Dott. Goinden - Psicoterapeuta

Dott. Goinden - Psicoterapeuta Psicoanalista

Ci sono relazioni che non finiscono, ma non iniziano nemmeno.Situazioni indefinite, “vediamo come va”, legami che restan...
22/02/2026

Ci sono relazioni che non finiscono, ma non iniziano nemmeno.

Situazioni indefinite, “vediamo come va”, legami che restano aperti senza una direzione chiara. Oggi sono così frequenti che hanno persino un nome: situationship. 💭

Ogni relazione necessita di una forma definita.
È un legame vero e proprio.
Un legame fatto di speranze, interpretazioni, micro-segnali a cui aggrapparsi.
Di messaggi riletti, silenzi decifrati, possibilità che tengono agganciati. 📱

Ed è proprio questo che spesso stanca più di una fine.
L’ambiguità consuma perché non permette di investire davvero, ma nemmeno di lasciare andare.
Tiene il desiderio in uno stato di allerta continua, senza offrire un appoggio stabile. ⚖️

Ogni legame è una scelta. E ogni scelta richiede sempre un prezzo. ❤️‍🩹

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Ci sono momenti in cui non ti manca qualcuno, ma senti comunque una mancanza.Succede anche quando sei circondato da pers...
18/02/2026

Ci sono momenti in cui non ti manca qualcuno, ma senti comunque una mancanza.
Succede anche quando sei circondato da persone, quando parli, rispondi, sei presente nella tua vita quotidiana.

Dal punto di vista psicologico, spesso non è l’assenza in sé a far male, ma la mancanza di riconoscimento: il bisogno di sentirsi visti, rispecchiati, tenuti nella mente dell’altro. 🧠
Non basta esserci. Serve essere riconosciuti.

La psicoanalisi lacaniana fa risalire ciò ad un momento cruciale dello sviluppo del bambino: Lo stadio dello specchio.

È attraverso lo sguardo dell’altro che iniziamo a costruire un senso di unità, di identità, di esistenza come soggetti. Quando quello sguardo manca, è sfuggente o non risuona, può emergere una sensazione difficile da spiegare, ma molto concreta: sentirsi soli anche in mezzo agli altri.

Non è solitudine come la immagini.
Non è nostalgia per qualcuno in particolare.
E non è fragilità personale.

È un bisogno relazionale profondo, che riguarda il modo in cui entriamo in contatto, e il modo in cui veniamo riconosciuti. 🤍
Riconoscerlo non significa “avere qualcosa che non va”, ma iniziare a dare un nome a ciò che manca, creando uno spazio in cui poter essere presenti a se stessi insieme a qualcun altro. 🌱è spesso proprio lì, nel silenzio che segue, che può iniziare un lavoro su di sé. 🌱

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San Valentino non crea emozioni.Le amplifica.È una data che accende un riflettore: non su ciò che nasce quel giorno, ma ...
14/02/2026

San Valentino non crea emozioni.
Le amplifica.

È una data che accende un riflettore: non su ciò che nasce quel giorno, ma su ciò che già c’è — o che manca — nel resto dell’anno.

Per questo pesa anche quando dici:
“Non mi importa.”
“È solo marketing.”
“Io non lo festeggio.”

🧠 Dal punto di vista psicologico, San Valentino non parla solo di amore.
Parla di valore personale.

Di quanto ti senti scelto.
Visto.
Desiderato.

Di quanto ti senti dentro — o fuori — da una promessa, anche quando non è mai stata pronunciata.

Come ricorda spesso Recalcati, l’amore non vive solo nel sentimento, ma nella promessa implicita di esserci: nel dire, esplicitamente o no, “tu per me conti”.
Ed è proprio quando questa promessa vacilla, resta sospesa o non arriva, che una data come San Valentino può fare rumore.

E non esistono veri spettatori neutrali.
Non lo sono le coppie.
Non lo sono i single.
Non lo sono le relazioni sospese, ambigue, non definite.

