Officinayoga Grottaglie

Officinayoga Grottaglie Un luogo dell'anima dove coltivare la presenza e la connessione cose stessi e gli altri. Uno spazio sicuro in cui ritrovare energia, pace e leggerezza.

Hatha Yoga - Vinyasa Yoga - Yin Yoga - Asana&Mito

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09/04/2026

๐ƒ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐ฌ๐š๐ฅ๐š, ๐๐จ๐ฏ๐ž ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐จ ๐ฌ๐ข ๐Ÿ๐š ๐ฆ๐จ๐ซ๐›๐ข๐๐จ.
๐Ž๐ซ๐จ, ๐ฌ๐ข๐ฅ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐จ, ๐ž๐ช๐ฎ๐ข๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐ข๐จ.

Cโ€™รจ una magia speciale quando il sole inizia a calare e i profili della cittร  si velano dโ€™oro tra le fronde degli alberi.
รˆ lรฌ che tutto si fa piรน morbido, il tempo rallenta e la pace affiora, naturale.

La nostra sala si apre su questo respiro tra cielo e terra: uno spazio intimo dove lasciarsi andare, sciogliere le tensioni e ritrovare equilibrio.

Vi aspettiamo questa sera alle 19.15 per la pratica di yin yoga โœจ

02/04/2026

Frammenti di pratica.
Respiri che si incontrano.

Diversi, ma presenti.
Nellโ€™impegno che radica,
nella forza che emerge,
nella crescita che accade in silenzio.

E poi, il lasciare andare.

Questo รจ yoga.
Tornare a sรฉ. โœจ

Vi ricordiamo che ci fermiamo per qualche giorno.
Ci rivediamo mercoledรฌ 8 Aprile.

๐ŸŒธ ๐ˆ๐ฅ ๐๐š๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ž๐ข ๐…๐ข๐จ๐ซ๐ข ๐๐ข ๐‹๐จ๐ญ๐จ. ๐ท๐‘Ž๐‘™ ๐‘ก๐‘Ž๐‘๐‘๐‘’๐‘ก๐‘–๐‘›๐‘œ ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘Ž. ๐ฟ๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Ž. Molto prima di diventare il Buddha, lโ€™anima...
30/03/2026

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Molto prima di diventare il Buddha, lโ€™anima di Siddhartha era un asceta chiamato Sumedha.
Un giorno seppe che Buddha Dipankara avrebbe attraversato il suo villaggio; la strada era interrotta dal fango e, senza esitazione, si offrรฌ come ponte, stendendosi a terra perchรฉ il Maestro potesse passare.
Tra la folla cโ€™era Sumitta, con otto fiori di loto tra le mani. Nel vedere quel gesto fu attraversata da un sentimento che andava oltre ogni altro: un riconoscimento profondo, come se le loro anime si fossero giร  incontrate. Intanto Sumedha, immerso nel fango, espresse ad alta voce il suo voto: โ€œPossa io un giorno diventare un Buddha per liberare tutti gli esseri dalla sofferenzaโ€.
Sumitta si fece avanti e gli consegnรฒ cinque dei suoi fiori, dicendo: โ€œPrendi questi fiori e offrili al Buddha anche per me. E possa io, in ogni vita futura, essere la tua compagna e sostenerti nel cammino verso il risveglio, finchรฉ non avrai raggiunto la metaโ€.
Il Buddha Dipankara si fermรฒ davanti a Sumedha, calpestรฒ dolcemente il suo corpo e profetizzรฒ che, dopo innumerevoli eoni, quel giovane sarebbe diventato il Buddha Gautama; poi guardรฒ Sumitta e confermรฒ che il suo desiderio sarebbe stato esaudito: lei sarebbe stata al suo fianco, accompagnandolo con amore e dedizione in ogni incarnazione.
Per molte vite si incontrarono ancora, a volte come amanti, a volte come compagni di cammino; lui cercava la veritร  e lei non lo tratteneva, ma sceglieva di creare spazio, non per dovere bensรฌ perchรฉ condivideva la sua stessa visione. Nellโ€™ultima vita, Sumitta era Yasodhara, e quando Siddhartha lasciรฒ il palazzo lei era sveglia: sentรฌ i suoi passi, il silenzio, il peso di quella scelta.
Avrebbe potuto tentare di fermarlo, e invece rimase immobile, fingendo di dormire, perchรฉ aveva compreso che il vero legame non limita, non possiede, ma sostiene la crescita dellโ€™altro; e che, mentre lui seguiva il suo destino โ€ฆanche lei stava percorrendo il proprio, silenzioso e altrettanto profondoโ€”un cammino che, come un loto che fiorisce nellโ€™acqua calma, la condusse all'illuminazione.

