Benessere del Corpo Spirito e Anima

Benessere del Corpo Spirito e Anima Dedica alla ricerca di tutto che rilguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura,dell’universo e di se stesso.

Laureata Massoterapeuta e Fisioterapista,praticante Reiki Massaggi olistici e Tantra

ESCI DAL GIOCO della mente E ENTRA IN VITA con:NON DUALITA!Non c’è un momento in cui cominci a essere questo silenzio, p...
04/08/2017

ESCI DAL GIOCO della mente E ENTRA IN VITA con:NON DUALITA!

Non c’è un momento in cui cominci a essere questo silenzio, può esserci però un momento in cui ne diventi consapevole. E poi probabilmente di nuovo sarai catturato dal gioco della mente, per un po’, e nel soffrire quell’attaccamento lo lascerai andare, nello stesso modo in cui un bambino impara a non toccare il fuoco ritirando il dito dopo che si è scottato.

E’ come il gioco della falena con la luce: sei attratto dalla tua stessa luce, dalla luce del Sé. Ma quella luce del Sé è morte certa per ciò che immagini di essere. Ed è questo il conflitto, è questo il dilemma del me. Ciò che desideri di più è ciò che temi di più.

In quel conflitto il senso di separazione si consuma, la frustrazione di questo conflitto è il carburante che consuma il senso di separazione. Quella frustrazione è il modo attraverso cui la coscienza stessa dissolve quel me. In genere fuggiamo dalla frustrazione, anzi la cosa più curiosa se vuoi è che molta della nostra vita spirituale consiste nel trovare modi, strade, o persone che ci portino via da quella frustrazione. Perché vogliamo stare bene, e naturalmente non c’è niente di male nel desiderare pace o benessere. Ma a meno che tu non sia in una posizione in cui sei in grado di testimoniare questo benessere, senza attaccarti a questo benessere, lo rincorrerai e quindi soffrirai.

In effetti il Buddha stesso ha detto: persino la tua felicità è sofferenza. Quindi, paradossalmente, molta della spiritualità, molta della ricerca spirituale, è un rincorrere un benessere, una ricerca di un positivo fuggendo da un negativo.

Mentre invece una vera vita spirituale ti immerge in una profonda verità di ciò che sei: ti permette di testimoniare sia quell’ombra, che quella luce e di vedere che entrambe queste parti sono il modo in cui il divino stesso si esprime e parla a se stesso.

Questo distacco di cui sto parlando è un distacco che è possibile attraverso l’attraversare la paura della perdita, il desiderio dell’attaccamento, il tormento di perdersi dopo che ci si è trovati. E alla fine una resa. La resa di tutti quei tentativi che abbiamo messo in essere per cercare di stare bene e finalmente accogliere ciò che è, qualunque cosa
questo sia: piacere, dolore, perdita, vittoria, sconfitta, delusione, entusiasmo, c’è un sottile profumo di gioia che accoglie ogni cosa.

Ciò che chiamiamo le difficoltà della nostra vita, ciò che chiamiamo le cose che ci mettono in crisi nella nostra vita, sono i modi attraverso i quali impariamo a lasciar andare certe cose. E ciò che chiamiamo crisi nella nostra vita, o difficoltà, è il modo in cui la coscienza sta imparando qualcosa su se stessa.

In questo senso è già tutto perfetto, non nel modo in cui la mente immagina che sia perfezione, la mente immagina che la perfezione nasca da un’operazione di intervento di ciò che va male verso un positivo, perché la mente è fatta di questa polarità, positivo-negativo. La mente conosce solo questa polarità perché la mente è fatta di dualità. La vita è dualità, e andare oltre questa oltre questa dualità, nella non dualità dell’essere significa uscire dal gioco del dualismo, cioè dell’identificazione con la dualità.

Dunque non pretendere che la mente smetta di avere preferenze perché la mente è fatta di dualità, non smetterà di preferire, ma poi riposare in uno spazio che testimonia la mente e che non è in conflitto con la mente.

Allora riposi nella non dualità e da lì la mente prosegue, ma a quel punto obbedisce a ciò che la precede, mentre prima di quel momento tu ti identificherai con quel movimento mentale credendo di essere il protagonista delle sue storie, e quindi sarà la mente a governarti, non tu ad essere maestro di ciò che accade.

