07/02/2026
E' disponibile presso la biblioteca comunale di Gropello Cairoli una bibliografia dedicata al Giorno del ricordo.
GIORNO DEL RICORDO - 10 febbraio: in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata
Bibliografia dedicata al Giorno del Ricordo a disposizione in Biblioteca Comunale “C. Cantoni”, via Cairoli 25, Gropello Cairoli (PV)
DVD
Geppino Micheletti: un eroe istriano a Narni
DVD 610.92 GEP
Perché nel dopoguerra a Narni in Umbria, ogni volta che le suore che prestavano assistenza presso il locale Ospedale degli Infermi davano un camice pulito a quel chirurgo che veniva da lontano, mettevano in una tasca sempre lo stesso calzino da bambino?
E perché a Pola, a fianco della Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, ai piedi del cippo dedicato alla strage di Vergarolla del 18 agosto 1946, troviamo la foto dello stesso medico?
“Personaggio iconico, in cui si sommano drammi di quella grande tragedia collettiva che fu l’ultimo conflitto, il dottor Geppino Micheletti ha subito le leggi razziali fasciste e ha fatto il suo dovere in guerra. Nel convulso dopoguerra in Istria, la strage di Vergarolla gli ha portato via il fratello, la cognata e i figli. Giunto a Narni, esule da Pola nel 1947, ha saputo sconfiggere anche il pregiudizio e il tentato ostracismo della classe politica del tempo, riuscendo a rimanere al suo posto all’Ospedale degli Infermi e conquistando, con la moglie Iolanda, la stima e l’affetto dei narnesi” Francesco Fagnani
LIBRI
Ciacci Fabiano, Foibe: l< questione del confine nord-orientale
940.54 CIA
«Una persona nata nel 1971 che ha frequentato le scuole elementari, quelle medie e le superiori, la cui materia preferita da sempre è la storia, approfondita anche con letture extrascolastiche, sicuramente ritiene di essere abbastanza preparato sulla "storia in generale". Decide quindi di iscriversi all'università, indirizzo storico, inizia i corsi ed un giorno ad uno di questi sente pronunciare da un docente una parola nuova: foibe! "Ma senti questo, si inventa perfino dei neologismi durante le lezioni, pensa l'ignaro, ma il docente va avanti, non si tratta solo di un neologismo ma di un intero argomento di fantasia, "o non era un corso di storia vero questo?" Quell'ignaro ero io, fino ad allora non avevo mai sentito la parola Foibe. Possibile? Sì, possibile. E pensare che la mia maestra delle elementari era un'insegnate Straordinaria (la S maiuscola è voluta), e anche gli insegnanti avuti alle scuole medie e superiori non erano affatto male. E allora perché io non sapevo nulla? La questione meritava un approfondimento, ed è ciò che ho fatto. L'argomento indicato con il termine "foibe" va compreso partendo dal complesso e delicato sistema di relazioni esistente tra le diverse etnie che abitavano i territori della Venezia Giulia fin dal lontano '800, inaspritosi poi durante il ventennio fascista e culminato negli eccidi delle foibe e nella diaspora dei giuliano-dalmati. Ma questo non basta a spiegare perché quell'indotto studente non avesse mai sentito la parola foibe. Va perciò indagato il sistema di relazioni internazionali tra Stati determinatosi dopo la seconda guerra mondiale e analizzato il contesto politico della Repubblica italiana dalla sua nascita ai giorni nostri per dare una risposta ai tanti italiani che non solo non hanno, o non avevano, mai sentito la parola foibe, ma in alcuni casi ignorano pure l'esistenza dell'Istria (figuriamoci se sanno, o sapevano, che una volta era una regione d'Italia). Esagerato? Non credo, e se volete potete fare la prova del nove: chiedete al primo che passa se sa qual è il vero nome della città croata Rijeka; se vi risponderà Fiume allora chiudete pure questo libro, ma se non lo farà forse di seguito sono raccontate delle cose che potrebbero interessarvi. Pertanto, ligio alla regola del contrappasso, io che delle foibe non ne sapevo nulla mi appresto a raccontarne la storia.»