๐•๐ข ๐š๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ฌ๐ž๐ซ๐š ๐œ๐จ๐ง ๐ฅ๐ž ๐๐ฎ๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐ฎ๐ž๐ญ๐ž ๐ฅ๐ž๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข โค

โœจNel ritmo del ladder flow ogni movimento ritorna,ma la ripetizione non รจ automatismo:รจ un rituale che prende forma,un s...
25/03/2026

โœจNel ritmo del ladder flow ogni movimento ritorna,
ma la ripetizione non รจ automatismo:
รจ un rituale che prende forma,
un sentiero morbido in cui il corpo si orienta
e la mente smette di cercare altrove.
โœจIl respiro รจ il filo che guida,
costante e consapevole
Ad ogni passaggio si aggiunge una perla.
E il flow si costruisce cosรฌ,
non per accumulo,
ma per profonditร .
โœจLa mente trova sicurezza nel ritmo,
presenza nel ritorno.
Ripetere รจ entrare,
sentire,
essere.

Vi aspettiamo con due lezioni:
-17.45 Hatha base
- 19.30 Ladder flow mensile

A stasera โค

โœจ๐ƒ๐ข๐ ๐ž๐ซ๐ข๐ซ๐ž ๐ข๐ฅ ๐๐ž๐ฆ๐จ๐ง๐ž. ๐Ÿง˜๐ƒ๐š๐ฅ ๐ญ๐š๐ฉ๐ฉ๐ž๐ญ๐ข๐ง๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฏ๐ข๐ญ๐š. ๐‹๐š ๐ฉ๐ซ๐š๐ญ๐ข๐œ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐š. Cโ€™era una volta un demone di nome Vatapi che, insie...
23/03/2026

โœจ๐ƒ๐ข๐ ๐ž๐ซ๐ข๐ซ๐ž ๐ข๐ฅ ๐๐ž๐ฆ๐จ๐ง๐ž.
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Cโ€™era una volta un demone di nome Vatapi che, insieme al fratello Ilvala, aveva escogitato un trucco spietato per uccidere i viandanti. Ilvala trasformava Vatapi in un prelibato piatto di carne e lo offriva agli ignari ospiti. Una volta consumato il pasto, gridava: โ€œVatapi, esci!โ€ โ€” e il demone si ricomponeva, squarciando il ventre della vittima dallโ€™interno.
Un giorno provarono lo stesso inganno con il saggio Agastya.
Mangiรฒ tutto con calma, senza fretta. Ma prima che Ilvala potesse richiamare il fratello, Agastya si accarezzรฒ il ventre e pronunciรฒ semplicemente:
โ€œVatapi Jeerano Bhavaโ€ โ€” Vatapi, sii digerito.
E cosรฌ fu.
Il demone venne trasformato in energia.
Agastya non lo respinse, non lo combattรฉ fuori di sรฉ: lo assimilรฒ, trasformandolo in nutrimento.

Spesso "inghiottiamo" critiche, offese, rabbia o eventi spiacevoli.
Se non li digeriamo โ€” se non li elaboriamo davvero โ€” restano dentro di noi, come il demone Vatapi, pronte a lacerarci sotto forma di risentimento, stress, tensione emotiva.
Digerire, come Agastya non รจ subire non รจ trattenere nรฉ respingere.
Se lo respingi, resta fuori a disturbarti.
Se lo trattieni, resta dentro a consumarti.
Solo se lo trasformi
smette di avere potere su di te.