💭 Perché una data così semplice riesce a smuovere tanto?
Perché mette pressione là dove ci sono aspettative silenziose:
“Dovrebbe fare qualcosa.”
“Dovremmo essere più felici.”
“Se va tutto bene, perché mi sento così?”

In questi giorni l’amore rischia di diventare una prestazione emotiva: dimostrare, confermare, rassicurare.
E quando l’amore diventa prestazione, il confronto è inevitabile.

📌 Se ti tocca, non significa che sei fragile.
Significa che quella data sta facendo emergere qualcosa che esisteva già: un bisogno, una mancanza, una domanda aperta.

San Valentino non mette in crisi le relazioni.
Semmai, le rende visibili.

E a volte, più che parlare d’amore, ci invita a chiederci:
👉 che posto occupo io, oggi, nella promessa — mantenuta, mancata o attesa — della mia relazione?

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Carnevale e personalità: cosa ci insegna davvero la maschera? 🎭Carnevale non è solo festa.È un momento simbolico potente...
11/02/2026

Carnevale e personalità: cosa ci insegna davvero la maschera? 🎭

Carnevale non è solo festa.
È un momento simbolico potente, che ci invita a riflettere su qualcosa che la psicoanalisi incontra ogni giorno: il rapporto tra ciò che mostriamo e ciò che siamo.

Indossare una maschera non serve solo a nascondere. Spesso permette di allentare il controllo, di sospendere per un attimo le aspettative, di fare spazio a parti di sé che normalmente restano trattenute. Come se fosse concesso essere diversi da come “si dovrebbe” essere. ✨

Luigi Pirandello parlava di maschere come forme necessarie per stare al mondo: ruoli, identità, immagini che costruiamo per essere riconosciuti. Un’intuizione profondamente psicoanalitica, anche se Pirandello non si è mai occupato direttamente di psicoanalisi. Perché quelle maschere non sono finzione: sono tentativi di equilibrio tra ciò che sentiamo e ciò che il mondo ci chiede.

In terapia accade qualcosa di simile, ma senza travestimenti visibili. Non si tratta di togliere una maschera per mostrarne “la vera”, bensì di interrogarsi su quante maschere siano diventate troppo strette, troppo rigide, troppo silenziose. 🧠

Forse il senso più profondo del Carnevale è proprio questo: ricordarci che non siamo una sola forma. E che ascoltare le parti che emergono quando il controllo si allenta può dirci molto di ciò che chiede spazio anche fuori dalla festa. 🌱

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Pazienti o clienti?Non è solo una questione di parole.È una questione di come intendiamo la terapia.Nel linguaggio di og...
28/01/2026

Pazienti o clienti?

Non è solo una questione di parole.
È una questione di come intendiamo la terapia.

Nel linguaggio di oggi si sente sempre più spesso parlare di clienti, come se la psicoterapia fosse una prestazione da acquistare, valutare, consumare. Ma questo modo di nominare le cose rischia di tradire il senso stesso del lavoro terapeutico.

Massimo Recalcati lo chiarisce bene quando riprende il termine analizzante: non per un vezzo teorico, ma per indicare una posizione etica precisa. In terapia non c’è qualcuno che subisce un trattamento e qualcun altro che lo applica.

Non c'è da un lato chi "sa" - lo psicoterapeuta - e dall'altro chi "ignora" - il paziente.

C’è una persona che parla di sé, si interroga, si mette in questione e attraversa la propria storia.

La psicoterapia non è una manipolazione, né una soluzione pronta all’uso. È uno spazio in cui il soggetto può produrre un sapere sul proprio modo di stare al mondo, sul proprio desiderio, sul proprio inconscio.

Per questo chiamare qualcuno cliente non è neutro: introduce una logica di consumo e di risultato che non appartiene al lavoro clinico. La terapia non promette risposte immediate, ma chiede tempo, parola, presenza.

In psicoterapia non sei un cliente.
Sei una persona che partecipa attivamente al proprio percorso.
Ed è proprio questa posizione a rendere possibile il cambiamento.

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Un impegno salta all’ultimo e tu pensi:“Ok… meno male!”Succede in fretta: prima il sollievo, quasi fisico. Poi, spesso, ...
20/01/2026

Un impegno salta all’ultimo e tu pensi:
“Ok… meno male!”

