Dott.ssa Chiara Claretti Psicoterapeuta Analitico Transazionale

Dott.ssa Chiara Claretti  Psicoterapeuta Analitico Transazionale Psicoterapeuta Analitico transazionale

⭐️❤️
23/12/2025

⭐️❤️

🧑‍🎄 Babbo Natale ha un curriculum impeccabile:
✅ consegne globali in una notte
✅ sorriso perenne
✅ outfit sempre coerente
✅ disponibilità illimitata a selfie con bimbi e genitori

Ma l'apparenza inganna e sotto il cappello rosso… c’è un mito stanco.
E quindi sappi, caro Babbo Natale, che da quest'anno anche tu puoi darti alcuni permessi. Ad esempio quello di:
😝 DISILLUDERE LE ASPETTATIVE: prenditela con più calma, è da matti girare il mondo in un'unica notte!
😝 FARE SCELTE IMPOPOLARI: cambia outfit se ti sei stancato del solito rosso, al diavolo la tradizione!
😝 PRENDERE DECISIONI CONSAPEVOLI: dì "no" a chi ti chiede l'impossibile. Non sei il genio della lampada!
😝 PROTEGGERE IL TUO BENESSERE: concediti una vacanza ai tropici invece di stare sempre al Polo Nord!

🔍 In Analisi Transazionale, i permessi sono messaggi interiori che ci autorizzano a essere noi stessi, a uscire da copioni rigidi, a scegliere con consapevolezza. Sono antidoti ai divieti impliciti che spesso ci portiamo dentro: “non sentire”, “non dire no”, “non deludere”, “non riposarti”.
🪞 E allora… Babbo Natale diventa il nostro specchio ironico: un mito che ha bisogno di permessi per non andare in burn-out!

🧒 E visto che ogni tanto è bello tornare bambini... chi si ricorda, la notte della vigilia, cosa lasciava in casa per Babbo Natale? Scrivetecelo nei commenti 👇

BabboNatale

16/12/2025

Author Details Author Details Ana Maria Sepe Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor sepeannamaria@gmail.com Ci ... Leggi tutto

12/12/2025

Musica, teatro e danza possono diventare una cura, dove parole e farmaci non bastano. Una maxi-analisi condotta in 17 Paesi ha dimostrato che le discipline artistiche aiutano i bambini a superare le ferite emotive causate da traumi e contesti difficili.

Un linguaggio universale che restituisce voce al dolore, anche dove mancano risorse mediche. ⤵

La violenza non ha genere! Il narcisismo idem ! 🦋🌹
07/12/2025

La violenza non ha genere! Il narcisismo idem ! 🦋🌹

🦋
23/11/2025

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“Ho passato anni a combattere con la mia stessa ombra.
A cercare di strappare via la malinconia che mi si era incollata addosso come una seconda pelle. Ho lavorato ogni giorno per arrivare a una vecchiaia fatta di risate, non di pesi o silenzi.

Quella che avete visto da Fazio non era una maschera: era la mia parte più vera, quella bambina un po’ stonata, un po’ buffa, che ho sempre tenuto nascosta quando cantavo. Perché sul palco non c’è spazio per certe fragilità, anche se fanno parte di me da sempre.

Oggi, però, qualcosa è cambiato. La gente mi sente più vicina, me lo fanno capire con la dolcezza con cui mi parlano, con gli sguardi che mi regalano per strada. È come se lo spazio tra me e il mondo si fosse finalmente ristretto.

Tutti indossiamo delle armature, prima o poi. Io ho scelto di togliermela. È una liberazione. Ma non significa che tutto debba essere mostrato: un po’ di pudore, qualche filtro, servono ancora. Sono eleganza, sono rispetto.

C’è voluto quasi un secolo per capire chi sono davvero.
E per permettermi, finalmente, di esserlo.”

– Ornella Vanoni

Permessi ❤️
31/10/2025

Permessi ❤️

Buongiorno ☀️
31/10/2025

Buongiorno ☀️

C’è un preciso momento nella vita, un momento che non ha un’età precisa, può arrivare a 28 come a 49, in un martedì pomeriggio qualsiasi o dopo una cena con uno che ha detto "sei troppo intensa" in cui smetti di essere Pollon.
Così, di colpo.
Smetti di scivolare tra i casini con la risata da ragazzetta furba.
Smetti di aspettare il miracolo, il lieto fine, la pillolina che sistema tutto.
Smetti di fare la simpatica.

E poco dopo, perché è una catena, mica uno schiocco di dita, smetti anche di essere Lamù.
Smetti di lottare per l’amore con lo sguardo da cerbiatta armata.
Smetti di fulminare l’uomo che ami nella speranza che migliori.
Smetti di credere che l’amore, se ci metti abbastanza elettricità, possa funzionare.

Quel giorno, quella sera, per i postumi da Tinder o per un premestruo fatale,
diventi Fujiko.

Non è un crollo.
È un’ascensione.

Non lo annunci su Instagram. Non fai un reel motivazionale. Non lo racconti nemmeno all’amica del cuore.
Lo sai. Punto.

Diventi Fujiko quando capisci che non devi spiegare niente a nessuno.
Non chi sei. Non cosa vuoi. Non perché te ne vai. Non perché sei arrivata solo per venti minuti. Non perché eri dolce e ora sei sparita.

