24/11/2020
Mito di Astavakra
, da cui prende il nome la posizione yoga di ,è il saggio hindu “dal corpo piegato in otto punti” (asta=otto + vakra=pieghe).
Si narra che Astavakra fece arrabbiare suo padre mentre ancora era nel grembo materno, correggendolo nella lettura dei libri sacri Veda, al punto che il genitore lo maledisse: nacque quindi con gli arti incrociati tra loro in otto punti come del resto significa il suo nome (Asta significa otto e Vakra piegato). Astavakra era un bambino brillante e crescendo rivelò tutta la sua saggezza. La leggenda vuole che un giorno decise di recarsi alla corte del re Janaka perché sapeva che lì avrebbe potuto confrontarsi con i suoi consiglieri, sacerdoti e filosofi di alto lignaggio. Quando i membri della corte del re videro il suo aspetto, però, scoppiarono tutti a ridere. Astavakra ne rimase profondamente deluso. Quando il re gli chiese il perché mostrò tutto il suo disappunto. Gli spiegò che si aspettava di trovare uomini saggi alla corte del sovrano e invece non erano altro che calzolai attenti a valutare solo la pelle ma non l’anima delle persone. Usò queste parole: “Non sono sacerdoti ma calzolai, vedono solamente la pelle, la superficie, e su di essa basano il loro giudizio. Questa pelle è buona, questa pelle è liscia oppure è ruvida, ha il colore giusto o quello sbagliato. Ve**re è stata una perdita di tempo, essi non vedono lo spirito individuale e non hanno comprensione dello spirito supremo”.
Re Janaka ammirò la profondità di pensiero di Astavakra e gli chiese di divenire il suo mestro.