Questo è il significato del diventare maestri di noi stessi. Riposare in quello spazio in cui siamo veramente, semplicemente il testimone di ciò che accade e al contempo in quella testimonianza ne siamo il creatore. Dunque in questa riscoperta non guadagni niente ne perdi qualcosa. L’unica cosa che perdi in un certo senso è un’idea, l’idea di essere al centro di quelle storie mentali. L’idea di dover risolvere quelle storie mentali per poter stare in pace. L’idea di dover conquistare qualcosa per poter stare in pace. E’ un semplice riconoscimento di ciò che è già presente, di ciò che sei.

Buon inizio della settimana con GELATINARigenera Le Ossa, I Tendini E Le Articolazioni Con Questo Rimedio Naturale In So...
31/07/2017

Buon inizio della settimana con GELATINA
Rigenera Le Ossa, I Tendini E Le Articolazioni Con Questo Rimedio Naturale In Soli 7 Giorni


I dolori muscolari così come quelli articolari possono essere causati da lesioni, sforzi eccessivi o disturbi di diversa natura, e si tratta di fastidi che possono diminuire la qualità di vita delle persone che ne soffrono, poichè impediscono di svolgere le proprie attività con normalità. Oltre ai farmaci, sapete che questi fastidi ovvero i dolori muscolari e articolari, possono essere trattati anche con i rimedi naturali molto efficaci che possono dare molto sollievo in pochissimo tempo. Ecco un rimedio eccellente che può alleviare questo tipo di fastidi in soli sette giorni. Di cosa si tratta? Trattasi di un rimedio naturale da preparare direttamente a casa, con le vostre mani, e nello specifico vi serviranno 150 grammi di gelatina commestibile, preferibilmente insapore.Dovrete mettere due cucchiaini di gelatina in un quarto di tazza di acqua fredda e lasciarla riposare per tutta la notte fuori dal frigorifero, poi al mattino seguente quando la gelatina si sarà gonfiata potrà essere mangiata insieme ad un po’ di mele e succo yogurt o panna acida, l’importante è mangiarla a digiuno almeno 30 minuti prima della colazione.


Questo trattamento va realizzato per un mese intero e al termine dei 30 giorni, i benefici saranno davvero straordinari, anche se ci si sentirà meglio dopo 7 giorni dall’inizio del trattamento. Ricordiamo che è importante per chi soffre di mal di schiena, dolori alle articolazioni, alla colonna vertebrale e al collo ma questo rimedio e anche ideale per la lubrificazione delle articolazioni. Ebbene si, la gelatina è molto facile da reperire e soprattutto a basso costo che può essere abbinato ad altri ingredienti anche per preparare dei dolci molto gustosi e nutritivi; la gelatina è ottima per le articolazioni, perchè contiene due amminoacidi, prolina e iidrossiprolina, che agiscono in modo positivo sulle articolazioni riparando i tessuti connettivi.

I benefici della gelatina, però, sono tanti altri, e tra questi citiamo:
– è un alimento ricco di aminoacidi come la arginina e la vicina, che stimolano la formazione dei muscoli
– è un alimento che non contiene colesterolo e grassi, dunque considerato ideale per accelerare il metabolismo e perdere peso
– aiuta a prevenire lo sviluppo di osteoporosi e osteoartrite
– dona elasticità e forza ai tendini e legamenti
– facilita la digestione di alimenti come carne e latticini che di solito sono molto difficili da digerire e contribuisce ad eliminare il gonfiore addominale e può regolare gli ormoni
– aiuta a rafforzare il sistema immunitario
– stimola la crescita dei capelli e delle unghie
– aiuta a rigenerare il collagene della pelle, una sostanza presente anche nelle ossa nei tendini nelle cartilagini e legamenti e che con il passare degli anni fa diminuendo
– contrasta disturbi gastrici come gastrite e acidità di stomaco, perchè neutralizza la produzione eccessiva di acidi gastrici.

