Voce nel Silenzio ABA

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29/11/2025
📌 Accesso dei terapisti a scuola: arriva la Raccomandazione del Garante nazionale per la disabilitàIl Garante nazionale ...
26/11/2025

📌 Accesso dei terapisti a scuola: arriva la Raccomandazione del Garante nazionale per la disabilità

Il Garante nazionale ha chiarito che le scuole non possono chiedere il consenso dei genitori della classe per permettere l’ingresso dei terapisti che seguono studenti con disabilità.
Questa pratica, diffusa in molte scuole, rischia di bloccare i percorsi terapeutici essenziali per bambini e ragazzi.

👉 Il diritto allo studio e alla salute degli alunni con disabilità viene prima di tutto.
👉 L’unica autorizzazione necessaria è quella del Dirigente Scolastico.
👉 È sufficiente una semplice comunicazione alle famiglie della classe.

Il Garante chiede ora a tutte le scuole italiane di modificare regolamenti e procedure per garantire continuità terapeutica e tutela dei diritti degli studenti.

IL PROBLEMA INVISIBILE DELLA DIDATTICAMolti bambini non falliscono perché non “capiscono”, ma perché l’ambiente non offr...
24/11/2025

IL PROBLEMA INVISIBILE DELLA DIDATTICA

Molti bambini non falliscono perché non “capiscono”, ma perché l’ambiente non offre le condizioni necessarie per riuscire.
L’Analisi del Comportamento Applicata ribalta completamente la prospettiva: non è il bambino a fallire, è l’insegnamento che va riprogettato. Quando modifichiamo l’ambiente, cambia anche la storia di apprendimento.
L’insegnamento non è un contenuto: è una sequenza di contingenze. Se la sequenza non esiste, l’apprendimento non può accadere.

Esempio: “IL BAMBINO CHE NON COPIA DALLA LAVAGNA”

A scuola si osserva che non prende il quaderno, non scrive, guarda altrove, portando alla conclusione che non presta attenzione o che sia poco motivato.
L’ABA vede altro: copiare dalla lavagna richiede una catena di comportamenti, come orientare il corpo verso la lavagna, localizzare il punto da cui iniziare, memorizzare brevi unità visive, spostare lo sguardo tra lavagna e quaderno senza perdere il riferimento, organizzare lo spazio sul foglio e coordinare motricità fine e grafia. Se anche uno solo di questi passaggi non è stato insegnato, il compito collassa.
Il problema non è la motivazione: il problema è la competenza non costruita.

Un intervento basato sull’ABA prevede un’analisi del compito, l’uso di prompt visivi, il modellamento dei movimenti occhio–mano, il rinforzo differenziale ad ogni micro-passaggio autonomo e un fading graduale dei supporti fino all’indipendenza. In due settimane, il bambino può arrivare a copiare più righe in autonomia.
La differenza non risiede nelle sue capacità, ma nell’insegnamento strutturato.

L’ABA offre alla scuola una lente scientifica: la classe non è un insieme di banchi, ma un sistema di contingenze. Uno stimolo discriminativo chiaro permette all’alunno di sapere esattamente quale comportamento è richiesto in quel momento. Attraverso procedure replicabili come il prompt, il fading e la task analysis, l’apprendimento diventa PROGRAMMAZIONE, non intenzione.

La raccolta dati non descrive: rivela. È il punto in cui la didattica smette di essere impressione e diventa SCIENZA

L’ABA non richiede più lavoro agli insegnanti: richiede chiarezza, coerenza e prevedibilità. Quando questi elementi guidano la didattica, l’insegnamento diventa più efficace, gli studenti accedono realmente alle opportunità di apprendimento e ciò che prima sembrava difficoltà diventa competenza costruita.

ABA e scuola • Educazione basata sull’analisi del comportamento

🔹 Prompt e Fading a Scuola: quando l’aiuto impedisce l’apprendimento🔹 Nel contesto scolastico, molti studenti con diagno...
16/11/2025

🔹 Prompt e Fading a Scuola: quando l’aiuto impedisce l’apprendimento🔹

Nel contesto scolastico, molti studenti con diagnosi di autismo eseguono i compiti solo in presenza di prompt: verbali, gestuali, fisici o posizionali.
Queste risposte, pur apparendo corrette, sono spesso controllate dal prompt dell’adulto e non dallo stimolo naturale.
In Analisi del Comportamento questo fenomeno è definito prompt dependency.

La prompt dependency non è una caratteristica dello studente, ma l’effetto di un insegnamento che utilizza il prompt come supporto stabile invece che come strumento temporaneo. Quando il prompt non viene eliminato in modo sistematico, la risposta non diventa mai realmente autonoma.

Perché si sviluppa la dipendenza dal prompt?

- Assenza di un piano di fading
Il prompt dovrebbe essere introdotto con un progetto chiaro per ridurlo progressivamente. Senza fading, il prompt diventa parte integrante dell’istruzione, sostituendo lo stimolo naturale.

- Mancanza di criteri di padronanza misurabili
Una competenza può essere considerata acquisita solo quando la risposta viene emessa:
senza prompt,
per più sessioni consecutive,
con variazione di materiali e contesti,
in presenza di distrattori controllati.
Senza criteri misurabili, il prompt rimane attivo e la risposta non si generalizza.

Cosa richiede un insegnamento efficace?