Vi aspettiamo con due lezioni:
- 17.45 Hatha yoga
- 19.30 Hatha flow

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20/03/2026

๐ˆ๐ฅ ๐ซ๐ฎ๐ ๐ ๐ข๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ญ๐ข๐ ๐ซ๐ž.
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Una tigre, ferita e prossima al parto, si accascia nel mezzo di un gregge. Con le ultime forze dร  alla luce il suo cucciolo, poi muore. Le pecore, ignare della sua natura, accolgono il piccolo come uno di loro.
Il cucciolo cresce tra belati e pascoli. Impara a brucare lโ€™erba, a fuggire al minimo rumore, a tremare davanti a ogni ombra. Non ha mai visto una tigre, non ha mai udito un ruggito. Cosรฌ finisce per convincersi di essere ciรฒ che lo circonda: una pecora tra le pecore.
Un giorno, una vecchia tigre attraversa quel pascolo. Si ferma, incredula: tra il gregge scorge un suo simile che fugge impaurito. Lo afferra e lo trascina via, nonostante la sua resistenza e i suoi belati disperati.
Lo conduce fino a uno specchio dโ€™acqua.
ยซGuardaยป, gli ordina.
Il giovane alza lo sguardo. Per la prima volta vede il proprio riflesso accanto a quello della tigre adulta. Le forme coincidono. Gli occhi, la presenza, la natura: non cโ€™รจ differenza.
Qualcosa si incrina.
La vecchia tigre gli porge un pezzo di carne. Il giovane esita, poi assaggia. Un fremito lo attraversa. รˆ come se qualcosa di antico, sempre rimasto intatto, si risvegliasse allโ€™improvviso.
Il belato si spegne.
Dal profondo del suo essere emerge un suono nuovo, primordiale. Un ruggito. Forte, pieno, inevitabile. La foresta lo accoglie, come se lo stesse aspettando da sempre.

Noi nasciamo come โ€œpura coscienzaโ€ (la tigre), ma veniamo educati a identificarci con il nostro nome, il nostro genere, la nostra professione, i nostri limiti. Cosรฌ finiamo per vivere โ€œbelandoโ€ โ€” seguendo la massa, temendo il giudizio, cercando sicurezza nellโ€™erba โ€” semplicemente perchรฉ รจ lโ€™unico linguaggio che abbiamo imparato.
La tigre non รจ mai stata una pecora. Nemmeno quando mangiava lโ€™erba. Nemmeno quando tremava di paura.

โœจ๐‘ณ๐’‚ ๐’“๐’†๐’‚๐’๐’Š๐’›๐’›๐’‚๐’›๐’Š๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐’”๐’†ฬ ๐’๐’๐’ ๐’†ฬ€ ๐’–๐’ ๐’‘๐’“๐’๐’„๐’†๐’”๐’”๐’ ๐’…๐’Š ๐’Ž๐’Š๐’ˆ๐’๐’Š๐’๐’“๐’‚๐’Ž๐’†๐’๐’•๐’ ๐’๐’†ฬ ๐’โ€™๐’‚๐’„๐’’๐’–๐’Š๐’”๐’Š๐’›๐’Š๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐’’๐’–๐’‚๐’๐’„๐’๐’”๐’‚ ๐’…๐’Š ๐’๐’–๐’๐’—๐’. ๐‘ฌฬ€, ๐’‘๐’Š๐’–๐’•๐’•๐’๐’”๐’•๐’, ๐’๐’‚ ๐’“๐’Š๐’Ž๐’๐’›๐’Š๐’๐’๐’† ๐’…๐’†๐’๐’โ€™๐’Š๐’ˆ๐’๐’๐’“๐’‚๐’๐’›๐’‚ ๐’”๐’– ๐’„๐’Š๐’ฬ€ ๐’„๐’‰๐’† ๐’”๐’Š๐’‚๐’Ž๐’ ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’“๐’† ๐’”๐’•๐’‚๐’•๐’Š.