IN AMORE VINCE CHI AMAAMA TE STESSOAmare se stessi è il primo passo verso una totale crescita spiritualeQuando inizi ad ...
25/07/2017

IN AMORE VINCE CHI AMA

AMA TE STESSO

Amare se stessi è il primo passo verso una totale crescita spirituale
Quando inizi ad amare te stesso, il mondo intorno a te cambia,diventi il centro di tutto e di conseguenza quello che sta accadendo dentro di te si rispecchia anche fuori...amandoti vivi nella gioia del qui ed ora e diventi un magnete per gli altri.
Amando noi stessi comprendiamo il vero significato della parola AMORE, nella sua pienezza e nel suo splendore

Questo è il vero interrogativo da porsi: “Come mai non siamo esseri che amano?”.

Non si tratta di amare questa persona o quell’altra, non è questione di amare l’amico o il nemico. La domanda è: “Sei in amore, oppure no?”. Ami il tuo corpo? Ti sei mai preoccupato di toccare il tuo corpo con una carezza amorevole? Ami te stesso?

No, tutte le religioni ti insegnano a odiarti: tu sei una persona sbagliata e devi essere riaggiustata; sei un peccatore e devi diventare un santo. Come puoi amare te stesso? Non sei neppure in grado di accettarti. E queste sono le radici della tua realtà!

Io ti insegnerò ad amare te stesso. E se potrai amarti, se potrai gioire nell’essere te stesso, naturalmente il tuo amore continuerà a diffondersi; diventerà un’aura che ti avvolgerà, allora amerai i tuoi amici, e in un certo senso amerai anche i tuoi nemici… poiché, così come i tuoi amici ti definiscono, allo stesso modo anche i tuoi nemici ti definiscono.

Questa è una grande intuizione: allo stesso modo in cui i tuoi amici ti determinano, anche i tuoi nemici lo fanno… un’inimicizia lunga una vita è una relazione, è una relazione profonda. Pertanto, un uomo di comprensione amerà anche i suoi nemici; non per ragioni spirituali, ma per il semplice motivo che anche loro lo determinano, sono parte della sua esistenza. Senza di loro, esisterebbe un vuoto che nessun altro potrebbe colmare.

La questione non va posta nel modo in cui la pose Gesù. In quel caso si tratta di semplice egoismo: ama i tuoi nemici perché tu sei un essere spirituale superiore, mentre loro sono solo semplici esseri umani; pertanto, amali, dimostra loro il vero sentiero spirituale. Così non fai altro che appagare il tuo ego.

Anch’io ti dirò: “Ama il tuo nemico”, ma non per lo stesso motivo. Ti dirò: “Amalo, perché ti determina, è parte di te, così come tu sei parte di lui; non solo l’amico, anche il nemico è un’estensione del tuo essere”. Questo non ti rende “il più santo”, si tratta di una semplice comprensione di come opera la psicologia.

Ama te stesso! Ma puoi amarti solo se lasci cadere l’idea di essere un peccatore. E puoi lasciar cadere quell’idea solo se lasci andare l’idea che esista un dio.

Se esiste un dio, tu sei un peccatore, non puoi essere null’altro. Se esiste un dio, tu sei inevitabilmente un peccatore. Tu sei stato espulso dal regno di Dio, e verrai riammesso solo se diventi ubbidiente, così ubbidiente da perdere la tua individualità in nome di un dio ipotetico che non hai mai visto e che non vedrai mai.

Le tue religioni non ti permettono di amare te stesso, poi però parlano di tutte quelle stronzate sull’amare i propri nemici e sull’amare i propri vicini. Ma osserva questa evidenza: se non riesci ad amare te stesso, non potrai mai amare nessun altro nel mondo intero. Quell’energia d’amore deve sorgere dal tuo cuore, e laggiù è seduto un peccatore, condannato in modo assoluto, in attesa di essere gettato nelle fiamme dell’inferno.

Tratto da: “In Amore vince chi ama”, di Osho.

“Ama te stesso” -Osho

L'amore è un nutrimento per l'anima. Quello che il cibo è per il corpo, l'amore è per l'anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l'anima diventa debole. Gli stati, le chiese, gli interessi costituiti non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale è necessariamente un ribelle.