SAGGI
Fertilio Dario, La morte rossa: Storie di italiani vittime del comunismo, Marsilio, 2004
335.43_FER
Che posto occupa, nell’album della memoria, la morte rossa? Qual è la verità sui genocidi comunisti nella storia del Novecento? Quale prezzo hanno pagato gli italiani? A questi interrogativi rispondono venti storie.
Girardo Marco, Sopravvissuti e dimenticati: il dramma delle foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati, Ed. Paoline, 2006
940.53_GIR
Nelle pagine di questo libro, Graziano Udovisi, l’unico sopravvissuto alle foibe che sia ancora in vita, a distanza di sessant’anni rievoca con impressionante dovizia di particolari quelle ore in cui la morte vicinissima gli fu miracolosamente risparmiata. Abbiamo anche altre storie in questo libro che si intrecciano per contribuire a ricomporre un frammento di storia troppo spesso dimenticato.
Mellace Giuseppina, Una tragedia dimenticata, la vera storia delle foibe
940.54 MEL
Ancora oggi, nonostante l'istituzione del giorno del ricordo, il 10 febbraio, e nonostante il dibattito che da anni imperversa su questo tema, il dramma delle foibe resta sconosciuto ai più, quasi fosse una pagina rimossa della Seconda Guerra Mondiale. Eppure, si stima che vi abbiano trovato la morte molte migliaia di persone, “cancellate” dalla memoria dei posteri proprio dalla barbara modalità con cui ebbero sommaria sepoltura. Ecco perché è importante ricordare le vicende di alcune di queste vittime, attraverso i diari e le testimonianze della metà del secolo scorso. In particolare, nel libro viene dato spazio alle storie delle cosiddette "infoibate", come Norma Cossetto e le sorelle Radecchi. Storie particolarmente significative perché raccontano di una doppia rimozione: il silenzio calato per decenni sulle foibe e, prima ancora, il naturale riserbo che si imponeva alle vicende personali delle donne dell'epoca.
Messina Dino, Italiani due volte
945.39091 MES
Sono italiani due volte i trecentomila che in un lungo esodo durato oltre vent'anni dopo la Seconda guerra mondiale lasciarono l'Istria, Fiume e Zara. Erano nati italiani e scelsero di rimanere tali quando il trattato di pace del 10 febbraio 1947 assegnò quelle regioni alla Jugoslavia comunista del maresciallo Tito. A rievocare una storia a lungo trascurata del nostro Novecento è un'inchiesta originale e serrata dove al racconto dei fatti Dino Messina accompagna le testimonianze inedite dei parenti delle vittime della violenza titina e di chi bambino lasciò la casa natale senza la speranza di potervi tornare. Un dramma nazionale in tre grandi atti: il primo, con l'irredentismo, la vittoria nella Grande guerra, il passaggio alla patria di regioni e città sotto il dominio asburgico; seguiti dalla presa del potere fascista con le politiche anti-slave e la guerra accanto ai nazisti. La seconda fase inizia con le ondate di violenza dei partigiani di Tito nell'autunno del 1943 e nella primavera del 1945. Trieste, Pola e i centri dell'Istria occidentale, Fiume e Zara, da province irredente divennero terre di conquista jugoslava. Al biennio di terrore e alla stagione delle foibe, seguirono altri anni di pressioni e paura. Sino al terzo atto, dal 10 febbraio 1947, che segnò la più grande ondata dell'esodo. E successivamente un'altra massiccia partenza dalla zona assegnata alla Jugoslavia dopo il Memorandum di Londra del 1954, che stabilì il ritorno di Trieste all'Italia. A migliaia di fuggitivi, dopo il terrore e lo sradicamento, toccò l'umiliazione dei campi profughi. Una pagina tragica della nostra storia che trova in questo libro una ricostruzione puntuale.
