/S0140-6736(25)01635-6.

Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME).
GBD 2023 Cancer Risk Factors Study — Sydney Symposium release, 2025.

Murray CJ et al.
Global Burden of Disease 2023 – Risk Factor Analysis.
The Lancet (supplementary data 2025).

GBD 2023 Risk Factors.
Attributable cancer mortality from modifiable exposures.
Data summary 2025.

🌐 QUANTO DEL MONDO CHE PERCEPIAMO DIVENTA DAVVERO “COSCIENTE”?Un viaggio nelle neuroscienze della consapevolezza.Ogni se...
27/11/2025

🌐 QUANTO DEL MONDO CHE PERCEPIAMO DIVENTA DAVVERO “COSCIENTE”?

Un viaggio nelle neuroscienze della consapevolezza.

Ogni secondo i nostri sensi bombardano il cervello con una quantità di informazioni immensa: forme, movimenti, luci, pressioni, suoni, odori, micro-variazioni ambientali.
Eppure, la nostra esperienza cosciente è sorprendentemente piccola, quasi un “riassunto” estremamente selettivo di ciò che accade nel corpo e nell’ambiente.

🧠 1. Un mare di dati, una goccia di consapevolezza

Le reti sensoriali trattano milioni di segnali al secondo, ma ciò che arriva alla coscienza è un set molto ristretto: circa 3–4 elementi alla volta.
Il cervello filtra, comprime, scarta, integra, predice, seleziona.
E soltanto una minuscola parte supera il “collo di bottiglia” dell’attenzione e accede al cosiddetto Global Workspace, il “teatro” della coscienza.

👉 La maggior parte del lavoro viene fatta dietro le quinte, in modo rapido, automatico e non consapevole.

🔍 2. Elaboriamo molto più di ciò che percepiamo consapevolmente

Studi recentissimi mostrano qualcosa di affascinante:
anche quando diciamo “non ho visto nulla”, il cervello spesso ha processato colore, forma, posizione di ciò che abbiamo “mancato”.

In altre parole:

Il cervello sa più di quanto la mente ammetta.

È il caso dell’inattentional blindness, quando uno stimolo è davanti ai nostri occhi, ma l’attenzione impegnata altrove ne impedisce l’accesso alla coscienza.
Eppure, a livello neurale, tracce percettive rimangono.

🎭 3. Il filtro dell’attenzione: il vero selezionatore

Non è importante quanto vediamo, ma cosa decide di amplificare il nostro sistema attentivo.
Questo filtro determina:

cosa ricordiamo,

cosa comprendiamo,

cosa ci emoziona,

cosa influenza le decisioni.

Da questo filtro dipende tutto ciò che chiamiamo esperienza soggettiva.

🧩 4. Significato: il limite dell’inconscio

Il livello “base” dell’informazione (linee, colori, pattern sensoriali) può essere elaborato senza consapevolezza.
Ma la comprensione semantica piena, il “capire davvero” uno stimolo, richiede quasi sempre la presenza della coscienza.
È qui che il sistema cognitivo fa uno “scatto” qualitativo.

🌟 5. La coscienza come spotlight

Un modo semplice per capirlo:

Sensi → registrano tanto

Cervello → elabora tantissimo

Attenzione → sceglie poco

Coscienza → mostra pochissimo

Azione/decisione → usa ciò che la coscienza ha selezionato

La coscienza è come la punta dell’iceberg: piccolissima ma decisiva.

Mashour GA et al., 2020 – Neuron, Nartker M et al., 2025 – eLife, Hutchinson KA et al., 2024 – Psychological Science

👆 Quanto è preciso il tatto delle nostre dita? I polpastrelli sembrano “super sensibili”, ma quanto piccolo riusciamo da...
24/11/2025

👆 Quanto è preciso il tatto delle nostre dita?

I polpastrelli sembrano “super sensibili”, ma quanto piccolo riusciamo davvero a distinguere?