L'amore ti rende ribelle, rivoluzionario. L'amore ti dà ali per volare in alto. L'amore ti dà la capacità di vedere all'interno delle cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti. I preti e i politici sopravvivono solo grazie al tuo sangue - sopravvivono solo grazie allo sfruttamento. Sono parassiti, tutti, preti e politici.

Per farti diventare debole spiritualmente, hanno scoperto un metodo sicuro, garantito al cento per cento, e cioè quello di insegnarti a non amare te stesso - perché un una persona che non si ama non può neanche amare qualcun altro. È un insegnamento di grande sottigliezza. Dicono: Ama gli altri, ama l'umanità, ama dio, ama tua moglie o tuo marito, i tuoi bambini e i tuoi genitori, ma non amare te stesso, perché amare se stessi è, secondo loro, egoismo.

Condannano l'amore di sé più di qualsiasi altra cosa - e sono riusciti a far sì che i loro insegnamenti appaiano del tutto logici. Dicono: Se ti ami diventerai un egoista, se ti ami diventerai narcisista. Ma non è affatto vero. Un uomo che si ama scopre di non avere un ego. È nell'amare gli altri senza amare se stessi, nel tentativo di amare gli altri, che l'ego nasce.

L'amore non conosce il dovere. Il dovere è un peso, una formalità. L'amore è gioia, condivisione; l'amore è informale. L'amare sente di non aver fatto mai abbastanza; l'amante sente sempre che avrebbe potuto fare di più. Non pensa: "L'altro ora mi deve qualcosa". Al contrario, pensa: "Il mio amore è stato accettato, e ora io sono in debito. Ho un debito con l'altro perché ha accettato il mio dono, invece di rifiutarlo". L'uomo legato al dovere pensa: "Sono straordinario, spirituale, il più grande. Guarda come servo gli altri!".

Un uomo che ama se stesso avrà anche rispetto per se stesso, e un uomo che si ama e si rispetta rispetterà anche gli altri perché sa: "Come sono io, sono anche gli altri. Come io amo il rispetto, l'amore, la dignità, così li amano anche gli altri". Diventa cosciente del fatto che non siamo diversi; per quanto riguarda le cose fondamentali della vita, siamo una cosa sola. Siamo soggetti alla stessa legge: Es dhammo sanantano

L'uomo che ama se stesso ricava tanta gioia da questo amore, diventa così estatico che l'amore inizia a traboccare, e raggiunge anche gli altri. Deve raggiungerli! Se vivi l'amore, devi condividerlo. Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, perché una cosa ti diventerà chiarissima: se amare una persona, te stesso, è una tale estasi, è così bello, quanta più estasi sarà a disposizione per te se condividi questo amore con tante altre persone! A poco a poco le onde si allargano sempre di più. Ami altre persone; poi ami gli animali, gli uccelli, gli alberi, le rocce. Puoi colmare con il tuo amore tutto l'universo. Un'unica persona può colmare d'amore l'universo, proprio come un sassolino può colmare tutto il lago di increspature, un semplice ciottolo.

L'uomo deve diventare un dio. In caso contrario non ci sarà alcuna realizzazione, alcun soddisfacimento. Ma come puoi diventare un dio? I preti ti dicono che sei un peccatore. Ti dicono che sei condannato, che andrai all'inferno. E fanno in modo che tu abbia paura di amare te stesso.

Ecco perché la gente è così brava a trovare cosa c'è che non va. Trovano cosa c'è che non va in loro, e poi come possono evitare di trovare difetti negli altri? In effetti, non solo li troveranno ma li renderanno anche più grandi, più grandi possibile. Questo sembra esser l'unico modo di salvarsi; per salvare la faccia, devi farlo per forza. Ecco perché si critica tanto e c'è così poco amore.

Questo è uno dei sutra più profondi di Buddha, e solo una persona illuminata può darti una tale intuizione.

Una persona che ama se stessa può facilmente diventare meditativa, perché la meditazione vuol dire proprio essere con se stessi.