Miletto, Enrico. Arrivare da lontano: l'esodo istriano, fiumano e dalmata nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia; prefazione di Gianni Oliva. - Varallo: Istituto per la storia, 2010
949.7_MIL
Il volume raccoglie un approfondito lavoro di ricerca che con rigore metodologico e grande passione l'autore ha svolto attingendo sia alle fonti archivistiche e documentarie, sia a un significativo numero di interviste raccolte presso i protagonisti dell'esodo. Questa ricerca segue quella analoga che lo stesso autore aveva già condotto qualche anno fa, nel territorio torinese. Difficile riannodare i fili che hanno tessuto le storie di quanti da un lato si sono sentiti rifiutati da una terra improvvisamente non più patria e dall'altro sradicati dalla terra d'origine. Nei molti anni di silenzio sono emersi da un lato solo le memorie dolorose e personali degli esuli, dall'altro solo contributi con un marcato taglio polemico-politico; in entrambi i casi tali documenti non hanno contribuito a creare una coscienza storica nel Paese. Il lavoro presentato è invece un equilibrato intreccio tra i ricordi personali, gli album di famiglia e i documenti ufficiali, gli articoli di giornale, le illustrazioni dell'epoca, da cui emergono le condizioni degli esuli in un territorio in precario equilibrio tra sentimenti di collettiva diffidenza e di soggettiva umanità. Una integrazione lenta ma effettiva, una progressiva conquista di legittimità ad essere un comune cittadino. Negli ultimi anni va detto che si è ricominciato a scrivere dell'esodo con un approccio più scientifico che, pur partendo dalla memoria dei singoli, cerca di collocare il sentire soggettivo in un contesto di più ampio respiro, che affronta anche l'imbarazzo di una certa storiografia.
Oliva Gianni, Foibe: la strage negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria, Mondolibri, 2002
940.54_OLI
Se nella Venezia Giulia le ferite sono rimaste aperte alimentando una memoria divisa, nel resto d’Italia non si è mai pensato di affrontare il problema con la ferma volontà di fare chiarezza. Attingendo a una puntuale documentazione d’archivio e bibliografica, Gianni Oliva ricostruisce le tragiche vicende di quei giorni in tutte le loro articolazioni politiche, militari e diplomatiche, dai progetti di Tito alle divisioni della Resistenza italiana del Nord-Est, dai fatti di Porzus alla corsa per Trieste. “Foibe” è un libro che restituisce alle stragi negate la loro verità, proponendole come patrimonio collettivo della storia nazionale.
Oliva Gianni, Profughi: dalle foibe all’esodo: la tragedia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia
945.39091 OLI
Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, gran parte della comunità italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandona la propria terra. A ondate successive, quasi 300.000 persone, appartenenti a ogni classe sociale, vengono costrette a fuggire dal nuovo regime nazionalcomunista di Tito che confisca le loro proprietà, le reprime con la violenza poliziesca, giungendo talora a un vero e proprio tentativo di "pulizia etnica". Attraverso un’analisi attenta in cui si intrecciano lo scenario locale e quello internazionale, Gianni Oliva ripercorre le tappe di questa vicenda: la complessità etnica nella zona di confine nord-orientale dell'Italia, le contrapposizioni del Ventennio fascista, le stragi delle foibe, la vita nei campi profughi.
Petacco Arrigo, L’esodo: la tragedia negata degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia
940.54 PET
In questa ricostruzione, lontana da ogni interpretazione ideologica, Arrigo Petacco racconta la storia di un lembo conteso della nostra patria, in cui la presenza di etnie diverse ha favorito, di volta in volta manifestazioni nazionalistiche, quasi sempre dettate dall'ideologia vincente.
Pupo Raoul, Il lungo esodo, Istria: le persecuzioni, le foibe, l’esilio, Rizzoli, 2005
945.39 PUP
Dopo la seconda guerra mondiale più di un quarto di milione di uomini, donne e bambini che vivevano a Zara, a Fiume e nell’Istria furono costrette a emigrare in massa dalle loro case cercando fortuna in Italia e oltreoceano: famiglie divise, senza più una patria, senza un lavoro, che in interminabili file si imbarcarono sulle navi della speranza abbandonando ogni certezza.