Un insegnamento efficace richiede l’impiego del prompt minimo necessario, accompagnato da procedure sistematiche di fading come il most-to-least, il least-to-most e il time delay. A questo si affianca un uso coerente del rinforzo differenziale a favore delle risposte indipendenti, insieme a un’analisi continua dei dati che guida e sostiene la progressiva riduzione dei prompt. Quando queste procedure vengono applicate in modo accurato e coerente, le risposte indipendenti aumentano, il controllo degli stimoli naturali si rafforza e l’autonomia dell’alunno si sviluppa in modo significativo.

Esempio concreto: completare una scheda in classe

Spesso, quando un alunno deve completare un compito, l’insegnante legge l’intera consegna, la ripete più volte e continua a parlare (“Unisci i punti… adesso cerchia… ora scrivi qui…”). Quando si applicano correttamente le procedure di prompt e fading, invece, l’insegnante può iniziare utilizzando un prompt verbale completo solo per la prima consegna, poi ridurlo gradualmente a una parola chiave, a un gesto verso la parte rilevante della scheda o a un breve time delay che permette al bambino di iniziare in autonomia. Ogni risposta indipendente viene immediatamente rinforzata, mentre il livello di prompt viene scalato in modo sistematico, basandosi esclusivamente sui dati raccolti durante le prove.

Conclusione

Quando il prompt non viene eliminato, l’aiuto diventa il vero stimolo che controlla il comportamento.
L’efficacia di un intervento educativo non si misura sulla quantità di compiti completati, ma sulla percentuale di risposte indipendenti.
Solo con un piano rigoroso di prompt e fading la scuola può diventare un ambiente che promuove autonomia, generalizzazione e reale acquisizione di competenze.

Riferimenti Bibliografici

Cooper, J. O., Heron, T. E., & Heward, W. L. (2020). Applied behavior analysis (3rd ed.). Pearson.

Miltenberger, R. G. (2015). Behavior modification: Principles and procedures (6th ed.). Cengage Learning.

Stokes, T. F., & Baer, D. M. (1977). An implicit technology of generalization. Journal of Applied Behavior Analysis, 10(2), 349–367.

11/11/2025

Rimini investe nell’inclusione: al via il servizio di Analista del Comportamento nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali

Il Comune di Rimini avvia un servizio sperimentale di Analisi del Comportamento Applicata (ABA) nei propri nidi e scuole dell’infanzia, rivolto alle bambine e ai bambini con disabilità.

Una scuola che accoglie, ascolta e si adatta. Con questo spirito, il Comune di Rimini avvia un servizio sperimentale di Analisi del Comportamento Applicata (ABA) nei propri nidi e scuole dell’infanzia, rivolto alle bambine e ai bambini con disabilità, in particolare con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Il progetto nasce dai tavoli tecnici per l’inclusione e punta a offrire strumenti concreti a insegnanti ed educatori per costruire ambienti più inclusivi, dove le relazioni e gli apprendimenti siano davvero significativi per tutti.

Obiettivo: rendere la scuola un ambiente più accessibile e partecipativo

La sperimentazione introduce una figura altamente specializzata: l’Analista del Comportamento, un professionista certificato con oltre dieci anni di esperienza in ambito educativo. Il suo intervento non si limita al singolo bambin* con disabilità, ma coinvolge l’intero gruppo sezione. L’obiettivo è educare anche il contesto: aiutare i compagni a comprendere meglio le differenze, a relazionarsi in modo più consapevole e a costruire scambi autentici e inclusivi.

Le azioni messe in campo

▪Osserva le bambine e i bambini nel loro quotidiano – in sezione, in piccoli gruppi, durante le attività – per capire come interagiscono, comunicano, apprendono.
▪Collabora con insegnanti, educatrici, pedagogiste e psicologhe dell’Ausl per individuare insieme le strategie più efficaci.
▪Progetta interventi personalizzati per sviluppare abilità sociali, comunicative e comportamenti positivi.
▪Monitora e adatta gli interventi nel tempo, seguendo un processo ciclico di osservazione, sperimentazione e verifica.

Il servizio, affidato a un professionista certificato BCBA, offre supporto concreto al personale scolastico nella costruzione di percorsi educativi su misura, basati su evidenze scientifiche. L’intervento aiuta a:

👉progettare piani educativi individualizzati;
👉sviluppare abilità sociali e comunicative;
👉comprendere e gestire comportamenti complessi;
👉promuovere relazioni tra pari, valorizzando le differenze.

Un intervento condiviso

Il percorso si articola in quattro fasi: osservazione, proposta, sperimentazione e verifica. Ogni fase è condivisa con un gruppo di lavoro composto da insegnanti, pedagogisti, dirigenti scolastici, la psicologa dell’Ausl Romagna e l’analista del comportamento. Il progetto prevede 130 ore di attività fino alla fine dell’anno scolastico in corso.

“Con questa sperimentazione – sottolinea Chiara Bellini, vicesindaca con delega alle politiche educative del Comune di Rimini – confermiamo il nostro impegno per una scuola che sappia accogliere tutte le differenze e trasformarle in valore. Rimini è da tempo una città che investe nell’inclusione, non come principio astratto, ma come pratica quotidiana che coinvolge insegnanti, educatori, famiglie e bambini. Questo servizio non è pensato solo per chi ha bisogni specifici, ma per tutta la comunità scolastica: perché promuovere una cultura della neurodivergenza significa costruire relazioni più consapevoli, ambienti più equi e opportunità di crescita per ogni bambino, nessuno escluso.”

Indirizzo

Via F. Lli Kennedy 14
Gorla Minore
21055

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