Se ti odi - che è proprio ciò che fai tu, ciò che ti hanno detto di fare, e che tu hai eseguito religiosamente - se ti odi, come puoi stare insieme a te stesso? La meditazione non è altro che il godersi la propria splendida solitudine e celebrare se stessi. È esattamente questo. La meditazione non è un rapporto, l'altro non è affatto necessario: basti a te stesso. Sei immerso nella tua gloria, nella tua luce. Gioisci perché sei vivo, perché sei.

Il miracolo più grande del mondo è che tu sei e che io sono. Essere è il miracolo più grande, e la meditazione apre le porte a questo grande miracolo. Ma solo un uomo che ama se stesso è in grado di meditare; altrimenti non fai altro che cercare di sfuggire a te stesso, di evitarti. Chi è che vuole guardare una br**ta faccia e chi vuole penetrare in un essere così brutto? Chi è che vuole andare in profondità nel proprio fango, nella propria oscurità? Chi vuole andare nell'inferno che pensa di essere? Vuoi tenere tutto questo nascosto con fiori bellissimi, e vuoi sempre sfuggire a te stesso.

È per questo che le persone cercano sempre compagnia. Non possono rimanere con se stessi, vogliono stare con altri. La gente cerca compagnia, di qualsiasi genere; pur di evitare se stessi va bene qualsiasi cosa. Andranno a sedersi al cinema per tre ore per vedere una cosa assolutamente id**ta. O leggeranno un giallo per ore, sprecando il loro tempo. Leggeranno più volte lo stesso giornale solo per tenersi occupati. Giocheranno a carte o a scacchi per ammazzare il tempo... come se ne avessero tanto!

L'amore inizia con te stesso, e poi si diffonde e si allarga, e lo fa per suo conto, non hai bisogno di diffonderlo tu.

"Ama te stesso" dice Buddha. E poi aggiunge subito: "...e osserva". Questa è meditazione, questo è il nome che Buddha dà alla meditazione. Ma il primo requisito è di amare te stesso, e solo dopo puoi osservare. Se non ti ami e inizi a osservare, potrebbe venirti voglia di suicidarti.

Molti buddhisti vorrebbero suicidarsi perché non fanno attenzione alla prima parte del sutra e saltano subito alla seconda parte: osserva te stesso. In effetti non ho mai visto nemmeno un commento al Dhammapada, i sutra di Buddha, che abbia prestato attenzione alla prima parte: Ama te stesso.

Socrate dice: Conosci te stesso, Buddha dice: Ama te stesso. E Buddha è quello che ha più ragione perché se non ti ami, non potrai mai conoscerti- conoscersi arriva dopo, quando l'amore ha preparato il terreno. L'amore è una possibilità di conoscere se stessi, è il modo giusto per conoscersi.

Amati e osserva: oggi, domani e sempre.

Crea intorno a te un'energia di amore. Ama il tuo corpo e ama la tua mente. Ama tutto il meccanismo, tutto l'organismo. Con amore si intende: accettalo com'è, non cercare di reprimerlo. Reprimiamo solo quando odiamo qualcosa, reprimiamo solo quando siamo contrari. Non reprimere, perché se reprimi, come potrai osservare? Non possiamo guardare il nemico negli occhi; possiamo solo guardare negli occhi dell'amato. Se non sei l'amante di te stesso non potrai guardare nei tuoi occhi, nel tuo volto, nella tua realtà.

Osservare è meditazione, è il nome di Buddha per la meditazione. Osserva è la parola d'ordine di Buddha. Egli afferma: Sii consapevole, vigile, non essere inconsapevole. Non comportarti come chi sta dormendo. Non funzionare come una macchina, un robot. La gente funziona proprio così.

Osserva, semplicemente osserva. Buddha non dice cosa devi osservare: è tutto! Quando cammini, osserva il camminare. Quando mangi, osserva il mangiare. Facendoti la doccia, osserva l'acqua, l'acqua fredda che cade su di te, il brivido che ti percorre lungo la schiena, osserva tutto... 'oggi, domani e sempre'.