Radivo Paolo, La strage di Vergarolla (18 agosto 1946) secondo i giornali giuliani dell’epoca e le acquisizioni successive
949.702 RAD
Questo volume storiografico è composto da tre capitoli. Il primo, narrativo, analizza come i numerosi giornali giuliani dell’epoca raccontarono la strage di Vergarolla e i relativi sviluppi sotto ogni profilo. Il secondo capitolo, il più corposo dei tre, consiste nella trascrizione di tutti gli articoli attinenti usciti sulle testate giornalistiche giuliane coeve di lingua italiana, slovena e croata di ogni tendenza politica. Il terzo capitolo, narrativo, compara le fonti dirette giornalistiche di allora con quelle archivistiche, giornalistiche, bibliografiche e orali successive. In questa parte finale si possono inoltre leggere alcuni documenti d’archivio inglesi e italiani finora inediti (almeno nella loro versione integrale e/o nella loro traduzione italiana). Il libro assolve una duplice funzione: documentale e d’inchiesta. Da un lato propone infatti per la prima volta la rassegna completa della stampa giuliana d’epoca sul tema; dall’altro ne illustra i contenuti in modo critico e li raffronta con tutto quanto emerso in seguito, fornendo infine nuovi elementi e spunti di riflessione.
Scotti Giacomo, Dossier Foibe
940.54 SCO
La vicenda delle foibe inizia già con la Prima guerra mondiale, quando la Venezia Giulia è annessa all'Italia e lo Stato italiano, prima monarchico e poi fascista, opera una vera persecuzione nei confronti degli slavi che vi abitano, seminando odio e desiderio di vendetta. Con la Seconda guerra mondiale la tensione cresce, fino ad arrivare all'ondata di violenza dopo la firma dell'armistizio, l'8 settembre '43: in Istria e in Dalmazia i partigiani jugoslavi di Tito si vendicano contro i fascisti che, nell'intervallo tra le due guerre, hanno amministrato quei territori con durezza, imponendo un'italianizzazione forzata e reprimendo e osteggiando le popolazioni slave locali. Senza sminuire i massacri delle donne e degli uomini finiti nelle foibe, certo negli ultimi anni c'è stata una strumentalizzazione (e un uso non corretto dei numeri) per restituire legittimità al fascismo. Come dimostra l'accostamento della Giornata del Ricordo, per onorare le vittime delle foibe, con il Giorno della Memoria per quelle della Shoah. Giacomo Scotti, basandosi su documenti di prima mano, a cominciare da quelli fascisti dell'epoca, fornisce nuovi strumenti per interpretare gli eventi istriani del settembre-ottobre 1943, fra la capitolazione dell'Italia e l'occupazione tedesca dell'Istria. Attraverso un esame rigoroso, disegnandone l'esatta dimensione storica, Scotti colloca la tragedia delle foibe nel drammatico contesto della Seconda guerra mondiale e della Venezia Giulia. Scrive Scotti: "Per me è grave anche la morte di un solo uomo. Invece la verità storica è un'altra cosa. E quella va ristabilita". Prefazione Enzo Collotti. Postfazione Tommaso Di Francesco.
Sessi Frediano, Foibe rosse: Vita e morte di Norma Cossetto uccisa in Istria nel ’43, Marsilio, 2007
940.54 SES
Frediano Sessi ricostruisce la breve vita di Norma Cossetto nel libro “Foibe rosse”, dopo aver parlato con un’amica, con la sorella Licia che ora ha 82 anni, con alcuni testimoni. Una vita normale di ragazza di buona famiglia che aveva già iniziato ad insegnare, giornate assolate e gite in bicicletta, il fidanzato, l’adesione al fascismo suggerita da sentimenti non violenti, piuttosto perché rispondeva a tradizioni nazionaliste e assicurava la difesa della terra e delle proprietà. La famiglia Cossetto era e si sentiva italiana e tale voleva restare, i contadini che lavoravano nei loro poderi erano slavi e i rapporti tra di loro erano sempre stati di correttezza e di fiducia. Mai i Cossetto si sarebbero aspettati di vederli trasformarsi in nemici.