Succede in fretta: prima il sollievo, quasi fisico. Poi, spesso, arriva il senso di colpa, come se quel respiro fosse “sbagliato”.

👉 Non preoccuparti. Non sei sbagliato. Capita a tutti!

Quel sollievo non parla di disinteresse né di egoismo. Spesso parla di stanchezza, di richieste continue, di una quotidianità che lascia poco spazio al recupero.

Il corpo, a volte, reagisce prima della mente. Si rilassa quando qualcosa si toglie, prima ancora che tu possa spiegartelo.

Il senso di colpa arriva dopo, quando entrano in gioco le aspettative: “dovrei aver voglia”, “dovrei esserci”, “dovrei sentirmi diverso”.

In psicoterapia, queste reazioni sono preziose. Non vanno giudicate, ma ascoltate, perché raccontano bisogni, limiti, confini che chiedono attenzione.

A volte, più che di mancanza di motivazione, si tratta di un eccesso di carico. E riconoscerlo è già un primo atto di cura.

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Ci sono momenti in cui la solitudine non nasce dall’assenza, ma dal silenzio che arriva dopo. 🌙Dopo le feste, quando il ...
15/01/2026

Ci sono momenti in cui la solitudine non nasce dall’assenza, ma dal silenzio che arriva dopo. 🌙

Dopo le feste, quando il rumore si spegne, quando gli impegni diminuiscono e la vita torna al suo ritmo abituale, può emergere una sensazione difficile da nominare.

Non perché “c’è qualcosa che non va in te”, ma perché il contrasto si fa sentire. 🧠

Le feste sospendono la quotidianità: relazioni più presenti, ritmi più morbidi, una vicinanza che, anche se temporanea, scalda. ✨

Quando questa parentesi si chiude, torni a contatto con ciò che resta sotto: bisogni, attese, desideri di continuità.

Sentirsi più soli in questo passaggio non è un fallimento. È un segnale. 🚨

Un invito ad ascoltare cosa chiede spazio quando l’eccezione finisce e la vita riprende il suo corso reale.

Ed è spesso proprio lì, nel silenzio che segue, che può iniziare un lavoro su di sé. 🌱

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⏳ Tutti procrastiniamo.Ma quando rimandi proprio ciò che ti farebbe stare meglio, non è una questione di “pigrizia”.C’è ...
28/12/2025

⏳ Tutti procrastiniamo.
Ma quando rimandi proprio ciò che ti farebbe stare meglio, non è una questione di “pigrizia”.
C’è qualcosa, da dentro, che frena.

🧠 La procrastinazione è una forma di protezione.
Una distanza che la mente mette tra te e qualcosa che tocca parti vulnerabili: una decisione importante, una conversazione difficile, un cambiamento che fa paura.
Rimandi non perché non ti importa, ma perché ti riguarda troppo.

💬 Spesso ciò che pesa non è l’azione, ma il significato che porta.
Fallire, essere giudicati, deludere qualcuno, deludere te stesso.
O, semplicemente, affrontare emozioni che hai tenuto in silenzio per anni.

🌱 In terapia il lavoro non è “smettere di procrastinare”.
È capire cosa stai proteggendo quando lo fai.
Quando quel significato diventa chiaro — e non lo affronti più da solo — l’azione smette di essere un ostacolo e diventa un movimento possibile.

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Fidarsi non è immediato.E non dovrebbe esserlo.Quando inizi un percorso di psicoterapia, spesso ti siedi davanti a qualc...
20/12/2025

Fidarsi non è immediato.
E non dovrebbe esserlo.

Quando inizi un percorso di psicoterapia, spesso ti siedi davanti a qualcuno che non conosci, in un posto che non è ancora “tuo”, mentre provi a raccontare cose che magari non hai mai detto a nessuno.

Molti pensano che la fiducia “dovrebbe” scattare subito.
In realtà, la fiducia si costruisce, passo dopo passo.