Diventi Fujiko quando smetti di chiederti “piacerò abbastanza?” e inizi a pensare “ma io, mi piaccio abbastanza?”
Quando cominci a parlare lentamente.
A ridere piano.
A fare selezione come una portiera del Billionaire in ferie.

Fujiko non piange.
Fujiko non educa.
Fujiko non salva gli uomini emotivamente disabili.
Non si siede al tavolo della mediazione.
Non cerca l’equilibrio: lei è l’altalena.
Se vuoi salirci, devi tenerti forte.

Fujiko sa essere bellissima, spietata, affettuosa e irraggiungibile nella stessa inquadratura.
Ti fa credere che sta per restare. Poi sparisce. Ma con grazia.
Con un profumo. Una sigaretta accesa a metà. Una carta di credito mancante. Un ricordo che ti scava per cinque anni.
Non lascia traumi.
Lascia standard.
Dopo di lei, tutto è downgrade.

Diventare Fujiko è una grazia conquistata.
È lo stadio finale della maturazione sentimentale.
La laurea in autodifesa emotiva.
Il punto di non ritorno dove non ti salverà più nessuno, ma va bene così.
Perché ora sei tu quella che si salva.
E se proprio ti va, salvi anche gli altri.
Ma solo se se lo meritano.

Perché il ciclo è chiaro:
prima sei Candy, e ti innamori di chiunque ti porga un fazzoletto.
Poi sei Georgie, e ti inguai con tuo fratello.
Poi sei Pollyanna, e ti convinci che la felicità sia un dovere morale.
Che la sfiga vada ringraziata.
Che se non riesci a sorridere mentre tutto brucia, allora sei tu che sbagli.
(Pollyanna è la fase in cui ti dici “sono io il problema” e nessuno ti smentisce.)
Poi, con un moto d’orgoglio o un cocktail fatto bene, ti svegli.
E diventi Pollon, e ridi.
Ridi per non piangere.
Ridi per incasinarti con stile.
Ridi perché sei ancora viva e hai smesso di chiedere permesso.
Poi sei Lamù e speri.
Poi ti rompi i co****ni.
E diventi Fujiko.

Ed è bellissimo.
Eterno.
E soprattutto, irreversibile.

15/10/2025

Dovremmo resistere
Dovremmo insistere
E starcene ancora su
Se fosse possibile
Toccando le nuvole
O vivere altissimi
Come due acrobati
Sospesi

Il tempo
Non passa
Rallenta
Si ferma
È il vento
Che conta
Che canta

Disobbedire alla gravità
Non credo che sia grave
Non credo che sia grave
Non puoi chiamarla libertà
Finché non rischi di cadere

"Acrobati" di Daniele Silvestri

Per “relazioni tossiche”non ci limitiamo a considerare solo quelle con un partner.Spesso le peggiori sono dove non guard...
13/10/2025

Per “relazioni tossiche”non ci limitiamo a considerare solo quelle con un partner.
Spesso le peggiori sono dove non guarderemmo mai 🦋

🌹Quando l'intelligenza
ama chi la distrugge.

Molte donne intelligenti, capaci, sensibili, si ritrovano intrappolate in relazioni tossiche con persone manipolatrici. Non perché siano deboli. Non perché manchino di autostima. Ma perché dentro di loro c’è una parte rimasta ferma nel tempo: una parte giovane, ferita, affamata d’amore.
Quella parte, spesso chiamata bambina interiore nella psicologia del trauma, continua a cercare ciò che un tempo le è mancato: accettazione, cura, protezione. E spesso lo fa dove non può trovarlo: nelle braccia di chi ripete gli stessi schemi di abbandono o svalutazione vissuti nell’infanzia.
Il narcisista o chi comunque esercita un potere manipolativo, non entra per caso nella vita di una donna forte. Entra nel punto esatto in cui quella forza si spezza: là dove il bisogno d’amore diventa dipendenza emotiva, dove la confusione tra amore e dolore ha messo radici.
Quando ami chi ti spegne, chi ti fa dubitare di te stessa, chi ti punisce per avere dei bisogni emotivi, non sei ingenua. Sei in contatto, inconsapevolmente con una parte di te che crede ancora di dover lottare per meritare amore.
Questo è un meccanismo profondo: si chiama attaccamento disorganizzato o ripetizione del trauma. La tua mente, per quanto adulta, cerca di “risolvere” un dolore antico rivivendolo, nella speranza inconscia che stavolta l’esito sia diverso. Ma non cambia nulla. Cambia solo il volto di chi ti ferisce.
La guarigione inizia quando smetti di cercare fuori ciò che va ricostruito dentro. Quando invece di continuare a dare a chi non sa ricevere, impari a dare prima a te stessa.
Serve coraggio, sì. Ma serve anche compassione: verso quella parte bambina che ha fatto del suo meglio per sopravvivere. Non è stata colpa sua. Non è colpa tua.
Ma ora è tua responsabilità prenderti cura di te. Nessuno verrà a salvarti, ma puoi scegliere di salvarti tu.
E questo è l’inizio della vera libertà: riconoscere che l’amore non si mendica. Si costruisce, a partire da sé.
- Erika Serena Takdeer

🦋❤️
10/10/2025

🦋❤️

Indirizzo

Via Armando Picchi, 2
Grottazzolina
63844

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