🔹 A livello dei recettori nervosi
Studi recenti con tecniche di registrazione da singoli neuroni mostrano che i recettori tattili delle dita sono sensibili a dettagli grandi quanto una singola cresta dell’impronta digitale, quindi ben sotto il millimetro.
In pratica, il sistema nervoso periferico “vede” dettagli finissimi, a scala sub-millimetrica.

🔹 A livello percettivo (quello che sentiamo noi)
Quando si testano persone sane con stimoli standardizzati (piccoli “pettini” in rilievo sui polpastrelli), la soglia per capire l’orientamento delle righe (verticali/orizzontali) è in genere intorno al millimetro.
Questo significa che, nella vita reale, i polpastrelli distinguono molto bene:

pattern in rilievo,

differenze di forma e bordo,

piccoli dettagli degli oggetti che maneggiamo ogni giorno.

🔹 Perché proprio le dita sono così “forti”?
Neuroimaging e studi recenti mostrano che:

le punte delle dita hanno una densità altissima di recettori,

nel cervello occupano una grande rappresentazione nella corteccia somatosensoriale primaria (S1),

postura e uso delle mani possono modulare leggermente le prestazioni, ma restiamo comunque su soglie spaziali nell’ordine del millimetro o meno.

📌 Morale:
Le nostre dita sono strumenti di misura biologici finissimi:
👉 a scala neurale sentono dettagli sub-millimetrici,
👉 a scala cosciente distinguono pattern e rilievi nell’ordine del millimetro.

È grazie a questa precisione che possiamo leggere Braille, sentire una piccola imperfezione su una superficie liscia o manipolare oggetti minuscoli senza guardarli.

📚 Riferimenti

Jarocka E, Pruszynski JA, Johansson RS. Human touch receptors are sensitive to spatial details on the scale of single fingerprint ridges.

Härtner J et al. Tactile acuity of fingertips and hand representation size in human primary somatosensory cortex. NeuroImage 2021.

French B, Di Chiaro NV, Holmes NP. Hand posture, but not vision of the hand, affects tactile spatial resolution in the grating orientation discrimination task. Experimental Brain Research 2022.

Wang YJ et al. A protocol for tactile function assessment using JVP domes. Journal of Neuroscience Methods / JoVE-based protocol 2023.

Samain-Aupic L et al. Relations between tactile sensitivity of the finger, arm, and back. Frontiers in Aging Neuroscience 2024.
Frontiers

24/11/2025
🧬 Scoperta importante sul dolore infiammatorioUn nuovo studio realizzato dall’NYU Pain Research Center insieme all’Unive...
24/11/2025

🧬 Scoperta importante sul dolore infiammatorio

Un nuovo studio realizzato dall’NYU Pain Research Center insieme all’Università di Firenze ha identificato un recettore chiave delle prostaglandine, chiamato EP2, presente nelle cellule di Schwann.

👉 Bloccando EP2 si può ridurre il dolore senza però interferire con l’infiammazione, cioè senza ostacolare i processi di guarigione.
È un passo avanti enorme per sviluppare analgesici più sicuri, che non alterino le difese naturali del corpo e non abbiano gli effetti collaterali tipici dei FANS.

📌 Perché è importante?

I FANS bloccano le prostaglandine in modo “generale”.

Questo studio mostra che agire su un singolo recettore (EP2) potrebbe dare sollievo senza i rischi associati all’inibizione globale delle prostaglandine.

Potrebbe aprire la strada a farmaci “di precisione” contro il dolore acuto e cronico.

🧪 Lo studio scientifico:
Targeting prostaglandin E2 receptor 2 in Schwann cells inhibits inflammatory pain but not inflammation.
Pubblicato su Nature

🧬 “Inflammaging”: perché non invecchiamo tutti allo stesso modoUna recente review pubblicata su Nature Aging (Franceschi...
17/11/2025

🧬 “Inflammaging”: perché non invecchiamo tutti allo stesso modo

Una recente review pubblicata su Nature Aging (Franceschi et al., 2025) parla di inflammaging: un’infiammazione cronica di bassa intensità che aumenta con l’età e che è collegata a molte malattie tipiche dell’invecchiamento (cuore, metabolismo, cervello, fragilità).