🧠 Slide dopo slide abbiamo visto cosa accade davvero:
non è solo parlare, né solo essere ascoltati.
È sperimentare un luogo in cui puoi osservare, capire, provare a lasciarti andare… al tuo ritmo.

E un giorno succede quasi senza accorgertene:
ti rendi conto che in quello spazio puoi essere come sei.
Che puoi dire la verità senza paura.
Che non devi proteggerti.

Ed è lì che la terapia diventa il posto più sicuro.
Non perché “ci si fida per forza”,
ma perché la fiducia è cresciuta insieme alla relazione.

✨ Se stai iniziando ora — o pensando di farlo — ricorda:
non devi fidarti subito.
Devi solo concederti il tempo di vedere cosa può diventare quel posto, con quella persona.

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Il Natale porta a riflettere sul valore del dono.Nel racconto Il dono dei magi – di cui Disney ha fornito una trasposizi...
15/12/2025

Il Natale porta a riflettere sul valore del dono.

Nel racconto Il dono dei magi – di cui Disney ha fornito una trasposizione – una coppia di umili amanti vendono i propri oggetti preziosi pur di comprare un regalo all’altro.

La donna vende i propri capelli in un negozio di parrucche, l’uomo il proprio orologio. Con il ricavato, la donna compra una catenella per l’orologio dell’amato, mentre l’uomo le compra dei pettini.

Il sacrificio dell’uno invalida il regalo dell’altra e viceversa e proprio questo rende tali regali dei doni.

Per questa ragione, Lacan afferma che amare significa donare all’altro quello che non si ha.

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“Mi può dare del tu?”La lingua italiana distingue fra il tu e il lei. Solitamente la prima è utilizzata per le circostan...
11/12/2025

“Mi può dare del tu?”

La lingua italiana distingue fra il tu e il lei. Solitamente la prima è utilizzata per le circostanze informali, mentre la seconda per quelle formali.

Tuttavia, non è questa la logica per cui all’interno del setting psicoterapeutico ci si dà del Lei.

Infatti, la psicoterapia non mira a restare sul piano formare, anzi, l’obiettivo è proprio arrivare ad aprirsi sulle cose più intime.

Tuttavia, lo si fa nell’ottica della triangolazione. Non si sta parlando solo con il terapeuta che si ha di fronte, ma con la letteratura scientifica a cui questi si rifà per fornire le restituzioni al paziente.

Infatti, le risposte del terapeuta non sono mai frutto di pareri personali, ma di considerazioni scientifiche. Per questa ragione si resta sul piano Lei, affinché ci sia sempre un terzo elemento che veicoli il discorso.

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🎬 Ogni anno succede qualcosa di curioso:rivedi lo stesso film di Natale di sempre… e ti senti subito più tranquillo.Non ...
06/12/2025

🎬 Ogni anno succede qualcosa di curioso:
rivedi lo stesso film di Natale di sempre… e ti senti subito più tranquillo.
Non è un caso, è un bisogno emotivo preciso: la ricerca di stabilità.

I film di Natale agiscono sulla memoria emotiva.
Non funzionano perché sono “nuovi” o particolarmente brillanti,
ma perché ripetono stimoli sensoriali che il cervello riconosce subito:
colori caldi, musiche familiari, scene prevedibili, luci soffuse.

🧠 La prevedibilità riduce l’attivazione emotiva e dà un senso immediato di sicurezza.
E per questo li guardiamo anche sapendo già ogni battuta.

Poi c’è qualcosa di ancora più profondo:
alcune immagini riattivano ricordi dell’infanzia attraverso il corpo —
profumi, attese, rituali, piccoli dettagli che credevamo dimenticati.

⭐ La psicoterapia ci insegna quanto sia prezioso questo processo di ricerca di stabilità:
non è solo un tuffo nel passato, ma mostra come si è formato il nostro modo di cercare calore.
è un modo per riconoscere quelle sensazioni le conoscono da sempre.

Mai come nel periodo natalizio, ci ricordiamo ciò che ci fa stare così bene.

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Indirizzo

Via Vitaliano Brancati, 36
Gravina Di Catania
95030

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