Alla fine arriva il momento in cui puoi osservare persino il tuo sonno. Questo è il livello supremo dell'osservare. Il corpo si addormenta ma l'osservatore è ancore sveglio e guarda silenziosamente il corpo profondamente addormentato. Questo è il culmine dell'osservare. Ora come ora è vero proprio l'opposto: il corpo è sveglio ma tu dormi. Allora sarai sveglio e il tuo corpo dormirà. Il corpo ha bisogno di riposo ma la tua consapevolezza non ha bisogno di dormire. La tua consapevolezza è cosciente; è l'essenza stessa dell'essere vigili, quella è la sua vera natura.
Quando la tua capacità di osservare cresce, è come se mettessi le ali, e allora il cielo intero ti appartiene. L'uomo è l'incontro di terra e cielo, di corpo e anima.

Come e creato il Mondo....Chi siamo Noi....Possibile risposta:Pensa a quello che succede quando si assiste a un gioco di...
18/07/2017

Come e creato il Mondo....
Chi siamo Noi....

Possibile risposta:
Pensa a quello che succede quando si assiste a un gioco di prestigio.Non riusciamo capire come successo quello che appena visto.Allora chiediamo come il prestigiatore a trasformare un paio di fazzoletti di setta bianchi in un coniglio vivo?ECCO per molte persone il MONDO e incomprensibile capire come il prestigiatore possa estrarre un coniglio da un capello a cilindro da un capello a cilindro che un attimo prima era assolutamente vuoto.Per quanto riguarda il coniglio ,ci rendiamo conto che il prestigiatore dove averci inganato.E NOI vogliamo scoprire come ha fatto.Quando parliamo del MONDO la SOLUZIONE e un puo DIVERSA.
NOI sappiamo che il MONDO NON È un IMBROGLIO NÉ UN INGANNO PERCHE camminiamo sulla TERRA e NOI STESSI ne facciamo PARTE in fondo siamo NOI il CONIGLIO BIANCO che viene estratto dal CILINDRO ,la differenza tra noi e il coniglio consiste solo nel fatto che il coniglio non e consapevole di prender parte a un gioco di prestigio,noi invece ci sentiamo coinvolti in qualcosa di misterioso e vogliamo scoprire come tutto sia collegato.
P.S.Per quanto riguarda il coniglio forse e meglio paragonarlo a tutto l'UNIVERSO ,
Noi che ci abitiamo siamo minuscoli parassiti che vivono nella pelliccia del coniglio...

LEZIONI DA IMPARARE DAGLI ALBERIGli alberi sono i guardiani del Pianeta. Sono una fonte di ossigeno, di cibo, di riparo ...
23/06/2017

LEZIONI DA IMPARARE DAGLI ALBERI

Gli alberi sono i guardiani del Pianeta. Sono una fonte di ossigeno, di cibo, di riparo e di vita. Ci basta osservare un albero da lontano per capire quanto possa essere importante la sua presenza sulla Terra.

In un mondo in cui la deforestazione prosegue in continuazione in modo illegale senza tenere conto del valore degli alberi e delle foreste, possiamo provare a riflettere su ciò che gli alberi possono insegnarci per vivere meglio.

Possiamo accostare agli alberi numerose qualità e provare ad acquisirle nella nostra vita. Gli alberi sono molto forti ma nello stesso tempo anche estremamente delicati. Impariamo le lezioni di vita che possono insegnarci ma nello stesso tempo ricordiamoci di rispettarli.

1) Resilienza

Nel mondo esiste un albero che più di ogni altro ci insegna cosa sia la resilienza, cioè la capacità di superare una difficoltà o un cambiamento in modo positivo, cogliendo ciò che esiste di buono anche in una situazione traumatica. Si tratta dell’Albero della Vita di Kalaloch, che continua a resistere e a vivere anche se ormai le sue radici faticano ad ancorarsi al terreno. Un albero straordinario come questo ci insegna che possiamo continuare a crescere anche quando veniamo lasciati soli e con risorse limitate.

2) Gratitudine

Gli alberi donano alla Terra e alle sue creature la possibilità della vita senza chiedere nulla in cambio. La loro presenza come guardiani del Pianeta viene spesso data per scontata. Forse gli alberi, se potessero parlarci e ascoltarci, vorrebbero che li ringraziassimo. Impariamo a ringraziare ogni giorno gli altri e la Natura per ciò che ci donano e per i traguardi che ci permettono di raggiungere.

