16/11/2025
🔹 Prompt e Fading a Scuola: quando l’aiuto impedisce l’apprendimento🔹
Nel contesto scolastico, molti studenti con diagnosi di autismo eseguono i compiti solo in presenza di prompt: verbali, gestuali, fisici o posizionali.
Queste risposte, pur apparendo corrette, sono spesso controllate dal prompt dell’adulto e non dallo stimolo naturale.
In Analisi del Comportamento questo fenomeno è definito prompt dependency.
La prompt dependency non è una caratteristica dello studente, ma l’effetto di un insegnamento che utilizza il prompt come supporto stabile invece che come strumento temporaneo. Quando il prompt non viene eliminato in modo sistematico, la risposta non diventa mai realmente autonoma.
Perché si sviluppa la dipendenza dal prompt?
- Assenza di un piano di fading
Il prompt dovrebbe essere introdotto con un progetto chiaro per ridurlo progressivamente. Senza fading, il prompt diventa parte integrante dell’istruzione, sostituendo lo stimolo naturale.
- Mancanza di criteri di padronanza misurabili
Una competenza può essere considerata acquisita solo quando la risposta viene emessa:
senza prompt,
per più sessioni consecutive,
con variazione di materiali e contesti,
in presenza di distrattori controllati.
Senza criteri misurabili, il prompt rimane attivo e la risposta non si generalizza.
Cosa richiede un insegnamento efficace?
Un insegnamento efficace richiede l’impiego del prompt minimo necessario, accompagnato da procedure sistematiche di fading come il most-to-least, il least-to-most e il time delay. A questo si affianca un uso coerente del rinforzo differenziale a favore delle risposte indipendenti, insieme a un’analisi continua dei dati che guida e sostiene la progressiva riduzione dei prompt. Quando queste procedure vengono applicate in modo accurato e coerente, le risposte indipendenti aumentano, il controllo degli stimoli naturali si rafforza e l’autonomia dell’alunno si sviluppa in modo significativo.
Esempio concreto: completare una scheda in classe
Spesso, quando un alunno deve completare un compito, l’insegnante legge l’intera consegna, la ripete più volte e continua a parlare (“Unisci i punti… adesso cerchia… ora scrivi qui…”). Quando si applicano correttamente le procedure di prompt e fading, invece, l’insegnante può iniziare utilizzando un prompt verbale completo solo per la prima consegna, poi ridurlo gradualmente a una parola chiave, a un gesto verso la parte rilevante della scheda o a un breve time delay che permette al bambino di iniziare in autonomia. Ogni risposta indipendente viene immediatamente rinforzata, mentre il livello di prompt viene scalato in modo sistematico, basandosi esclusivamente sui dati raccolti durante le prove.
Conclusione
Quando il prompt non viene eliminato, l’aiuto diventa il vero stimolo che controlla il comportamento.
L’efficacia di un intervento educativo non si misura sulla quantità di compiti completati, ma sulla percentuale di risposte indipendenti.
Solo con un piano rigoroso di prompt e fading la scuola può diventare un ambiente che promuove autonomia, generalizzazione e reale acquisizione di competenze.
Riferimenti Bibliografici
Cooper, J. O., Heron, T. E., & Heward, W. L. (2020). Applied behavior analysis (3rd ed.). Pearson.
Miltenberger, R. G. (2015). Behavior modification: Principles and procedures (6th ed.). Cengage Learning.
Stokes, T. F., & Baer, D. M. (1977). An implicit technology of generalization. Journal of Applied Behavior Analysis, 10(2), 349–367.