17/04/2026
TUMORI DELLA BOCCA IN AUMENTO
E BASSSETTI TORNA SEMPRE LÌ
Si parla di tumori della gola, delle tonsille, della lingua.
Si parla di HPV.
Si parla di trasmissione sessuale, di prevenzione, di attenzione.
E fin qui, tutto chiaro.
Poi però arriva il solito finale già scritto.
Perché con Bassetti succede sempre la stessa cosa: cambia l’argomento, cambia l’allarme, cambia il contesto… ma la conclusione è sempre una sola.
Vaccino.
Ed è proprio questo che ormai fa riflettere.
Non tanto il richiamo alla prudenza o alla prevenzione, che è normale.
Ma questo riflesso automatico per cui qualunque discorso sanitario, prima o poi, deve finire sempre lì.
Prima il Covid.
Poi l’aviaria.
Poi l’influenza.
Ora i tumori legati all’HPV.
E il copione non cambia mai.
Il punto non è negare che l’HPV esista o che possa essere collegato a patologie serie.
Il punto è chiedersi perché certi personaggi riescano a trasformare ogni tema in una campagna a senso unico, dove il dibattito sparisce e resta solo la solita ricetta preconfezionata.
Possibile che non esista mai una riflessione più ampia?
Possibile che non si parli mai davvero di stili di vita, diagnosi precoce, responsabilità individuale, informazione completa e libera?
Possibile che il messaggio debba essere sempre confezionato nello stesso modo, con la stessa direzione obbligata?
Ormai più che informazione sembra un automatismo.
E quando il finale è sempre già deciso, il dubbio viene da sé:
si sta davvero spiegando un problema… o si sta riportando tutto, ancora una volta, verso la stessa identica soluzione?
Secondo voi questa è informazione sanitaria completa… o il solito copione che finisce sempre nello stesso punto?
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