L’idea centrale è che ognuno ha il proprio profilo di inflammaging, costruito nel tempo da:

genetica ed epigenetica

infezioni avute, microbiota intestinale

dieta, peso corporeo, attività fisica

stress, sonno, fumo, inquinamento, fattori sociali

Per misurarlo i ricercatori usano pannelli complessi di citochine, marcatori immunitari e persino “orologi biologici” che stimano una vera e propria “età infiammatoria”. Non sono ancora esami di routine, ma stanno aiutando a capire chi è più a rischio e perché.

La parte forse più interessante della review è il messaggio sugli interventi di precisione: in futuro, combinando marker di laboratorio e storia di vita, potremo personalizzare sempre di più le strategie per ridurre l’inflammaging.
Tra queste, gli autori sottolineano soprattutto:

🏃‍♀️ Esercizio fisico regolare: è uno dei “farmaci” più potenti contro l’infiammazione cronica

🍎 Alimentazione e peso corporeo: pattern dietetici anti-infiammatori e controllo dell’obesità

💊 Geroterapie: farmaci mirati ai meccanismi dell’invecchiamento (come i senolitici), ancora in fase di ricerca

👉 Tradotto nella pratica quotidiana: non possiamo cambiare la nostra genetica, ma possiamo agire su movimento, alimentazione, sonno e gestione dello stress per “abbassare il volume” dell’inflammaging e guadagnare anni di vita in salute, non solo anni di vita.

(Fonte: Franceschi C. et al., “Toward precision interventions and metrics of inflammaging”, Nature Aging, 2025).

📊 CORRELAZIONE ≠ CAUSALITÀ! 🍦🦈A volte due fenomeni sembrano “andare insieme”, ma non significa che uno causi l’altro.Un ...
17/11/2025

📊 CORRELAZIONE ≠ CAUSALITÀ! 🍦🦈

A volte due fenomeni sembrano “andare insieme”, ma non significa che uno causi l’altro.
Un esempio famoso? Vendite di gelati e attacchi di squali.

Entrambi aumentano in estate…
❌ ma il gelato non causa attacchi di squali
❌ e gli squali non fanno vendere più gelati

La spiegazione è semplice:
👉 fa caldo
👉 più persone vanno al mare
👉 più persone mangiano gelati
👉 più persone entrano in acqua → aumentano le probabilità di incontri con squali

Questo si chiama variabile confondente: un fattore esterno (la stagione estiva) spiega entrambe le curve.

💡 Morale:
Prima di trarre conclusioni affrettate dai numeri, ricordiamoci che due linee che si muovono insieme non significano causa-effetto.

🔍 Attenzione alle “soluzioni rapide” per dimagrireUn recente articolo del Corriere della Sera segnala un fenomeno che me...
16/11/2025

🔍 Attenzione alle “soluzioni rapide” per dimagrire
Un recente articolo del Corriere della Sera segnala un fenomeno che merita la nostra attenzione: farmaci originariamente pensati per il trattamento del diabete — come la Semaglutide e la Tirzepatide — vengono oggi impiegati anche per finalità estetiche, ovvero la perdita di peso.
Il problema? Non sono “solo” pillole magiche: esistono effetti collaterali importanti, alcuni legati alla vista o alla salute oculare in chi ha già fragilità preesistenti.

📌 Ecco alcuni punti chiave da tenere presente:
• Questi farmaci stimolano recettori intestinali (GLP-1 e GIP), riducono l’appetito e rallentano lo svuotamento gastrico.
• Possibili effetti collaterali: nausea, vomito, diarrea, costipazione, ma anche — in casi più rari — problemi alla vista e al nervo ottico.
• A chi sono destinati principalmente? A chi ha diabete di tipo 2, o obesità con BMI elevato e/o comorbidità. Non sono “soluzioni rapide” da usare senza controllo medico.
• Il messaggio chiave: non demonizzare il farmaco, ma usarlo bene, seguire prescrizione medica, monitorare, e soprattutto evitare auto-prescrizioni o utilizzi al di fuori dell’indicazione clinica.

