12/01/2026
Durante i corsi di Yoga adulti e Yoga in gravidanza…
Il ballo di Shiva, nella sua forma yogica, ci riporta subito a Natarajasana, l’asana del danzatore cosmico. Anche quando è rivisitata, adattata, resa accessibile al corpo che abitiamo oggi, conserva una potenza simbolica straordinaria.
In questa postura l’equilibrio non è immobilità, ma dialogo continuo: tra il piede che radica a terra e il cuore che si apre, tra la forza della gamba stabile e la leggerezza del busto che si espande. È un equilibrio vivo, pulsante, che accetta il micro-movimento e l’oscillazione come parte del processo.
Shiva che danza ci ricorda il ciclo eterno di creazione, distruzione e trasformazione. Nel corpo, questo si traduce nel lasciare andare ciò che è rigido per fare spazio a qualcosa di nuovo. Serve forza, sì, ma una forza gentile; serve concentrazione, ma senza durezza. La spiritualità qui non è astratta: nasce dal respiro che sostiene, dallo sguardo che guida, dalla presenza che unisce.
Questa asana ci insegna anche l’arte di fidarsi. Fidarsi del corpo che trema ma non crolla, del respiro che ci riporta al centro, del fatto che non serve “tenere” la forma perfetta per incarnarne il significato. Nel ballo di Shiva non siamo chiamati a controllare la danza, ma a farci danzare dalla vita, restando presenti, aperti, connesse spiritualmente.
NAMASTE🙏🏽💞