Vi aspettiamo stasera con il nostro Mindful flow del venerdรฌ, 19.30.

โ€œ๐“๐ก๐ž ๐จ๐ง๐ฅ๐ฒ ๐ฐ๐š๐ฒ ๐จ๐ฎ๐ญ ๐ข๐ฌ (๐˜)๐ข๐ง.โ€A volte cerchiamo la via dโ€™uscita spingendo, correndo, controllando.Ma se la porta, invece, ...
19/03/2026

โ€œ๐“๐ก๐ž ๐จ๐ง๐ฅ๐ฒ ๐ฐ๐š๐ฒ ๐จ๐ฎ๐ญ ๐ข๐ฌ (๐˜)๐ข๐ง.โ€

A volte cerchiamo la via dโ€™uscita spingendo, correndo, controllando.
Ma se la porta, invece, fosseโ€ฆ dentro?

(Y)in รจ rallentare.
(Y)in รจ ascoltare.
(Y)in รจ lasciare andare invece di forzare.

Nel nostro prossimo viaggio di yin yoga entriamo in uno spazio morbido, profondo, quasi sussurrato. Un luogo in cui il corpo si apre senza sforzo e la mente smette di fare rumore.

Non si tratta di arrivare da qualche parte.
Si tratta di tornare.

โœจ ๐‘๐ž๐ฌ๐ฉ๐ข๐ซ๐š
โœจ ๐‘๐ž๐ฌ๐ญ๐š
โœจ ๐€๐ฆ๐ฆ๐จ๐ซ๐›๐ข๐๐ข๐ฌ๐œ๐ข

๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐š ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐ž, ๐ฅโ€™๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š ๐ฏ๐ž๐ซ๐š ๐ฏ๐ข๐š ๐โ€™๐ฎ๐ฌ๐œ๐ข๐ญ๐šโ€ฆ ๐žฬ€ ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ซ๐ž.

๐Ÿง˜Questa sera, h:19.15 Da Officina Yoga.

#๐˜๐ข๐ง๐˜๐จ๐ ๐š #๐’๐ฅ๐จ๐ฐ๐ƒ๐จ๐ฐ๐ง #๐ƒ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ƒ๐ข๐“๐ž #๐˜๐จ๐ ๐š๐๐ซ๐š๐œ๐ญ๐ข๐œ๐ž

๐‹๐š ๐ฅ๐ž๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐จ: ๐ญ๐ข๐ญ๐ญ๐ก๐ข๐›๐š๐ฌ๐š๐ง๐š.๐ƒ๐š๐ฅ ๐ญ๐š๐ฉ๐ฉ๐ž๐ญ๐ข๐ง๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฏ๐ข๐ญ๐š. ๐‹๐š ๐ฉ๐ซ๐š๐ญ๐ข๐œ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐š. Cโ€™era una volta, sulla riva di un gran...
18/03/2026

๐‹๐š ๐ฅ๐ž๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐จ: ๐ญ๐ข๐ญ๐ญ๐ก๐ข๐›๐š๐ฌ๐š๐ง๐š.
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Cโ€™era una volta, sulla riva di un grande mare scintillante, una coppia di piccoli uccelli Tittibha. Con amore e pazienza, intrecciavano fili dโ€™erba e granelli di sabbia per costruire il loro nido, proprio accanto alle onde.
Ma il mare, ogni giorno, saliva e scendeva. E quando la marea cresceva, arrivava silenziosa e potenteโ€ฆ e portava via tutto.
Eppure, i due uccellini non si arrendevano. Con il primo raggio di sole tornavano al lavoro, ricostruendo il loro nido esattamente nello stesso punto. E cosรฌ facevano ancora e ancora, senza mai fermarsi.
Dallโ€™alto del cielo, gli dei li osservavano con tenerezza. Colpiti dalla loro ostinazione, decisero di fare loro un dono speciale: regalarono ai Tittibha il potere del volo, ali leggere per sollevarsi sopra il mondo e trovare un luogo migliore.
Ma gli uccellini, presi dalla loro abitudine, non usarono mai davvero quel dono. Continuavano a costruire, a perdere, a ricominciare, senza mai guardarsi intorno.
Allora intervenne Vayu, il dio del vento. Soffiรฒ con forza, cosรฌ forte da sollevare i due piccoli uccelli nellโ€™aria. Per la prima volta, videro il mare dallโ€™altoโ€ฆ e capirono.
Bastava spostarsi di pochi passi, un poco piรน lontano dalla riva, per mettere al sicuro il loro nido.

