11/01/2026
“Narrazione emozionale immersiva”
(Per una didattica efficace e coinvolgente) e’ stata la Conferenza
del Prof. Giacomo Moscato
l’8 gennaio u.s. organizzata dalla Società Dante Alighieri.
Dopo la presentazione della Presidente Letizia Stammati il Prof. Moscato ha iniziato la sua conferenza che è stata come un percorso formativo di forte impatto psicologico ed educativo, fondato sull’idea che l’insegnamento efficace non possa prescindere dal coinvolgimento emotivo e dalla narrazione e si fonda su una visione umanistica ed emotivo-cognitiva, secondo cui: l’apprendimento autentico avviene quando l’informazione diventa esperienza emotiva!
Dal punto di vista psicologico, l’intervento si pone tra la psicologia narrativa, intelligenza emotiva e neuroscienze, proponendo una visione dell’insegnante come un facilitatore di esperienze significative e non come un semplice trasmettitore di contenuti.
La narrazione emozionale immersiva rappresenta l’asse portante della conferenza: il racconto diventa uno strumento capace di attivare empatia, identificazione e memoria profonda. I testi letterari proposti, come Il Colombre di Dino Buzzati, funzionano come potenti metafore psicologiche delle paure inconsce, del destino e dell’evitamento. L’analisi delle paure consente di riflettere sul ruolo dell’insegnante nel riconoscere e accogliere le proprie fragilità e quelle degli studenti, trasformandole in occasioni di crescita.
Ampio spazio è stato dedicato alla comunicazione in pubblico, intesa come processo globale che coinvolge mente, corpo ed emozioni. Autocontrollo e disinibizione sono letti in chiave di regolazione emotiva, mentre voce, postura, sguardo, gesto e movimento assumono una funzione psicologica essenziale nel creare relazione, autorevolezza e fiducia. La comunicazione verbale e non verbale agisce direttamente sul piano emotivo, influenzando attenzione, motivazione e partecipazione.
Il tema del punto di vista, affrontato attraverso La Sentinella di Fredric Brown, introduce il concetto di decentramento cognitivo, evidenziando come la realtà sia spesso filtrata da pregiudizi e automatismi mentali. Questo aspetto rafforza una didattica orientata al pensiero critico e alla flessibilità mentale.
La conferenza ha valorizzato inoltre le intelligenze multiple, sottolineando l’importanza di riconoscere le diverse modalità di apprendimento e di espressione: intrapersonale, interpersonale, linguistica, musicale, logico-matematica ed esistenziale. Tale prospettiva favorisce inclusione, autostima e motivazione intrinseca.
Centrale è il richiamo all’intelligenza emotiva, intesa come capacità di consapevolezza di sé, empatia, autocontrollo e abilità sociali. L’insegnante emotivamente competente è in grado di creare un clima relazionale positivo e di promuovere un apprendimento significativo. Le neuroscienze confermano questo approccio: la narrazione attiva specifici meccanismi neurochimici (ossitocina, dopamina, endorfine) che facilitano attenzione, memoria e coinvolgimento.
Infine, i riferimenti mitologici e simbolici, legati al tema dell’amore, del tempo e della finitudine, rafforzano la dimensione esistenziale dell’insegnamento, restituendo alla scuola il compito di educare non solo al sapere, ma anche al senso. In questa prospettiva, insegnare significa emozionare, ispirare e generare cambiamento.
Grazie Prof. Moscato per averci proposto una didattica trasformativa, in cui:
* insegnare = emozionare,
* comunicare = creare relazione,
* narrare = dare senso.
e l’insegnante diventa:
un narratore consapevole che accompagna gli studenti nella costruzione di significato, identità e futuro.