Spinelli Giovanni, Dopo l'esodo: da profughi a cittadini. Il processo di integrazione di giuliani e dalmati nell'Italia del secondo Novecento, attraverso le vicende di Brescia
305.9 SPI
Alla copiosa produzione storiografica degli ultimi cinque lustri su fenomeni e cause che generarono l’esodo di istriani, fiumani e dalmati non è ancora corrisposto sin qui, nell’insieme, un pari sforzo ricostruttivo e d’indagine dedicati a lungo, complesso e travagliato percorso di inserimento dei profughi adriatici nella società italiana del secondo dopoguerra: una dimensione dell’esperienza dell’esodo, questa, non meno interessante sotto il profilo storico, rispetto a quella dell’abbandono delle terre d’origine, e non meno viva nel bagaglio di memoria individuale e collettiva dei profughi. Questo volume si propone di contribuire a colmare in parte tale scarto. La ricerca ha assunto quale osservatorio privilegiato le vicende dei profughi della frontiera adriatica approdati fra la conclusione del conflitto e lo scorcio degli anni 60’ nella provincia di Brescia; si è tuttavia sforzato di tratteggiare anche le linee generali del fenomeno su scala nazionale: misure di prima assistenza, campi profughi,istituzioni preposte, strategie governative, legislazione specifica, politiche della casa e del lavoro, emigrazione transoceanica, assistenza ai minori e anziani, istruzione, rapporti con le nuove realtà di insediamento, fra accoglienza e diffidenza, fra solidarietà e pregiudizio...sono solo alcuni degli aspetti trattai.
Turchinovic Rosanna, Tutto ciò che vidi
940.54 TUR
Rosanna Turcinovich Giuricin e Rossana Poletti hanno raccolto, ordinato e commentato i documenti, gli scritti, relazioni, note che Rosanna Pasquinelli, la donna che nel 1947 per protestare contro le decisioni degli Stati vincitori della seconda guerra mondiale decisero di assegnare l'Istria e Fiume alla Jugoslavia uccise con un colpo di pi***la il generale inglese Robert De Winton a Pola. Le due autrici hanno per settimane compulsato e studiato i manoscritti contenuti in una cassa custodita per decenni in una banca triestina su mandato di Monsignor Antonio Santin, allora vescovo della città giuliana. Gli originali, le copie, le relazioni, le annotazioni, tutto vidimato da avvocati e notai che presero in consegna il materiale di cui questa è una prima parte, la più sofferta, la storia di una tragedia vissuta in trincea che, come scrive Ezio Giuricin nella sua introduzione: "può trovare una spiegazione solo se contestualizzata, inserita nella complessa temperie storica e politica dell'Istria alla fine del secondo conflitto mondiale".
ROMANZI
Haffner Egea e Alvisi Gigliola, La bambina con la valigia
R G HAF
Nel 1945, quando suo padre scompare, inghiottito nelle spaventose voragini carsiche, Egea è solo una bambina. Ancora non sa che a breve inizierà la sua vita di esule, che la costringerà a lasciare la sua terra e ad affrontare un futuro incerto, prima in Sardegna, poi a Bolzano, accudita da una zia che l'amerà come una figlia. La geografia del cuore di Egea Haffner avrà però sempre i colori, gli odori e i suoni di Pola, la sua città. Ed è una geografia che custodisce la sua storia personale, ma è anche parte della nostra vicenda nazionale: nella sua memoria si riflette il dramma di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Età di lettura: da 10 anni.
Mellace Giuseppina, Il quadro di Norma
ROMANZI Storici MEL
Quale segreto si cela dietro il quadro di Norma? È quello che la protagonista Loredana, una giovane pittrice, cercherà di svelare con l'aiuto di una misteriosa signora che ha acquistato il suo dipinto poiché le ricordava una persona a lei tanto cara. Sarà un percorso di conoscenza e di crescita che l'artista farà con la sua nuova amica che le racconterà la tragica vicenda di Norma Cossetto, una ragazza poco più che ventenne infoibata nell'ottobre del 1943 dagli uomini di Tito con la sola colpa di essere italiana e figlia del podestà del piccolo borgo in cui viveva in Istria. Per Loredana sarà la scoperta di una pagina di storia che per troppo tempo è stata dimenticata e che ora si vuol far conoscere per mantenerne viva la memoria, senza vendette o rancori di alcun genere, ma solo per avere un panorama a trecento sessanta gradi di quei terribili giorni del '43 quando la guerra infuriava sulla martoriata Istria e su tutto il confine orientale italiano, dove i nazifascisti, gli Alleati e l'esercito di Liberazione di Tito si disputavano quel lembo di terra.