๐‘บ๐’‘๐’†๐’”๐’”๐’ ๐’๐’๐’ ๐’”๐’๐’๐’ ๐’๐’† ๐’„๐’Š๐’“๐’„๐’๐’”๐’•๐’‚๐’๐’›๐’† ๐’‚ ๐’Š๐’๐’•๐’“๐’‚๐’‘๐’‘๐’๐’๐’‚๐’“๐’„๐’Š, ๐’Ž๐’‚ ๐’๐’† ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’† ๐’‚๐’ƒ๐’Š๐’•๐’–๐’…๐’Š๐’๐’Š ๐’† ๐’๐’‚ ๐’Ž๐’‚๐’๐’„๐’‚๐’๐’›๐’‚ ๐’…๐’Š ๐’‘๐’“๐’๐’”๐’‘๐’†๐’•๐’•๐’Š๐’—๐’‚. ๐‘ฉ๐’‚๐’”๐’•๐’‚ ๐’‡๐’†๐’“๐’Ž๐’‚๐’“๐’”๐’Š, ๐’๐’”๐’”๐’†๐’“๐’—๐’‚๐’“๐’† ๐’† ๐’„๐’‚๐’Ž๐’ƒ๐’Š๐’‚๐’“๐’† ๐’‘๐’–๐’๐’•๐’ ๐’…๐’Š ๐’—๐’Š๐’”๐’•๐’‚ ๐’‘๐’†๐’“ ๐’•๐’“๐’๐’—๐’‚๐’“๐’† ๐’”๐’๐’๐’–๐’›๐’Š๐’๐’๐’Š ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’๐’Š๐’„๐’Š ๐’‚ ๐’‘๐’“๐’๐’ƒ๐’๐’†๐’Ž๐’Š ๐’„๐’‰๐’† ๐’”๐’†๐’Ž๐’ƒ๐’“๐’‚๐’๐’ ๐’”๐’†๐’๐’›๐’‚ ๐’‡๐’Š๐’๐’†.

โœจVi aspettiamo questa sera con due lezioni:
- 17.45 Hatha flow, adatto a tutti.
- 19.30 Vinyasa flow, non adatto a principianti assoluti.

โ„น Per informazioni o per prenotare la vostra lezione di prova: 3396698314.

๐๐ซ๐š๐ก๐ฆ๐š๐๐š๐ง๐๐š ๐ž ๐Œ๐ž๐ซ๐ฎ๐๐š๐ง๐๐š: ๐ฅโ€™๐€๐ฌ๐ฌ๐ž ๐ญ๐ซ๐š ๐“๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐ž ๐‚๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐šโœจNella tradizione indiana esiste un simbolo molto antico: il Brahma...
16/03/2026

๐๐ซ๐š๐ก๐ฆ๐š๐๐š๐ง๐๐š ๐ž ๐Œ๐ž๐ซ๐ฎ๐๐š๐ง๐๐š: ๐ฅโ€™๐€๐ฌ๐ฌ๐ž ๐ญ๐ซ๐š ๐“๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐ž ๐‚๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š

โœจNella tradizione indiana esiste un simbolo molto antico: il Brahmadanda, il bastone del creatore.
Secondo il mito, allโ€™inizio del tempo il mondo era ancora indistinto: movimento, energia, caos.
Per dare forma al cosmo, il creatore piantรฒ un asse al centro dellโ€™universo. Un bastone che stabiliva un orientamento: sopra e sotto, terra e cielo.
Da quel momento lโ€™universo ebbe un centro.