3) Consapevolezza

Uno degli insegnamenti più importanti che possiamo trarre dagli alberi che ci circondano è la consapevolezza del momento presente. E allora quando stiamo camminando in un parco proviamo a trovare il tempo di avvicinarci ad un albero per cogliere il momento presente e concentriamoci solo sulla gioia che proviamo in quell’attimo.

4) Guarigione

Gli alberi, secondo la tradizione, hanno il potere di farci sentire meglio. La silvoterapia suggerisce di abbracciare un albero o semplicemente di passeggiare tra gli alberi per mantenerci in salute. Quando vediamo un albero ricordiamo quale grande risorsa possa rappresentare per noi e non dimentichiamo l’importanza di prenderci cura della nostra salute grazie ad un ritrovato contatto con la natura.

5) Pazienza

Le radici degli alberi, anche quando crescono ad un ritmo molto lento anno dopo anno, possono riuscire ad oltrepassare i terreni più ostili per andare alla ricerca del nutrimento necessario per la vita di rami e foglie. Ecco allora che gli alberi ci insegnano l’importanza della pazienza e di saper attendere il raggiungimento di un traguardo, senza rinunciare alla prima difficoltà.

6) Umiltà

Ogni albero nasce a partire da un seme, un piccolo seme che contiene un immenso potere. Possiamo incontrare alberi secolari e imponenti, ma ognuno di loro fino a prova contraria è nato proprio nello stesso modo e ha impiegato anni per diventare ciò che ora è. Anche quando raggiungiamo risultati importanti nella vita, impariamo ad essere umili.

7) Coraggio

Non dimentichiamo che gli alberi ci insegnano il coraggio e l’importanza della lotta per affrontare la vita. Gli alberi ogni giorno sono esposti a numerose avversità, senza la possibilità di spostarsi dal luogo in cui si trovano. Subiscono gli effetti della pioggia, del sole e del vento e portano avanti la loro capacità di affrontare le avversità della natura per anni, persino per secoli, senza darsi mai per vinti.

8) Saggezza

Alcuni antichi alberi per tradizione sono considerati un vero e proprio simbolo di saggezza. Pensiamo, ad esempio, alle querce, e ad altri grandi alberi che affondano le loro radici in profondità nel terreno. Chiediamoci allora se possiamo già considerarci delle persone sagge o se la vita si sta preparando a porci di fronte a nuove sfide per incrementare il nostro valore.

9) Accoglienza

Gli alberi sono sempre pronti ad accoglierci e a proteggerci con la loro ombra. Possiamo sederci in qualsiasi momento sotto un albero, vicino al tronco, per godere della sua energia e della sua capacità di offrirci un riparo sotto la chioma. Possiamo imparare dagli alberi ad offrire riparo a chi ne ha bisogno e ad accogliere al meglio le persone che ci circondano.

10) Generosità

Gli alberi ci donano principalmente ossigeno, ombra e frescura, ma non dobbiamo dimenticare che sono anche una fonte fondamentale di cibo con i loro frutti. Il contributo degli alberi per la nostra alimentazione non va sottovalutato, così come la loro importanza per la salvaguardia del Pianeta. I frutti degli alberi sono un dono completamente gratuito, un grande esempio di generosità.

23/06/2017

LEZIONI CHE POSSIAMO IMPARARE DAGLI ALBERI

Gli alberi sono i guardiani del Pianeta. Sono una fonte di ossigeno, di cibo, di riparo e di vita. Ci basta osservare un albero da lontano per capire quanto possa essere importante la sua presenza sulla Terra.

In un mondo in cui la deforestazione prosegue in continuazione in modo illegale senza tenere conto del valore degli alberi e delle foreste, possiamo provare a riflettere su ciò che gli alberi possono insegnarci per vivere meglio.

Possiamo accostare agli alberi numerose qualità e provare ad acquisirle nella nostra vita. Gli alberi sono molto forti ma nello stesso tempo anche estremamente delicati. Impariamo le lezioni di vita che possono insegnarci ma nello stesso tempo ricordiamoci di rispettarli.