🤔 Qual è la riflessione che ci portiamo a casa?
In un mondo dove la forma fisica è spesso enfatizzata, è fondamentale non perdere di vista la salute come priorità. Qualsiasi intervento medico/terapeutico deve essere guidato da professionisti, in un percorso individualizzato, e considerare benefici e rischi.
Se senti parlare di “farmaco dimagrante” come fosse un rimedio facile, sappi: niente è gratis, soprattutto quando si tratta del nostro corpo.

14/11/2025

📉 Viviamo più a lungo… ma con meno anni in buona salute

Secondo gli ultimi dati ISTAT, in Italia la speranza di vita resta tra le più alte d’Europa, ma gli anni vissuti in buona salute scendono a circa 58,1. Significa che molti italiani vivono una parte sempre più ampia della propria vita con dolore, malattie croniche o limitazioni funzionali.

Studi internazionali mostrano lo stesso fenomeno: viviamo più a lungo, ma aumentano gli anni con malattie croniche (cardiovascolari, diabete, artrosi, disturbi depressivi) e dolore. È la cosiddetta “expansion of morbidity”, documentata dai report del Global Burden of Disease (GBD) pubblicati su The Lancet.

Le cause principali?

invecchiamento della popolazione;

aumento di multimorbidità (più patologie nella stessa persona);

stili di vita poco sani (inattività, alimentazione scorretta, fumo);

forte peso dei disturbi muscolo-scheletrici e mentali;

differenze territoriali importanti tra Nord e Sud.

✅ Cosa possiamo fare

La letteratura scientifica e i report europei sono chiari: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, controllo di pressione e glicemia, stop al fumo e cura della salute mentale sono gli interventi più efficaci per aumentare gli anni vissuti davvero bene.

12/11/2025

Vuoi un cervello sano ?

Tema centrale: come attività fisica e nutrizione cooperano nella prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie neurologiche (ictus, TBI/trauma cranico, malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, SM, dolore cronico).

Meccanismi chiave dell’esercizio: aumento dei fattori neurotrofici (es. BDNF), migliore flusso ematico cerebrale, stimolo alla neurogenesi ippocampale e alla neuroplasticità; potenziale effetto neuroprotettivo e di miglioramento cognitivo.

Nutrizione: pattern come la dieta mediterranea e nutrienti mirati (es. omega-3, polifenoli, vitamine) sono associati a riduzione della neuroinfiammazione, supporto della plasticità sinaptica e della funzione cognitiva. Si citano anche approcci come restrizione calorica/intermittent fasting come aree promettenti.

Asse intestino–cervello: ruolo di pre/probiotici e del microbiota nel modulare l’infiammazione e gli esiti neurologici; interesse per interventi dietetici che lo favoriscano.

Tecnologie emergenti: wearable per monitorare in tempo reale risposte fisiologiche a dieta ed esercizio; neuroimaging per mappare gli effetti sul cervello; uso di realtà virtuale e tecnologie immersive in riabilitazione.

Indicazioni pratiche proposte dagli autori: adottare piani personalizzati di esercizio e nutrizione integrati con i trattamenti clinici, con approcci multidisciplinari (neurologia, scienze motorie, nutrizione, psicologia).

Lacune e ricerca futura: servono studi longitudinali e RCT più robusti su specifici pattern dietetici e programmi di attività fisica; chiarire meglio i meccanismi (neuroinfiammazione, neurogenesi, epigenetica) e i protocolli personalizzati per singole condizioni.

In breve: esercizio regolare + dieta di qualità (es. mediterranea, ricca di omega-3 e composti antinfiammatori) collaborano nel proteggere il cervello e nel migliorare il recupero neurologico; le tecnologie moderne permettono interventi più mirati e monitorati, ma servono prove a lungo termine più solide per definire dosaggi e protocolli ottimali.

Sports and Nutrition in Neurological Health and Recovery”.

Indirizzo

Via Morelli 19/C
Gorizia
34170

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