โœจNella visione dello yoga esiste unโ€™idea fondamentale: ciรฒ che esiste nel grande universo esiste anche nellโ€™essere umano. Il macrocosmo e il microcosmo si rispecchiano.
Cosรฌ quellโ€™asse cosmico vive anche nel nostro corpo.

โœจLa nostra colonna vertebrale รจ chiamata Merudanda, dal nome del monte Meru, la montagna cosmica.
รˆ il nostro sostegno fisico, la struttura che ci mantiene eretti tra terra e cielo.
Spesso il Merudanda รจ chiamato anche Brahmadanda: se il primo รจ il sostegno materiale, il secondo รจ la luce che lo percorre, il filo invisibile che collega la terra alla coscienza e lungo cui scorre lโ€™energia di Kundalini.
รˆ il principio sottile che dร  vita allโ€™asse, la forza etica e spirituale che trasforma la nostra rettitudine fisica in rettitudine morale.

๐Ÿง˜Per questo, nella sapienza indiana, lโ€™uomo โ€œrettoโ€ non รจ solo colui che mantiene la schiena dritta, ma colui che tiene saldo il proprio centro interiore.
Quando questo asse รจ stabile, il movimento della vita non ci disperde: abbiamo sempre un punto fermo da cui orientarci nel mondo.

Vi aspettiamo stasera con due lezioni:
- 17.45: ๐ˆ๐ฅ ๐ญ๐š๐ฉ๐ฉ๐ž๐ญ๐จ ๐๐ข ๐œ๐ฎ๐จ๐ข๐จ. Hatha yoga adatto a tutti.
-19.30: ๐๐ซ๐š๐ก๐ฆ๐š๐๐š๐ง๐๐š ๐ž ๐Œ๐ž๐ซ๐ฎ๐๐š๐ง๐๐š. Hatha yoga con il bastone.

Per prenotare una lezione prova o per ricevere info: ๐Ÿ‘๐Ÿ‘๐Ÿ—๐Ÿ”๐Ÿ”๐Ÿ—๐Ÿ–๐Ÿ‘๐Ÿ๐Ÿ’

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09/03/2026

๐“๐ซ๐š๐ฌ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ซ๐ž, ๐ง๐จ๐ง ๐๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ ๐ ๐ž๐ซ๐ž
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Siamo abituati ad affrontare i conflitti, interni od esterni, usando la forza. Se sentiamo un pensiero o un'emozione che ci disturba, li reprimiamo con forza. Se qualcuno ci attacca con rabbia, rispondiamo allo stesso modo.
Questo modo di fare spesso non fa che alimentare il contrasto. Piรน combattiamo qualcosa , piรน lo rendiamo forte.

Un antico mito lo racconta bene.
Il demone Bhandasura rappresenta proprio questo: lโ€™ego che si irrigidisce, lโ€™inerzia che blocca il flusso, la resistenza che cresce quando la attacchi.
Di fronte a lui cโ€™รจ la dea Lalitha Tripura Sundari. E le sue armi non sono quelle che ci aspetteremmo.
Impugna un arco di canna da zucchero, frecce di fiori, un cappio e un uncino.

Perchรฉ?

Perchรฉ alcune energie non vanno distrutte. Vanno trasformate. Il cappio serve per avvicinare ciรฒ che vorremmo respingere. รˆ lโ€™ascolto. Lโ€™empatia. Il coraggio di restare.
Lโ€™uncino serve per orientare lโ€™energia. Per non lasciarla esplodere a caso, ma darle una direzione.

Cosa ci insegna questa โ€œguerraโ€ al femminile?

Che in un conflitto, rispondere alla lotta con la lotta non f altro che alimentarlo. Possiamo provare ad ascoltare davvero, ad accorciare la distanza. A sentire l'emozione, cosa c'รจ dietro e trasformarla, darle una nuova direzione.

โœจ Questa รจ la pratica che resta quando usciamo dal tappetino:
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Vi aspettiamo stasera con le due consuete pratiche del lunedรฌ.
A dopo โค

โœจ

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