1) Resilienza

Nel mondo esiste un albero che più di ogni altro ci insegna cosa sia la resilienza, cioè la capacità di superare una difficoltà o un cambiamento in modo positivo, cogliendo ciò che esiste di buono anche in una situazione traumatica. Si tratta dell’Albero della Vita di Kalaloch, che continua a resistere e a vivere anche se ormai le sue radici faticano ad ancorarsi al terreno. Un albero straordinario come questo ci insegna che possiamo continuare a crescere anche quando veniamo lasciati soli e con risorse limitate.

2) Gratitudine

Gli alberi donano alla Terra e alle sue creature la possibilità della vita senza chiedere nulla in cambio. La loro presenza come guardiani del Pianeta viene spesso data per scontata. Forse gli alberi, se potessero parlarci e ascoltarci, vorrebbero che li ringraziassimo. Impariamo a ringraziare ogni giorno gli altri e la Natura per ciò che ci donano e per i traguardi che ci permettono di raggiungere.

3) Consapevolezza

Uno degli insegnamenti più importanti che possiamo trarre dagli alberi che ci circondano è la consapevolezza del momento presente. E allora quando stiamo camminando in un parco proviamo a trovare il tempo di avvicinarci ad un albero per cogliere il momento presente e concentriamoci solo sulla gioia che proviamo in quell’attimo.

4) Guarigione

Gli alberi, secondo la tradizione, hanno il potere di farci sentire meglio. La silvoterapia suggerisce di abbracciare un albero o semplicemente di passeggiare tra gli alberi per mantenerci in salute. Quando vediamo un albero ricordiamo quale grande risorsa possa rappresentare per noi e non dimentichiamo l’importanza di prenderci cura della nostra salute grazie ad un ritrovato contatto con la natura.

5) Pazienza

Le radici degli alberi, anche quando crescono ad un ritmo molto lento anno dopo anno, possono riuscire ad oltrepassare i terreni più ostili per andare alla ricerca del nutrimento necessario per la vita di rami e foglie. Ecco allora che gli alberi ci insegnano l’importanza della pazienza e di saper attendere il raggiungimento di un traguardo, senza rinunciare alla prima difficoltà.

6) Umiltà

Ogni albero nasce a partire da un seme, un piccolo seme che contiene un immenso potere. Possiamo incontrare alberi secolari e imponenti, ma ognuno di loro fino a prova contraria è nato proprio nello stesso modo e ha impiegato anni per diventare ciò che ora è. Anche quando raggiungiamo risultati importanti nella vita, impariamo ad essere umili.

7) Coraggio

Non dimentichiamo che gli alberi ci insegnano il coraggio e l’importanza della lotta per affrontare la vita. Gli alberi ogni giorno sono esposti a numerose avversità, senza la possibilità di spostarsi dal luogo in cui si trovano. Subiscono gli effetti della pioggia, del sole e del vento e portano avanti la loro capacità di affrontare le avversità della natura per anni, persino per secoli, senza darsi mai per vinti.

8) Saggezza

Alcuni antichi alberi per tradizione sono considerati un vero e proprio simbolo di saggezza. Pensiamo, ad esempio, alle querce, e ad altri grandi alberi che affondano le loro radici in profondità nel terreno. Chiediamoci allora se possiamo già considerarci delle persone sagge o se la vita si sta preparando a porci di fronte a nuove sfide per incrementare il nostro valore.

9) Accoglienza

Gli alberi sono sempre pronti ad accoglierci e a proteggerci con la loro ombra. Possiamo sederci in qualsiasi momento sotto un albero, vicino al tronco, per godere della sua energia e della sua capacità di offrirci un riparo sotto la chioma. Possiamo imparare dagli alberi ad offrire riparo a chi ne ha bisogno e ad accogliere al meglio le persone che ci circondano.

10) Generosità

Gli alberi ci donano principalmente ossigeno, ombra e frescura, ma non dobbiamo dimenticare che sono anche una fonte fondamentale di cibo con i loro frutti. Il contributo degli alberi per la nostra alimentazione non va sottovalutato, così come la loro importanza per la salvaguardia del Pianeta. I frutti degli alberi sono un dono completamente gratuito, un grande esempio di generosità.

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